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Pensieri a raffica

  • Ho visto MPS-Fenerbahce. Credo, con rispetto, che si tratti di due estremi, la squadra che fa di più rispetto al valore teorico dei singoli e quella che viceversa raggiunge il minimo nel rapporto teoria-pratica. Sarebbe facile discendere alla conclusione che da una parte è merito e dall’altra colpa dell’allenatore. Io invece, che certo condivido molte più idee con Pianigiani che con Tanjevic, ritengo che sia solo apparentemente logico questo modo di procedere. Che una squadra non diventa grande senza un grande allenatore, ma non tutti i grandi allenatori sono sufficienti per creare una grande squadra. Il che non toglie che il Fenerbahce giochi in maniera veramente impresentabile per atteggiamento e sviluppo, e che siano bastati due raddoppi e due canestri di Lavrinovic per affondare una banda di giocatori dal livello teorico e lo stipendio decupli rispetto alla voglia di giocare insieme. Cosa di cui l’allenatore deve essere responsabile of course, ma solo nella sua quota-parte
  • Analogamente mi pare poco corretto a livello di metodo pensare a Boniciolli come ad un pranoterapeuta del canestro che impone le mani ai discepoli smarriti e li guarisce dal mal sottile. Matteo, che certo condivide molte più idee di Tanjevic rispetto a me, ha portato il suo robusto mattoncino. E sfruttato la famosa “scossa”. E la profondità del roster. Nonché gli oggettivi demeriti dei suoi avversari lombardi. Non può essere tutto merito suo (e per converso un disastro di quel Gentile che esordì nella stagione precedente con 9 vittorie di fila). E ancora meno può essere solo un caso. Le proporzioni in cui tutti questi ingredienti pesano nella mini-striscia capitolina potremo definirle solo col tempo. Posto che se l’obiettivo è quello di non finire sotto l’ottavo posto per non perdere la licenza di Eurolega (che non è più triennale ma indefinita nel tempo) a me pare che la Lottomatica sia la più attrezzata a sfidare in finale Siena (tabellone permettendo). E non solo perché ha battuto un’AJ così piatta che più piatta non si può
  • Tornare sul caso-Napoli non è facile. Ma non è facile neppure nasconderlo. Ripeto rapidamente i concetti: indipendentemente da quanto prevedibile fosse il finale della vicenda, a questo siamo, ad un finale. I titoli di coda sono già scorsi per intero, la luce è stata riaccesa e la gente ha lasciato il cinema. Ora si tratta di trovare chi lo dice a voce alta e lo sancisce. Detto con profondo rispetto, non me ne frega alcunché delle regole e di quello di dicono rispetto al permettere che questo scempio prosegua. A meno 8, senza risorse, con una vicenda di falsi da chiarire e giocatori che l’ ormai ex-allenatore, vittima incolpevole, deve elogiare per numero di maglia in conferenza stampa, la scritta “game over” la verga il buon senso, altro che regole. Mi verrebbe facile scagliarmi contro alcune delle cose dette da Papalia nell’intervista a Stefano Valenti. Se vi incuriosisce leggetela qui . Mi interessa invece sapere altro, tipo cosa si pensa di fare per evitare in futuro cose del genere. Come riscrivere non le regole ma la cultura di questo giochino, così dilettantesco e caciarone da non ricordarsi che la sua salute dipende da concetti noiosi ma ineludibili come investimenti, economicità, rispetto delle scadenze, risorse, ecc. E dalla serietà delle persone, che si misura nell’affrontare con onestà intellettuale gli errori, e non nell’evitare di commetterli
  • Durante le feste abbiamo anche versato lacrime di coccodrillo per non aver benedetto le feste con abbondanti dosi di basket in campo e sui media. Il pianto del giorno dopo d’altronde è da sempre una specialità nazionale. E poi, chi dovrebbe prendere in mano le redini della cosa e dire adesso si fa così” ? Chi, la Federazione, la Lega, il CONI, i dirigenti di società ? Chi ?????? Quelli che stiamo aspettando sul caso-Napoli ? Quelli che hanno reso possibile il non-tesseramento di un giocatore (nell’epoca del Wi-Fi) per la chiusura di un ufficio ? Quelli che stanno gestendo Baskettopoli in questa maniera ?
  • Prima di chiudere con la già citata Baskettopoli, è meglio ricordare a tutti noi che stiamo aspettando Godot. Beckett sarebbe orgoglioso di un mondo in cui tutti si accusano a vicenda di azioni ed omissioni con toni grandguignoleschi senza mai prendersi una singola responsabilità. Neppure quando succedono cose di enorme gravità (pur nella loro non-serietà).

Come appunto Baskettopoli, che documenti di varie istituzioni statali fotografano così:

Un’indagine della Polizia postale e della comunicazioni durata circa 2 anni, coordinata dalla Procura di Reggio,  che ha portato alla contestazione di gravi responsabilità penali nei confronti dei vertici pro-tempore del Comitato Italiano Arbitri, organo tecnico della Federazione Italiana pallacanestro e di circa 80 tra arbitri e designatori arbitrali.

Ai vertici, pro tempore, del Comitato Italiano Arbitri GARIBOTTI GIOVANNI, Presidente, GIOVANNI BATTISTA MONTELLA, responsabile del Settore Commissari Speciali, ALESSANDRO CAMPERA, designatore dei Commissari Speciali e MASSIMO CUOMO, Designatore degli arbitri di serie C maschile, vengono contestati i reati previsti e puniti dagli artt. 416-323 c.p. ed art. 1 co.1, L. 401/89 (associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio ed alla frode in competizioni sportive); ai restanti indagati, a vario titolo, i reati di abuso d’ufficio e frode in competizioni sportive, in concorso. Già il 28/04/09 a Garibotti, Montella e Campera era stata notificata, la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, emessa dal G.I.P. di Reggio Calabria dott.ssa Kate Tassone.

L’attenzione dapprima si era incentrata sulla modalità e la tempistica nelle decisioni sui voti da attribuire agli arbitri da parte dei vertici del Comitato Italiano Arbitri. Va evidenziato che tali decisioni erano determinanti per l’avanzamento in carriera di alcuni e per la penalizzazione e retrocessione di altri. Dallo sviluppo delle indagini è emerso in modo chiaro che il sistema era fortemente influenzato dai predetti, i quali penalizzavano gli arbitri non consenzienti alle loro indicazioni, facendoli retrocedere ed invece favorendo quegli arbitri che si attenevano alle disposizioni ricevute. Detto sistema ha peraltro consentito ai quattro responsabili, attraverso arbitri consenzienti, di favorire alcune squadre a danno di altre, determinando promozioni e retrocessioni di compagini sportive. Gli incontri oggetto d’indagine, allo stato, riguardano alcune squadre delle regioni Toscana, Umbria e Sicilia, militanti nei campionati nazionali di serie B e C.

L’attività illecita ha lo scopo di creare una categoria di arbiri compiacenti e ragionevolmente più disponibili verso eventuali richieste dirette a pilotare gli incontri”.

Gli indagati consegnano al giudice e alla collettività uno spaccato desolante del malaffare che sembra avvelenare. in base all’evidenza disponibile, anche quello che piacerebbe pensare come il tempio della meritocrazia pura, dell’agonismo di olimpica memoria, il luogo del “vince il migliore”. E ancora: “L’illecito è stato ed è posto in essere dai tutori delle regole, dai controllori e via via sempre più su in una girandola di cinismo e spregiudicatezza che, oltre al rispetto delle regole, sembra aver travolto anche il senso del pudore”.

Toti: “So per certo che sono sotto osservazione anche partite di serie più importanti. Spero che la verità venga a galla”

Parole, precise e pesanti, evidentemente legate in gran parte a dei fatti (alcuni già accertati). Tutti da circoscrivere e definire nelle sedi designate. Per l’ennesima volta, SOPRATTUTTO per confermare che la stragrande maggioranza della categoria è da sostenere con convinzione, a tutti i livelli. Ma non è che per questo, o per quieto vivere o per altri motivi si possa far finta che sia una barzelletta. Sì, quasi tutti abbiamo reagito in ritardo, lo scrivente per primo. Sì, prima che la Gazzetta ci facesse due pagine non abbiamo colto la portata del disastro, mea maxima culpa. Ciò detto, il problema non è il ritardo nel registrarlo ma il disastro in questione. Di giochetti col dito e la luna ci intendiamo abbastanza per non farci irretire. E che tra le righe ci tocchi sentire che “non c’è rilevanza penale”, che comunque “le cose faranno il proprio corso”, che “sono esagerazioni mediatiche”, che “è roba solo delle minors”, beh, è davvero un po’ troppo.

E’ anche troppo creare un partito trasversale per togliere i riflettori dalle cose importanti ed illuminarne altre, per illuminare qualche possibile colpevole più di altri o comunque per far perdere di vista la valenza generale della vicenda cercando uno o più capri espiatori che a propria volta hanno sempre la chance di mega-chiamate in correità, magari pubbliche ed indistinte (altra grande specialità tricolore).

Invece, il Godot di cui sopra dovrebbe arrivare, farci un compendio completo di tutto quello che è stato rilevato dalla Procura tramite le intercettazioni, dirci chi è già stato dichiarato colpevole e, ahimè, escluderlo per sempre (mica a tempo !) da un ambito così delicato. Non per giustizialismo, ma perché quelle carte trasudano di violazioni dell’etica sportiva che non possono essere addebitate ad uno sbandamento momentaneo.

Ma questa (molto ipotetica) azione, sarebbe solo un misero atto dovuto. Una parte infinitesimale della rivoluzione valoriale che dovrebbe avviarsi per lo shock di leggere quelle cose. Così come i legittimi interessi dei danneggiati (arbitri retrocessi o non promossi, squadre dove accertato) vanno tenuti nel massimo conto. Ma idealmente nei vari procedimenti la costituzione di parte civile più importante è quella di tutti gli appassionati, non di un singolo o della FIP (bizzarra posizione tra l’altro …). Chi è stato danneggiato va risarcito presto e bene, come giusta deve essere la misura delle pene. Ma l’interesse comune è più importante di quelli singoli, pur meritevoli della massima tutela. Punire chi ha sbagliato e risarcire chi ne ha diritto, senza caccia alle streghe ed esagerati sensi di colpa. E poi ?

E poi cambiare. In meglio. Uscire dalle tenebre, dalla politica, dal carrierismo, dalle rendite di posizione che infestano un’attività così nobilmente declinata da tanti sportivi veri che sacrificano tempo e affetti per permettere al basket di esistere. Dare risposte franche ed oneste, dirette ed esaustive. E darle nei tempi e modi giusti, in maniera completa, almeno quando si decide di farlo. Prendo due esempi di cui ci si è occupati recentemente.

Il primo è relativo alla vicenda Cicoria-Siena, di cui trovate ampio resoconto in post precedenti. Ampio non per fare del sensazionalismo o sussurrare chissà che. Solo perché le intercettazioni attraversano il territorio delle designazioni ed è nostro dovere chiedere delucidazioni, un’interpretazione autentica che tenga appunto lontane quelle interessate e capziose, da qualsiasi parte provengano. La risposta arriva dopo qualche giorno tramite l’intervista alla Gazzetta dello Sport di uno dei due designatori, Colucci, che si allinea alla spiegazione data dall’abbonato senese (http://www.menssanabasket.it/site/detailNews.aspx?K=2522). Ma Colucci e in generale la FIP (o il CIA) ci devono perdonare se ci permettiamo di fare delle considerazioni, senza avere alcun motivo per dubitare della versione sua e del signor Vettori.

  1. Se le cose stanno esattamente così (nel senso che non c’è qualcos’altro da sapere), quale punizione è stata comminata all’autore di un gesto così grave ? Un arbitro che fa una cosa del genere deve star fermo a lungo secondo me, non essere semplicemente tenuto lontano dal campo in cui è avvenuta. Almeno, io la vedo così e mi piacerebbe conoscere l’opinione dei suoi responsabili (che so essere diversi dai designatori).
  2. Quattro anni di assenza da un campo non sono un’anomalia per un arbitro che era stato ritenuto in grado di dirigere la gara 4 di una serie la cui gara 1 (stando a Vettori e Colucci) si sarebbe conclusa in quella maniera ? Si badi bene, a scanso di agitatori di dita in agguato, quando parlo di anomalia non mi riferisco a qualcosa di losco o torbido, men che mai volto ad alterare l’esito di gare. Mi riferisco al criterio di designazione e soprattutto al fatto che tutto sia stato tenuto sottotraccia per quattro lunghi anni senza che mai l’argomento venisse affrontato. Laddove una rapida e chiara pubblicità avrebbe disinnescato sul nascere qualsiasi dubbio

La seconda vicenda ha avuto il suo corso nel weekend. Sabato il collega Enrico Campana pubblicava su “Il Cittadino” uno circostanziato articolo in cui tra le altre cose si affermava che

E purtroppo si torna a giocare con una coda di inchiesta che tocca livelli alti, con possibili filoni e ramificazioni, ma non riguardante i club. Si tratta di un “malaffare”, come lo si descrive, del sistema arbitrale che sembra un castello di carte. La lettura natalizia approfondita degli atti della procura di Reggio Calabria “sdoganati” dall’ufficio legale della Federbasket ha riservato amare sorprese e l’immediato intervento del presidente del Comitato Italiano Arbitro. Sarebbero coinvolti 3 arbitri di A, 2 di Lega Due, un commissario di A, un commissario di Lega Due ed altri arbitri e commissari delle serie minori fra i quali addirittura un dipendente della federazione che opera nella A dilettanti. E inoltre due presidenti di Comitati regionali, uno dei nord e uno del sud, quindi anche la stessa struttura federale periferica negli ultimi tempi oggetto di ipotesi di riforma. Lo scenario dei tre casi principali sarebbe quello di raccomandazioni, un malvezzo però un po’ spinto. Un arbitro avrebbe raccomandato un proprio collega di A1 del quale è molto amico per dirigere gare più importanti. Un altro voleva aiutare un famigliare a far carriera nei campionati minori. Il caso più grave che configura una possibile forma di tentativo di illecito, è il colloquio in cui si perora la causa per salvare una squadra ligure in una partita delicata del campionato dilettanti. Squadra che sulla carta partiva battuta, come si ascolterebbe nelle intercettazioni, e invece sorprendentemente risultò vincitrice. Luciano Tola si sarebbe mosso tempestivamente,e il 31 dicembre avrebbe informato chi di dovere. Il quale sembra non fosse a conoscenza di questo “livello maggiore”!. Il Procuratore Federale disporrà per lunedì i provvedimenti del caso per riaprire il fascicolo che riguarda già 41 indagati per “abuso di ufficio e frode sportiva nei campionati di B e C per favorire alcuni arbitri”.
Da parte sua il presidente dell’Aiap (Enrico Sabetta, succeduto a Luciano Tola) ha indetto una riunione straordinaria per sabato 2 gennaio al PalaBarbuto di Napoli, come si legge sul sito dove l’ordine del giorno era “Inchiesta di Reggio Calabria, Comunicazioni del presidente, Varie ed eventuali). Due dei tre fischietti “pizzicati” nell’indagine della procura reggina per il filone delle carriere arbitrali taroccate – per ora tutti fatti senza rilevanza penale, ma gravi per la Magna Charta sportiva che sancisce l’obbligo della correttezza e lealtà sportiva – scenderebbero addirittura in campo questa domenica in una partita molto delicata. Lunedì la Procura federale annuncerà l’apertura dell’inchiesta-bis, e dovrebbe scattare una sospensione cautelativa di un mese per procedere agli interrogatori. La cosa fa rumore, ma era nell’aria da tempo. Troppe polemiche aspre sugli arbitraggi si sono lette ed ascoltate, soprattutto da parte di alcuni presidenti. Si vociferava di veti, anche di arbitri aventiniani (l’enigmatico semiritiro di Reatto, ufficialmente per stare vicino alla moglie). E Roma ritenendosi colpita avrebbe da parte sua presentato addirittura un esposto alla Procura di Reggio Calabria. Se il Procuratore Alabiso risconterà fatti o comportamentali lesivi sull’operato dei tre arbitri in termini di condotta antisportiva, si prospetta una punizione esemplare .

Permettetemi di ritenere che un collega di questa esperienza non sia in grado di partorire un pezzo con riferimenti così precisi se non ha avuto notizie ritenute affidabili da fonti confidenziali. Lette queste parole, come altri, mi sono messo alla ricerca di conferme o smentite, ed ho trovato soprattutto le prime. Anche perché inserendo in un motore di ricerca i nomi degli arbitri di serie A che sarebbero stati sospesi (giravano vorticosamente nell’ambiente) si ottengono questi risultati:

Carmelo Paternicò è stato sentito in relazione ad una telefonata tra lui e Garibotti nella quale Paternicò avrebbe sollecitato la designazione di un commissario “benevolo” nella valutazione del fratello di un altro arbitro di serie A, Renato Capurro, arbitro della A dilettanti.

Esempio dagli atti del Gip: “L’arbitro Enrico Sabetta chiama Montella per raccomandare Laura (Russo)”.

Anche qui, colpa mia e di altri aver “scoperto” la vicenda tardi. La questione relativa a Paternicò viaggiava in rete a inizio maggio, e riesce naturale pensare che se avesse avuto una qualsiasi rilevanza provvedimenti sarebbero stati presi ben prima del gennaio 2010. Voglio dire, qualcuno lo avrà pur sentito nel merito (come gli altri). Probabilmente per giungere alla conclusione che si trattava di una sollecitazione priva di risvolti irregolari, perché se io chiamo il mio direttore e gli dico che forse Mamoli o De Rosa meritano più attenzione spero di non fare alcunché di disdicevole e che il direttore decida per i fatti suoi. Ma indipendentemente dal merito, qui rileva sapere come mai queste faccende vengano fuori così tardi ed in maniera così abborracciata. E soprattutto come mai vengano fuori con questa indiscutibile evidenza e poi vengano “smentite” (????) così dalla FIP dopo che il presidente del CIA aveva parlato di “esagerazioni mediatiche” nell’intervallo di Lottomatica-AJ (dove in campo c’erano Paternicò e Capurro)

“Allo stato attuale non c’e’ nessuna iniziativa di sospensioni per questi arbitri”. Lo afferma la Federazione Italiana Pallacanestro. La Fip smentisce cosi’ quanto pubblicato dalla Gazzetta dello Sport sulla sospensione di tre arbitri di Serie A (Paternico’, Sabetta e Capurro) e due di Lega2 (Beneduce e Perretti) perche’ citati nelle intercettazioni della Procura di Reggio Calabria relative all’inchiesta su alcune partite minori, dalla A dilettanti in giu’, di alcuni campionati italiani. La Fip ha avviato un accertamento interno per capire come sono venuti fuori i nomi di questi arbitri per i quali – precisa la federazione che domani pubblicherà un comunicato ufficiale sulla vicenda – “non c’è nessun coinvolgimento di responsabilità per quanto concerne la giustizia sportiva”

La fuga di notizie no, dai. Non fateci un comunicato sulla fuga di notizie, come se al Cittadino o alla Gazzetta ci fosse gente che pedina, intercetta o spia. O come se a professionisti di quel livello potesse venire in mente di precostituire dal nulla un falso su una cosa così specifica. Dai ragazzi, siamo seri. Chi domenica non ha sentito questa storia da varie fonti (tutte rigorosamente provenienti di prima mano dall’interno della categoria arbitrale) vive in un altro ambiente o su diverso pianeta.

E poi, se neghi una cosa che chiaramente ha un fondamento, annunci comunicati per giovedì (ovverosia 5 giorni il Cittadino, 3 dopo la Gazzetta) e parli di complotti mediatici ottieni un solo risultato. Che è quello di far pensare che c’è qualcosa di grosso da coprire. E che questo obiettivo venga raggiunto scientemente o meno è irrilevante. Io processi alle intenzioni non ne faccio, ed anche se mi appassiona molto la ricerca di Verità e Giustizia in altri e più importanti ambiti, rifuggo dalla voglia di giocare all’agente segreto. Per cui, ad esempio, non annetto significato alcuno all’assenza di quei nomi dalle designazioni per il prossimo turno. Potrebbero essere infortunati o non designati per scelta tecnica, non mi interessa. Ma chiedere chiarezza e fatti invece di suggerimenti interessati e depistaggi mi pare il minimo, specialmente perché, lo ripeto, è roba vecchia ed al 999 per mille irrilevante !

Uno degli aspetti terribili della vicenda è indurre a credere (per millantare credito da parte di qualcuno, per deviazione culturale, per “colpa” di Calciopoli o altro ancora) che dalle designazioni dipendano i risultati. Il mio maestro Aldo Giordani, requiescat in pace, ne era convinto. A costo di svegliarmi tra poco nel Paese delle Meraviglie io respingo in toto questo modo di procedere in assenza di fatti in senso contrario. Ma questa è proprio la scellerata impostazione che si respira nelle pagine non già dei meravigliosi Superbasket d’epoca dove il magico Jordan firmava le lettere con pseudonimi degni di D’Annunzio (Melo Sgrulli, Baia Domizia, ecc. ). No, sono le pagine riempite dalla polizia postale di Reggio Calabria che trasudano di questo modo deteriore di intendere l’arbitraggio, di queste dietrologie, di queste povertà morali ed etiche. Ed è un modo di ragionare che fa troppi proseliti tra addetti e non ai lavori.

E allora voglio chiudere con un sogno. Che domani si smetta coi sussurri e le grida, coi dossier sbandierati (senza mai produrli), le chiamate in correità, le vesti strappate coi buoi già a chilometri dalla stalla, il vittimismo, il minimalismo, il sensazionalismo e le invidie di piccolo cabotaggio. Che si presentino davanti all’opinione pubblica tutti assieme, Petrucci, Meneghin, Tola, Alabiso, Colucci, Paronelli, Renzi, Paternicò, Sabetta, Capurro, Cicoria ed altri 10. Per chiudere definitivamente i conti col passato, magari anche senza accordo tra di loro, un confronto civile ed onesto sarebbe un passo avanti, non uno scandalo. Per dire stop ai pagamenti rateali di questi debiti che tutti assieme abbiamo maturato nei confronti di chi ama la pallacanestro. E per spiegare come nel futuro si riparte eventualmente dagli stessi nomi ma NON dagli stessi presupposti. Che il problema si risolve facendo un salto di qualità culturale a tutto tondo, che significa anche accettare i risultati e gli errori in quanto tali o astenersi dal fare sport. Già, un sogno ……

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21 Comments

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  7. Simone Simone

    La cosa che mi preoccupa di più, in tutta onestà, è l’aria che si respira attorno alle vicende attuali del nostro sport.
    L’aria di ineluttabilità delle cose, di accettazione rassegnata un po’ di tutto e di tutti. In attesa che la famosa spada ci piombi sulla testa o che, più vigliaccamente, passi il clamore su questo o quell’episodio, e dopo chi ci pensa più.
    Abbiamo una classe dirigente decisamente non all’altezza della bellezza del nostro sport. I loro colleghi del calcio hanno messo la faccia in Calciopoli, mostrando se non altro la volontà di ripulire almeno l’immagine di facciata del loro sport. Che oltretutto, può vantare su uno zoccolo duro di “aficionados comunque vada” infinitamente più vasto degli altri.
    Dalle nostre parti no. Mezzi comunicati, mezze denunce a denti stretti, mezze ammissioni fatte puntando comunque il dito su qualcun altro.
    Federazione e Lega sempre e comunque estranee ai fatti, che invece di prendersi (tanto per fare un esempio) la minima responsbilità sul caso-Napoli si preoccupano soltanto di crivellare la Martos stessa con punti su punti di penalizzazione. Inutilmente, ottusamente e per giunta in palesissimo ritardo, quando ormai dei buoi è rimasto solo il cattivo odore.
    Mi auguro che alla fine, Baskettopoli si riveli una catarsi generale del movimento.
    Specialmente nella testa, prima ancora che nelle mani (più o meno pulite) di chi lo governa.

  8. Stefano Accorsi Stefano Accorsi

    Flavio,
    ma non è ora di finirla?
    Ogni giorno ne salta fuori una, e ogni giorno i contorni della storia che ha per protagonista la pallacanestro in Italia si fanno più inquietanti.
    Estremizzo, delle due l’una: o mancano le competenze o manca l’onestà. E do per scontato che è evidente che manchino i soldi.
    I fatti però sono ormai sotto gli occhi di tutti.
    Abbiamo un campionato non competitivo, con giocatori che solamente dieci anni fa si troverebbero al massimo in B1; lo spettacolo offerto è imbarazzante, fatta eccezione per l’agonismo e per alcuni gesti atletici. Ma il basket è anche, se non soprattutto, altro.
    E come è naturale che sia questo spettacolo non attira nuovi appassionati, anche perchè per poter vedere una partita di qualsiasi tipo bisogna tirare fuori dei soldi.
    Sky fa un ottimo lavoro, ed è vero che la RAI non aiuta il movimento, ma prima di accusare i media credo sia giusto fare un bell’esame di coscienza.
    Alla guida del movimento c’è gente o non capace o non completamente onesta. In questo stiamo purtroppo scivolando verso un modello troppo simile al calcio.
    E’ necessario fissare delle regole. Un campionato di vertice costa 100, bene, partecipano solo squadre che dimostrano di avere ORA 100, non che potrebbero avere questi soldi se, ma, forse, nel caso in cui, ecc.
    Il caso di Napoli è un insulto all’intelligenza e alla passione dei tifosi, degli appassionati, di tutti.
    Così come la situazione in cui si trova la Fortitudo (questa, inspiegabilmente poco documentata dai media): c’è un debito di oltre 6 milioni che ora verte sui cittadini di Bologna…ma stiamo scherzando???
    Questa è la base. Le condizioni minime per giocare a questo gioco.
    Poi possiamo parlare di valore dei giocatori, di reclutamento, di italiani che non sono bravi, ecc…
    Ho lasciato per ultima la questione arbitri.
    Onestamente ho il timore che sotto ci sia molto ancora da scoprire (il basket non è facile da arbitrare, ma certi episodi sono davvero strani…), mi auguro però che si risolva tutto, vale a dire che si faccia chiarezza e si scopra che non c’è niente di fraudolento.
    Viceversa sarebbe l’ultima spallata.
    Decisiva, temo.

  9. Filippo Filippo

    Una raccomandazione è un conto, falsare una partita è un altro. Perchè non sarà bello/eticamente corretto, ma raccomandare è una cosa che è insita nella cultura italiana e probabilmente di molti altri paesi…

    Falsare una partita e fischiare a senso unico è un altro discorso. E qui ce ne sarebbe da dire…

    Se uno si vuole tappare gli occhi e credere, facciamolo pure. Ma dalle intercettazioni, si capisce chiaramente che in questo momento (non sempre) ci sono condizionamenti (non so di che tipo, probabilmente anche economici) a favore di certe squadre (tra cui Siena). Anche perchè, errare è umano, ma errare sempre a favore della solita è truffaldino, non umano.

    Poi il caso dell’instant replay. Una tecnologia che non costa praticamente niente, veloce da usare e fondamentale in alcune partite. Mi viene quasi il dubbio (cosi come nel calcio) che non si voglia usare per avere più “potere di condizionamento” dall’alto…

    E poi. E poi se vedono. Io due giorni fa ho visto una partita di LEgadue (Casalpusterlengo – Pistoia), con Pistoia avanti di due a un minuto dalla fine, con palla in mano e si è spento il tabellone dei 24 secondi. Nessuno ha perso tempo per provare ad aggiustarlo. Il banco ha contato i secondi (senza palette trall’altro). Tralasciando altre decisioni discutibile, la cosa che è a me è sembrata scandalosa e che un minuto dopo, al supplementare, hanno riacceso i 24 secondi!!!

    Mah…ce ne sarebbero da dire…speriamo solo che tolgano di mezzo gli arbitri “marci”…

  10. dieghino dieghino

    buono a sapersi…..

  11. Luigi Nannetti Luigi Nannetti

    Anticipando che sono (come si evince dall’indirizzo mail) un ” vecchio ” tifoso Virtussino cosi da toglierLe ogni possibilità di facili battute o giri di parole del tipo ” una volta era cosi anche per voi ” vorrei sapere come puo’ un professionista come Lei non evidenziare se non a ” babbo morto ” i fischi ormai a senso unico , finchè ce n’ è bisogno, a favore di Siena che non ne avrebbe sicuramente la necessità, ma come baskettopoli sta insegnando, possono aiutare ad andare a tavola con i potenti.
    Le chiderei cortesemente di usare lo stesso metro di quando commenta la NBA o qualsiasi partita del campionato italiano che non veda in campo la MENS SANA .
    Sperando di poter continuare ad apprezzare la Sua professionalità Le porgo i più cordiali saluti

    • Flavio Flavio

      Io ho mangiato al McDonald’s oggi ….

  12. Beciu Beciu

    Sono contento per te che vivi in mondo diverso dal mio…. pensa che sono 15 anni che arbitro e da circa 13 sento in giro dire che le promozioni sono sempre state decise a tavolino!

    A prescindere da come uno la può pensare, era ora che qualcuno dicesse come stavano le cose in questo settore…. tutti ad aspettare senza mai muovere la puzza! Devo essere sincero nemmeno io fino a quando sono stato coinvolto direttamente avrei mai pensato una cosa simile!!!

    Sono certo che il mondo arbitrale passato questo momento rinascerà molto più forte.

    Detto questo non interessa a nessuno la mia idea o la tua… ora ci sono i giornali che parlano e le intercettazioni la dicono più lunga di quello che tutti mai potessero immaginare.

    Arbitro dal 1993 con la tessera dal 1995, nel marzo 2007 è toccata a me l’asfaltatura…. “Non siamo solo dei numeri, ma persone che ogni settimana incorrono in rinuncie e rischi, e come tali meritiamo almeno il rispetto”
    Io non ti scrivo nulla in stampatello e ti lascio tranquillamente rimanere nella tua posizione, io ho finito di combattere 😉

  13. Flickering Flickering

    Insomma (e scusate la chiosa), ma è chiaro a tutti quello che sembra emergere dalle carte, qual è l’accusa della Procura? Non dice “All’italiana, esisteva un sistema dove a pacche sulle spalle si mandavano avanti gli amici”. Dice “Esisteva un ristretto gruppo di decisori totali che, in concorso fra loro, guidava il percorso delle carriere arbitrali altrimenti affidato al merito, determinando ex ante le liste arbitrali spesso in barba al reale valore degli arbitri o alle prestazioni in campo, inventando di sana pianta le valutazioni in modo avulso dalla prestazione, col fine di favorire alcuni e sfavorire altri”.
    Mi auguro che la differenza sia chiara a tutti.

  14. Flickering Flickering

    “Tutti gli arbitri sapevano di questo sporco ruolo che aveva il Comitato Arbitri, e sono stati tutti zitti pensando che un giorno sarebbe toccato a loro…”
    Questo NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO. Proprio così, in stampatello. Questo è un tentativo pelosetto di far sembrare l’ambiente arbitrale quello che non è, per salvare la capra e i cavoli, ovvero affermare che “poiché tutti sapevano, e in fondo erano d’accordo, nessuno potrebbe avere niente da ridire”.
    E’ una bugia, grossa come una casa. Ci sono arbitri, fior di arbitri, tanti arbitri, che sono arrivati persino in serie A senza essere parte nemmeno per un istante di questo sistema, senza nemmeno immaginarne l’esistenza. Sapere che ci sono arbitri “intrallazzati” non vuole certo dire che tutti fossero consapevoli che le cose stavano come sembra emergere! Siamo seri, per cortesia.
    “Tutta l’erba un fascio” è un’operazione intellettualmente MOLTO disonesta. Dentro al CIA hanno operato e operano, fra arbitri, istruttori e commissari persone che non hanno MAI avuto nulla a che fare col “gruppo di potere”, e non supponevano fosse una vera e propria organizzazione nell’organizzazione. Molti so sono resi conto che “il gruppetto” esisteva nel momento in cui, magari nonostante fossero sempre lì lì, sono stati condannati alla non promozione eterna per fare passare a destra, sinistra, sopra e sotto gli amici degli amici.
    Quello che sta emergendo era inimmaginabile, sotto forma di organizzazione: solo intuibile. Altro che “Tutti gli arbitri sapevano”! Come si dice: troppo comodo! Qualcuno è rimasto mazziato: ora, pure cornuto? Piantiamola.

  15. Beciu Beciu

    Baskettopoli, così battezzata da tanti, in realtà sarebbe da definire meglio come Italianopoli…. non voglio fare del qualunquismo ma fare raccomandazioni o chiedere un occhio di riguardo è sempre stato fatto e sempre si farà…. sia nel basket che nella vita di tutti i giorni, nell’ambito lavorativo all’ambito medico.

    E’ questo un reato?

    Il problema reale era il sistema drogato di persone malate di potere e corrotte da esso,avevano perso il senso della giustizia e della meritocrazia, al punto tale di pensare di operare per amore dello sport!

    Ecco perchè doveva cambiare qualcosa, ecco perchè qualcuno a detto basta a questo schifo.

    Passare adesso alla serie A è colpire tutto il mondo arbitrale a mio avviso è sbagliato.

    Tutti gli arbitri sapevano di questo sporco ruolo che aveva il Comitato Arbitri, e sono stati tutti zitti pensando che un giorno sarebbe toccato a loro… ebbene c’era del marcio all’interno della Federazione, non è stato di certo tolto tutto di mezzo facendo fuori i pezzi grossi, ma sicuramente un chiaro segnale di stanchezza e voglia di migliorare è stato dato.

    Adesso serve che tutti gli arbitri diventino più umili, in secondo che il nuovo Comitato aiuti a migliorare il settore arbitrale con gli istruttori (Visto che abbiamo gli ottimi Corrias e Barbieri) e cessi questo potere politico al suo interno.

    Lo scandalo che è uscito era doveroso che uscisse, ora è doveroso che la classe arbitrale riparta nella giusta direzione e non è colpendola ancora che si riuscirà nell’intento.

    Buon Lavoro al nuovo Presidente seppur ha deciso di farmi fuori 😉

  16. da tifoso del Taranto calcio, più volte protagonista di episodi di calcio scommesse, e del Torino, da ieri sotto inchiesta anch’esso per partite truccate, dovrei esserci abituato, a queste storiacce… e invece no. Amo il basket più di qualsiasi altro sport e leggere queste cose mi fa male al cuore. E amo il basket da appassionato, non avendo tifo particolare per alcuna squadra, se non per i sacramento kings 🙂 .
    ma per quello che mi riguarda, sarà solo il fatto che io sono cresciuto con superbasket, e i pallni del Jordan li ho letti per anni e anni, e vorrei non averli buttati, sarà che il basket è lo sport meno arbitrabile del mondo, o sarà che ho giocato in promozione dieci anni e certe cose non mi sono mai piaciute ma… non ne sono molto sorpreso.
    Spero che il Dino nazionale non si faccia fregare.

  17. LU28 LU28

    2 premesse:
    – è la seconda volta in 2 giorni che sento citare “Aspettando Godot” in 2 contesti totalmente diversi; il che non mi sembra di buon auspicio per la dinamicità del nuovo anno;
    – lascio volentieri ad altri la discussione sui massimi sistemi (anche se non posso evitare di chiedermi se come requisito economico-finanziario richiesto per la partecipazione al massimo campionato sia sufficiente un’autocertificazione di Paolino Paperino) preferendo i dettagli.
    Segnalo quindi qualche fatto curioso (almeno per me, per quel che conta):
    – Milano mi sorprende per i risultati complessivamente più positivi di quanto si potrebbe dedurre vedendola giocare, nonostante le ripetute espressioni di irritazione o fastidio (tra giocatori, tra giocatori e allenatore, tra una parte di abbonati e l’allenatore, tra una parte di tifosi e Finley…). E’ chiaro che ciò non è necessariamente indice di una litigiosità interna superiore alla media, ma potrebbe essere frutto solo di una predisposizione caratteriale a manifestare i propri sentimenti (e gli avi ci insegnano che sono le proverbiali acque chete quelle più rovinose), ma sono curiosa di verificare se nel lungo periodo la squadra sia destinata all’esplosione, in senso positivo, o all’implosione.
    – Si spera che Finley non sia Sansone (pg wanted?)
    – … comunque, quanto zompa Viglianco…
    – Sempre sui giocatori di medio livello. Dopo averlo visto di persona a Milano, sono rimasta colpita dalla capacità di Sam Van Rossom di ribaltare il lato. Quando Casalini l’ha fatto notare domenica, la prima reazione è stata: “ah… ma allora non ho le traveggole!”, la seconda, purtroppo, “non è che lo notiamo, perché nessuno sa più farlo decentemente?”
    – Sundiata Gaines richiamato dalla D-League da parte degli Utah Jazz. Sono contenta, Yatta mi era simpatico.
    – Un beat writer newyorchese agitato dalle voci che i Knicks sarebbero interessati a Pete Mickael. A giugno era fatta per Cabezas ai Knicks. Non ho ancora capito se lo scout europeo di New York è un burlone o è lui quello preso in giro…
    – Gilbert Arenas aveva portato le armi in spogliatoio per non tenerle in casa dopo la nascita a dicembre della terza figlia. Va bene proteggere la piccola, che peraltro per alcuni mesi non credo sia in grado di fare molto, ma evidentemente i 2 fratellini maggiori non erano degni della stessa protezione. Ma fammi il piacere Gil…
    – Il tweet più divertente letto sulla questione (seria) Arenas. Mittente originario “Ditemi quali sono i giocatori NBA che non possiedono un’arma da fuoco” Risposta: “Birdman ha una balestra!”
    – Dopo la morte di Abe Pollin, ho letto un suo bellissimo profilo scritto sul New York Times dalla celebre columnist Maureen Dowd, che di certo non si occupa abitualmente di sport. Mi chiedo cosa stia pensando il vecchio Abe da lassù.

  18. LUCA LUCA

    Sono il padre di un giocatore sulla soglia del passaggio dalle giovanili al settore senior. A leggere delle vicende Napoli e scandalo arbirti sono rimasto impietrito. Dovrò dire a mio figlio di rinunciare all’attività spotiva di vertice perchè sta per crollare tutto il sistema e la pallacanestro in Italia diventerà sempre più uno sport marginale? O devo dirgli che farà vita da precario in balia di Presidenti di società caciaroni e senza soldi? O che alcune partite saranno combinate?
    Ma perchè la Fip, le leghe e tutto il sistema Basket italiano non si rendono conto del patrimonio di credibilità, di passione, di immagine stanno dilapidando con queste vicende?
    Un appasionato deluso ma che continuerà a seguire il basket comunque

  19. Giona Giona

    Ciao Flavio,
    esaustivo come al solito. Dato che non conosco profondamente la faccenda, mi sapresti dire esattamente su cosa ti scaglieresti dell’intervista di Papalia?! Per fare un po’ di chiarezza insomma…
    Ovviamente tralasciando il fatto che anch’io potrei scagliarmi su uno che dice di ritenersi soddisfatto perchè gli under 19 han giocato con passione…

  20. Moreno Moreno

    Caro Flavio, come ben saprai, il mitico Jordan citava sempre la percentuale di vittorie delle squadre con gli arbitri “finitimi”. Lui portava dati e non supposizioni.

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