Sport e cultura

La cultura, vocabolario alla mano, può essere definita come quel patrimonio sociale di un gruppo umano, trasmesso di generazione in generazione, che comprende conoscenze, credenze, fantasie, ideologie, simboli, norme, valori, nonché le disposizioni all’azione che da tutti questi derivano e che si concretizzano in schemi e tecniche d’attività tipici di ogni società. E che c’azzecca col basket, avrà pensato più di qualcuno ? Io dico che ci azzecca, e non solo perché lo sport è chiaramente una fondamentale forma di cultura.

Una cultura formata dai comportamenti di chi in questo gruppo umano vive. Cito un grande giocatore e grande uomo, Steve Nash, che parla del suo vero Amore commentando l’episodio Henry

My point to people is they act as though he left his house that morning (planning) that he was going to handball and win the game. The ball came over 15 peoples’ heads, skipped on a wet grass and hit his arm. Whether he made a reaction to handball or not, we’re talking about a split second. I don’t think you can hang someone for murder when they just put their hand up. Manslaughter, maybe. It’s a reaction. and anyone in that situation would’ve done that. We could always say, ‘He celebrated after,’ and did all that. When there are 80,000 people in your country that are erupting as you made the World Cup, I’d like to see how many of us would tell everyone to sit down and actually hand him the ball. It’s the referee’s job.” “It’s hypocritical. It’s a shame that that’s what happened. My family’s English (his parents moved to South Africa two years before he was born). In England and Ireland, you’re taught from a young age not to cheat, not to dive, not to do anything that would gain an unfair advantage. The English, and I’ll say, ‘We English,’ expect everyone to be that way but the truth is the rest of the world is taught to do the opposite. Get any advantage you can. For the English and Irish to turn around and hold everyone up to their standards is unrealistic.


Una spiegazione interessantissima, anche dal punto di vista antropologico. Certo, chi è senza peccato scagli la prima pietra. E il magico Steve ha ragione a dire che tutti quelli che si sono scagliati sul suo amico francese non avrebbero mai avuto il coraggio di dire “è vero, ho fatto fallo di mano apposta”. Ma ugualmente bisogna tendere all’utopia, sperare che tra 10 o 100 anni ammettere qualcosa contro i propri interessi sarà normale, virtuoso, accettato. Senza assediare magari per due ore chi fa uno sforzo di verità e giustizia ….

Ebbene, io dico che tutti noi della comunità dei canestri siamo responsabili in quota-parte di alcuni dis-valori che fanno parte della nostra cultura. Ed il fatto che siano meno rilevanti rispetto al calcio non può e non deve consolarci. Non sto puntando il dito contro una o più persone e mi faccio carico della mia rilevante quota-parte di responsabilità. Ma la cultura si può costruire o ri-costruire, e questo potrebbe essere il momento di farlo.

Mi rendo conto che il discorso potrebbe suonare reboante o velleitario, ma il dibattito culturale è una delle cose più stimolanti che ci possano essere, e non mi va di rinunciarci. Il principale disvalore che riscontro è credere che il risultato sia l’unico obiettivo cui tendere. “Il fine giustifica i mezzi” è una frase tremenda, orribile. L’elogio della furbizia è tutto tranne che condivisibile, e nessuna persona dotata di senso della Giustizia e della Democrazia vorrebbe mai vivere sotto il giogo di quel Principe. Esagerato, direte voi, ma cosa c’entra con quel meraviglioso balletto che si celebra nei 28 x 15 di parquet ? Un po’ c’entra, credetemi.

Non è nostalgia di De Coubertin e non è superficiale buonismo. Ma che tutto debba essere retto dal principio “chi vince ha sempre ragione” è francamente insopportabile, in più di un senso. Intanto, in linea di principio, competere in maniera equa è molto più importante che vincere. E per “equo” non mi riferisco ad una formale osservanza del dettato di regolamenti spesso vuoti ed anacronistici. Intendo semmai una autentica adesione al principio che è preferibile perdere comportandosi rettamente che vincere in maniera anti-etica.

Non risulta alcunché di simile nella nostra serie A ? Verissimo, ma non mi basta. Ho troppa paura di un ambiente (quello sportivo in generale) che mette in croce chi si fa fare un gol per riparare un torto subito, esalta la figura dei maneggioni e non riesce a sconfiggere (anzi ….) una piaga come quella del doping. Certo, al momento nel basket di vertice non c’è traccia di comportamenti simili e personalmente ho zero elementi per credere il contrario. Ma non possiamo far finta che quello che leggete sotto (dal sito di Gazzetta) sia accaduto in un altro paese ….

Intercettazioni squallide, per livello morale e “culturale”. Addirittura Garibotti utilizza il figlio Matteo per sistemare le partite. Dice all’arbitro Rosi che “Cecina deve vincere” ricordandogli che avrà il commissario (cioè voti alti) se la gara andrà come previsto. E quando ancora al Cecina capita un arbitro “vero”, e il loro dirigente si arrabbia, Garibotti dice al telefono: “Ha ragione quello del Cecina ad incazzarsi, gli diciamo cazzo che gli mandiamo gli arbitri a favore, e poi gli fanno così, ma vaffanculo dai…”. Così anche per la squadra di Porto Empedocle: favori in cambio di cosa, oltre che soggiorni e cene di pesce?


Sì, responsabilità individuali, chiaro. Ma sempre a livello culturale, ce ne siamo preoccupati a sufficienza ? Io personalmente no, lo dico con dispiacere. Nel basket italiano non esiste un Principe, ma non per questo è meno grave la generale tolleranza (invidia ?) per chi prova a vedere se le regole e prima ancora i princìpi che le informano sono flessibili. Se si piegano cioè  a interpretazioni speciose ed aggiramenti. Siamo sicuri che tutti condanneremmo un eventuale Principe ? Non è che invece sotto sotto tutti pensiamo che se uno è in grado di “aiutare” la propria causa fa bene a farlo (salvo trasformarci in Savonarola nel momento della scoperta degli “aiuti”) ? E addirittura che i più bravi sono quelli che lo fanno meglio ?

Non sto denunciando qualcosa in maniera criptica, sia ben chiaro. Sto solo dicendo che prevenire è meglio che curare, e che migliorare gli anticorpi del sistema non sarebbe una cattiva idea (inchiesta di Reggio Calabria docet). E poi la non-cultura del risultato si estrinseca anche in cose meno gravi e più sfuggenti. Siamo in grado di parlare bene, per una volta, di un allenatore o un giocatore che han perso una partita od un campionato ? O di sottolineare gli errori o le mancanze di chi invece ha vinto ? Ancora, personalmente non abbastanza. Il basket è un gioco di squadra, in cui il risultato finale è solo la sintesi di tantissimi elementi. Partire dal risultato per poi cercare di trovare i motivi che lo hanno determinato è un’operazione scorretta in senso stretto. Ma è la tentazione cui tutti cediamo, perché …. così fan tutti.

Siamo capaci di andare oltre i dati, oltre le statistiche, oltre la logica comune ? Anche qui, non abbastanza. Pensiamo agli arbitri, al loro ruolo, così delicato e significativo. Quelli coinvolti nella vergogna su cui indagano a Reggio Calabria non vanno mischiati con la parte sana della categoria. Quella che andrebbe aiutata da tutti in quanto “male necessario”, già che tutti ne faremmo volentieri e meno ma senza non si può giocare. Li aiutiamo gli arbitri ? O gli chiediamo di cavarsela, di essere politicamente corretti prima che coraggiosi ? Io dico la seconda. Tecnicamente i nostri fischietti devono migliorare, questo è indubbio. Ma per farlo ci vogliono professionalità, cioè in ultima analisi soldi. Un paradigma importante, perché personalmente rifuggo da quelli che vogliono farci credere che sono proprio i soldi a portare la corruzione della morale. Troppo comodo, troppo banale. Semmai, provoco, è esattamente il contrario.

Chi non rispetta l’etica sportiva non può accusare i soldi o le tentazioni. Deve prendersela con sé stesso. E tenere gli arbitri in questo eterno limbo tra professionismo e dilettantismo, scaricare barili sulla e dalla Federazione significa solo non voler fare un passo avanti. Accettare il risultato si deve e si può. Ma per farlo davvero bisognerebbe anche prima aver fatto tutti gli sforzi possibili ed immaginabili per ridurre il margine di errore comunque insito nel gioco.

Vogliamo aiutare gli arbitri ? Cominciamo a valutare le loro decisioni solo con la tecnica e non con la dietrologia da spettatori o giornalisti. Proseguiamo con un comportamento da parte degli allenatori meno plateale e meno volto a trarre un vantaggio (sicuramente minimo) dal loro condizionamento. E finiamo trasmettendo ai giocatori la cultura che buttarsi per terra o usare dei trucchi per fare qualcosa di non legale e/o attriubuirlo all’avversario è un comportamento anti-etico, e non ne vale la pena neppure se aumenta le chance di vittoria. Naturale, chi arbitra deve intanto aiutarsi da solo, e non certo giustificare le proprie carenze tramite quelle degli altri.

Il risultato è importante, fondamentale. La stordente bellezza dello sport sta nello stimolare sacrifici incredibili in nome della Dea Nike, della Vittoria. Tutti noi amanti di questa gioia della vita ci immedesimiamo in chi vince e vuole farlo, Ma non a tutti i costi, e neppure a prezzo di realizzo. Altrimenti che gusto c’è ? Più princìpi e meno Principi, insomma. A volte è questione di accenti ….

17 thoughts on “Sport e cultura

  1. Bellissima riflessione come al solito Flavio…
    Solo un piccolo appunto, il motto “il fine giustifica i mezzi” è erroneamente attribuito a Machiavelli, per il quale il raggiungimento dei proprio scopi è l’unico criterio di giudizio e non c’è nulla da giustificare ;)

  2. Io cito solo un episodio: Buffon in Juve-Inter durante un assedio nerazzurro tocco impercettibilmente la palla su un gran tiro.Neanche il replay chiari’ il tocco o non tocco del portiere, Buffon in un momento molto concitato del match è andato di sua volonta dall’arbitro e ha ammesso il tocco , dando un pericolosissimo calcio d’angolo all’inter.
    Questa è SPORTIVITA E AMORE PER LO SPORT!

    Firmato:
    un INTERISTA

  3. Concordo pienamente con te Flavio. Fra i giornalisti che leggo di solito e con maggior piacere, gli unici che fanno discorsi simili siete tu e Gianni Mura, ovvero due di quei pochi che non hanno bisogno di sbraitare in TV o scrivere ovvietà su carta per esprimere un opinione.

  4. …complimenti a te… però se l’Italia vince il Mondiale con un goal rubato non dirmi che stai a casa e non festeggi perchè non ti credo… comunque non ce l’ho con nessuno, come ho scritto prima, il mio è un pensiero così come il tuo, giusto il mio giusto il tuo…!!!
    …penso anche che nel momento in cui hai 80000 persone che ti dicono stai zitto che andiamo al mondiale, dal momento in cui sai che un popolo intero(il tuo…)sta esultando FAI MOLTA FATICA A DIRE AL SIGNOR ARBITRO CHE L’HAI PRESA CON LA MANO….. quindi vedo un po di ipocrisia perchè io non riuscirei a farlo… così come non riuscirebbe Nash!!!
    …facile parlare da fuori, ma quando si è lì è tutto molto diverso e solo avendo vissuto certe emozioni si può capire cosa c’è dentro quell’istante… Comunque per spiegare ancora cosa mi piace dello sport e restare in tema, dico di andare a vedere Henry e un giocatore irlandese a fine partita che parlano tranquillamente… senza rancore, anzi sembrava essere l’irlandese a consolare il francese… MOMENTO BELLISSIMO e dal mio punto di vista poco sottolineato!!! penso che quella reazione fosse dovuta al fatto che tra di loro i calciatori si capiscono e l’irlandese si è reso conto che anche lui avrebbe fatto lo stesso… se non se l’è presa lui perchè dobbiamo prendercela così tanto noi??? e poi basta questi cattivi pensiere su Blatter contro l’Italia… vediamo le cose belle, non pensiamo sempre male!!! chissene frega se non ci “caga” o ci va contro, io vivo lo stesso e mi diverto allo stesso modo quando una partita…

  5. @Loris: ehi amico, ce l’hai con me?
    io non sono neanche all’1% ipocrita, al posto di Henry, avrei detto al’arbitro di annullare, e non è vero che è diverso dall’episodio di Ascoli, anche in questo caso, visto anche a velocità normale, è talmente plateale il fallo, che solo la terna arbitrale non l’ha visto.
    ripeto quando c’è di mezzo Blatter tutto è possibile, sopratutto quando ne fa le spese un italiano…
    contro ingiustizie di questo tipo, vale una sola frase, anche se è estrapolata dal contesto in cui è stata detta:

    “don’t give up, don’t ever give up” (James “Jimmy V” Valvano)

  6. …resto dell’idea che chiunque di voi accusa metaforicamente Henry(il discorso è più ampio, prendo lui come esempio…) è un po ipocrita, come dice Nash…poi ognuno, come insegna Flavio ha le sue idee e vanno rispettate…i vostri discorsi sono assolutamente apprezzabili… Io se fossi stato francese avrei esultato!!! punto e stop!!! e chiunque di voi penso avrebbe fatto lo stesso… poi sono il primo a dire che Henry dovrebbe adesso essere squalificato per qualche partita… non mi interessa se quel goal contava un “pochino” di più o un “pochino” di meno, l’ha fatto per istinto punto e stop!!! il popolo francese lo ama ancora più di prima e questo al di là di tutto penso per lui possa bastare!!! poi complimenti a Pillon, grande gesto!!! in una situzione del genere penso che farei anche io la stessa cosa perchè lì è una situzione troppa grande, lì non parliamo più di essere furbi, ma proprio di essere antisportivi…ma un fallo di mano, allargare la gamba sul tiro da tre, una simulazione o cose di questo genere fanno parte dello sport e dal mio punto di vista lo rendono ancora più bello…

  7. da quello che ho capito (ehi, il mio inglese non è così fluente!), Steve dice che la fatto per istinto, può essere ma questo non lo giustifica, il fatto che quel gol contava un “pochino” più del solito, ancor meno, quale sarebbe l’insegnamento per i bambini: ehi, sii corretto, ma quando la posta in palio è così alta anche no?
    la CULTURA SPORTIVA (sì con la c maiuscola), si forma in età inantile proprio con casi come questo, per fortuna ci sono altri casi, come quello di Buffon (regala un corner all’Inter che l’arbitro non ha visto) o Pillon (regala un gol alla Reggina perchè i suoi avevano segnato con un difensore infortunato a terra) che compensano.
    in attesa di una generazione con una cultura sportiva “normale” (es.Inghilterra), è utile mettere nelle migliori condizioni gli arbitri, anche con la tecnologia certo e vale sopratutto per il calcio, ma Blatter non è certo DAVID STERN (di nuovo tutto maiuscolo), finchè ci sarà lui queste cose continueranno a succedere.
    se pensate che il Calcio non ha neanche il tempo effettivo…
    CHE VE LO DICO A FARE

  8. sarò uno strano e forse atipico per via di una educazione un pò asburgica, mav iincere per un rigore che non c’era o per un fischio ad orolegeria (per esempio un tecnico nel finale di olimpia-ferrara dell’anno scorso) non mi dà gusto.
    Neanche un pò di gusto.
    Altra cosa è l’agonismo, se si gioca non si gioca per partecipare ma per vincere.
    Perdere per un pelo o vincere per un pelo non è la stessa cosa (sarebbe stato lo stesso se il tiro di Douglas in finale con l’olimpia fosse partito in ritardo o il rigore di Trezeguet in finale ai mondiali fosse finito dentro dopo la carambola traversa-riga?). E tutta la fatica di questo mondo deve essere spesa per attraversare questa sottile ed a volte beffarda linea di demarcazione tra sconfitta e vittoria.
    Specialmente in uno sport come il basket.
    E nel tentare di vincere ci sta anche il tentare di indurre l’avversario in un errore (come per esempio uno sfondamento).
    Altra cosa è ingannare l’arbitro (allargare la gamba sul tiro da tre, alla Garris, solo per fare un esempio), o peggio condizionarlo.
    Che gusto c’è, sinceramente?

    Altra cosa sono i giudizi. Dopo una sconfitta in finale il pubblico di milano ha tributato un lungo applauso a Lino Lardo ed allo squadra. Ed allo stesso tempo domenica ha fischiato l’allenatore Bucchi dopo 5 vittorie filate (temo che il trattamento di bulleri l’anno scorso, l’attacco Hawkins dipendente, la vicenda vitali, time out spesi ad urlare senza scrivere uno schema ed infine le interviste nelle quali giustifica le sconfitte con differenze di budget non aiutino). Oppure in molti, incluso il sottoscritto, sono andati a compliementarsi con il presidente di Teramo dopo una serie infuocata ed aspra nei play-off dell’anno scorso.

    Come vedi in alcuni casi anche in italia si può venir giudicati a prescindere dai risultati. Che sono e rimangono l’obiettivo di ogni sport agonistico. Semplicemente per gustarseli si devono ottenere in un certo modo.

  9. …spero di non intasarti il blog, solo che ho avuto problemi con internet e non capisco se ti ho mandato la risposta… dicevo che condivido tutto quello che dice Coach V. e che a mio figlio insegnerò insegnerò a giocare a calcio, a divertirsi e che lo sgriderò se ruberà un pacchetto di caramelle… è utopico pensare che tra 100 anni tutti ammettano le proprie colpe così come è utopico pensare di vedere lo sport separato dalla vita comune, però per me questa è una soluzione alternativa a quella di Flavio… io ritengo che quello che dobbiamo insegnare ai nostri figli riguardo allo sport è quello di vederlo sempre come un divertimento, lo SPORT DEVE ESSERE un mondo particolare… sono d’accordo quando dici che lo sport è lo specchio della vita, ma lo è per le emozioni che ci da, per gli sforzi che servono per diventare qualcuno, per le sensazioni che ci fa provare… io sono onesto e penso sia raro nel mondo, ammetto di aver simulato, di aver esultato pur sapendo di aver segnato in fuorigico, ammetto di essermi arrabbiato quano ho preso goal su un rigore che non c’era… io poi sono ancora onesto e se Gallinari si alza da tre a Londra2012 in finale contro gli StatiUniti e LeBron in uscita gli aggancia la gamba aperta volontariamente dal nostro e grazie a quei tre tiri liberi vinciamo le Olimpiadi IO ESULTO COME UN PAZZO!!!!!!!!!!! …e siamo onesti: non ditemi che voi fareste il contrario………….
    Condivido il vostro ragionamento e il vostro punto di vista perchè è una grande soluzione, un ottimo tentativo, ma penso che se vogliamo far si che lo sport sia un mondo meraviglioso dobbiamo imparare ad accettare e capire certe cose che succedono sul campo, e non stare a dare troppo peso a queste, esattamente come succede nel Rugby… ce le diamo, ci facciamo male, non siamo d’accordo con l’arbitro, facciamo ogni piccola furbata possibile per guadagnare un punto, ma poi ci andiamo a bere una birra insieme…Bello così!!! Io amo la competitività, amo vedere qualcuno che se la prende con l’arbitro, amo vedere chi non vuole perdere nemmeno a scopa con il nonno…e mi spiace, ma questo non sarebbe possibile se eliminassimo la furbizia dalle vistù dei giocatori, Coach V. io penso che tra le grandi doti di Jordan e Bird ci fosse anche quella di incantare l’arbitro con le loro parole, di sapersi prendere un fallo che non c’era…e non è un’accusa, ma un complimento per me….
    Il Furbo è scorretto nella vita di tutti i giorni(stiamo anche a vedere che non tutta la furbizia è scorrettezza…), ma ritengo che nello sport non lo sia…o meglio lo è, però il giudice è lì vicino, è in grado di giudicare all’istante la situazione; l’Arbitro serve a quello, se io voglio fare il “furbo” e vengo “beccato” poi mi prendo le mie responsabilità, se invece non mi vede sono stato furbo e magari ho vinto un’olimpiace per una gamba aperta volontarimente su un tiro da tre………………..
    Ciao Flavio e grazie per quello che fai…tra i sogni della mia vita c’è una bella chiaccherata si sport con te e con il Buffa…

  10. …devo imparare a rileggere le cose che scrivo perchè mi accorgo che manca qualche pezzo…!!! io ritengo che la lezione di vita che deve dare lo sport è quelle del divertimento… a mio figlio insegnerò a scendere su un campo per giocare e gli insegnerò anche a non farsi “fregare”…come palleggiare, come prendersi un fallo che non c’è lo imparerà lui subito, perchè è nella natura umana farlo… certo che se ruba un pacchetto di caramelle al supermercato mi arrabbio e lo sgrido… questo voglio che sia chiaro…. lo sport è DIVERTIMENTO!!! abbiamo un arbitro che ci giudica all’istante, anche lui fa parte del gioco…A NOI NON RESTA CHE GIOCARE PER VINCERE SEMPRE E PER DIVERTIRSI SEMPRE…!!! lo sport è lo specchio della vita, ma solo per le emozioni che ci da…

  11. …certo Coach V. hai assolutamente ragione… infatti il mio discorso parte proprio da questo discorso, che lo SPORT deve essere un mondo a parte… è utopico pensare che tra 10 100 anni tutti ammettano le proprie colpe, così come è utopico pensare di riuscire a vedere lo Sport come un mondo a parte… se vogliamo mettera così io ho dato una soluzione parallela… Il discorso di Flavio è giusto… certe cose scritte in questo articolo porterebbero il mondo e lo sport a fare un passo in avanti notevole…
    LA MIA SOLUZIONE CHIARAMENTE SI RIFERISCE SOLO ALLO SPORT, SI FERMA SUL CAMPO!!!…
    ho vissuto queste emozioni in ogni modo, ho ventuno anni e ho passato la mia vita a praticare ogni tipo di sport…ho giocato anche a buon livello nel calcio… Certo che mi arrabbiavo quando uscivo dal campo e avevo perso per un rigore che non c’era, certo che quando ero dentro se mi davano un calcio lo facevo vedere tre volte più forte di quello che mi avevano dato… però nella maggior parte delle occasioni finita la partita mi mettevo fuori dal campo e aspettavo gli avversari come se non fosse successo nulla e sapete cos’era la cosa più bella??? quando un avversario arrivava e mi faceva i complimenti per come avevo giocato…e non sono ipocrita nel dire ABBIAMO PERSO COSA ME NE FREGA SE HO GIOCATO BENE… ”
    Un’ultima cosa per Flavio…Il tuo furbo=scorretto non lo condivido, Maradona e il suo fallo di mano ne sono l’esempio… Maradona non è stato scorretto, furbo è la parola giusta perchè lui ha vinto un mondiale(tra l’altro il goal che ha fatto dopo ne vale 2…), su un campo da calcio c’è un arbitro e come ha detto Henrty, lui è l’arbitro non io… se lui non ha visto cosa posso farci…
    Nella tua idea Flavio noi potremmo giocare senz’arbitro e tutti quanti sapremmo dire quando è rigore per gli avversari e quando non lo è… PENSO CHE LO SPORT IN QUESTO MODO PERDEREBBE TANTISSIMO…io amo LA COMPETIZIONE e una protesta all’arbitro DEVE esserci….
    non penso sia facile capire il mio discorso perchè ho sempre avuto una visione diversa dello sport dagli altri… io tifo Iverson perchè non è il più forte, ma perchè è saputo arrivare vicino al più forte, lo è anche stato, con un fisico “non competitivo”, io tifo Mancinelli perchè Bargnani, Gallinari e Belinelli sono molto più forti di lui, ma credo che se l’Italia vincerà qualcosa nel basket dipenderà molto da quello che farà perchè è un giocatore particolare, unico… ho sempre tifato RobertoBaggio perchè mi emozionava vederlo su un campo, non guardavo più l’inter la domenica, ma il Brescia… sono più felice di vedere la Ferrari che arriva quarta e lotta per vincere piuttosto di quando vinceva con 40″ di vantaggio…amo vedere il Biathlon perchè se l’Italia vincesse una gara lì sarebbe incredibile e porterebbe una gioia unica, visto che non siamo i favoriti…idem per lo sci alpino e per il fondo(a febbraio SKY 24su24su Vancuver…) e potrei andare avanti per ore a spiegare queste senzazioni…
    Scusa ancora per lo spazio occupato Flavio, ma spero di aver fatto capire il mio punto di vista…anche io voglio un mondo dove non si ruba veramente, ma lo SPORT vi prego lasciamolo fuori da tutto il resto…. Ciao Flavio e grazie per tutto quello che fai…

  12. @ LORIS:mi complimento kn te sl x il coragggio ke hai avuto nello scrivere il tuo pensiero,xkè x scrivere qll cose ci vuole molto coraggio. entrando nel dibattito dico sl ke il sommo FLAVIO ha dato ennesima prova di saggezza:in4parole ha detto1cosa bellissima(FURBO EQUIVALE A SCORRETTO). se il mio obiettivo mentre sto giocando1partita è nn farmi vedere dall’arbitro,bè siamo messi maluccio! impariamo a guardare lo sport nn da tifosi perenni,ma da puri appassionati di1qlks ke possa regalarci emozioni…

  13. Scusa Loris vorrei farti riflettere su un paio di aspetti che forse non stai considerando. Puro food for thoughts:

    - Sport a livello agonistico è una cosa, gioco un’altra. Comportamenti legittimi e appropriati su un parquet NBA non sempre sono adatti al campetto sottocasa, e viceversa.
    - Mancia competente a chi produce una clip di Magic, Russell, Bird, Jordan, Jabbar e via dicendo nell’atto di vincere barando o di simulare alcunchè.
    - Infine, parli come se fosse semplicissimo separare lo sport dalla cosiddetta vita reale, quando invece è vero il contrario: lo sport è lo specchio della vita, e uno dei suoi grandi compiti/meriti è quello di prepararci a essa. Ora, quello che tu chiami “giocare” o essere “furbi” è ormai diventato in realtà prassi comune in qualsiasi contesto, qui nel Belpaese… A partire dalla politica, dove “qualcuno” si permette di liquidare con una battutina o un “simpatico” sfottò accuse e situazioni ben più drammatiche, via via a scendere fino ai posti di lavoro, alle code in posta o al supermercato, ai concorsi pubblici, agli esami scolastici, per finire allo sport giovanile.
    E’ davvero questo il mondo in cui vogliamo far crescere i nostri figli?

  14. nn son d’accordo per nulla, ma fai benissimo ad esprimere la tua opinione … furbo per me equivale a scorretto, ma mi sbaglierò

  15. …scusa se aggiungo una cosa…ma voglio essere chiaro perchè in effetti il mio discorso potrebbe sembrare pazzo… parlo di rubare su un campo, con una simulazione, con un fallo di mano, con una manata sugli addominali sul tiro da tre, di un blocco spostato 10cm all’ultimo senza farlo vedere all’arbitro… parlo di un calcetto in mischia… ecco questo è un altro punto… il Rugby, se le danno come pazzi e poi vanno a bere la birra insieme… Dio solo sa cosa succede sotto quella mischia e loro dopo vanno a bersi una birra insieme??????????????? …ecco dove sta il punto…

  16. …il mio parere è che lo sport debba essere DIVERTIMENTO e anche se può sembrare un paradosso deve essere anche COMPETITIVO… deve essere un divertimento competitivo… sono onesto, se fossi stato francese di quel fallo di mano non me ne sarebbe fregato nulla, avrei esultato come un pazzo!!! avrei anzi goduto ancora di più…avrei preso in giro gli irlandesi in ogni modo… sai caro Flavio dove dobbiamo crescere tutti??? Dobbiamo imparare ad accettare gli sfottò, dobbiamo imparare a capire che nello sport segnare di mano è sbagliato, ma che se mi aiuta a vincere e l’arbitro non mi vede SI STA GIOCANDO e io sono stato più furbo e BRAVO degli altri… la bravura sarebbe nel non parlare di quello, sarebbe nel non farlo pesare… e sapete cos’è la cosa più bella??? che noi parliamo di questo fallo di mano in modo esagerato, lo abbiamo criticato, enfatizzato, esagerato, ma che in Irlanda di questa cosa se ne è parlato un decimo rispetto al resto d’europa… ecco io penso che dobbiamo imparare da loro… LO SPORT deve essere un mondo a parte, non deve essere il posto dove non si “ruba”, perchè siamo esseri umani ed è impossibile resistere al peccato, ma deve essere il posto dove chi “viene derubato” viene preso in giro in modo scherzoso e giocoso!!! questa è una metafora, un esempio… spero di aver colto il punto del tuo discorso Flavio e se non l’ho fatto pazienza,ho solo espresso il mio parere….ciao e grazie…

  17. Personalmente condivido soprattutto la parte tangibile del discorso. Mi spiego. A volte parlare di cultura nello sport e non è sempre molto aleatorio. Sembra si discuta di religione, di un mistero della fede. E’ qui che si sbaglia. Ci vogliono REGOLE. Non bastano le prediche. Ci vogliono paletti ben precisi, i furbi devono pagare, non uscire e rientrare dalla porta di dietro. Chi è virtuoso deve avere benefit chiari e tangibili. Se un arbitro è capace o non abbocca agli ami della corruzione deve essere trattato quantomeno in modo positivo. Un altro punto che secondo me è molto sottovalutato è quello della COSTRUZIONE di una cultura sportiva in senso ampio. Non è che gli Anglosassoni hanno nel sangue la giustizia. Semplicemente gli insegnamenti in questo senso vengono impartiti fin dall’infanzia nelle scuole, in famiglia, dalle ISTITUZIONI. E non stiamo parlando di etica sportiva ma di qualcosa di più generale. Semplicemente lo sport è lo specchio della società. E perchè tutto ciò non può accadere in Italia? Cosa ci manca? Sinceramente a questa domanda non voglio darmi una risposta, sarebbe troppo doloroso. Spero solo che qualcosa cambi e nel frattempo provo a dare un contributo in tale senso.