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Meneghin sulla questione-arbitri

Tiene banco il caso “arbitri”. Il rinvo a giudizio disposto dal giudice di Reggio Calabria ha coinvolto arbitri e designatori di serie B e C, la diffusione dei testi delle intercettazioni telefoniche ha provocato l’adozione da parte di Tola, presidente del Cia, di provvedimenti di sospensione nei confronti di Sabetta e Paternicò, presidente e vicepesidente dell’Aiap, il sindacato degli arbitri.

Cosa sta succedendo?

­Succede che sono arrabbiato: vengo a conoscenza delle cose dai giornali prima che dai magistrati. Voglio ricordare che la giustizia sportiva­ è stata rapida, accogliendo l’invito a fare il più in fretta possibile.

La sua opinione?

­Quattro rubagalline che han voluto fare i furbi più degli altri. Storia triste, non doveva accadere, ma l’abbiamo sanzionata con severa rapidità.

Sono usciti i nomi di arbitri di A e LegaDue.

­Il caso di Sabetta e Paternicò non esiste.

Il Cia li ha sospesi.

­Per l’eccessiva voglia di fare e il desiderio di trasparenza di Tola. Il Cia ha determinate competenze, la Procura altre. Molti arbitri fanno anche da tutor ai più giovani.

Si è voluto delegittimare l’Aiap?

­Spero di no. Significherebbe vanificare il lavoro fatto per l’elezione diretta del Cia.

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One Comment

  1. Simone Simone

    “Quattro rubagalline che han voluto fare i più furbi degli altri”………

    Dino, non il tuo miglior ruolo, il pompiere…..by the way buon compleanno, auguri. Mi sa che ne hai bisogno.

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