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Pensieri a raffica

Ø 12 partite, 8 finali in volata, 5 persi, 3 vinti. L’Armani Jeans è sempre sé stessa, nel bene e nel male. Ci dà,e molto. Difende. Se la passano. Ma sono tanti troppo uguali. Spesso la fisicità è limitata, soprattutto quando non ci sono Hawkins e Sow. Il bicchiere continua ad essere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo, e oggi ancora una voltai palloni decisivi sono stati nelle mani di Katelynas, Bulleri e Hall, tutti in vari recenti momenti indiziati di taglio. Idea pazza: e qualche volta un quintetto con Hall nel suo ruolo vero, cioè l’ala piccola ? E ancora: se l’idea per vincere in trasferta è il quintetto piccolo (come a Istanbul spazio a Katelynas da 5), forse Rocca e Sow assieme sono un lusso

Ø Personalmente sono un enorme tifoso delle doti di Luca Vitali, giocatore speciale per tecnica, palle e intelligenza cestistica. Proprio per questo penso che possa capire che tra la sicurezza e il complesso di superiorità il passo può essere fin troppo breve. E che per fare la differenza è più importante fare tre cose facilissime nel momento del bisogno che tre miracoli qua e là. Fermo restando che il suo antisportivo, come il tecnico di Hawkins, è grave non tanto in quanto umano errore ma in quanto diabolico perseverare (analogo fallo senza conseguenze allo scadere del primo quarto contro Cantù).

Ø La Benetton ha tutto quello che non aveva la passata stagione, cioè umiltà, intensità, continuità e voglia di sporcarsi le mani per una vittoria. Non ha probabilmente il talento, che aveva nella passata stagione per quanto fine a sé stesso, per essere subito competitiva nella zona alta della classifica, ma stamattina l’ambiente al PalaVerde era molto confortante dopo i forni della passata stagione. A pelo a pelo, dicono in Campania, si fa il pennello

Ø Tiene banco ovviamente il caso-Boykins. Inutile dire che l’indisciplina non va accettata e che chi si mette sopra il gruppo si mette fuori dallo stesso. Come finirà non siamo in grado dirlo, dipende da molti fattori. A naso si va verso il taglio, non mi pare un rapporto ricucibile e non sono sicuro che nel profondo delle proprie convinzioni né Sabatini né Boniciolli ritenessero il piccoletto necessariamente la vera soluzione del puzzle. Trattasi di giocatore molto forte, molto peperino e molto poco (zero) playmaker nel senso classico. Viste le caratteristiche degli altri (penso a Righetti, Vukcevic, Chiacig, Giovannoni tanto per dire quattro nomi immediatamente) l’ometto di Cleveland poteva anche essere un corpo estraneo. Da qui a dire che in caso di conferma del taglio la Virtus, oltre a risparmiare dei bei soldi, ha fatto un affare tecnico, ce ne passa. Le accelerate di Boykins appartenevano ad un altro livello di basket, per poco collegate che fossero al resto del sistema. Se davvero se ne va è questione di ragionare bene su cosa fare, e magari investire Langford del ruolo di capobastone.

Ø Visto Carmelo Anthony al Madison giocare un quarto periodo pazzesco, frustrando da solo la difesa dei Knicks che ad ogni azione mandava un uomo in più salvo essere regolarmente beffata. Fenomenale davvero. New York fa intravedere dei barlumi, cerca di metterci qualcosa ma è terribilmente discontinua, non prende un rimbalzo ed è emotivamente nelle mani di un ipercinetico Nate Robinson, mistero atletico senza uguali nel panorama dello sport mondiale

Ø Biella lo scorso anno aveva vinto con una grande rimonta a Udine. Stavolta la rimonta l’ha subita, giocando una brutta rimessa con poco meno di 4 secondi sul cronometro (un passaggio indietro a Spinelli che parte da fermo non è parsa l’idea del secolo). Un’altra vittoria per coach Meo Sacchetti, cervello fine quanto grosse sono le scarpe di uno dei più grandi giocatori della storia del nostro basket

Ø Roma vince ancora, stavolta stendendo la Premiata dei 4 neri nel quarto periodo, quando una panchina sterminata tende a fare la differenza. Il ritorno in campo di Becirovic è decisivo come Hutson, ora si tratta di decidere come andare avanti. 20 giorni senza una parola definitiva sui sostituti di Repesa e Ray, ovverosia le due personalità più importanti fino al momento della loro partenza, sembrano tanti.

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