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Per un nuovo foglio delle statistiche

“Someone created the box score, and he should be shot.”
Daryl Morey (GM, Houston Rockets)

 

 

L’affermazione di Daryl Morey è forte, ma è impossibile non cogliere il messaggio. Con il foglio delle statistiche in mano allenatori e giornalisti, tifosi ed addetti ai lavori, appassionati e curiosi fanno considerazioni e cristallizzano giudizi. Ma hanno davvero in mano gli strumenti per fare delle valutazioni fondate? La risposta netta ed immediata è: “no”. No perché quel foglio, come è concepito da tempo immemore , ingenera equivoci, se non veri e propri errori. E perché contiene un livello di informazione troppo basso rispetto a quello che ormai rilevatori di vario numero, genere e grado sono capaci di fornire. Sarebbe ora di cambiare. Anzi, E’ ora di cambiare. Come? Proviamo a vedere voce per voce cosa si potrebbe fare per creare uno scout 2.0 degno del nuovo millennio, analizzando a titolo esemplificativo alcune voci principali.

TIRI DAL CAMPO
Propongo l’abrogazione delle categorie “Tiro da 2” e “Totale tiri” in quanto sprovviste di senso cestistico e fuorvianti. 5 su 6 da 6 metri e 74 e 5 su 6 da 74 centimetri non è la stessa cosa. 8 su 14 con 2 o 11 tiri da 3, idem. Via quindi l’attuale configurazione, sostituita da una mappa di tiro che raggruppi in maniera omogenea conclusioni che ha senso comparare. Dal punto di vista della percentuale, l’unico dato da fornire è quello della cosiddetta percentuale “reale”, cioè quella che annette maggior valore ad un canestro realizzato da 3 rispetto ad uno da 2 e permette di comparare davvero le percentuali di Shaq e quelle di Nash. Accanto a questo dato, sarebbe opportuno fornire la cosiddetta “true shooting percentage”, cioè quella che mette nel conto anche i tiri liberi (con valore naturalmente inferiore ai canestri dal campo). Proprio pensando a Shaq e Nash in lunetta …

 

ASSIST
Qui le telecamere di cui sopra (http://www.nytimes.com/2013/09/06/sports/basketball/sophisticated-cameras-to-begin-tracking-every-nba-play.html?_r=0 per chi vuol saperne di più) ci possono aiutare tenendo conto del cosiddetto assist secondario (l’hockey pass che conduce all’assist vero e proprio). Anzi, già che siamo in argomento, lascerei all’occhio elettronico il compito di determinare cosa sia o meno un assist sulla base del tempo che intercorre tra passaggio, ricezione e tiro. Sperare che una definizione su un manuale possa produrre dati omogenei mi pare illusorio, laddove invece dire che ogni passaggio che produce un tiro entro “x” decimi di secondo è un assist è un dato oggettivo. Inoltre, sarebbe il caso di tenere conto di chi riceve quel passaggio, in modo da stabilire quali sono le intese più produttive all’interno di una squadra o una lega.

PALLE PERSE
Qui il lavoro da fare è di separare le pere dalle mele. Non si può mettere nello stesso contenitore un brutto passaggio, una violazione ed un fallo in attacco. Meno che mai, si possono considerare identiche palle perse che conducono ad un immediato contrattacco (live ball turnovers) e situazioni in cui il tempo si ferma. E’ ora di creare una tabella palle perse molto più utile rispetto ad un dato aggregato che lascia il tempo che trova. Idem dicasi per i recuperi, naturalmente.

RIMBALZI
Anche qui, profonda riforma. Intanto divisione netta tra rimbalzi offensivi e difensivi, che non hanno alcuna relazione tra di loro. Certo, alcune doti fisiche e tecniche sono utili per catturare sia gli uni che gli altri, ma finisce lì. Quello che davvero ci interessa è invece sapere in che zona del campo i rimbalzi vengono catturati, oltre che da chi. Le telecamere di cui abbiamo parlato ci possono anche fornire quanti rimbalzi vengono presi da un determinato giocatore quando ha una possibilità oggettiva di catturare il pallone (perché se è a 5 metri da dove la palla cade non ha senso considerarlo parte della lotta sotto le plance). Brutto?

VALUTAZIONE E PLUS/MINUS
Qui il discorso si fa leggermente più tecnico. Basti però dire che il dato “lordo” nel caso del plus/minus non è indicativo. E che un indice in cui un punto segnato ed un fallo subito (magari perché l’avversario lo spende volontariamente) hanno lo stesso valore va cancellato immediatamente, senza se e con ancor meno ma.

Concludendo: si potrebbe andare avanti per ore. Nessuno contesta il fatto che un report sintetico sia utile a farsi una prima idea di massima sulla partita. Senza però dare corso alla proposta un po’ draconiana di Morey, sarebbe ora di mettere mano a questo report. Perché no?

Published inHomepageUncategorized

3 Comments

  1. lm lm

    Per me sono solo seghe mentali…

  2. Sempre ottimo Flavio, ma la voce Rimbalzi è doppia, sia come presenza che come concetto, direi 🙂

  3. Credo che Tranquillo (davanti a cui mi inchino ogni volta che lo sento) abbia sia ragione che torto…ha ragione perchè le statistiche dicono poco o nulla e bisogna saperle interpretare (al suo articolo io aggiungo ad esempio una considerazione sui rimbalzi: io valuterei anche la percentuale di rimbalzi: una cosa è catturare 10 rimbalzi in una partita da 30 rimbalzi totali, una cosa è farlo in un partita da 60 rimbalzi)…ha torto perchè non si può pensare di fare come dice lui, aggiungere differenza tra palle perse per falli, passaggi sbagliati o infrazioni, tiri da 2, 3, 4 metri, ecc.ecc., perchè allora servirebbero 10 pagine di statistiche a partite e ci perderemmo…

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