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Pensieri a raffica

Parola mia, se sapessi cosa dire, cosa scrivere, lo farei. La realtà è che la notizia arivata ieri dalla Basentana è così atroce da non poter essere commentata. E’ sbagliato non dire qualcosa ma le parole sono più insignificanti che mai, scusate. E la ritrosia davanti al dolore di famiglie, club e città nasce dal rispetto profondo.
E’ arrivato il primo esonero della stagione. Un po’ annunciato per la verità, e questo è un controsenso. Un presidente non deve giustificarsi con chicchessia quando decide di cambiare coach, ci mancherebbe. Ma se non era convinto da questa estate, e questo è il caso, difficile non definire contraddittorio un simile comportamento
A proposito di contraddizioni: il presidente di Rieti è libero, e ci ri-mancherebbe, di fare tutte le critiche che vuole al suo staff tecnico. Ma se queste sono motivate dal fatto che lo staff “chiede conto della gestione amministrativa” allora ci siamo un po’ di meno. Anche perchè credo che quelle risposte, chiare, andrebbero date a tutta la comunità del basket professionistico. Indipendentemente da come è stato gestito l’ultimo possesso di ieri
Matteo Boniciolli e Tonino Zorzi ripartono dal talento della Virtus e dalle individualità. Per fare diventare tutte quelle individualità una squadra ci vorrà tempo e pazienza, ma soprattutto disponibilità dei giocatori. A difendere almeno a livello di costituzionalità (ieri nel primo tempo ampi squarci al di sotto di questa soglia) e a giocare insieme in attacco senza rifugiarsi dietro le idiosincrasie dei (notevoli) singoli talenti
Mike Hall ha messo canestri pesantissimi nei finali di Caserta, Belgrado (prima di buttare via la partita) e ora Ferrara. L’unico punto fermo per l’AJ fino al 39:53 della gara di ieri era: se si fa qualcosa si taglia Hall. Ho idea he adesso non sia più così fermo, mentre col ritorno di Vitali e Bulleri la vera difficoltà sarà nascondere il difficile rapporto con Mordente
La Fortitudo a Siena ha concesso 109 punti al Montepaschi, con almeno una dozzina di azioni in contropiede da fine allenamento, quando ormai vedi la Madonna sul canestro. Che sia rimasta nominalmente in partita per tre quarti abbondanti la dice lunga su quello che potrebbe fare il gruppo di Sakota. Che quanto a difficoltà nel difendere e giocare assieme mi ricorda proprio l’altro club cittadino.
Giovedì al PalaMensana la più bella partita di basket della stagione (facile). Forse una delle più belle del nuovo millennio, non credo di esagerare. Due grandi squadre, due grandi club, due grandi allenatori. Forse ha vinto Siena perchè in 8 e mezzo + 3 e mezzo si fa meglio che in 12.

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