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Per fatto personale

Egregio Signor Claudio Pea, siamo a scriverLe in forma di lettera aperta per condividere con il pubblico il forte disagio che proviamo nel tornare a leggere, dopo qualche tempo, Suoi scritti che ci riguardano. O meglio, che ci riguarderebbero laddove quelli ivi “rappresentati” assomigliassero nella ricostruzione giornalistica ai veri noi. “Noi” in questo caso significa due persone diverse, che fanno vite diverse e con diversi interessi. Amici sì, molto e da molto. Che si stimano, molto e da molto. Colleghi in passato, spesso frequentatori di una comune cerchia sociale. Mai però riconducibili ad espressioni come “banda”, “cupola”, “boss”, “affiliati” che feriscono profondamente chi prova, con i suoi limiti, a combatterle ogni giorno.

 

 

Per motivi a noi incogniti, Lei “descrive” da tempo un nostro continuo lavorio dietro le quinte finalizzato a orientare, condizionare, influenzare tutto quello che succede nel basket italiano. Lavorio del tutto inesistente, che tra l’altro ci accredita di possibilità in tal senso che non abbiamo oggi e mai abbiamo avuto. Nei Suoi post circostanze del tutto immaginarie vengono contrabbandate per certamente avvenute. E pur rispettando massimamente la libertà di pensiero ed espressione, non ci sfugge che la legge e l’etica giornalistica non ricomprendono in questo novero la libertà di dipingere gli altri sotto una luce negativa riportando “fatti” mai accaduti. A maggior ragione facendo apparire questa attività di “denuncia” come la risposta “coraggiosa” a dei “potenti”. Ma veramente Lei pensa che siamo noi due e qualche altro amico/conoscente i pupari del basket italiano? Per un po’ ci si può anche ridere amaramente sopra, ma alla lunga l’aspetto denigratorio prevale.

 

 

Simili “accuse” sono già state avanzate sul Web in forma anonima in passato. Una forma talmente diffamatoria da costringerci a perseguire l’innominabile estensore (Attilio Giglio il suo nome di fantasia) in sede giudiziaria. Come allora siamo stupefatti e indignati per l’insussistenza degli “addebiti”, erronei e calunniosi. Uno impegnato a fare telecronache NBA e l’altro assorbito completamente dal lavoro presso Euroleague, ci troviamo da tempo ad avere contatti assai saltuari con esponenti del basket italiano. Senza peraltro avere alcuna volontà o modo di organizzare bande, associazioni o gruppi di pressione (che aborriamo per principio). Siamo due padri di famiglia, che lavorano con soddisfazione e passione. Sappiamo di poter essere soggetti a una critica anche spietata. Nella certezza di non aver mai provato a conseguire vantaggi indebiti dalle rispettive posizioni, non possiamo però più accettare supinamente che la nostra reputazione venga a diverse riprese infangata.

 

 

Se ritenesse di accettare un confronto sereno sui fatti onde terminare questo stillicidio, saremo felici di smentire nel merito ogni falsa ricostruzione. Con dovizia di particolari ed ampia “facoltà di prova”, in privato o pubblico, in forma orale e/o scritta. Diversamente, saremo ancor più felici da subito di non leggere più che siamo del tutto ipotetici ideatori e registi di un’associazione che sembra avere a che fare con l’articolo 416 del Codice Penale. Siamo sicuri di non meritarlo. E di non meritare che i lettori dei Suoi scritti che non ci conoscono o ci conoscono solo superficialmente possano farsi venire il dubbio che siamo persone di “quel” tipo. Auspichiamo una risposta seria, circostanziata, rispettosa ed intellettualmente onesta. Come noi, negli umani limiti, ci sforziamo responsabilmente di essere con tutti.

 

 

Andrea Bassani

 

Flavio Tranquillo

Published inHomepage

6 Comments

  1. Riccardo Cortesi Riccardo Cortesi

    Mi sono avvicinato alla NBA grazie alle telecronache del duo Tranquillo / Buffa, cui devo massima riconoscenza. Criticarli dal punto di vista professionale vorrebbe dire non riconoscere, colpevolmente, il loro apporto a questo sport; gettare fango indiscriminatamente in questo modo rivela, in maniera ancor più grave, solo la pochezza di chi di queste critiche è l’ artefice.
    Approfitto invece in maniera più utile di questo spazio per ringraziare di cuore i sopracitati, non avendo altre opportunità per farlo; un grande saluto e appuntamento a gara 2!

    Riccardo

  2. giacomo giacomo

    Grazie a Flavio Tranquillo a 50 anni ho cominciato ad amare (ed anche un po’ a capire)il basket NBA.
    Giacomo

  3. enrico enrico

    Flavio penso che le persone intelligenti capiscano, certe persone vivono di provocazione e pensano che il modo migliore di vivere sia parlare male di tutti, e purtroppo hanno anche dei seguaci , ma fidati che sono pochissimi.

  4. Francesco Francesco

    Flavio, innanzi tutto i miei personali complimenti per la tua capacità di capire ciò che scrive la persona in questione, visto che faccio fatica a definirlo italiano. Purtroppo certa gente ritiene che scrivere in maniera ermetica li elevi al di sopra della massa di comuni mortali e faccia tanto figo, mentre invece irrita soltanto. La vera bravura di un divulgatore (quale un giornalista dovrebbe essere) sta nell’esprimere concetti difficili in modo da renderli comprensibili ai più, ma senza banalizzarli o semplificarli, e tu, grazie a Dio, in questo sei un maestro.

    Sul caso specifico, è talmente ridicolo che non c’è molto da dire. Se è una colpa, dopo aver lavorato 30 anni in un settore, avere delle amicizie o trovarsi meglio con alcuni piuttosto che altri allora sei assolutamente colpevole! Poi pensare che avere delle amicizie significhi creare un gruppo di potere e gestire tutto un settore escludendo chi non fa parte del giro, mi pare paranoia.

    Certo che se davvero sei così potente potresti trovare un sistema per farti mandare, pagato, negli States a commentare le partite invece di farlo da Rogoredo (con tutto il rispetto!).

    Comunque in certi casi va bene il dantesco e sempre attuale “non ragioniam di loro”, ma anche una querelina non farebbe male!

    A presto!

    • Francesco Francesco

      Ovviamente il fatto che quest’anno, dopo credo 8 anni, vi abbiano finalmente mandati a commentare le Finals in loco non cambia la sostanza di quanto ho scritto! 🙂

  5. Giovanni Stefanini Giovanni Stefanini

    Massimo stima a Flavio Tranquillo, che non smetterò mai di ringraziare per avermi avvicinato al basket NBA.
    Un grandissimo giornalista da apprezzare (secondo il mio punto di vista) anche per le sue idee/interessi/battaglie extra sportive.
    Grazie ancora
    Giovanni

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