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Errori e correzioni

Gli errori arbitrali di questi giorni in Rockets-Clippers e Raptors-Knicks hanno fatto discutere. La NBA ha spiegato sia in un caso che nell’altro come la circostanza sia stata gestita male dagli arbitri sul campo ma come gli stessi abbiano correttamente evitato di aggiungere errore ad errore con un uso improprio dell’Instant Replay. Non si può infatti correggere una chiamata per interferenza NON vista o per rimessa NON assegnata, bensì correggere una chiamata fatta e sbagliata nel merito. I commenti sottolineano gli errori, scoprendo però l’acqua calda. Che gli arbitri sbaglino è cosa nota e inevitabile, con cui dobbiamo convivere. Un altro filone di commento è quello relativo al mancato uso dell’Instant Replay. “Bastava andare a vedere il monitor” – ho appena sentito un solone del giornalismo americano affermare con estrema superficialità. E’ appena ovvio invece che allo stato delle cose NON si può e NON si deve andare a controllare un non-fischio, altrimenti l’NBA potrebbe risparmiare le spese di trasferta dei tre uomini in grigio e fare arbitrare la gara direttamente dalla sala-video di Secaucus.

Quanto sopra non toglie che una volta che utilizzi l’Instant Replay, la tentazione di allargarne il campo di azione sia naturale e del tutto condivisibile. Non si può però dire che “basta andare a guardare il monitor”, perché se gli arbitri avessero capito che Howard aveva commesso interferenza e che Anthony aveva calpestato la linea, avrebbero fischiato subito e non avremmo avuto problema alcuno. Siccome però non lo hanno fatto ed il gioco è continuato (anche se nei due casi per pochissimi decimi), capirete che non si può a cuor leggero “cancellare” una parte di gioco azionando il rewind. Ugualmente, potrebberi esserci delle strade che vale la pena di esplorare. La prima è l’utilizzo della regola già in vigore in D-League, che ricalca il “challenge” a disposizione degli allenatori NFL.

 

Coach’s challenge: A coach can call timeout and signal to the referees to that he is challenging a call, which will be reviewed by instant replay and the officials will determine if it should be upheld or changed. Teams get one challenge in regulation, and another if it was successful, and an additional one in overtime. Personal and shooting fouls can be challenged, traveling and palming can’t, nor can continuations or act-of-shooting determinations.

 

Un’altra potrebbe essere quella di consigliare cautela agli arbitri, dando loro la possibilità di fermare la partita se hanno un ragionevole dubbio, almeno negli ultimi due minuti. Ambedue sono soluzioni che non risolvono interamente il problema del tempo che trascorre tra quando avviene il fatto e quando si reagisce, ma pochi secondi (5 al massimo?) sono sacrificabili sull’altare della correzione di un errore, anche perché si potrebbero porre in essere per tornare allo status quo ante con il cronometro. Non è facile come vorrebbero in troppi, però forse un ragionamento varrebbe la pena di farlo.

 

PS: mentre finisco di scrivere a PTI si discute della opportunità di ripetere la gara. Non scherziamo, non si può pescare uno dei 20 o 30 errori chiari che avranno fatto gli arbitri in quella gara e ridurre la gara stessa a quello. In una partita di basket a 200 possessi non è MAI uno che decide, mai.

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One Comment

  1. leone leone

    Le squadre dovrebbero avere a disposizione 3-5 casi in cui chiamare l’istant replay, punto. il resto aria fritta..

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