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Storia di un fotogramma

by Flavio Tranquillo on Sunday, February 19th, 2017

 

 

 

 

Giovedì notte, dopo la partita, avevo cercato di indagare sul canestro di Macvan a fil di sirena. Questo il risultato, parziale. I punti di domanda erano obbligati, non essendo riuscito a trovare un fotogramma dirimente, cioè uno di Macvan con la palla in mano e la stop lamp accesa (canestro da non convalidare) oppure con la palla staccata e la stop lamp ancora spenta (canestro da convalidare). Il replay laterale non faceva vedere, al mio lavoro fatto con il laptop e con il materiale rinvenibile in rete, un frame con una di queste due caratteristiche. Quello da dietro, di assai migliore qualità, dava qualche indicazione in più ma nessuna certezza, anche per questioni di prospettiva (problema enorme quando si valuta un’immagine televisiva).

 

 

Oggi però, tornato in redazione dopo la trasferta e un giorno di riposo, ho lavorato ancora sulle immagini, e grazie all’intervento del fido Giovanni (operatore SKY di grande valore) stavolta il fotogramma in questione è saltato fuori. Si tratta di questa immagine:

MACVAN2

 

 

 

 

 

 

 

MACVAN3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per capire come sia possibile che questo fotogramma (o meglio semiquadro) sia sfuggito al primo tentativo di ricerca, potete dotarvi di un tecnico. Oppure provare ad approfondire il concetto di fotogramma e, soprattutto, di semiquadro. Ho ripercorso la sua “scoperta”  perché credo che questa ricostruzione possa dirci qualcosa. Soprattutto ci dice che smettere di cercare per pigrizia è la peggior cosa che possiamo fare. Abbiamo bisogno di elementi oggettivi, e come si vede trovarli non è così facile. Non abbiate paura di chiederli, anche se non sempre la fortuna aiuta. Non sospettate di chi li produce, perchè il giorno che smettiamo di cercare i fatti siamo tutti più poveri. Se qualcosa nel processo di indagine è sbagliato, segnalatelo: a questo possono servire, e tanto, i social network e la rete.

Cosa diversa dai fatti è invece la loro interpretazione. E’ un fatto che sulla base del fotogramma prodotto il canestro sarebbe stato da annullare, ma questo non significa che si possa correre alle conclusioni. Ribadisco che senza un lavoro fatto con una strumentazione che è impossibile portare su un campo da basket non avremmo mai scoperto questo fatto. Da qui consegue che gli arbitri hanno deciso con quanto in loro possesso, seguendo il regolamento. Dalla tribuna stampa io ho detto “non è buono”, ma sarei bugiardo se dicessi di aver visto che Macvan aveva la palla in mano allo scadere della gara. Come dimostra l’analisi, nessuno poteva vedere, essendo il tiro davvero al limite (vedi discorso sui semiquadri). Sahin quindi non ha visto o fatto sbagliato, ma solo preso la decisione giusta in base ai fatti di cui disponeva in quel momento. Io faccio il giornalista e vivo di dubbi, ne voglio tanti per poterli verificare. Un arbitro invece deve vivere di certezze e offrire un verdetto in tempi congrui. Credo che Sahin abbia capito che non avrebbe avuto certezze nei suddetti tempi congrui ed abbia responsabilnente deciso di conseguenza. Ora, sarebbe proprio sbagliato (senza mezzi termini) non capire questo processo e lamentare “l’errore”. Questo pericolo però, e torno al punto precedente, non può suggerirci censure preventive per evitare che qualcuno distorca con la sua interpretazione quello che è successo. Aggiungo che quella di Macvan è stata un’azione importante, come però tutte quelle dei precedenti 39 minuti e 59 secondi. Che hanno determinato il risultato molto più di una singola giocata. Giocata alla quale hanno concorso anche la bravura di Macvan ed il cattivo lavoro dei rimbalzisti brindisini (Carter soprattutto, ma anche Cardillo). Credo ci sia un valore nel capire che a volte neppure la tecnologia ha il potere di dominare la complessità del reale. Ugualmente, migliorare la copertura tecnologica del campo aiuterebbe, ma siccome costa dei soldi (non pochi) mi limito a segnalare la possibilità di andare in questa direzione (più telecamere e più frame rate uguale maggiore possibilità di pescare il fotogramma buono). Per intenderci, e chiudere, Milano ha vinto con pieno e totale merito la partita e la Coppa Italia. Non certo perché anche se il canestro di Macvan fosse stato annullato ci sarebbero stati comunque i supplementari da giocare. Non solo perché nessuno, come documentato, ha davvero sbagliato. Il merito è pieno e totale perché non è possibile prendere una circostanza, per quanto significativa come questa, ed estrapolarla da un contesto complesso come quello di 40 minuti di basket (meglio, 120) per concludere che “ha deciso il risultato”. E Brindisi ha giocato una grande partita indipendentemente da un singolo episodio. Sul cui valore spero però di aver già detto.

 

 

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One Response to “Storia di un fotogramma”

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