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Comunicato Fortitudo

La Virtus ha vinto meritatamente il derby n. 103. Di più, ha dimostrato grande sportività nel rimandare in campo Terry dopo l’episodio della monetina anziché mettere in cassaforte il risultato puntando su un facile ricorso. Eppure, c’è un altro particolare a cui prestare attenzione: nemmeno il derby (come Fortitudo-Montegranaro, o Avellino-Virtus, e chissà quante altre) non è durato esattamente 40′. Un errore arbitrale a 30″ dalla fine ha infatti fatto partire il cronometro con 4″ esatti di ritardo. Dunque, l’ultima azione bianconera sarebbe dovuta durare 6″ anziché 10″, con tutte le possibili conseguenze del caso.
Sia chiaro, non è in discussione il risultato del derby, già omologato senza alcun preannuncio di ricorso. Ed è giustissimo così. Allo stesso modo però è innegabile che ci sia stato un errore arbitrale, e se la motivazione della Corte Federale sulla sentenza della partita Fortitudo-Montegranaro è stata incentrata proprio sul fatto che si è giocato 1″04 (un secondo e quattro centesimi) in meno dei 40′ regolamentari, cosa si dovrebbe dire ora di questi 4″ (quattro secondi) in più giocati di fatto nel derby rispetto al cronometro? Vediamo in dettaglio il caso in questione:
A 30″82 dal termine della partita, sulla rimessa dal fondo effettuata da Gordon, Huertas “stoppa” il pallone con il petto, con l’intento di far partire il cronometro generale ma non ancora quello dei 24″ che deve scattare soltanto quando il giocatore fa partire il possesso prendendo il pallone con le mani. L’arbitro Paternicò, pur essendo ad un metro da Huertas, non fa scattare il cronometro generale finché il giocatore non tocca il pallone con le mani. Risultato: dal momento in cui la palla è stata toccata da Huertas diventando “viva” a quando è partito il cronometro, sono stati giocati 4″ in più, che di fatto hanno allungato il derby rispetto ai 40′. In altre parole, il tiro-vittoria segnato da Vukcevic è avvenuto esattamente dopo 40’02” del derby.
Va detto – per spiegare meglio quest’ultima azione – che Marcelinho aveva già utilizzato regolarmente la stessa tattica in un’azione praticamente analoga del campionato spagnolo: rimessa a 32″ dalla fine del terzo quarto, tocco di petto e addirittura 7″ guadagnati rispetto alla partenza del cronometro dei 24″, togliendo così di fatto l’ultimo possesso ai rivali. Allo stesso modo l’ha utilizzata sia in Eurolega che in una finale internazionale giovanile il suo compagno di squadra ai tempi di Badalona Ricky Rubio, facendo lecitamente pensare che si tratti di un insegnamento ricevuto da entrambi da parte di coach Aito.
Dunque? Sia il finale con Montegranaro che quello con la Virtus sono stati contraddistinti da due errori arbitrali. Che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, con l’unica garanzia sportiva (fino alla decisione della Corte Federale) dell’insindacabilità del loro operato. Non a caso, anche l’aiuto (enorme) dell’instant replay nelle partite di playoff riprese da Sky viene fornito agli arbitri e da loro valutato.
Ribadiamo, questo non vuole essere da parte della Fortitudo un attacco agli arbitri, che possono umanamente sbagliare così come avviene per giocatori e allenatori. Finora però, faceva tutto parte del gioco. Ci chiediamo unicamente perché nel caso di Fortitudo-Montegranaro la Corte Federale abbia applicato un criterio completamente opposto.

Published inHomepageSerie A

One Comment

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