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Il Giornale-FIP, botta e risposta

Oggi il Giornale pubblica questo articolo a firma Felice Manti

Associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla frode in competizioni sportive. Il macigno lanciato dalla Procura di Reggio Calabria sul pianeta basket che adombra presunti condizionamenti di almeno una decina di gare del campionato di serie B e C delle stagioni sportive 2007/2008 e 2008/2009 e la promozione a tavolino di alcuni arbitri si sta rivelando un verminaio senza precedenti. La chiusura delle indagini, il 22 dicembre scorso, a carico di 41 persone decisa dal pm Maria Luisa Miranda – che ha in pratica decapitato i vertici del Comitato italiano arbitri di pallacanestro (il presidente Giovanni Garibotti e il designatore dei commissari speciali Alessandro Camperà si sono dimessi, il responsabile dei commissari GiovanniMontella è stato già squalificato per 5 anni, 4 anni per l’ex designatore degli arbitri di serie B Massimo Cuomo) – sembrava l’ultimo capitolo per nulla sportivo di una storiaccia di corruzione e favoritismi che tanto assomigliava a una Moggiopoli delle serie minori, iniziata in sordina lo scorso aprile. E invece no. Gli strascichi della giustizia sportiva avrebbero catturato qualche giorno fa anche tre arbitri di serie A, anche se gli interessati e la Federazione negano fermamente. Mentre la primissima difesa d’ufficio degli indagati, vedi Montella, appare spaventosa nei contorni: «C’è l’ordine di non arrivare in alto, l’anno scorso ci sono stati almeno 4 episodi clamorosi a favore della Montepaschi Siena». Le intercettazioni confermano i sospetti: Montella e il designatore di LegaDue Luciano Baldini parlano di «sudditanza psicologica» dei due arbitri di gara 2 dei playoff del 2008 tra Mps e Fortitudo, a Bologna. Vince Siena anche grazie a «tre decisioni a suo favore negli ultimi minuti. È vergognoso», dice Baldini. «E mo’ te ne sei accorto?», ribatte Montella. Lo schema che emerge dall’inchiesta reggina – ed è già battaglia di carte legali per lo spostamento del processo a Roma o in altre sedi – è dannatamente semplice: ai commissari del Coni, intercettati dalla Polizia postale di Reggio Calabria, venivano «dettate» le pagelle degli arbitri, per condizio narne carriera e guadagni (una partita di serie A vale mille euro) e, di conseguenza, per decidere i destini di alcune partite. Chi stava al gioco veniva promosso, chi non faceva parte del sistema veniva via via retrocesso. I commissari del Coni che «dettavano» le pagelle tengono le bocche cucite: «Ordini dall’alto». «Il vero guaio – spiega al Giornale uno degli arbitri che ha denunciato il sistema – è che la Federazione si è mossa come una tartaruga. E così alcuni arbitri indagati hanno continuato a lare il bello e il cattivo tempo sui parquet di B e C, con conseguenze sportive che si possono immaginare». Il numero uno di Federbasket Dino Meneghin, dopo l’incontro con la pm Miranda ad aprile, aveva detto: «Faremo luce». Ma il doppiopesismo tra giustizia ordinaria e sportiva è proseguito oltre i limiti della decenza. «Non paiono sussistere elementi che possano giustificare un blocco o una sospensione dei campionati», disse infatti la Fip all’arrivo dei primi avvisi di garanzia. Poi si mise in moto la giustizia sportiva e gli arbitri vennero commissariati tra mille proteste. In ballo c’erano gli scatti per la stagione successiva, e i fischietti fecero sciopero: «Senza garanzie, niente semi finali». L’allarme rientrò con la nomina a commissario di Alessandro Teofili: l’inchiesta sportiva invece venne chiusa il 21 luglio 2009, a campionati finiti, con il proscioglimento di 21 tesserati, lo stralcio di un tesserato per gravi ragioni di salute ed il deferimento alla Commissione giudicante nazionale di 28 tesserati. Le sospensioni sono arrivate solo dopo la chiusura dell’inchiesta di Reggio Calabria: la Fip ha «congelato» cautelativamente altri 14 tesserati del Comitato italiano: 10 arbitri erano stati prosciolti dall’inchiesta sportiva, quattro non erano neanche stati toccati. E ora Federbasket è di nuovo pronta a tornare sui suoi passi. Forse questo spiega anche il laconico e prudente comunicato della Fip di pochi giorni fa sul presunto coinvolgimento di altri cinque arbitri, tre di A e due di LegaDue «citati» nelle intercettazioni della Procura di Reggio Calabria e saltati fuori da un’inchiesta della Gazzetta dello Sport. «Vogliamo capire come sono venuti fuori i nomi di questi arbitri per i quali non c’è nessun coinvolgimento di responsabilità». «Non è vero niente», dice uno degli arbitri di serie A chiamati in causa. Per uno strano scherzo del destino Teofili a Reggio Calabria ancora se lo ricordano per un arbitraggio semplicemente discutibile nei quarti di finale del 1993 Viola-Treviso, persi dalla squadra reggina per un tiro a fil di sirena di Pat Garrett non convalidato. «In quella partita – ricorda Sandro Santoro, storico capitano neroarancio, oggi general manager della Barcellona Pozzo di Gotto -mi ricordo un’atmosfera strana, come se ci fosse qualcosa d'”altro” ad aleggiare su quella partita. Sulla Baskettopoli di oggi voglio dire solo questo: o uno crede alla buonafede del sistema o meglio appendere le scarpe al chiodo. Al di là delle eventuali responsabilità che la magistratura dovrà accertare, l’intero sistema pallacanestro italiano può uscire più forte solo se si decide, insieme, di dare più mezzi per aiutare gli arbitri a non sbagliare». Per la cronaca, Teofili dopo quel match venne retrocesso. E il secondo arbitro di allora, Potito Maggiore, è oggi sotto inchiesta. A Reggio Calabria, che si candida a pieno titolo a capitale morale del basket, qualcuno già sorride

In serata arriva dalla FIP la seguente nota di precisazione

In riferimento a quanto pubblicato questa mattina su “Il Giornale” relativamente alla inchiesta a carico di alcuni arbitri e commissari speciali di basket, la Federazione Italiana Pallacanestro intende precisare che:

– nell’aprile del 2009 è stata acquisita la notizia circa la pendenza di una inchiesta presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria a carico di tesserati quali arbitri e commissari;

– il Presidente Federale si è immediatamente recato a Reggio Calabria e sono stati acquisiti gli atti dal PM procedente;

– contestualmente è stata avviata l’indagine dalla Procura federale. Lo stesso Procuratore federale si è recato più volte a Reggio Calabria per l’indagine.

– dopo le sospensioni cautelari del 30 aprile 2009 dei tesserati coinvolti nell’indagine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Procura Federale ha disposto i deferimenti e i Giudici Sportivi (di primo e secondo grado) hanno celebrato i procedimenti disciplinari che si sono complessivamente esauriti dinanzi agli Organi di Giustizia della FIP sin dal settembre scorso con l’irrogazione delle sanzioni disciplinari.

– A seguito di deposito dell’atto di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Procura Federale ha riaperto le indagini nei confronti di ulteriori tesserati;

– Non vi è, né mai ci sarebbe potuto essere, alcun coinvolgimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dei suoi Organi o dei suoi Dirigenti. Il CONI non si occupa di designazioni arbitrali per alcuna Federazione e non esiste la figura del “commissario CONI”;

– Non vi è alcun coinvolgimento di Dirigenti della FIP o di esponenti di Organi Federali;

– Il Comitato Italiano Arbitri non è stato commissariato in seguito alle inchieste ma è stato commissariato ben prima e a seguito del Commissariamento della stessa FIP avvenuto nel settembre 2008.

La pubblicazione odierna su “Il Giornale” asserisce e suggerisce circostanze che non corrispondono al vero. La Federazione ha, sulla vicenda, da subito, e quindi quasi un anno fa, adottato tutti i provvedimenti necessari, e ritiene inaccettabile che sulla stessa si stia tentando un’evidente campagna di denigrazione e strumentalizzazione.

La FIP ha pertanto dato mandato ai propri legali perché il nome e l’immagine della Federazione vengano tutelati nelle competenti sedi.

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9 Comments

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  6. Miguel Angel Betancor Miguel Angel Betancor

    Arbitro Designazioni
    Roberto Chiari  7
    Renato Capurro  7
    Enrico Sabetta  7
    Pietro Crescenti  6
    Carmelo Paternicò  6
    Pierluigi D’Este  5
    Mauro Pozzana  5
    Luciano Tola  5
    Alessandro Martolini  5

    Arbitri graditi a Siena. Le designazionisi riferiscono alle stagioni regolari 2007/2008 e 2008/2009.
    A Siena non gradiscono (gradivano) arbitri toscani. Seghetti mai designato, Lo Guzzo mai designato, Duranti mai designato, Ursi 1 volta, Corrias, quando c’era, non gradito.
    Non è il problema di Cicoria. E’ un problema di sistema e se parliamo di Cicoria che si tocca gli attributi non arriveremo mai da nessuna parte.
    Tra i “big” le preferenze sono evidenti, poi c’è un’insana passione per il meridione.
    Reatto, Lamonica, Cicoria, Borroni, Lanzarini, Quacci, Ramilli tutta gente di cui in Viale Sclavo farebbero (avrebbero fatto) volentieri a meno.
    Questo non vuole dire niente dal punto di visto sportivo, Siena vince ed ha vinto perché è ed era più forte. Vuole invece dire qualcosa dal punto di vista etico: il settore arbitrale è (è stato) asservito al potere. Nessuna sudditanza, dunque. Semplicemente un’irrefrenabile voglia di essere più realisti del re…

  7. Massimo Massimo

    Non ho seguito tutta la vicenda, ma se non vado errato agli arbitri di serie A verrebbe contestata solo una sorta di “sudditanza psicologica” nei confronti di Siena. Il che è sicuramente negativo ed antipatico, ma è ben diverso da quanto emerso dall’inchiesta di baskettopoli; e non penso possa essere ritenuto un illecito.

    La dichiarazione di Santoro riguardo alla partita del ’93 arbitrata da Teofili, con tutto il rispetto, mi fanno sorridere. Se poi Teofili è stato pure retrocesso al termine di quella stagione….

    Che le carriere arbitrali si basassero più sul clientelismo che sul merito, lo sapevano anche i muri; e probabilmente i meccanismi continuavano anche ai massimi livelli. Scoprire però che si era arrivati a falsare i risultati delle partite mi ha stupito parecchio; e non penso che sia successo con partite di serie A, troppo rischioso per chi ci provasse.

  8. 18 Aprile 1993 Benetton Treviso – Panasonic Reggio Calabria
    Ricordo indelebile… così come Teofili che, dopo essersi consultato con il tavolo, annulla il canestro regolarissimo di Dean (non Pat) Garrett !!!
    Era la Viola di Volkov, Sconochini, Garrett, Avenia, Santoro, Bullara… la piu’ forte di sempre… con l’istant replay forse quella gara sarebbe finita diversamente.

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