Tiri liberi, lo studio

liberi

Il grafico si legge così: in relazione alla freccia, più ci si avvicina alla punta, più si ”appartiene” a quella variabile. Questo poi viene relazionato alle altre variabili e determina la posizione finale della squadra (nel nostro caso). Abbiamo solo quattro variabili (liberi/possessi, incidenza delle triple, possessi in isolamento e possessi in post basso), ma si possono comunque azzardare alcune conclusioni.

La posizione delle frecce ci dice che (come sospettavamo) l’incidenza del tiro da tre e i viaggi in lunetta sono (quasi) inversamente proporzionali (verso opposto e quasi stessa direzione dei due indicatori) mentre, per quanto riguarda gli isolamenti e il post basso, si nota una certa controtendenza l ma non sembrano essere influenti per quanto riguarda i tiri liberi (essendo le frecce praticamente perpendicolari tra loro). Possiamo dire anche che non esiste una tipologia di gioco che ”attira” tiri liberi, infatti le prime tre, Treviso, Cremona e Caserta dimostrano tendenze diverse (Treviso va molto in post basso, Caserta fa molti isolamenti, Cremona tira pochissimo da tre e rispetto agli isolamenti e i giochi in post basso).

Interessante la mini ”clusterizzazione” [raggruppamento] che si ha in alto a sinistra e in alto a destra, da cui si evidenzia come le tipologie delle squadre vicine nel grafico siano essenzialmente coincidenti. Il caso di Ferrara, infine, è curioso in quanto rappresenta il ”valor medio” del campionato.

One thought on “Tiri liberi, lo studio

  1. Dopo la Saporta del 2002 risulterebbe vinta ancheuna Eurochallege nel 2009 o perchè vinta da una non senese non cota ? Solo per la precisione