Grandi/piccoli mercati NBA: Considerazioni

Ciao Flavio, ho appena letto un commento di un lettore che è preoccupato che dopo il lockout l'NBA possa spaccarsi in due: squadre ricche e piccole. Ma non è già così da anni, anzi da decenni? Una delle ragioni del lockout era proprio quella di invertire questo trend, o quantomeno limitarlo, giusto? Approfondiamo. A parte gli anni '70, che sono un'anomalia, l'NBA è SEMPRE stata dominata da un numero limitato di squadre, quindi non è una cosa di oggi e basta. Negli anni '60, a parte un anno in cui hanno vinto i 76ers, il titolo è sempre stato vinto per ogni singola stagione dai Boston Celtics. Se qualcuno non ci crede basta che controlli. Negli anni '80 si sono sempre alternati al trono i Lakers e i Celtics, con l'eccezione dei Sixers nel 1983 e poi dei Pistons a fine decade (1989 e 1990). Negli anni '90 hanno dominato i Bulls, con bei 6 titoli. Questa egemonia è stata spezzata solo dai Rockets nel '94 e '95, i quali hanno approfittato del primo ritiro di Michael Jordan e poi dagli Spurs nel '99 (stagione ridotta dal lockout e prima stagione dal ritiro di MJ dai Bulls). Se Jordan non si fosse ritirato due volte negli anni '90 non sarebbe stato così impossibile pensare a 9 titoli vinti dai Bulls. Non è sicuro al 100% visto che ci sono molte variabili da considerare, ma pur sempre plausibile. Negli anni 2000, dominio dei Lakers (5 titoli), e degli Spurs (3 titoli), con aggiunta di Pistons, Heat e Celtics. Poi nel 2011 hanno vinto i Mavs, primo titolo della loro storia. Quindi, alla luce di questi fatti, si può notare che il titolo NBA è da sempre stato vinto da un numero limitato di squadre, quindi la questione dei mercati ricchi e poveri c'è sempre più o meno stata, non è un "problema" di oggi e basta. Magari se lasciassimo da parte la nostalgia per il passato, cosa che compromette la visione obiettiva del presente, saremmo in grado di notarlo, giusto? Anzi, a dirla tutta, nella stagione 2010-11 c'è stata molta più competività che in anni passati. Di fatti, quando eravamo al secondo turno di playoff, ci si chiedeva addirittura se una finale Memphis-Atlanta fosse stata possibile. Quindi tutte e 8 le squadre che avevano raggiunto le semifinali di conference se la potevano giocare fino in fondo, cosa che non mi sembra sia successa molto spesso recentemente. Infatti mi ricordo che almeno dagli anni '90 a questa parte c'erano sempre 2-3-4 squadre al secondo turno che avevano virtualmente zero possibilità di arrivare fino in fondo. Poi penso che raggiungere la competività per TUTTE le squadre sia impossibile, almeno che tutte e 30 le squadre NBA non abbiano una super stella, cosa che non è mai accaduta e mai accadrà. Non succede in alcuno sport che tutte le squadre presenti siano competitive ogni anno. Ogni sport ha il suo numero di squadre che non hanno alcuna possibilità di vincere. Senza dimenticarci che nel basket è ancora più complicato proprio per la sua natura, dove un singolo giocatore può avere un enorme impatto e può, quasi da solo, cambiare l'ago della bilancia (vedi Jordan ai Bulls, Kobe ai Lakers, oppure anche LeBron quando ha lasciato Cleveland, dove la squadra è passata dalle 60 vittorie e passa del 2010 a neanche 20 vittorie nel 2011). Cosa ne pensi?

Ci sarebbe da parlare per ore. I grandi mercati hanno degli indubbi vantaggi, ma New York non vince dal 1973, Lakers e Chicago hanno conosciuto fasti e carestie. I Bulls osno tornati in vetta scegliendo bene, San Antonio ha vinto allo stesso modo, Detroit prese Dumars e Rodman dalle scelte. Poi il modello è in pericolo dopo i casi Bosh, LBJ, Anthony, Stoudemire. Ma trovare equilibrio perfetto è impossibile

21 May 2012
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