Pensieri a raffica

Ø Grande spettacolo a Rieti, sfida all’OK Corral finale tra Green e Giachetti e vittoria del toscano. Secondo overtime vincente per Roma tra giovedì ed oggi, nel bicchiere c’è qualcosa ma il liquido è ancora torbido. Tutto è eternamente sospeso, neppure la partenza di Repesa ha definitivamente sciolto i dubbi. Ne viene fuori una miscela instabile, un possesso da scudetto ed uno da retrocessione, Giachetti che sembra un lottery pick e Jennings che pare un allievo messo nei 12. Datome sul punto di esplodere, Gabini nullo dopo una gara dominante. De La Fuente in down duro dopo un inizio favoloso, e si potrebbe andare avanti a lungo. In attesa di sapere due cosucce tipo chi sarà l’head coach fino alla fine e chi sostituisce Ray, sappiamo che il potenziale della squadra è enorme. Per diventare realtà però abbisogna del collante.

Ø Per il famoso discorso del pane e dei denti, la Solsonica ha messo in mostra un sorriso da 32 fantastico. Peccato che il pane scarseggi, e che con la panchina così corta sia impossibile evitare di riposarsi in campo. Così il parziale di 11-0, necessario per mettere la partita su certi binari, lo paghi a gioco lungo. Peccato che i discorsi che riguardano la squadra siano messi in secondo piano dalla situazione attorno ai 28×15. E che si parli di penalizzazioni future, assetti societari, insensibilità delle istituzioni e arte varia più che della 3-2 di Lardo o delle sorprendenti mani da passatore di Pervis Pasco.

Ø Tre tecnici nel primo tempo al PalaSojourner, tutti griffati Facchini, che ha pure espulso l’operatore al tabellone e minacciato la sospensione per essere stato colpito da una moneta. Partiamo dal fondo: chi tira una moneta, Papalia dixit pubblicamente, è un’idiota. E chi non glielo dice, in piccolissima parte è un complice. Per non esserlo, reitero che il tiratore di conio vecchio o nuovo è un grosso idiota, deve stare a casa (il basket è troppo difficile per il suo precario intelletto) e i vicini devono segnalarlo all’autorità per i provvedimenti del caso, o come minimo spiegargli che trattasi, una vez mas, di idiota a tutto tondo. E un arbitro, che già non dovrebbe accettare la prima moneta, di certo deve andarsene alla seconda. Per quello che riguarda invece il comportamento in campo, sarebbe ora di mettersi d’accordo. La maleducazione sportiva va estirpata. Non importa se in altri e più popolari giochi viene accettata e ritenuta normale. Chi si straccia le vesti, urla ed emula Mario Merola deve essere punito con le sanzioni previste, dal richiamo ufficiale in su. Se però solo le superstar arbitrali possono/devono permettersi di farlo, rischiano di fare la figura dei giustizieri, e di mettere loro e gli arbitri più giovani in cattiva luce. Il che è assurdo partendo dal presupposto che hanno tutte le ragioni. I vertici tecnici della categoria faranno un grosso passo avanti quando nessuno dovrà superare i 15 anni di esperienza per trattare tutti alla stessa maniera, severa ma giusta. Nel frattempo, se si potessero intensificare le discussioni tecniche su blocchi, palming, passi in partenza, vantaggio tecnico, gioco di post basso et similia, sarebbe una bella cosa.

Ø Andre Collins, dominante a inizio campionato, ha la mano più fredda dai tempi dell’omonimo Nick. Nelle ultime 3 si parla di 30 tiri, 25 dei quali a salve.

Ø Mi dicono di un grave infortunio per Melli, legamenti del ginocchio parrebbe. Spero non sia vero intanto. O in seconda istanza che sia vero che tutto accade per una ragione. E tra 4-5 anni questa brutta serata sia un ricordo sfumato dopo una grande partita di Eurolega/NBA

Ø 5 partite finite entro i 4 punti di scarto. E’ il campionato più equilibrato d’Europa, come minimo. Forse anche il più difficile, il che non significa per forza quello con la miglior qualità medio-alta. E grazie all’italico genio che sopperisce all’ancor più italica sregolatezza, sembra che ogni anno arrivi un inventore a proporci qualcosa. Il testimone dell’Avellino 2007-2008 è stato pasato oggi idealmente da Matteo Boniciolli ad Andrea Capobianco, coach of the mid-year senza discussione alcuna.

Ø Chapeau a Siena: dopo la scoppola di Barcellona (più pesante dello scarto finale per sostanza) assestare una botta forte alla Scavolini senza Kaukenas oltre a Finley è per pochi. Anzi, per nessuno

Ø Grande Jamont Gordon a Milano, e vittoria che conferma appieno il potenziale della GMAC. Certo che pensare a JG ed alla squadra 7 giorni fa in casa contro l’Air fa pensare che proprio normale questo campionato non è. E certo che giudicare uno di 21 anni, in una situazione societaria e tecnica complessa, per le prime 10 partite in Italia è da sconsiderati. Sarebbe come, per dire, non capire come Brandon Jennings così danneggi lui, la squadra e il futuro di tutti e due. Pretendere che capisca da solo come fare è impossibile. Scusare tutto con la giovane età, idem. O qualcuno si mette in mezzo e con un bel mix di buone e cattive lo guida, oppure il deragliamento mi par possimo. A scanso di equivoci: nelle rispettive categorie di peso, trattasi di due grossissimi talenti. Prima di darla su o di esaltarsi troppo per una grande prova (come quelle di Jennings a inizio stagione, quando pensava meno) io aspetterei un filino

Ø L’Armani Jeans allunga l’infinita lista delle volate. Solo in Italia sul filo di lana ha vinto a Pesaro, perso contro La Fortezza, a Caserta e contro Montegranaro, vinto a Ferrara e Teramo prima di capitolare oggi. Per gli ottimisti una squadra tignosa, per i pessimisti una che non si scrolla quasi mai di dosso l’avversario. Forse semplicemente quel problema della rotazione troppo lunga ed omogenea che tiene sempre in gara te e l’avversario.

Ø Caserta, Udine, Biella e Cantù vincono partite di grande importanza. L’altalena continua, al momento sarebbero in cinque a giocarsi con l’avulsa l’ottavo posto per la Coppa Italia, un traguardo intermedio di grande fascino che non deve però far dimenticare che con la classifica così corta (otto squadre in quattro punti se Rieti non fosse penalizzata) la differenza tra paradiso e inferno è più sottile di un capello

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