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MPS-Lottomatica e qualche numero

  • And the beat goes on, come si usa dire. 908 giorni senza una sconfitta casalinga in campionato per una MPS che si amministra senza per questo lasciare spazio agli avversari. Neppure se vengono al Pala Mens Sana animati delle migliori intenzioni come la Lottomatica del primo tempo. Ma le buone intenzioni da sole lastricano la via di una sconfitta che nasce da differenze psicologiche e tecniche tra i due gruppi. Sulle prime si è correttamente soffermato al termine Nando Gentile parlando di una mentalità che da una parte è acquisita e dall’altra è in costruzione. Solo il tempo potrà portare a compimento il lavoro, e per tempo intendo un periodo abbastanza lungo di lavoro comune con un nucleo di giocatori ed uno staff tecnico sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Quanto al campo, bisogna che Roma trovi una maniera di muovere la palla tramite il pick and roll in maniera più efficace. Jaaber è un favoloso giocatore dal palleggio, ma da lì tendenzialmente vengono fuori punti ed assist oppure quasi nulla in termini di vantaggio acquisito. La grandezza di Siena sta proprio nel muovere la palla (e conseguentemente la difesa avversaria) sfruttando la pericolosità dal palleggio nei singoli per prendere quei vantaggi che poi le corrette spaziature dilatano a dismisura. E qui Vitali potrebbe essere una pedina importante per quelle caratteristiche (visione, fantasia, trattamento di palla) che lo contraddistinguono.
  • Quando, tra una ventina d’anni, si saranno ritirati, McIntyre e Stonerook verranno studiati da generazioni di posteri come epitomi di cosa significhi essere un giocatore vincente. Nella mia adolescenziale stupidità credevo che questa categoria creata nell’immaginario collettivo da Dan Peterson fosse sopravvalutata. “Tanto” – pensavo scioccamente – “esistono solo giocatori forti o meno forti, questa storia di essere vincenti è una trovata ma non ha tanta importanza”. CC, Col Cavolo invece. Il mix di durezza mentale e fisica, di motivazioni e di trascinamento nei confronti del gruppo fa di questi due leader qualcosa di difficilmnente riproducibile. Ed il loro background (buone ma non straordinarie carriere NCAA, maturazione europea in Belgio piuttosto che in Francia e Germania, inizio in serie A non dal vertice) dice che questo livello si raggiunge solo con le tappe ed il lavoro. Poi chiaro, se non hai dentro qualcosa di diverso McIntyre e Stonerook non ci diventi neppure in cent’anni
  • Nelle mie elucubrazioni statistiche mi sono imbattuto nel concetto di “Four Factors”. Si tratta dei 4 fattori che secondo gli studiosi di concetti misteriosi come lo scarto quadratico medio piuttosto che la deviazione standard meglio definiscono il rendimento di una squadra. Analizzando cioè i dati si vede che fare meglio dell’avversario in queste 4 specialità è quasi sempre un viatico per la vittoria. Naturalmente i 4 fattori concorrono con un peso diverso a determinare il risultato, ed esattamente i pesi sono:

Tiro (percentuale “reale”)                                                   40 %

Palle perse (incidenza sui possessi)                              25 %

Rimbalzi (% di rimbalzo)                                                      20 %

Tiri liberi (incidenza sui possessi)                                15 %

Nulla di fantascientifico naturalmente, se tiri meglio de ll’avversario, perdi pochi palloni, ne recuperi di più a rimbalzo e vai spesso in lunetta vinci per forza. Ma ogni tanto avere la scienza, in questo caso la statistica, al tuo fianco aiuta a mettere a fuoco i concetti. Di seguito il dettaglio delle 16 squadre di serie A alla sesta giornata

% “reale”

PERSE

RIMBALZI OFFENSIVI

TIRI LIBERI

SI

60,7

15,1

31,5

11,4

28,52

CE

57,5

12,1

31,3

15

28,49

AV

52,1

14,8

39

13,7

27,00

CR

56,6

16,5

31,3

12,8

26,70

TE

53,5

16,6

38,8

9,2

26,39

BI

53,8

18,1

38

10

26,10

RM

53,3

18

35,6

12,7

25,85

BO

49,5

15,4

35,3

14,6

25,20

TV

53,9

17,8

29

14,3

25,06

MI

52,4

19,4

33,5

12,2

24,64

PS

50,3

17

36,2

9,4

24,52

MGR

52,6

16

30,7

8

24,38

VA

52,1

15,5

27,1

12,2

24,22

51,5

16

19,6

11,6

22,26

FE

46,9

18

27,3

13,5

21,75

NA

42,3

23,8

28,1

6,2

17,52

Nell’ultima colonna trovate un indice sintetico ottenuto pesando i 4 fattori secondo le modalità sopra esposte. Evidentemente questi statistici qualcosa devono sapere, perché Siena, Avellino e Caserta fanno bene e Ferrara e Napoli un po’ meno. Da ricordare che in realtà i 4 fattori … sono 8, nel senso che andrebbero accoppiati ai gemelli difensivi (cosa che magari faremo più avanti). Da notare la posizione di una squadra che in attacco ha enorme potenziale come Cremona e di un’altra che finora ha più facilità a segnare che a contenere come Teramo

  • Un’altra tabella di qualche interesse è quella che mi ha suggerito Simone Pianigiani, che presentando la gara contro la Lottomatica ha parlato delle due squadre come lke migliori nella graduatoria degli “extrapossessi”, quelli cioè che si conseguono tramite rimbalzi offensivi e palle recuperate. Noi abbiamo sommato per le 16 di A queste due statistiche mettendole però in relazione ai possessi, offensivi per i rimbalzi e difensivi per le palle recuperate. Ecco il risultato, sempre dopo 6 giornate (nell’ultima colonna trovate l’indice sintetico)

PR

OR

PO

PD

EXTRA

SIENA

145

53

490

529,5

38,2%

PESARO

104

85

533,5

503,5

36,6%

ROMA

118

73

531,5

529

36,0%

AVELLINO

108

85

543,5

543,5

35,5%

TERAMO

97

78

519

491,5

34,8%

VARESE

111

58

501,5

503,5

33,6%

BIELLA

91

78

515,5

498,5

33,4%

MONTEGRANARO

97

67

510,5

492

32,8%

BOLOGNA

95

71

508,5

503,5

32,8%

CREMONA

118

58

541

549

32,2%

CASERTA

105

61

521,5

517

32,0%

FERRARA

100

63

537,5

528,5

30,6%

MILANO

92

68

541,5

533

29,8%

CANTU’

114

37

491

526

29,2%

NAPOLI

86

54

480

488,5

28,9%

TREVISO

102

54

522,5

552

28,8%

Parametrando recuperi e rimbalzi d’attacco ai possessi tra Siena e Roma si inserisce Pesaro, che i numeri in attacco fanno più bella della classifica (e vedendo giocare la Scavo-Spar prima che arrivi la paura di vincere l’impressione è proprio quella).

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6 Comments

  1. Giuseppe Giuseppe

    Ottimo post Flavio! Un unico appunto: scarto quadratico medio e deviazione standard sono la stessa cosa 🙂

    • Flavio Flavio

      oops ……. troppo lontani i tempi dell’esame

  2. Daniele Daniele

    Bhe non c’è che dire è una bella analisi la tua flavio….
    alla fine della partita quelli che appaiono sui tabelloni sono numeri e spiegare i numeri con i numeri ha di per se un certo senso , ed è altrettanto vero che quelli sul tabellone sono i risultati di una lunga e complessa formula matematica chiamata partita. Ben altra faccenda è riuscire a risolvere questa complessa equazione dotata di innumerevoli incognite, ma è proprio questo il bello di questo irrisolvibile rebus chiamato Basket.

  3. roberto roberto

    domenica mi sono gustato questa partita.non penso ci siano piu aggettivi per definire il carattere di Siena.impressionante.quando ho visto Terrell Mc Intyre alla fine della partita sul piu 25 rincorrere Datome e inteccettare il suo passaggio mi sono alzato dal divano e ho appalaudito.Queste cose chi le fa se non i giocatori di Siena?vorrei far notare a chi dice che Siena vince perche ha troppi americani che queste cose non hanno nazionalità.ripeto,impressionanti.
    onore a Roma che nel primo tempo mi ha stupito.penso che Gentile sia sulla strada giusta,è che Siena ha 3 anni di progetto in più.
    comunque,che bello sport che è la pallacanestro.

  4. Rino Buonomo Rino Buonomo

    Flavio sei sempre fonte di spunti nuovi per discutere e vedere il basket da altri angoli.

    Se permetti faccio due notazioni circa il tuo articolo, due notazioni in fondo legate tra loro:

    1) effettivemente i giocatori citati, come altri, hanno il quid in più che li distingue da altri pur bravi atleti

    2) I numeri che citi ,oltrre a dare una configurazione “matematica” del fenomeno, misurano effettivamente un indice di “qualità” di un team.

    Credo però che manchi , nella matematica intendo, la misurazione del peso delle azioni dei rimbalzi dei possessi ecc…….

    Mi spiego un giocatore che segna con percentuali buone è sicuramente un buon giocatore utile alla squadra, Danilovic che segnava sempre l’ultimo tiro decisivo ( o comunque tentava il tiro decisivo) è il fuori classe quello con le stimmate del leader quello che se lo vedi giocare capisci chi comanda e chi porta l’acqua.

    Per un giocatore come Danilovic magari anche i numeri davano un riscontro magari per Meneghin,ad esempio, i numeri erano meno significativi ma “vedendolo” giocare si capiva chi era il “capo” in campo.

    Mi pare che bisognerebbe tornare ai motti del padre dei giornalisti del basket l’indimenticato Aldo Giordani che sintetizzava ” leadership presenza carisma ” con la parola “attributi” che, si sa, a volte si pesano non si misurano.

    C’è un qualcosa nello sport in generale che non si misura con i numeri ma si definisce con la filosofia …sperando di non esagerare.

  5. Andrea Cappelletti Andrea Cappelletti

    la mia ammirazione al signor Flavio

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