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Dopo Finlandia-Italia

  • A caval donato non si guarda in bocca. Certo non si tratta di vittoria epocale, certo senza un incredibile fumble di Huff solissimo e due pali di Rannikko (non nuovo ad una presenza nei finali non esattamente jordaniana …) saremmo qui a parlare d’altro. Ma è la logica di queste gare che, per l’ennesima volta, non rappresentano un giudizio divino sul valore delle squadre e men che mai sui rispettivi movimenti. Si tratta di partite di solito bruttine (quorum quella di ieri) e dominate dalla tensione ma non per questo meno affascinanti. Da guardare con interesse e commentare. Ma onestamente non ne farei discendere delle conclusioni assolute. E se è per quello neppure relative ….
  • Buona parte delle indicazioni di Cagliari mi pare confermata. La velocità di esecuzione è molto molto bassa, il che permette di non andare a picco pur tirando 3/22 da 3 contro la Francia ma per gli stessi motivi non permette di uccidere la partita contro una Finlandia non necessariamente da corsa. Peraltro anche nei ruggenti 2003 e 2004 si giocava così, dipendendo non poco dalle percentuali di tiro. Il ritmo invece inteso come fluidità è ancora del tutto assente. Il che è da collegare alla considerazione precedente ed alle caratteristiche dei singoli. Sostanzialmente l’attacco si basa sulle uscite per Belinelli, sui post bassi di Bargnani e sui giochi di pick and roll in cui Vitali sta emergendo come protagonista.
  • Per quello che riguarda le uscite, Belinelli fatica a ricevere e tirare perché ovviamente le difese negano questa opzione immediata nonostante il gran prodigarsi del nostro in finte e contro finte al momento del cambio di velocità. Dalla ricezione Marco predilige un 1 contro 1 che si presta a diverse considerazioni. Intanto il canestro poi risultato decisivo a 1 e 25 dalla fine ci dice chi sia il suo modello. Con quel secondo tempo in caduta Kobe Bryant ha segnato un canestro vitale nell’overtime di gara 2 della serie finale contro i Magic, e non è un mistero che i colpi speciali di KB siano oggetto di (lodevole) studio da parte di Marco. Un vero capolavoro quello di Beli, che nel suo interesse non deve però far dimenticare la serie di forzature precedenti. Frutto della tendenza ad attaccare con poca linea diretta verso il canestro e poca protezione della palla, confidando in controtempi vari e spostamenti del corpo lateralmente e/o all’indietro. Che vadano dentro o fuori, sono soluzioni che hanno due difetti gravi a mio avviso: bassa percentuale di realizzazione e scarsa possibilità di scaricare. Giusto sostenere che il nativo di San Giovanni in Persiceto necessiti di tempo per riconvertirsi in prima opzione dopo due stagioni di ritagli nel casino (dis)organizzato di Nelson. Ma da un talento del genere mi attendo già da Pau un segnale di crescita, cioè letture successive al momento in cui mette la palla per terra che non si limitino al tiro più o meno forzato. Ripeto, indipendentemente che finisca con uno sfondamento, con un errore o con un capolavoro.
  • Bargnani ha fatto vedere almeno 3 lampi di purissimo livello NBA ed è apparso nettamente in crescita. Ancora una volta controllare i falli non gli riesce facile (responsabilità arbitrali incluse). Ancora una volta è più irresistibile quando gioca fronte e coi tagli che non quando riceve staticamente spalle a canestro, cosa che personalmente predilige. Il problema, evidenziato anche contro i cambi, è che da lì non sempre è in grado di guadagnare spazio e soprattutto che dovrebbe vedere più campo (inteso come taglianti e lato debole). Come nel caso di Belinelli parliamo di peli nell’uovo, ovverosia di come mettere al servizio della squadra un valore indiscutibile, che per i motivi di cui sopra non va misurato in agosto in queste partite camminate. Ma giocare con questa posta in palio non può che far bene alle nostre punte.
  • Quanto a Vitali ed ai pick and roll, non è una novità che quando si sente padrone della palla e della situazione il ragazzo bolognese dia il meglio di sé. E i centimetri di vantaggio che ha su Poeta e Giachetti a questo livello ed a questo ritmo giocano a suo favore. Il campo ha detto che il play (meglio, il gestore della palla) titolare è lui. Il che non significa che gli altri siano da buttare. A naso forse bisognerà riformattare le rotazioni su questo concetto per sfruttare tutti, perché sia in Sardegna che in Finlandia qualche discrepanza da questo punto di vista si è avvertita
  • E la difesa ? Beh, parliamone più avanti, dai. A caval donato ……

  • Buona parte delle indicazioni di Cagliari mi pare confermata. La velocità di esecuzione è molto molto bassa, il che permette di non andare a picco pur tirando 3/22 da 3 contro la Francia ma per gli stessi motivi non permette di uccidere la partita contro una Finlandia non necessariamente da corsa. Peraltro anche nei ruggenti 2003 e 2004 si giocava così, dipendendo non poco dalle percentuali di tiro. Il ritmo invece inteso come fluidità è ancora del tutto assente. Il che è da collegare alla considerazione precedente ed alle caratteristiche dei singoli. Sostanzialmente l’attacco si basa sulle uscite per Belinelli, sui post bassi di Bargnani e sui giochi di pick and roll in cui Vitali sta emergendo come protagonista.
  • Per quello che riguarda le uscite, Belinelli fatica a ricevere e tirare perché ovviamente le difese negano questa opzione immediata nonostante il gran prodigarsi del nostro in finte e contro finte al momento del cambio di velocità. Dalla ricezione Marco predilige un 1 contro 1 che si presta a diverse considerazioni. Intanto il canestro poi risultato decisivo a 1 e 25 dalla fine ci dice chi sia il suo modello. Con quel secondo tempo in caduta Kobe Bryant ha segnato un canestro vitale nell’overtime di gara 2 della serie finale contro i Magic, e non è un mistero che i colpi speciali di KB siano oggetto di (lodevole) studio da parte di Marco. Un vero capolavoro quello di Beli, che nel suo interesse non deve però far dimenticare la serie di forzature precedenti. Frutto della tendenza ad attaccare con poca linea diretta verso il canestro e poca protezione della palla, confidando in controtempi vari e spostamenti del corpo lateralmente e/o all’indietro. Che vadano dentro o fuori, sono soluzioni che hanno due difetti gravi a mio avviso: bassa percentuale di realizzazione e scarsa possibilità di scaricare. Giusto sostenere che il nativo di San Giovanni in Persiceto necessiti di tempo per riconvertirsi in prima opzione dopo due stagioni di ritagli nel casino (dis)organizzato di Nelson. Ma da un talento del genere mi attendo già da Pau un segnale di crescita, cioè letture successive al momento in cui mette la palla per terra che non si limitino al tiro più o meno forzato. Ripeto, indipendentemente che finisca con uno sfondamento, con un errore o con un capolavoro.
  • Bargnani ha fatto vedere almeno 3 lampi di purissimo livello NBA ed è apparso nettamente in crescita. Ancora una volta controllare i falli non gli riesce facile (responsabilità arbitrali incluse). Ancora una volta è più irresistibile quando gioca fronte e coi tagli che non quando riceve staticamente spalle a canestro, cosa che personalmente predilige. Il problema, evidenziato anche contro i cambi, è che da lì non sempre è in grado di guadagnare spazio e soprattutto che dovrebbe vedere più campo (inteso come taglianti e lato debole). Come nel caso di Belinelli parliamo di peli nell’uovo, ovverosia di come mettere al servizio della squadra un valore indiscutibile, che per i motivi di cui sopra non va misurato in agosto in queste partite camminate. Ma giocare con questa posta in palio non può che far bene alle nostre punte.
  • Quanto a Vitali ed ai pick and roll, non è una novità che quando si sente padrone della palla e della situazione il ragazzo bolognese dia il meglio di sé. E i centimetri di vantaggio che ha su Poeta e Giachetti a questo livello ed a questo ritmo giocano a suo favore. Il campo ha detto che il play (meglio, il gestore della palla) titolare è lui. Il che non significa che gli altri siano da buttare. A naso forse bisognerà riformattare le rotazioni su questo concetto per sfruttare tutti, perché sia in Sardegna che in Finlandia qualche discrepanza da questo punto di vista si è avvertita
  • E la difesa ? Beh, parliamone più avanti, dai. A caval donato ……
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    Published inHomepagePensieri a raffica

    10 Comments

    1. salvatore formato salvatore formato

      flavio ti prego fai qualcosa…non è possibile…abbiamo il migliore allenatore di europa che sarebbe disposto ad allenare anche gratis e dobbiamo tenerci recalcati…??? non è giusto…:-( ettore torna…

    2. sergio sergio

      Non capisco davvero come Recalcati possa ancora essere seduto sulla panchina della nazionale.

      Il buon senso ed un minimo di orgoglio e onestà intellettuale gli imporrebbero di dimettersi (lo doveva fare già nel 2007).

      Spero di non vederlo più seduto su quella panchina. In tanti potrebbero fare molto meglio di lui.

    3. zeppfan zeppfan

      1) Il Mago deve avere più palloni giocabili e con continuità; nn è possibile che riceva una volta ogni tanto e senza giochi per lui. Con Recalcati nn mi sembra ci sia comunicazione, come con Sam Mitchell. In post basso continua a non essere per nulla coordinato come lo è quando è in movimento, dovrebbe studiare Nowitzy in quello. Mi sembra che fisicamente si sia tarato per ottobre, come ovvio.
      2)Beli canestro super (proprio kobiano) ma tanti errori, anke xchè è l’unico che ci prova. Mi sembra che meno ha la palla in mano meglio è per la squadra.
      3)Vitali sui pickNroll nn combina mai niente, anke se il rapporto altezza-ballhandling in prospettiva è interessante.

    4. edlp edlp

      Anche io credo che Beli debba un attimo “riformattarsi” in un contesto squadra dopo le montagne russe della Bay Area..

    5. rik rik

      io invece a caval donato guardo in bocca eccome, e dico che una nazionale come quella che ho visto ieri non merita di andare agli europei. con la finlandia si doveva vincere di almeno 15-20 e non rischiare di perdere all’ultimo possesso! non dimentichiamo che i primi 4-5 canestri dell’italia son state schiacciate regalare dalla “difesa” finlandese. sono del parere che un bello schiaffone (rimanere fuori) possa senz’altro far meglio che una qualificazione all’ultimo respiro che non incoraggerebbe un vero e radicale rinnovamento, tecnico e di uomini. vogllio un’italia che competa per vincere, non che si accontenti di esserci e prima si comincia a ragionare con questa mentalità, meglio è.

    6. drazen drazen

      1. bargnani mi pare mal utilizzato dal coach (vedi quella ricezione in post medio in cui fa una fatica bestia fisica solo per ricevere e ha poche soluzioni da lì, da fermo) e dai compagni: soragna (criminale il suo tecnico di ieri, ovvio, in una squadra che ha poca leadership di suo) è l’unico che gliela dà in maniera e in posizioni in cui è più efficace. Perché?
      2. a me è parso che la francia a cagliari avesse pochino sotto canestro… e preciso prima della lapidazione: intendo come centri puri. touriaf ha fatto bene in difesa e qualcosina, ma non ha dominato. petro ha giocato poco. tant’è vero che le cose migliori sono venute da cusin, gigli e mancio in avvicinamento (finché c’era, ahimè). forse si può ripuntare lì a pau.
      3. ma sbaglio o sono diversi anni che non abbiamo una rimessa dal fondo alternativa/d’emergenza per i finali? e com’è che con i finnici abbiamo preso quattro schiacciate in testa su rimessa loro con un blocchino del menga da promozione? ci sarà forse un po’ di responsabilità della conduzione tecnica oltre che dei giocatori?

    7. Lorenzo Battistini Lorenzo Battistini

      Il parziale di 18-7 negli ultimi 6 minuti lo definirei imbarazzante quanto le telecronache del tuo collega RAI:
      non accettabile da professionisti navigati in partite così importanti.
      Se per sbaglio il tiro di Rannikko fosse entrato saremmo già caduti in Purgatorio… Speriamo di mandarci la Francia domani!! Confido nello ‘sfavore di pronostico’ che ha sempre acceso i nostri nei momenti difficili!
      Io sono uno di quelli che non avrebbe volutoRecalcati ancora alla guida degli azzurri. D’altro canto non voglio sparare sul coach, che con la sua esperienza può comunque uscire vincitore. Non è facile gestire un gruppo non abituato a giocare insieme. Non è facile giocare in un contesto dove somoi più i fucili puntati che i riflettori…
      È sempre un piacere leggere i tuoi commenti, Flavio. Dì almeno a tuo.. cugino di mandare un curriculum alla RAI! Lauro ci ha proprio sutfati!!!!

    8. Michele Michele

      Non perchè abbia la sfera magica, solo avevo visto 3 anni di NBA del Mago e quindi ho visto quello che tutti (tranne Recalcati) sapevano. Avevo detto: “Mago in attacco fuori dalla linea da tre, scommetto almeno 20 pt, 5 rimbalzi e 5-6 falli subiti”. Sono un genio oppure avevo solo detto una banalità che tutti conoscevano? Io opto per la banalità, lo sapevamo tutti

    9. Carlo Carlo

      Flavio… 2 parole sulla gestione di recalcati no?

    10. Mirok Mirok

      …aspettiamo la prossima per poter dare un parere ancora peggiore della difesa 🙂
      Bargnani ha dato qualche sprazzo, anche se è ancora poco. Il Beli ci ha salvato con una gran giocata.
      C’è da dire anche, che la Finlandia non ha quasi mai tagliato fuori a rimbalzo; e ci stava un divario maggiore alla conclusione dei 40 minuti, ma Soragna con il suo tecnico ha dato una sterzata importante….a loro però.
      A mio giudizio, comunque, questa Nazionale, non ha coscienza dei propri mezzi e mi dà l’impressione di perdere palloni in molti momenti. C’è troppa paura di sbagliare…e se questo è il risultato di un mese e mezzo di preparazione, la vedo dura continuare in questo modo

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