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Pensieri a raffica, special edition

Special edition perché sono in partenza per l’America (viaggio di aggiornamento NBA, una diecina di giorni). Settimana piena di impegni, sorry per non aver aggiornato il blog ma … (sh)it happens
Da quando non ci sentiamo ho visto splendide partite. Lottomatica-TAU, roba fine di Eurolega. Emozioni anche oggi al PalaLottomatica. Grandi sprazzi di Siena, sia massacrando La Fortezza e Snaidero che spuntandola sul filo contro il Panathinaikos

E poi Lui. Il Trascendente, non solo il Prescelto. “He’s a beast” – ha sentenziato Paul Pierce. Piaccia o meno, l’MVP è già assegnato, Lebron James è semplicemente di più.

Torno sulla gara di oggi a Roma. Subito il discorso sull’episodio dell’antisportivo a fine regolamentari. Intanto faccio ammenda per non aver notato che il fallo era di Crosariol e non di Porta, uno dei tanti errori (ho anche confuso Bon Jovi coi Guns ‘n Roses !). NON ho sostenuto però che non fosse antisportivo. Ho sostenuto, ed è cosa ben diversa, che questa situazione, per quello zero che capisco io, è ben all’interno della dialettica “normale” del gioco e non andrebbe punita in maniera più pesante rispetto alla sanzione “normale” dai legislatori che fanno le regole. Tu stai andando a segnare facile, io non voglio darti due punti e spero che sbagli almeno un tiro libero, spendo un fallo e mi accingo a seguire i tuoi liberi. Se il fallo è di eccessiva e non necessaria violenza, lo si sanzioni in maniera più pesante. Ma se, come quello di stamane, non è tale, per me andrebbe depenalizzato. Due tiri e possesso sono una pena capitale, e quello non è un delitto così grave. E’ la mia opinione, non riguarda gli arbitri che devono solo far osservare quelle regole. Che comunque riferiscono il loro giudizio al concetto di “giocare la palla” o meno. Chi difende non vuole giocare la palla, è un concetto sfuggente, scivoloso, troppo lasco e filosoficamente discutibile. In difesa voglio fare muro, contenere, anticipare, scivolare. Qualche volta (poche) rubare o stoppare. Ripeto comunque, non mi riferivo a Mattioli o all’arbitro che applica correttamente le direttive che gli sono state date. Penso però che bisognerebbe ragionare bene su cosa stiamo facendo, su qual è la ratio di certe direttive, e non accapigliarsi sul singolo episodio o accettare acriticamente un’interpretazione (quello è il mestiere degli arbitri, non dei giornalisti)

Roma malissimo 30 minuti abbondanti, ma gli ultimi 10 confermano che quanto a spirito e voglia ci siamo alla grande. Quanto a gioco, soprattutto a metà campo, un po’ meno. Come a Rieti mancava Becirovic e come a Rieti la Lottomatica ha avuto bisogno di 5 minuti supplementari e di un Giachetti spaziale per portare a casa la W. E Sani, con tutta l’immensa classe, non è comunque la risposta, perché può sfornare anche 5 assist da fantascienza ma non è il tipo di giocatore che ti aiuta a muovere la palla in maniera efficace.

L’Air ha giocato ancora una volta alla grande in trasferta. Ancora una volta poco Williams (colpa sua e degli altri), come da qualche gara poco Warren e pochissimo Diener (vedi sopra). Eppure la squadra di Markovski ha condotto a lungo, reagito e provato a non arrendersi. Crosariol irreale, deve solo realizzare che ha corpo e tecnica da altissima Eurolega e trovare continuità, limiti oggettivi non ce ne sono

Alla settima giornata Sundiata Gaines era a un millimetro dal taglio, era andato in doppia cifra solo 3 volte su 7 e contro AJ e La Fortezza non aveva dato un singolo segno di vita. Lo stesso giocatore ha firmato un altro gran colpo esterno della NGC, corsara a Pesaro. Nelle ultime 5 il quasi tagliato viaggia a 19,8 di media con 16/29 da 3. Bruno Arrigoni è un grande scout, ma lo era anche quando il ragazzo newyorchese era un pesce fuor d’acqua. Più importante è il lavoro che lui, la società e lo staff tecnico fanno per recuperare quelli in difficoltà. Chi scrive ricorda Bootsy Thornton, nella stessa situazione, esplodere prepotentemente dopo aver rischiato il taglio a seguito di un encefalogramma cestisticamente piatto. Non significa che bisogna aspettare tutti in eterno. Ma non capire quale sia il salto professionale ed umano che questi ragazzi fanno venendo in Europa è sbagliato. Qualcuno ricorda quando D’Antoni voleva tagliare un ectoplasma che avev scritto detro la maglia “Djordjevic” (e non Smith o Williams)? E quando dopo la Befana lo stesso giocatore divenne un’iradiddio totale con lo stesso allenatore e gli stessi compagni ?

Published inHomepagePensieri a raffica

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