Le auto-citazioni sono orrende. Ma la rabbia nel rileggere qualche riga scritta aspettando la sentenza del Consiglio Federale che escluse la Virtus Bologna mi obbliga a riproporre queste parole:
Non dovrebbe esistere un pericolo di sparizione per una franchigia del genere, se solo appunto fosse una franchigia. La Vu nera non dovrebbe smettere di stare sul mercato perchè il proprietario decide di non stare più alle regole. A pagare dovrebbe essere quel proprietario, mai e poi mai il marchio ed i tifosi. Quello che è successo si chiama autolesionismo.
Se la società X paga o meno gli stipendi, c’entra poco. Se la società Y fa nero, idem. Queste non sono battaglie che si dovrebbero fare con l’obiettivo di ottenere la “morte” di una delle 18 o l’ingresso in A perchè la denuncia inquieta qualcuno. Nel senso che il problema è un po’ più diffuso e complesso per essere addossato solamente ad uno o due soggetti. Posso capire che ognuno punti ad ottenere il massimo per sè, ma il sistema cambierà solo quando dal di dentro si smetterà il giochetto delle finte accuse e delle finte risposte piccate, e si farà davvero pulizia. Impostando il modello secondo le necessità dello sport professionistico nell’anno di grazia 2004. E quelle esigenze, tra l’altro, pretendono che la Virtus sia in A, per storia, giro d’affari e mille altri motivi
Siamo al 2008. Abbiamo scritto un’altra pagina nerissima, altre due “morti”. Se, e sottolineo se, questa è stata la maniera di ridurre le squadre di serie A, tempi e modi sono da denunciare con forza. Attendiamo tutti la valutazione che la FIP (e il sistema nel suo complesso) potrà dare di una decisione che ribalta così quella di ammissione presa a luglio dagli stessi soggetti. Attendiamo anche chiarezza puntuale su come qualcuno si è accorto all’improvviso d’estate di qualcosa che era sfuggito per anni ed anni a tutti. Ma attendiamo soprattutto che qualcuno dica a chi si è impegnato giocando, allenando, lavorando e tifando in Campania e Sicilia che fine fanno sacrifici e illusioni bruciate sull’altare di uno sport che fa battere più veloce il cuore.
E adesso ? Aspettiamo il 2013 per celebrare un altro paio di morti annunciate ? O ci occupiamo delle interessanti elezioni federali parteggiando per la cordata A rispetto a B rispetto a C ? Ci preoccupiamo se è meglio 4+2, 3+3 o un passaportato dell’Est rispetto ad un Bosman B ? Saliamo sulla nave a Venezia per la presentazione di un campionato che non conosce il suo calendario ? Partiamo col rischio che la Camera di Conciliazione accolga i ricorsi ? Stiamo fermi ? Ditecelo se avete coraggio, perchè ormai ci accontentiamo anche solo di quello.
Scritto appena ieri ….
Le auto-citazioni sono orrende. Ma la rabbia nel rileggere qualche riga scritta aspettando la sentenza del Consiglio Federale che escluse la Virtus Bologna mi obbliga a riproporre queste parole:
Non dovrebbe esistere un pericolo di sparizione per una franchigia del genere, se solo appunto fosse una franchigia. La Vu nera non dovrebbe smettere di stare sul mercato perchè il proprietario decide di non stare più alle regole. A pagare dovrebbe essere quel proprietario, mai e poi mai il marchio ed i tifosi. Quello che è successo si chiama autolesionismo.
Se la società X paga o meno gli stipendi, c’entra poco. Se la società Y fa nero, idem. Queste non sono battaglie che si dovrebbero fare con l’obiettivo di ottenere la “morte” di una delle 18 o l’ingresso in A perchè la denuncia inquieta qualcuno. Nel senso che il problema è un po’ più diffuso e complesso per essere addossato solamente ad uno o due soggetti. Posso capire che ognuno punti ad ottenere il massimo per sè, ma il sistema cambierà solo quando dal di dentro si smetterà il giochetto delle finte accuse e delle finte risposte piccate, e si farà davvero pulizia. Impostando il modello secondo le necessità dello sport professionistico nell’anno di grazia 2004. E quelle esigenze, tra l’altro, pretendono che la Virtus sia in A, per storia, giro d’affari e mille altri motivi
Siamo al 2008. Abbiamo scritto un’altra pagina nerissima, altre due “morti”. Se, e sottolineo se, questa è stata la maniera di ridurre le squadre di serie A, tempi e modi sono da denunciare con forza. Attendiamo tutti la valutazione che la FIP (e il sistema nel suo complesso) potrà dare di una decisione che ribalta così quella di ammissione presa a luglio dagli stessi soggetti. Attendiamo anche chiarezza puntuale su come qualcuno si è accorto all’improvviso d’estate di qualcosa che era sfuggito per anni ed anni a tutti. Ma attendiamo soprattutto che qualcuno dica a chi si è impegnato giocando, allenando, lavorando e tifando in Campania e Sicilia che fine fanno sacrifici e illusioni bruciate sull’altare di uno sport che fa battere più veloce il cuore.
E adesso ? Aspettiamo il 2013 per celebrare un altro paio di morti annunciate ? O ci occupiamo delle interessanti elezioni federali parteggiando per la cordata A rispetto a B rispetto a C ? Ci preoccupiamo se è meglio 4+2, 3+3 o un passaportato dell’Est rispetto ad un Bosman B ? Saliamo sulla nave a Venezia per la presentazione di un campionato che non conosce il suo calendario ? Partiamo col rischio che la Camera di Conciliazione accolga i ricorsi ? Stiamo fermi ? Ditecelo se avete coraggio, perchè ormai ci accontentiamo anche solo di quello.
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