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Ancora sulla questione Minucci-Montorro

Dopo la pubblicazione su questo sito del post del 21 giugno u.s., Ferdinando Minucci e Franco Montorro hanno ritenuto di affidarmi altri elementi in merito. Questo quanto ricevuto da Montorro:

Noto che nella sua versione dei fatti riguardante la mia gestione di Basketnet, Ferdinando Minucci si preoccupa solo di sottolineare il ruolo del Signor H ed immagino quindi che concordi o si ricordi di tutto il resto. Confermando la mia ricostruzione dei fatti: dall’indipendenza professionale alla gratuità finale del mio impegno. Bene così, compresa la sua considerazione per una persona dalla carriera che giudico esemplare, sempre il Signor H, nell’accezione originale del termine. Male perché l’unico incontro a tre che invece mi rimane nella memoria non è certo con lui e Minucci in un hotel a Bologna, mai avvenuto, ma con Minucci e un dipendente della Mens Sana Basket, Federico Cappelli, in un albergo in Toscana. Non mi importa più molto di questa faccenda, se non per ribadire di non aver mai incontrato, come sostiene il Signor Minucci, il Signor H, visto che quest’ultimo, da quando ho lasciato la direzione di Superbasket l’1 dicembre 2008, mi si è palesato davanti in un’unica occasione: alla presentazione del campionato di Serie A all’Arena del Sole di Bologna e non rimpiango certo non averlo mai più visto. In quanto alla chiosa finale del Signor Minucci, voglio credere che non si riferisca a me, che nella vicenda ho solo perso tempo e reputazione e guadagnato nulla.

 

Questo invece il contributo di Minucci:

 

Non capisco perché Franco Montorro voglia negare l’evidenza fattuale, avrá le sue buone ragioni. Quello che ti ho detto è ciò che è successo. Allego intercettazione fra me e Franco alla presenza di Sammarini nell’incontro del 2/10/2012 a Milano c/o uffici Essedue. Tra l’altro in quel periodo mi stavano pedinando e quindi tale evento è stato documentato. L’incontro al Carlton è avvenuto poco tempo prima. Tale incontro era servito per definire la strategia e i costi dell’operazione. A onor del vero, il Sig. H è stato presente solo all’introduzione, poi ci ha lasciati soli per discutere i dettagli economici.

 

Nel rimarcare ancora una volta l’incompatibilità delle due versioni, ipotizzo che se la questione verrà ritenuta degna di considerazione nel dibattimento che si profila dinanzi al Tribunale di Siena forse avremo la possibilità di avere qualche elemento in più.

Rimane sul tappeto, serio, il tema della trasparenza dei media, che in Time Out occupa un intero capitolo.

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