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Il Baso e il bambino

Sto facendo il riscaldamento in campo e sento una vocina che mi dà della testa di c… Mi giro e vedo un bambino di dieci anni al massimo. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto: “Ma chi ti ha insegnato a vivere così lo sport? Quando giocavo nella Fortitudo eri appena nato, non puoi avercela con me”. Lui imbarazzatissimo mi ha chiesto scusa ma mi ha fatto riflettere … In Italia nello sport c’è qualcosa di sbagliato, di profondamente sbagliato.

Gianluca Basile

Gianluca mi fa pensare spesso quando parla. Mai come questa volta. Detto che se anche avesse avuto 40 anni quel bimbo NON sarebbe stato minimamente giustificato, non possiamo dribblare l’argomento. E’ nostra responsabilità, tutti i giorni, fare qualcosa per quel bambino e soprattutto per noi. Non si tratta di discutere od esaltare Basile ma di fare dei passi, più di 10 ed anche più di 100, e non voltarsi dall’altra parte. Per quelli che non l’avessero già capito io sono un moralista. Convinto ed orgoglioso di esserlo. So che è peggio che confessare una corruzione aggravata od un 416-bis qui, ma me ne infischio allegramente. Il bambino è soprattutto vittima, non c’è dubbio. Questo è solo un caso, in cui non c’è il Baso buono ed il bambino cattivo, anzi. Trovo che l’appartenenza evocata da Gianluca, che stimo immensamente, sia fuorviante per esempio. Pensare di dividere il mondo tra virtussini e fortitudini è una pessima abitudine, peraltro invalsa in qualsiasi settore ed utilizzata come unico metodo di confronto. In Calabria ai bambini chiedono: “A cu’ apparteni ?”, “a chi appartieni ?”. Io non appartengo a Virtus o Fortitudo, a Milano o Siena, a destra o sinistra, al Fatto o al Giornale, a SKY o alla RAI. Provo, coi miei limiti, ad essere un uomo libero, riuscendoci poco ma tendendo con forza verso questo obiettivo, e non quello di dimostrare che “gli altri” sono cattivi o teste di c—o. In questo episodio c’è una valenza generale talmente forte che non può essere evitata guardando al dito e nascondendosi la luna. La cultura dell’appartenenza non può sempre e comunque prevalere. Il fatto che io, voi e Basile l’abbiamo stoltamente praticata in passato non può diventare una scusa per calpestare tutto e tutti, per insultare e per vedere la vita (e quindi lo sport) come un eterno regolamento di conti. E non si provi a mettere in capo al bambino un processo di conoscenza, valutazione e quindi sanzione delle colpe passate di Basile per giustificarlo, per l’Amor di Dio. Basta con le scuse, la responsabilità (non solo penale) è individuale. Tocca a tutti noi, senza nascondersi dietro calcio, mass media, politica ed altro (pur con le feroci critiche che meritano). Lo merita quel bambino, che ripeto non ha colpe ma dovrebbe capire di aver fatto una cosa profondamente sbagliata. Two wrongs don’t make a right. Mai.

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53 Comments

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  16. grey grey

    sarei d’accordo ,ma la predica se viene da Basiel mi fa ridere ,non tifo ne Virtus ne Fortitudo, ma Basile fa meglio a stare zitto …. Flavio perchè non parlare dei veri mali ? di Scariolo e di quello che ha fatto ?

  17. Fabrizio Fabrizio

    Leggendo un pò di questa vicenda sul tuo blog, caro Flavio, ti posso dire che da abbonato ormai ventennale a Varese e da ex “modesto” giocatore di basket…noto che SE hai fatto SPORT…l’approcio al mondo sportivo è diverso…

    Sicuramente durante la partita anch’io spesso, preso dalla “passione”, mi inc…. ecc ecc, ma quando esco dal palazzetto è finita li !

    Secondo me uno SPORTIVO (nel senso che ha fatto o fa sport, specie quello di cui siamo noi innamorati) difficilmente può scadere nella più bassa ignoranza che porta poi agli eccessi che viviamo ormai quotidianamente…

    La maleducazione è spesso figlia di chi NON ha mai fatto sport…non ha imparato sul campo a perdere, a prenderle, a darle, nel rispetto di REGOLE…

    Questa è la differenza sostanziale tra noi e il mondo USA…negli USA lo sport è pane quotidinano, è cultura che ti insegnano fin da piccoli e se cresci con questa cultura, coltivandola anche con la pratica, beh…difficilmente si arriva poi alle scene vergognose che si vedono a vari livelli in tutti i luoghi di “sport” in Italia…

    In Italia, per la maggior parte di noi lo SPORT è CALCIO…il CALCIO è uno sport di MASSA, la MASSA è fatta di SPORTIVI e di tanti tanti tanti IGNORANTI…quindi (vedi tutto quello che gira intorno al mondo CALCIO – TV compresa)…tutti noi cresciamo con questa NON CULTURA SPORTIVA che trasciniamo macchiando anche gli sport “minori”…

    L’unica strada è la CULTURA dello SPORT…ma penso sia più facile risolvere il problema dell’evazione fiscale che quello della crescita della cultura sportiva !!!!

    Fabrizio

    • leone leone

      Un’altra considerazione sugli Stati Uniti, possono anche avere una cultura migliore dello sport come tu affermi o diversa come pensiamo in molti, ma mettiamo pure che sia migliore della nostra, preferisco qualche scazzottata sugli spalti che andare a fare guerre in giro per il mondo ed è vero che le ha decise un pazzo alcolista come Bush, ma chi lo ha votato un pazzo così, c’era un giocatore italiano che giocava in un college e che non cucì la bandiera sulla maglietta ai tempi della guera del golfo, dovette scappare dagli stati Uniti perchè non giocava piu’ ed era insultato a tutte le partite solo perchè era pacifista, e allora vedi qualche trave nell’occhio americano? io mi tengo quelle italiane..

  18. maistros maistros

    Ciao Flavio , sono d’accordo con il tuo discorso si deve cambiare atteggiamento senza se e senza ma.
    Però scusami pensando alla tua categoria , ho notato che a livello locale ed in alcuni canali tematici di sky ( milan channel su tutti ma non solo) si fomenta solo ed esclusivamente odio nei confronti degli avversari e degli arbitri che sono il male di tutto.
    Basile che ha le sue colpe come ricordano giustamente i tifosi della virtus dovrebbe andare dal direttore di Milan Channel e non solo e dire “Ma chi ti ha educato a vivere lo sport in questa maniera??, e lui non ha nessuna scusa a differenza del ragazzino, anche perchè a differenza di altri 40enni che vanno allo stadio( non li sto scusando) lui è un giornalista che prende lo stipendio e dovrebbe dimostrare professionalità come tanti altri suoi colleghi cosa che non fa.

  19. Carlo Carlo

    Caro Flavio, sono in gran parye d’accordo con te, pur essendo virtussino. E lo dico con assoluta sincerità. Però mi sarebbe piaciuto, come (non) tra le righe ha scritto Walter Fuochi in settimana, leggere da parte tua una critica anche a Basile. Non tanto per il “godo come un riccio” detto dal ritiro della nazionale, quanto per il negare di averlo detto, il nascondersi dietro un paravento (buco) per quello che accade, ora, altrove.

    Attenzione: questo NON giustifica la situazione, assolutamente, che va oltre le diatribe bolognesi. (oh il bimbo sì, lo perdoniamo dai.A dieci anni non si è tarati per la vita. Al massimo i tarati sono il contorno). Tuttavia evitwerebbe polemiche, perchè rappresenterebbe tutta la situazione. E non solo le conseguenze (tristi).

    • Ho specificato che vado oltre e contesto l’idea che un errore autorizzi l’insulto

  20. Carmine Carmine

    Gentile dott. Tranquillo,
    la ringrazio innanzitutto per la lucidità della sua analisi ed in generale per la sua coraggiosa e lodevole battaglia contro tutte le forme di illegalità. Avrei alcune domande da farle: se lei fosse stato il padre di quel bambino, venuto a conoscenza dell’episodio, cosa avrebbe detto? Ed in generale cosa farebbe per prevenire, in un contesto come il nostro pieno di pericolose tentazioni per qualsivoglia bambino seppur ben educato, la possibilità di assunzione, da parte di suo figlio, di un atteggiamento come quello testè descritto ? Come educherebbe suo figlio al rispetto del prossimo sia nello sport che nella vita? E porterebbe suo figlio ad un evento sportivo in Italia? Infine sarei curioso di conoscere un suo personale pentalogo riguardo il rispetto nel mondo dello sport. La ringrazio per l’attenzione.

  21. leone leone

    Un’altra considerazione sugli Stati Uniti, possono anche avere una cultura migliore dello sport come tu affermi o diversa come pensiamo in molti, ma mettiamo pure che sia migliore della nostra, preferisco qualche scazzottata sugli spalti che andare a fare guerre in giro per il mondo ed è vero che le ha decise un pazzo alcolista come Bush, ma chi lo ha votato un pazzo così, c’era un giocatore italiano che giocava in un college e che non cucì la bandiera sulla maglietta ai tempi della guera del golfo, dovette scappare dagli stati Uniti perchè non giocava piu’ ed era insultato a tutte le partite solo perchè era pacifista, e allora vedi qualche trave nell’occhio americano? io mi tengo quelle italiane..

  22. Leone Leone

    Premetto che rifuggo i moralisti, belli e bravi a condannare gli altri e a vedere la pagliuzza negli occhi degli altri senza prima magari vedere le travi nei propri, e comunque prima di condanannre qualcuno forse bisognerebbe fare qualche esame di coscienza a se stessi, lo dico in senso generale non riferito a te in particolare, detto questo se un bambino di 10 anni ha insultato Basile, il primo responsabile sono i suoi genitori, io se mia figlia avesse fatto questo l’avrei ripresa certamente, è così che si cerca di educare i figli.
    Quindi tutto l’articolo parte da un presupposto sbagliato, invece di guardare il dito hai guardato la luna, stiamo sul pezzo invece e diciamo che se Basile va a Bologna, cosa spera di trovare, applausi?, Dopo quello che ha dichiarato negli scorsi anni, poi ritrattato e dichiarato il contrario quando gli stessi problemi li aveva la Fortitudo, la vita gira e rigira e i fatti per cui accusi uno oggi sono magri quelli per cui vieni accusato tu o la tua squadra domani, per cui è molto meglio essere non moralisti, ma persone serie, se no si diventa come quelli del Fatto quotidiano, che condannano tutti e non propongono niente.. Sono d’accordo con te invece su una cosa, l’unica rivoluzione possibile è quella personale, da tanti piccoli cambiamenti potrà anche migliorare la società, in primis dai genitori di quel ragazzo…

  23. Paolo Senatore Paolo Senatore

    Flavio ha detto “La cultura dell’appartenenza non può sempre e comunque prevalere”. Bene, sono appena tornato dal “derby” di A2 Femminile Salerno-Avellino, vittoria di Avellino in casa di Salerno. A fine partita la presidentessa ha litigato con il play avversario (sua ex atleta qualche anno fa), ha per questo ricevuto addosso acqua da una bottiglietta ed in un momento è partita una rissa sugli spalti tra 50 persone, vari feriti da scazzottate e 3 volanti della polizia.

    E una ragazza americana (sorella del play italo americano D’Alie) ha detto: “mai vista una scena così, da noi anche 80000 persone allo stadio ma non succede niente; alla partita dei Badgers (UWisconsin) hai scherni per gli avversari sì, ma mai reazioni del genere. Se non giocasse mia sorella qui, non verrei più”.

    La cultura dello sport ha perso anche oggi, come sempre.

  24. Alex Alex

    Va bene allora parliamo di questi fatti: Fossa dei leoni monetina lanciata in testa ad un giocatore della virtus nell’ultimo trofeo, furto di biglietti e oggetti dei tifosi della virtus, distruzione di toilette in campo trevigiano, in brevi parole un delinquente dietro l’altro. Perché il signor Tranquillo non fa un bel post anche su questi tifosi?

  25. Daniele Daniele

    No , l’Italia non è fottuta ,Alessandro .
    Certo è sempre + frustrante vedere che il Rispetto , di qualsiasi genere , sia oramai dimenticato in questa società che ci siamo costruiti , delegando sempre e comunque ad altri tutto il possibile .
    non è fottuta perchè queste nuove generazioni ,a cui non lasceremo altro che sogni e poche speranze , saranno quelle che nelle necessità , come le generazioni dei nostri nonni e/o padri ,riscopriranno il piacere di avere ed insegnare il Rispetto !!!

  26. marco marco

    Lo sport in Italia viene ‘insegnato’ da padri che cercano nel figlio il riscatto della propria mediocre vita; istruito da allenatori che hanno perlopiù fallito come atleti; viene preso come modello il prevaricatore, il furbo, l’altezzoso, lo ‘sborone’ o il bullo. Io, da padre, cercherò con tutte le mie forze di far risaltare la bellezza del gesto, la grandezza della partecipazione, l’importanza del rispetto e non parlo solo di sport. Ognuno di noi può cambiare qualcosa.

  27. Alessandro Toso Alessandro Toso

    Di-spe-ran-ti. Se la statistica è una scienza esatta, e le risposte al post – mirabile – costituiscono una base numerica rilevante, l’Italia è fottuta. Peccato.

  28. Pier Pier

    Meraviglioso spaccato della ns società.
    Il sig.Tranquillo scrive un ottimo pezzo prendendo spunto da un fatto.
    Lo spunto è proprio solo tale, perchè il concetto di fondo è un’altro, molto più profondo.

    La maggior parte dei commenti che ne sono seguiti, non fa che purtroppo confermare quanta strada ci si ancora da fare, non solo per diventare più sportivi ma anche e soprattutto più civili.

  29. Alan Alan

    Guarda Flavio, premetto che ti seguo da quando avevo 15 anni, seguivo le tue telecronache su Tele + e ti ho sempre apprezzato. Premesso questo, i casi sono due:

    – o sei un giornalista mediocre, non sai nulla sulla ormai trita e ritrita diatriba V-Basile-riccio, e per questo motivo non hai contestualizzato il rapporto che c’è tra la tifoseria V e il giocatore, facendo del moralismo fine a se stesso,

    – oppure fai del moralismo ridicolo, perchè sei al corrente di tutto ma preferisci non dire in realtà come stanno le cose e i motivi per cui Basile si becca sempre una valanga di insulti (giustificati) dalla tifoseria Virtus.

    Detto questo, non ci vuole un genio per capire che un “cinno” di 10 anni dice certe cose perchè le sente dire da suo padre o dai suoi vicini di posto a palazzo. Dice bene “chi semina vento raccoglie tempesta”, per lo stesso motivo Myers può andare tranquillamente a Casalecchio e tutti si ricordano della standing ovation del pubblico V nella finale scudetto 2002, quando uscì per falli. Quel bambino forse non era neanche nato, ma da allora non è cambiato nulla.

  30. condivido il pensiero di basile, vedere bambini che urlano volgarità a bordo campo mi mette tristezza. ma vorrei che i ‘campioni’, se davvero sono sensibili al problema, lo dimostrassero sul campo e davanti a tutti, invece che inorridirsi DOPO. non tutti sono in grado di farlo. ancor meno, quando occorre, si ricordano e pensano prima di parlare. il più grande duello della pallacanestro moderna in italia è stato myers-danilovic: un clinic di pallacanestro, ma non esattamente un modello di sportività, ai tempi. poi si cresce, si matura, e le cose cambiano, ci si abbraccia… a mio parere questi discorsi devono partire dal campo. se basile ha cambiato modo di vedere le cose è certamente un punto di partenza, ma il suo intervento non può non partire con ‘in carriera ho detto e fatto tante fesserie, ho capito gli errori e vorrei lanciare messaggi positivi per lo sport iniziando io per primo’. il baso è una persona intelligente abbastanza per capire bene il senso di questo di discorso. il cambiamento parte SOLO dal campo, in italia. è un paese dove si può fare e dire tutto, in cui l’idiozia regna. quindi basile, da professionista e capitano della nazionale, ha potuto dire quel che ha detto. e il bambino, da bambino, ha potuto dire quel che ha detto. se poi vogliamo discutere di come faccia un bambino a conoscere il significato di ‘testa di cazzo’, secondo me dobbiamo guardare prima alla scuola (dove presumibilmente passa 30/40 ore a settimana) e solo poi allo sport (al quale, purtroppo, dedicherà non più di 4/5 ore). io a mio figlio vorrei dare un’educazione diversa rispetto a quella del bambino in questione, e spererei di riuscirci. ma insegnerei anche che c’è un età per fare i maragli e spacconi, e un’età nella quale le cose cambiano e bisogna scusarsi e dare un buon esempio.

  31. grazia grazia

    “Il fatto che io, voi e Basile l’abbiamo stoltamente praticata in passato non può diventare una scusa per calpestare tutto e tutti, per insultare e per vedere la vita (e quindi lo sport) come un eterno regolamento di conti”.. io non sono capace di insultare,al palazzo, e neppure di bestemmiare, ma il mio giudizio su Basile non è di immensa stima.
    Anch’io sono una moralista,come te. Allora, come la mettiamo col suo impavido negare oggi di aver detto allora la frase “incriminata”? quella di cui si dovrebbe scusare, e che non ha certo usato quando una fine ben più ingloriosa l’ha fatta la squadra a’cu apparteneva?
    Invece nega.. come un bambino di 10 anni…

  32. Mariacarla Mariacarla

    Capisco la tua presa di posizione come uomo di sport che sente la responsabilità di educare a vivere in modo sano questo mondo ma un professionista che dice davanti a dei giornalisti la frase “incriminata” non puoi dire che non abbia nessuna responsabilità ( peraltro oggi dice di non averlo detto pensando che i presenti nel 2003 siano tutti in pensione ma vedi articolo di Fuochi su la Repubblica che lo inchioda).
    Allora lui aveva ben più che la maggiore età e se il suo pensiero fosse stato mal interpretato avrebbe potuto fare una precisazione in tal senso ma non ha mai sentito la necessità e/o l’esigenza di farlo ora non mi pare dimenticarne l’importanza.

    Ora mi pare patetico da parte sua scandalizzarsi se viene “accolto” miseramente.

    Ciao

  33. Cece Cece

    Se l’episodio è vero, il grosso rammarico è che un bimbo si sia trovato in bocca parole sentite sicuramente da altri, probabilmente padre o fratello maggiore, e che non sappia nemmeno il perché.

    Tra tutti i difetti che abbiamo noi italiani (e siamo in buona compagnia), la mancanza di una sana cultura sportiva e di un sano spirito di competizione sono sicuramente tra i primi.

    Detto questo, se dovesse scagliare una pietra ognuno di noi a cui non si è mai “chiusa una vena”, io non sarei certo tra i lanciatori.
    Ma vedere i bambini protagonisti di certi episodi mette tristezza e fa pensare.

  34. nicola nicola

    gentile sig.Tranquillo,
    rosichiamo perchè milano ha perso contro la Virtus?stiamo pensando che armani stia spendendo milionate per vincere zeron?notiamo che milano fa fatica a riempire il palalido e quando gioca al forum per coprire i vuoti del secondo anello tocca mettere teli neri da morto?
    basile è inutile che faccia l’insofferente,ha sempre offeso la Virtus e i virtussini(come mancinelli del resto,guardiamo la fine che ha fatto).
    dal “godo come un riccio”a”se i contratti vengono firmati è uno scandalo che poi i presidenti non li rispettino”,salvo poi chiedere una legge ad hoc per salvare la fortitudo..o giurare amore e poi il giorno dopo scappare a barcellona..
    basile ridicolo e patetico.
    chi semina vento raccoglie tempesta.
    la saluto

    ps-visto che basile ha laF nel cuore e che è suo amico,gli dica che il16ottobre c’è l’asta in tribunale e che tiri fuori 50mila eurini per diventare membro con dirittto di voto.

    ps2_per rispondere all’utente sopra,è il contrario,la testa di maiale l’hanno tirata quelli del barcellona quando figo in estate era appunto passato alle merengues.

  35. Andrea Andrea

    Io pongo un punto di vista diverso. D’accordo nello sdrammatizzare le rivalità sportiva e nel porre tutto al giusto livello di civiltà. Però si dice che il bambino abbia responsabilità zero, che il genitore lo abbia “educato”, nel frangente, male.
    Io, come genitore, dovessi descrivere Basile a un figlio, lo descriverei, magari con un vocabolario diverso, in maniera identica a quella del bambino in questione.
    Perchè se io giudico una persona in modo fortemente negativo vorrei che mio figlio la riconoscesse come tale.
    Credo non ci si debba nascondere dietro un dito, nella vita esistono persone che si schierano, Basile per primo è stato scorretto, aggressivo, stupido. Non può pensare ci sia alcun tipo di stima nei suoi confronti. Nella vita esistono anche le condanne, su Basile, la mia è definitiva.

  36. Alex Alex

    Caro Flavio premettendo che mi sa di predica molto moralista e poco veritiera, Basile è un bugiardo di prima categoria in quanto più persone hanno, più volte detto, di aver visto chiaramente che nessuno si è avvicinato a lui durante la partita ne prima nei riscaldamenti ne dopo. Fosse anche vero che questo fantomatico bambino di dieci anni riesce ad avvicinarsi e ad offenderlo, il soggetto in questione si meriterebbe di peggio, in quanto a noi tifosi Virtus ha sempre e dico sempre trovato il modo di istigare a questo ed altro. Godiamo anche noi come ricci.

  37. roberto roberto

    Ciao Flavio.
    Sarei d’accordo con te se le colpe non fossero PRIMA di Basile.
    Quel bambino ha sicuramente sbagliato, ma quell’odio gli è stato insegnato da chi è stato offeso da Basile e da quelli come lui ( Bazzani in primis ).
    Chi semina Odio raccoglie tempesta.
    E il fatto che Basile, ADESSO, faccia il sorpreso mi lascia più schifato del gesto del bambino.
    Non c’è moralità in questo, ma solo tanta e triste realtà.

    So che non sarai d’accordo, ma il mondo è bello anche per questo.
    Ciao

  38. Ned Ned

    Ciao Flavio!
    La sport dovrebbbe essere aggregazione e spirito di appartenenza. Sia chiaro,intendo appartenenza allo sport stesso, non a qualche “fazione”. Faccio parte di un gruppo su FB che sostiene l’Olimpia Milano ma ogni volta leggo mille insulti contro Cantù e ciò mi urta perché rovina la purezza di questo sport che si differenzia dal calcio proprio perché ha dei sani principi,dove l’insulto ad un arbitro,una gomitata ad un avversario o un comportamento anche solo un pochino sopra le righe,viene punito (come giusto che sia). Io nel basket ripongo (come ben sai) la speranza di un sport pulito e senza violenze o insulti,insulti che in un anno di parquet con i nostri ragazzi del Kolbe abbiamo visto più che altro piovere dagli adulti,quelli che dovrebbero dare l’esempio proprio ai bambini!!

    • Flavio Tranquillo Flavio Tranquillo

      Grande Ned

  39. Tore88 Tore88

    Di sicuro è un episodio interessante non tanto increscioso di per sè in quanto il bambino decenne, purtroppo lo sport in Italia viene vissuto diversamente nel bene e soprattutto nel male. Si affidano agli eventi sportivi rabbie, dolori e revanscismi tali che tutto si esaspera e non sorprende che un ragazzino di questa età possa insultare a priori l’altro, l’avversario, il nemico senza alcuna logica o direi illogica motivazione, il terzo tempo, il rispetto per gli avversari la tolleranza, le non simulazioni degli atleti sono delle chimere che sembrano irraggiungibili. Nel nostro piccolo non possiamo far altro che dare spazio a questi piccoli nefasti avvenimenti per cercare di sensibilizzare un pò tutti su di un più corretto modo di intendere lo sport! Ciao Flavio numero 1

  40. Ludovico Padovan Ludovico Padovan

    ” Ma chi ti ha insegnato a vivere così lo sport?”
    è da qui che secondo me bisogna ripartire. Basile penso sia rimasto scioccato dal fatto di essere stato insultato da una “creatura” di 10 anni! Scandalizzato probabilmente dal fatto che un bimbo di quell’età, come normalmente sarebbe dovuto accadere, non si stava godendo una festa , quale qualsiasi evento sportivo in definitiva dovrebbe essere, ma alla sua “candida” età si mischiava nel becero atto dell’insulto a tutti i costi, senza per altro saperne il motivo se questo poi alla fine c’è.
    Basta vivere una qualsivoglia rivalità in una maniera così bieca e triste, e qui si ritorna alla domanda iniziale , illuminante. ma a questo bimbo chi ha insegnato a vivere lo sport cosi’? Nella domanda purtroppo è stancamente e inevitabilmente celata , ma non troppo, la piu’ amareggiante delle risposte…..

  41. Massimo Massimo

    Caro Flavio, premessa la condivisione del tuo pezzo, mi viene da scrivere: da quale pulpito viene la predica?
    Non fu Basile, a quasi 30 anni (non 10 come il ragazzino in questione) ad esclamare: “godo come un riccio!”, con riferimento alla vicenda della radiazione della Virtus?
    Quanto gli atteggiamenti dei tesserati alimentano questa separazione tra guelfi e ghibellini? E quanta responsabilità deve essere loro attribuita se un ragazzino di 10 anni si sente legittimato a rivolgere un insulto?
    Con stima ed affetto.

    • Flavio Tranquillo Flavio Tranquillo

      la risposta è semplice: zero responsabilità. Zero

      • Massimo Massimo

        Io invece credo che abbiano tanta responsabilità.
        Non ho mai insultato l’atleta di una squadra avversaria. E se ho abbandonato palazzetti e stadi é proprio perché non sopportavo più i comportamenti dei tifosi (o presunti tali) nei confronti dell’avversario.
        Ma se un tesserato si abbandona a certi atteggiamenti, magari solo per compiacere la sua tifoseria (il caso Mandorlini con la canzoncina “Ti amo terrone” ne é l’emblema), contribuisce in maniera concreta ad alimentare questa insopportabile degenerazione.

  42. Gian Gian

    Flavio non credo sia una cosa limitata a Virtus e Fortituto, ma soprattutto non è una cosa solo italiana.

    Gianluca ha giocato a Barcellona e non credo che i tifosi del Real siano tanto diversi (ricordo quando tirarono la testa di maiale a Figo reo di aver cambiato sponda), stessa cosa se ci spostiamo in Grecia o in Turchia o in Croazia. Ho giocato con una rappresentativa Marchigiana in un memorial Petrovic a Sebenico diversi anni fa e sinceramente anche a livello giovanile si vedeva la rivalità forte.

    Io non dico che sia una cosa giusta, ma dico che l’approccio allo sport qui in Europa è diverso che negli USA e che il target di gente che frequenta i palazzi è molto diversa.

    • Flavio Tranquillo Flavio Tranquillo

      E io dico solo che mi fa schifo

      • Gian Gian

        sono d’accordo con te, ma come possiamo cambiarla?

        In un paese in cui un amministratore pubblico taglia le gomme all’auto di un disabile, da dove partiamo?
        In ambiente sportivo dove cacciano dall’arma un atleta disperato e che ha preso EPO e non cacciano i condannati per i casi come la Diaz (Cucchi, Sandri, Aldovrandi ecc…).

        Quando fanno sciopero del tifo perché non possono portare le bandiere grosse 5×3 che non fanno vedere la partita al tuo vicino di posto, capisci che quelli come noi lo sport lo vedono in TV con altri come noi.

        Noi siamo molto più come l’Argentina che come gli USA e la situazione secondo me è irreversibile.

        • Flavio Tranquillo Flavio Tranquillo

          manco per sogno, sta ad ognuno di noi cambiare indipendentemente dalla possibilità di eliminare tutte le devianze od una loro parte

        • Ludovico Padovan Ludovico Padovan

          Di certo le cose non le cambia chi parla di “irreversibilità delle cose”. Non parti con il piede sbagliato, non ti sposti di un centimetro neanche con un atteggiamento del tipo “..è ma è così cosa dovremo fare?”
          La cultura dello sport viaggia di pari passo con quella generale , con il senso civico, con il piu’ semplice rispetto per le altre persone e le cose. E’ secondo me un processo individuale che non costa niente , ma che anzi arricchisce ognuno di noi.

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