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L’Italia in 5 punti

Day after Tbilisi per punti velocissimi:

  • Mai vista una squadra nazionale italiana con questa potenzialità offensiva in termini di a) tiratori da fuori e b) gente che ha bisogno di poco per fare canestro. Sono almeno in sei così, ognuno clamoroso nella sua specialità. Fare canestro e segnare un tiro però è solo una precondizione per avere un buon attacco, non una garanzia di fare sempre 90 punti. Anzi.
  • Nella metà campo difensiva vale il contrario, tanti giocatori con poca propensione individuale. Come al punto 1, la differenza la farà la voglia di non accettare i propri pregi e difetti passivamente, ma di lavorarci in un’idea di squadra che non deve essere quella dei bravi ragazzi che si vogliono bene per forza ma quella dei professionisti di alto livello che capiscono come sia decisivo ragionare in termini di collettivo. Bargnani: o malissimo o benissimo sui pick and roll, o malissimo o benissimo in aiuto. Il giorno che dovesse riuscire a prendere più 6, e meno 8 e 4, sarebbe un bel giorno per lui prima che per la sua squadra. Detto questo, non di solo Mago son fatte le crepe difensive. Anzi.
  • Gallinari, Datome e Bargnani hanno, ognuno nella propria categoria di peso, tanta voglia di giocare per quello che gli è successo nelle ultime due stagioni. Psicologicamente può essere una chiave importante.
  • Per quanto visto in Georgia, e una rondine non fa mai primavera, la leadership tecnica ed emotiva di Danilo Gallinari sulla squadra è inoppugnabile. Ogni volta che è entrato in campo ha fatto subito un paio di cose di grande decisione, con la chiara idea di mandare un messaggio in positivo a tutti. Non disdegnerei neppure un paio di reazioni emotive, dagli avvisi a Burjanadze alle esultanze, indizi piccoli ma importanti della voglia sub 3 e della coscienza di avere una certa responsabilità. Danilo sta interpretando il ruolo di 4 atipico in maniera interessante, facendo pagare molto il mismatch all’avversario e limitando i danni in difesa. La verità? Tra infortuni e assenza dei Nuggets dai radar mi ero scordato quanto sia bello vederlo giocare. Tra lui e Bjelica per il titolo di miglior 4 continentale, ma se ci mette la garra, e la sta mettendo, sto con il graffignanino.
  • La questione di chi gioca nel quintetto iniziale è del tutto irrilevante, quella di chi finisce la partita va demandata allo svolgimento della partita stessa. Detto questo, l’irripetibile circostanza sub 1 e quella sub 2 possono far nascere ragionamenti sul distribuire quell’abbondanza di attaccanti e scarsezza di difensori all’interno della rotazione. Non certo perché non ha fatto 20 punti di media a Tbilisi, ma io credo che Marco Belinelli, per il suo status e il suo passato in azzurro, meriti una riflessione seria che lo aiuti a tradurre in pratica l’enorme potenziale. Visto in Georgia mi è parso di capire che abbia semaforo verde per attaccare nei primi possessi, vedi 7 punti iniziali contro la Lettonia, ma l’idea di “fare i turni” non va nella direzione di sfruttare al meglio quel ben di Dio. Non ho la minima idea se questa sia una faccenda degna di nota e, in caso positivo, di quale sia l’eventuale rimedio. Al bar direi che si potrebbe fare l’esperimento di fare uscire Marco dalla panchina con Hackett e mettere poi la palla in mano al primo per non dare alla difesa la scontata opzione di passare in quarta posizione sul primo pick and roll, che Beli gioca bene e con passione. Aggiungo che Hackett “off the ball” è un eccellente giocatore, perché attacca bene i recuperi ed è tiratore, in quella situazione, non disprezzabile. Un’idea così, strampalata, che non va confutata spiegando che Belinelli è da quintetto (certo che lo è), che è un tiratore e non un playmaker (termine che oggi significa pochissimo) e che squadra che vince non si cambia. Completo sottolineando che Pianigiani deve anche trovare gli spazi giusti per un Melli sempre più convincente e le combinazioni migliori per sfruttare le potenzialità di un Cinciarini finora molto “deferring” (come è naturale). Buon lavoro agli azzurri, il viaggio continua ed è molto interessante.

 

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3 Comments

  1. leone leone

    Squadra che fino ad ora non mi ha entusiasmato, il problema di questa squadra è l’asse play pivot fondamentale in tutte le squadre di vertice, ( forse solo i Bulls di Jordan avevano un asse play pivot scarso..)
    Cinciarini è il miglior play italiano ma viene da una stagione molto dipensiosa e non è ancora rientrato in forma..
    Hackett ha palesato i suo ilimiti caratteriali a Milano, tant’è che lo hanno mandato via..
    Il pivot migliore che abbiamo è Cusin, in difesa e a rimbalzo, e Bargnani in attacco, bisognerebbe fondere i due per fare un vero pivot..
    Con la Slovenia che ci ha suonato, la stessa Slovenia ha vinto per la prima volta a rimbalzo con gli avversari e non potevamo essere che noi, Cusin ha avuto un plus-mins di +9 e Bargnani un plus minus di -16 ( meno sedici..), questo è quanto…
    La vedo dura perché il nostro asse play pivot si svolge su 4-5 persone, due play e due pivot..
    L’unica soluzione è schierare Cusin 5 e Bargnani 4 alzando il quintetto..
    Ma Pianigiani che in 4 anni non ha fatto un risultato che è uno fuori da Siena, non la vede e speriamo che finalmente per una volta abbia ragione, allenatori che hanno fallito già due europei e non sono stati mandati a casa non ne ricordo, se fallisce anche stavolta salutiamolo e chiamiamo Messina o qualcun altro.
    Sugli altri giocatori, Belinelli buon comprimario, va gestito e deve disciplinarsi sulla scelta dei tiri, AGLI ULTIMI EUROPEI FU DEVASTANTE nella prima fase e FORTEMENTE deludente nella seconda..
    L’allenatore fuori da Siena non ha piu’ fatto risultati purtroppo..
    Se si riesce a risolvere il problema Play pivot si puo’ in teoria fare qualsiasi risultato.. realisticamente penso che sarà dura ma cerco di essere ottimista.
    E se la squadra gioca male Flavio lo dica, ne guadagnerà anche lei in autorevolezza..

  2. marcog marcog

    Concordo sulla leadership di Gallinari. Non sono d’accordo sulla scelta di far partire Belinelli dalla panchina, anche se in questa squadra e nel modo di attaccare gli spazi rivedo molto gli Spurs dell’ultimo titolo.
    Trovo poi molto interessante il quintetto col Gallo da 5, Datome, Gentile, Belinelli con Hackett play.
    Mi sembra di poter dire che questa squadra, se riesce a trovare gli equilibri di quella del 2013, può veramente essere da podio, perchè, rispetto a 2 anni fa, tutti i giocatori che c’erano sono cresciuti come giocatori ed in esperienza, ed in più abbiamo il Gallo, il Mago, Hackett ed un Polonara di livello.
    Presumo che i 4 tagli saranno Pascolo, Poeta, Della Valle e Cervi (se Cusin sta bene).

  3. enrico enrico

    Flavio io penso che il punto sia proprio nell’attacco, ovvero se facciamo circolare la palla , e prendiamo buoni tiri , per buonissima parte della gara siamo una squadra da 90 a sera , e non soltanto contro la Georgia, ma non vorrei che i nostri giocatori solo perché hanno una buona mano si accontentassero di tiri mediocri , perché contro squadre come Serbia o Spagna è l’anticamera della sconfitta, in difesa non siamo al top e non lo saremo per gli Europei , ma se attacchiamo in una certa maniera diventeremo una brutta gatta da pelare per tutti e quando segni tanto metti mentalmente in crisi gli attacchi avversari.

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