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Basta !

Comunicato del 25/02/2009

Gli Original Fans intendono manifestare ancora una volta e in modo ufficiale la profonda delusione e la grande amarezza per l’esito delle Final Eight di Coppa Italia, ritenendo di essere stati forse gli unici ad averci creduto fino in fondo, sperando in una decisiva prova di orgoglio della squadra e pensando di avere di fronte uomini veri prima ancora che giocatori. Una squadra che nonostante le indiscusse potenzialità sulla carta non ha dimostrato sul campo quello che vale, apparsa agli occhi di tutti senza grinta, svuotata di energie, in alcuni momenti amorfa e probabilmente appagata, ma di cosa, ci chiediamo? Un squadra, un team che non fa onore ai tanti sacrifici di una tifoseria sempre presente in Italia ed in Europa, sempre pronta ad applaudire anche la peggiore prestazione pur di incoraggiare e sostenere il gruppo in momenti di difficoltà, sempre vicina e pronta a comprendere chiunque ed ogni cosa. Una squadra che non fa onore al nome di una città che ha sempre conquistato e meritato importanti risultati sul campo e che ha raggiunto gloriosi traguardi. Una squadra infine che non fa onore neanche ai sacrifici della società. Alla luce di ciò non intendendo più fare sconti a nessuno, affinché ciascuno rifletta sulle proprie responsabilità in modo consapevole a cominciare proprio da noi tifosi e nel rispetto dei ruoli, invitiamo la società a prendere adeguati e tempestivi provvedimenti al fine anche di superare eventuali contrasti interni che si riflettono inevitabilmente sulle prestazioni della squadra. Squadra e team a cui noi O.F. abbiamo scritto una lettera dai toni molto accesi e questo perché crediamo che ci sono mille forme di protesta che non sempre devono essere manifestate in modo plateale. Una protesta civile, insomma! Una protesta, da qui alla fine del campionato, che deve tramutarsi in fischi in occasione di prestazioni negative, al termine di ogni partita (per non dare alibi a nessuno), se non si notano progressi tecnici e caratteriali.
Per quanto riguarda in particolare noi O.F., comunichiamo che durante la prossima partita casalinga di sabato sera contro la Virus Bologna, ci saremmo astenuti volentieri dal tifo, ma nello stesso tempo, consapevoli nonostante tutto dell’importanza della partita e della rilevanza che la stessa assume anche emotivamente, per la presenza in panchina di Boniciolli, riteniamo di assumerci la responsabilità di sostenere ancora una volta i colori della nostra città.
Direttivo Original Fans Avellino

Virtus Pallacanestro Bologna preso atto che alla vigilia dell’incontro Air Avellino-La Fortezza si sta diffondendo un clima ostile nei confronti del coach Matteo Boniciolli, ha deciso di rinunciare alla presenza dell’allenatore. E’ una decisione dettata dalla volontà di preservare lo spirito di festa che dovrebbe accompagnare ogni sfida sportiva.

Comunicato del 26/02/2009

In merito al comunicato stampa diramato dalla società Virtus Bologna e relativo alla mancata presenza in panchina nella prossima gara di campionato di sabato sera del coach Matteo Boniciolli, gli Original Fans, nel sentirsi profondamente offesi dalle parole espresse, in considerazione di un presunto “clima ostile” instauratosi nei confronti del coach stesso, e ritenendo di essersi contraddistinti sempre ed ovunque per l’estrema correttezza, sportività e civiltà, esprimono tutta la loro amarezza per tali dichiarazioni, volte non solo a denigrare l’intero tifo biancoverde, dandone un’immagine assolutamente distorta, ma anche e soprattutto a denigrare, ancora una volta, il rispetto e la dignità di un’intera città, che ben conosce “ lo spirito di festa che deve accompagnare ogni sfida sportiva” e che sa dare il giusto peso alle rivalità in un clima mai sopra le righe, cosa di cui dovrebbe esserne più che mai consapevole lo stesso Boniciolli che ha vissuto per ben due anni a contatto con la città e i suoi tifosi.
Direttivo Original Fans Avellino

Il sindaco Giuseppe Galasso, nell’apprendere l’annuncio della Virtus Bologna di rinunciare alla presenza in panchina dell’allenatore Matteo Boniciolli, in occasione della gara di campionato in programma sabato prossimo al Paladelmauro, non condivide la decisione della società felsinea, che ritiene lesiva per l’immagine della città di Avellino.

“Non comprendo la decisione della Virtus Bologna – commenta il primo cittadino di Avellino – . Non è annunciando urbi et orbi, a 48 ore dal match, l’assenza dell’allenatore in panchina che si preserva “lo spirito di festa che dovrebbe accompagnare ogni sfida sportiva”. Posso rassicurare l’ambiente bolognese che qui ad Avellino il clima è quello che si respira alla vigilia di ogni match, né più né meno. Coach Boniciolli, che ha vissuto una lunga e piacevole esperienza ad Avellino, ben conosce quale è lo spirito che anima i tifosi di questa città. Uno spirito fatto di passione e attaccamento ai colori sociali che mai, nella storia dello sport avellinese, ha travalicato i canoni della correttezza, come lo stesso patron della Virtus ha potuto verificare personalmente in occasione della Final Eight di Coppa Italia, non più tardi di una settimana fa.Oltre che alla città di Avellino, una tale decisione rappresenta un duro colpo all’immagine dello sport tout court, inferto proprio da chi vanta una lunga e nobile tradizione cestistica, vive di sport e dovrebbe difenderne i valori.Invito, pertanto, coach Boniciolli a ripensarci – conclude il sindaco Galasso -: vorrei poterlo salutare ed abbracciare personalmente sulla panchina del Paladelmauro”.

Da SKY Sport

Sabatini fa quello che ritiene opportuno, io posso assicurare che Boniciolli verrà trattato come qualsiasi allenatore avversario. Non posso proibire qualche fischio di qualche tifoso ma da lunedì imploro il pubblico di ignorare tutto quanto si è detto, siamo uomini di sport e gente pulita. Eravamo ai playoff con Roma, di punto in bianco Matteo è venuto a dirmi che non sarebbe rimasto perché i figli lo consideravano un grande allenatore ma non un grande papà. Se dopo 5 mesi decide di andare ad allenare avrebbe dovuto alzare il telefono e dirmelo.

Vincenzo Ercolino

Provo profondo rammarico per la situazione incredibile che si è determinata. Ho lavorato 2 anni ad Avellino, passando dal ripescaggio alla qualificazione per l’Eurolega e conquistando una Coppa Italia. Me ne sono andato per stare più tempo con la famiglia e sono rimasto 5 mesi a casa. Su di me sono state dette cose spiacevoli, poi io ho usato una parola sbagliata per definire la temperatura del palasport, ma me ne sono scusato immediatamente. Da lì sono successe altre cose spiacevoli, soprattutto il tentativo di deferirmi per slealtà, una ferita gravissima per chi vive lo sport come me. Il clima attorno al mio ritorno ad Avellino si è esacerbato, siti e comunicati hanno espresso toni per cui non sembrava più una partita di basket ma solo il ritorno di Boniciolli ad Avellino per criticarlo piuttosto che insultarlo. Il mio proprietario per tutelare la mia incolumità fisica e far sì che fosse solo una partita di basket senza toni drammatici mi ha detto che sarebbe stato meglio evitare di presentarmi, una decisione che dopo discussioni e sofferenze non posso che rispettare. Provo un grande rammarico per questa situazione che non c’entra niente con lo sport e con i due anni magnifici trascorsi ad Avellino. Non ho avvisato Ercolino prima di andare a Bologna, ma lui, per cui nutro immutato affetto, non ricorda che circa 10 giorni dopo la mia partenza da Avellino presentando Markovski dopo avermi lasciato tra le lacrime, disse che era un bene per la città che me ne fossi andato perché non poteva dire delle cose su di me. Per quanto io sia francescanamente indotto al perdono, dopo quell’episodio non consideravo il rapporto tale da dovergli notificare, a 5 mesi di distanza, che avevo accettato l’offerta di un altro club, cosa che invece ho detto alle persone a me vicine.

Matteo Boniciolli

Verso la famiglia Ercolino provo simpatia ed andrò ad Avellino. Il nostro allenatore ha cominciato sbagliando un’intervista ma si è scusato subito. Spero di pranzare o cenare con gli Ercolino sabato, c’è simpatia tra le due società. Ma anche ieri il comunicato dei tifosi non mi fa ritenere che ci possa essere quell’atmosfera di festa e gioia, come nella Final 8 di Casalecchio, necessaria per l’evento sportivo. Mi dispiace si sia enfatizzata la decisione, ma per il bene di tutti non voglio creare tensione. Ho 4 allenatori, Zorzi condurrà la squadra e ci sarò anche io

Claudio Sabatini

Dunque sabato sera ad Avellino non ci sarà Matteo Boniciolli. Potrei dire che è una sconfitta per tutti, e lo è. O che è colpa di tutti, e lo è, compresi quelli come me che dovevano tirare fuori prima l’argomento, denunciare prima quel clima che si andava guastando, disinnescare prima tutta la situazione. Ma così me la caverei troppo a buon mercato. Credo, ed è una posizione del tutto personale, che sia giunto il momento di tirare una riga, decisa, marcando bene due zone di territorio. Di qui quelli che hanno a cuore la sorte di questo giocattolo, di là gli altri. Di qui quelli che ritengono che avere ragione non autorizzi a insultare (figuriamoci toccare) chiunque, di là gli altri. Di qui quelli che capiscono che chi fa il professionista risponde al suo datore di lavoro ed alla propria etica, di là quelli che credono che pagando un biglietto od essendo osservatori più o meno privilegiati si acquisiscano quote azionarie delle società sportive. A forza di giustificare tutto e tutti, quella riga è finita fuori dal campo, e a me non sta bene. Niente vesti strappate, tutti possono e devono esprimere la propria opinione ed il proprio eventuale dissenso. Oltre non si va. Quindi il solo poter ipotizzare o paventare che ci possano essere delle conseguenze nell’andare a lavorare significa che siamo fuori da quel campo. Interessa che tutta la città e la tifoseria di Avellino garantiscano che non sarebbe successo niente, e personalmente non vedo perché non dovremmo crederci. Ma nessuno provi a dire che si sarebbe trattato di un’altra normale giornata in ufficio. O peggio ancora che sia solo un caso che riguarda Avellino. E poi il punto non è questo, lasciamo stare per un attimo il caso di specie. Perché dovremmo considerare “normale” un pieno di insulti per l’allenatore X che va a lavorare nella città Y ? E perché se oltre al “normale” (??????) “odio” (????) “sportivo” (?????) ci sono altre “ragioni” (????) per prendersela con qualcuno allora è possibile l’escalation ? Non c’è alcunchè di normale, sportivo e ragionato in tutto questo. Nulla.

Conosco da tanti anni Matteo Boniciolli, lo considero una persona di valore e di valori. Non uno che ha sempre ragione e non ha difetti, ma uno che vive con passione le cose che fa. Conosco molto meno la famiglia Ercolino, ma non ho un motivo per dubitare della bontà delle intenzioni che la animano, e mi sono emozionato nel vedere la Coppa Italia 2008, non poco. Non tifo per nessuno in questa sede, e tutta questa fretta di giudicare e condannare non l’ho. I motivi per cui più volte le due parti durante questa storia “ci sono rimaste male” non sono conoscibili per intero dall’esterno. Forse se Ercolino avesse esposto le sue ragioni durante la conferenza stampa di addio sarebbe stato meglio, forse se non volessimo sempre evitare le questioni spinose non arriveremmo a pungerci. Errori ne ha fatti anche Boniciolli, uno acclarato. Di certo non dovrebbero esistere doppi binari, i documenti che regolano i rapporti tra le parti dovrebbero avere una sola natura, quella ufficiale, un solo luogo di deposito e due firme (o è troppo semplice ?). Ma ancora, non è questo il punto. I protagonisti di questa vicenda fanno bene a prendere le posizioni che ritengono di dover prendere, noi possiamo registrarle ed esprimere eventuali opinioni. Ma dobbiamo pensare SOPRATTUTTO al principio generale, che certo non dipende da chi ha eventualmente più ragione tra Boniciolli ed Ercolino. Ed il principio è questo: devono cambiare mentalità, regole ed abitudini per arrivare ad un basket migliore. Quella riga di cui sopra deve essere ricalcata più volte, chi lavora deve essere messo in condizione di farlo, su questo non si discute e non si transige. Il calcio può comodamente rimanere dov’è. Il generale clima di omertà e rinvio alle calende greche deve cessare. I finti custodi del tempio possono accomodarsi a teatro, dove far finta è arte. Se qualcosa non va lo si dica subito, con nomi e cognomi, in contraddittorio civile anche se intenso. Le opinioni tecniche siano tali, NON è obbligatorio avere una scuderia per parlare di basket. Poi ognuno rimane convinto delle proprie ragioni e si va in campo. Lì, e fuori, la lealtà non è un optional ma un dovere. Se qualcuno non la pratica, deve essere punito VELOCEMENTE (a patto che la violazione sia comprovata e non si tratti di una pioggia di accuse delegittimanti al grido di “tanto peggio tanto meglio”). Si può parlare di tutto, anzi, si deve. Di sudditanza, di riconoscenza, di contratti e di scritture private, di mutui e tasse, di ammissioni ed esclusioni, di cronometri e falli. Ma sempre ricordandosi che la buona fede è come l’innocenza, presunta fino a prova contraria. E che quelli che vogliono sporcare tutto, avvelenare il clima e fare il pieno di negatività possono anche accomodarsi fuori. Nessuno deve riconoscersi in questo ritratto, men che mai i protagonisti di questa vicenda. Tutti dobbiamo invece riconoscere che siamo all’anno zero, e non perché c’è Santoro nelle vicinanze. Siamo allo sbando ideologico del basket italiano. E mi fa incazzare, perché so quanto valgano tanti dei protagonisti della nostra pallacanestro. Secondo voi Messina e Scariolo, per dire, non amerebbero mangiare due spaghetti come si deve, salutare gli amici e i familiari tutti i giorni e godersi il Bel Paese ? Ma sentendo che non c’è mai pace tra gli ulivi non si guarderanno bene dal tornare in mezzo a noi ? Se volete possiamo andare avanti, spostare ancora quella riga, dividerci in amici di Boniciolli vs. amici di Ercolino, pro-Mens Sana vs. chi odia il Palio, metropolitani contro provinciali. Dare la colpa alla FIP e alla Lega (peraltro sempre trionfalmente brillanti nella loro assenza), agli agenti, all’AIAP, ai tifosi, agli ultrà, ai giornalisti, ai custodi del palazzetto. Non siamo così bravi da poter trovare responsabilità singole invece. Facciamo male tutti assieme, e se ognuno dicesse un piccolo “basta !” a questo andazzo, magari cominceremmo a venirne fuori. Il posto libero in panchina sabato è una libera scelta della Virtus che non va imputata ad Avellino ma che Avellino non deve necessariamente vagliare. Facciamo che sia solo un simbolo, non un ulteriore motivo di divisione. E che prestissimo, magari ai playoff, chi si sente in disaccordo con qualcuno possa andare a manifestarlo senza il minimo eccesso e la minima rabbia. Cambiamo per favore, possiamo farlo.

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