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Il tiro del Gallo (video)

Il tiro è per definizione un fondamentale tanto importante quanto insondabile. E’ vero, verissimo, che fare o non fare canestro può essere considerata una questione del tutto legata a meccanica e parabola ( qui chi vuole può trovare un testo di raro interesse dell’amico Adam Filippi sull’argomento). E’ però altrettanto vero che il fattore mentale è decisivo, e dall’esterno è del tutto impossibile farsi un’idea completa del perchè il tiratore attraversi momenti sì e momenti no. Che quello di Danilo Gallinari sia un momento no è sicuro, perchè lo dicono i numeri inequivocabilmente.
STAGIONE (Squadra) TENTATIVI PERCENTUALE
04/05 (Casalpusterlengo) 64 40,6
05/06 (Pavia) 73 46,6
06/07 (Milano) 117 29,9
07/08 (Milano) 168 40,5
07/08 (Milano-Eurolega) 44 31,8
08/09 (NY) 72 44,4
09/10 (NY) 488 38,1
10/11 (NY) 239 34,7
10/11 (DEN) 54 37,0
11/12 (Milano) 22 22,7
11/12 (Milano-Eurolega) 30 26,7
11/12 (DEN) 28 14,3

 

 

Il dettaglio di questa stagione dice 5/22 in serie A + 8/30 in Eurolega + 4/28 in NBA = 17/80 (21,2 %). Se volete aggiungere il 5/23 agli Europei arriviamo a 22/103, sempre 21 % e rotti, sempre pochissimo rispetto alle abitudini.

Che siano numeri bassi è indubbio. Come che il campione statistico, rispetto al resto della tabella, sia poco significativo. Ma se in tre squadre diverse, in tre contesti diversi e da due distanze diverse ci sono analoghi problemi, significa che potrebbe effettivamente esserci qualcosa di strutturalmente o mentalmente sotto il par, e non in senso golfistico (ciao Mario, scusaci da lassù se usiamo il tuo sport).

La prima idea, intuitiva, è che un fisico non ancora completamente formato e sottoposto ad un serio lavoro di potenziamento possa essere alla ricerca del “tocco” che spesso per un tiratore è sfuggente. Nel video si possono notare delle piccole cose, da parabole più irregolari del solito a impercettibili pause nel movimento (visibili anche nell’esecuzione dei tiri liberi). Ma parlare di differenze abissali mi sembra farsi suggestionare.

La seconda considerazione è che se c’è qualcosa di mentale si può escludere facilmente il fattore-paura. Il video mostra chiaramente che contro i Lakers allo Staples la fiducia viene meno e gli ultimi due tiri sono male effettuati. Ma finisce davvero lì, se discutiamo la consistenza mentale di un giocatore del genere non conosciamo né lui né la sua storia. Inoltre il trend post-LA è positivo a livello di meccanica, anche se nel rematch contro i Lakers e contro i Bucks sono andati dentro solo 2 tiri su 12 (sempre meglio dello 0 su 9 delle due gare precedenti). Ma gli errori sono usciti in maniera diversa, migliore se mi spiego.

Un altro elemento interessante è la pessima prestazione di squadra dei Nuggets, che al momento viaggiano col 25,6 %, quint’ultima prestazione della lega (curiosamente hanno anche la terza miglior prestazione difensiva contro il tiro da 3).

Escludendo che si tratti di un problema relativo all’aria od acqua del Colorado, ci sta che il sistema offensivo di Karl non sia al momento il migliore amico dei tiratori. Analizzando le statistiche avanzate si scopre quanto segue:

 

 

 

PESO SU 100 POSSESSI
IN SOSPENSIONE IN PENETRAZIONE
09/10 (NYK) 76,4 % 17,1 %
11/12 (MI) 57,7 % 22,5 %
11/12 (DEN) 63,5 % 23,1 %
PUNTI SU 100 POSSESSI
IN SOSPENSIONE IN PENETRAZIONE
09/10 (NYK) 98,2 120,5
11/12 (MI) 84,4 128,0
11/12 (DEN) 51,5 141,7
% “REALE”
IN SOSPENSIONE IN PENETRAZIONE
09/10 (NYK) 49,0 57,5
11/12 (MI) 42,2 60,0
11/12 (DEN) 25,8 66,7

 

 

 

La radiografia è quella di un giocatore in mutazione, passato da essere semi-esclusivamente perimetrale a mettere palla per terra con eccellenti risultati, sia perché è molto più grosso che per l’indubbia attenzione che il sistema offensivo di George Karl dedica ad isolamenti e penetrazioni in generale. Nel conto ci finiscono anche parecchi canestri in contropiede, visto che il callido lodigiano ha ben compreso come fare del “leasing” (cioè scappare avanti il più presto possibile) con Ty Lawson ed Andre Miller sia sempre un bell’affare.

Non è un caso che molti degli errori facciano seguito a situazioni in cui lo stesso Gallinari ha trattato il pallone, situazioni diverse rispetto ai giochi molto più a termine dei Knicks d’antan (non quelli di oggi quindi).

Riassumendo, quel pochissimo che noi da fuori possiamo ipotizzare è :

  1. Lavoro fisico che richiede un periodo di riconversione della meccanica di tiro al corpo che cambia (cit.)
  2. Diverso sistema offensivo che dà meno importanza al tiro da 3 punti come obiettivo
  3. Progressiva perdita di fiducia fino alla gara contro i Lakers vista anche la scarsa prestazione della squadra
  4. Stagione “strana” anche per la necessità di adattarsi a contesti diversi come la Nazionale, il club in serie A ed Eurolega e l’NBA (posto che i numeri dicono chiaramente come l’unica costante sia appunto la percentuale da lontano sottomedia)

 

Peraltro, l’analisi non sarebbe completa se non tenesse conto di una consistenza difensiva totalmente diversa rispetto al passato. Al di là di dare un contributo molto significativo a tenere Kobe Bryant ad un inusuale 12 su 46 in due gare (con fiori i sfondamenti e falli in attacco personalmente subiti) il ragazzo di Graffignana è un difensore completamente diverso rispetto al passato, come dimostrano i numeri.

 

SITUAZIONI DI ISOLAMENTO

 

STAGIONE PUNTI CONCESSI/100 POSSESSI % “REALE” CONCESSA
09/10 (NYK) 86,1 44,4
10/11 (NYK) 97,9 49,5
10/11 (DEN) 111,4 57,9
11/12 (DEN) 40,0 14,3

 

 

Anche qui, stiamo parlando di interi campionati paragonati a pochissime partite di una stranissima stagione. Però è curioso che la percentuale che Danilo concede agli avversari in isolamento sia identica a quella che ha nel tiro da 3.

Sarebbe superficiale pensare che siccome difende meglio allora sia autorizzato a tirare peggio. Ma è certo che un giocatore che attacca il ferro bene, guadagna tanti tiri liberi che converte e soprattutto che difende bene, possa essere molto meglio equipaggiato per essere un leader nel medio e lungo periodo.

Sempre di una quindicina di punti stiamo parlando, ma con qualità e completezza di molto superiori al passato. E vedere la differenza di “armatura” tra l’ultimo anno milanese ed oggi è impressionante.

Ultima considerazione: se uno non ha dentro qualcosa di speciale non passa in una notte, specie se è quella di Capodanno, da due errori decisivi a due giocate decisive. E’ questa, più dei numeri e delle analisi, è la cosa da tenere in considerazione oltre ogni altra.

Qui il video

Published inHomepageNba

12 Comments

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  6. Matteo Matteo

    Ciao Flavio,
    articolo interessante e ricco di spunti di riflessione.
    Mi concentro sulla meccanica e noto, soprattutto, una certa pesantezza nel rilascio, una meccanica evidentemente s-naturalizzata. Conoscendo la mentalità usuale di Gallinari, si può dire che non sia spaventato dalle situazioni e timoroso di sé stesso per un periodo di magra. Auspico però che non si concentri in maniera eccessiva ed ossessiva su questo, cioè i numerosi errori, ma che mantenga il ricordo – e lo eserciti – della sua innata fluidità di tiro; altrimenti penso si concentrerebbe su una meccanica troppo… “meccanica”! E questo sarebbe distruttivo per lui.
    Saluti,
    Matteo

  7. brigante brigante

    dalle poche partite viste, ritengo che il potenziamento fisico (non solo della parte alta ma anche della parte bassa del corpo) abbia fatto perdere sensibilità al gallo. Mi spiego meglio: il potenziamento della parte alta ha generato uno discontinuo rilascio della palla (braccio corto / braccio lungo) mentre il potenziamento della parte bassa fa si che il gallo, durante il tiro, faccia dei salti anomali ed involontari. la soluzione è unica e sola: ALLENAMENTO!!!!

  8. Valerio Valerio

    Articolo veramente interessate! Complimenti!
    Chissà che con la partita contro New Orleans (se non erro 3/9 da 3) si sia un po’ sbloccato e ritorni ad essere il (quasi) cecchino che era fino a pochi mesi fa.
    Complimenti ancora.

  9. Emanuele Emanuele

    Che articolo, complimenti.
    Vorrei però segnalare come il Gallo abbia difficoltà non solo nel tiro da 3 ma in generale in tutti i tiri in sospensione (ha un 25% – 4/17) sui tiri da middle-range.

  10. Luca Luca

    In NEW ORLEANS HORNETS at DENVER NUGGETS la media si alza: 3 su 9 da 3pti (33%).

  11. Luca Luca

    Aggiungo due banalità:
    1) la linea da 3pti dell’NBA è più lontana rispetto a quella FIBA e deve farci ancora la “mano” in allenamento e in partita.
    2) quanto è il tempo dedicato al tiro durante queste stagioni?

  12. Davide Davide

    Ciao Flavio. Analisi interessante. Penso che le domande sul tiro di Gallinari siano d’obbligo visto che comunque sia è una delle sue armi migliori. Le risposte in merito hai elencate tu benissimo e dipendono da moltissime variabili non ultima il lavoro in palestra che Danilo stà svolgendo.
    Tuttavia sono veramente interessato e contento dell’immenso salto di qualità che ha fatto in termini offensivi in questa stagione. Nonostante stia tirando male riesce lo stesso ad essere un punto di riferimento importante e questo perchè a iniziato ad attaccare il canestro con continuità. Danilo quest’anno va tirare da vicino va a prendere le “botte”, va a conquistarsi falli (che spesso converte in tiri liberi realizzati).
    Per riassumere: ” Il rispetto nell’NBA te lo guadagni quando vai a giocare nell’ultimo metro di quella lega lì!” cit. Buffa.

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