Parole sante

Nonostante Toto Bulgheroni e la sua famiglia abbiano lasciato il mondo basket già da parecchi anni, non passa mese senza che il suo nome venga ributtato al centro della contesa cestistica. Tanti addetti ai lavori – allenatori, giornalisti, dirigenti, ex-giocatori – a più riprese lo tirano per la giacca indicandolo, come candidato possibile e spesso unico, per una poltrona prestigiosa: presidente di Lega, della Federazione, consulente di qualsivoglia organismo e chi più ne ha più ne metta. Toto, talvolta stupito per questo tardivo rigurgito di consensi, con la gentilezza e la signorilità che gli sono propri, risponde a tutti, con fermezza, la stessa cosa: «Grazie, ma ho già dato!». Tuttavia, per nostra fortuna, strappargli un parere sul campionato in corso e sui temi generali del nostro basket è ancora possibile e Toto, con estrema disponibilità dice: «Il campionato è, ahinoi, poco attraente perchè polarizzato intorno a Siena e dietro alla MPS si annaspa. In questa stagione pensavo che Milano, Roma, Bologna potessero recitare un po’ meglio il ruolo di potenziali rivali dei toscani invece, da quel che si vede, sembra tutto già deciso dalla strapotere tecnico e fisico di Siena». – Che cosa pensa del livello di gioco espresso? «In generale si gioca ad un livello piuttosto basso, forse perché gli allenatori non hanno a disposizione squadre sulle quali costruire un progetto e lavorare sul medio-lungo periodo. L’esito delle partite, Siena a parte, è frequentemente lasciato nelle mani dei singoli e sotto il profilo estestico credo che la nostra pallacanestro sia un po’ involuta». – Da “aficionado” sempre presente a Masnago, qual è il suo giudizio sulla Cimberio? «Ad onore e merito di coach Pillastrini, devo sottolineare che il tecnico di Varese è uno dei pochi che lavora molto per dare un’identità di squadra al suo gioco. Sfortunatamente “Pilla” è stato costretto a cambiare in corsa passando da un assetto con Slay, ad un altro con Reynolds ed ora a quello con Mc Grath. Poi, Varese deve fare i conti con Childress che sotto il profilo della continuità non è quello visto gli anni passati, mentre sotto canestro, nonostante Co-tani metta grinta, Galanda esperienza, Tusek peso, onestamente mi sembra manchi qualcosa». – Lei manca al basket da tanti anni: quale la riflessione che più spesso le è capitato di fare a proposito del basket tricolore? «Una riflessione che comprende un paio di domande, peraltro più volte espresse, alle quali non ho mai ricevuto uno straccio di risposta. Mi piacerebbe che il movimento, una volta per tutte, si interrogasse e buttasse la verità in piazza: società, quanto perdete ogni anno? Come fate a stare ancora in piedi in un mondo che non dà alcun ritorno? Domande pesantissime, me ne rendo conto ma, quasi toccato il fondo, sarebbe meglio che i responsabili – Federa- zione e Lega, con l’egida del CONI – si mettessero insieme e iniziassero a lavorare con un solo interesse: il bene della pallacanestro. Poi, se davvero l’intenzione di tutti è di proseguire in ottica professionistica, è bene si sappia che l’unico, il solo esempio da seguire è quello dei campionati professionistici americani. David Stern, Commissioner NBA e mio caro amico, è letteralmente sconvolto da come mai, in Italia, ma anche in Europa, non ci sia stato ancora nessuno che, armato di tanta umiltà, abbia avuto almeno la voglia di provare a copiare il modello e mettere in pratica le lezioni che vengono dalla NBA, MLB, NHL, NFL. In quei campionati professionistici, organizzati alla perfezione, guadagnano tutti da un “prodotto” che, da anni, funziona, genera profitti, interessi, attenzione planetaria e nel tempo, la storia lo dimostra, si rivaluta. Noi, in questo periodo, ci siamo inventati formule astruse scimmiottando l’esempio “malato” del calcio. E le conseguenze, purtroppo, oggi sono sotto gli occhi di tutti…». Massimo Turconi

13 Risposte a “Parole sante”

  1. Francesco scrive:

    eh si scusate il discorso economico l’ho espresso male, parlavo di economia sportiva, mi direte che il Girona (se non sbaglio) è fallito e che l’anno scorso l’ACB è stata a 17 squadre, vero, però meglio che una napoli che si iscrive e poi fa questo campionato! Come ho letto nei commenti il tifo per il basket è enorme, ma non solo in quello, ho paura di dire una stupidaggine ma se non sbaglio anche gli stadi sono piu pieni dei nostri, Siena, beh mi dite che è facile programmare con Sato, Hawkins, Stoonerook ecc ecc? Siena ha programmato per averli, non ha i soldi per prenderli tutti in un estate ma ha avuto un progetto, tecnico e societario, di livello altissimo per arrivare ad averli, pensa a tutti i singoli fortissimi (non ultimo Hawkins) che ha preso milano? Ha speso moltissimo!!! Ovvio che non si hanno i soldi per fare cinque colpi di mercato in un estate però magari fai due colpi di mercato e rifirmi qualche tuo giocatore (costa solo lo stipendio e non l’acquisto) e in due-tre anni (se prendi i giocatori giusti) sei a livello alto in genere. Scusate la mia scarsa capacità di riassunto delle idee.

  2. Nick scrive:

    In Spagna ci sono 4 milioni di disoccupati (20% di disoccupazione) ma l’Estudiantes fa tranquilli 9.000 spettatori a uscita. Ah viaggiano a metà classifica e non è che stiano facendo la stagione della vita e no non hanno neppure uno come Iverson a fare l’attira pubblico.

  3. Simone scrive:

    Concordo al 100% con Mirok e Massimo riguardo l’esempio di Siena. Però, c’è un però.
    Hai voglia a programmare, però per mantenere gente tipo Stonerook, McIntyre, Sato, Hawkins tutti insieme, non ti basta un “programma”….ti serve della grana, e molta.
    E tante tante squadre si trovano con la coperta corta, quando si tratta di andare ad aprire il portafoglio, magari per il rinnovo di un tassello importante di un programma…..e a quel punto, che se fa??

  4. Mirok scrive:

    In Spagna non mi pare ci sia sto boom economico.
    Penso che col tempo, potremo vedere più squadre che seguono l’esempio di Siena…almeno lo spero :)

  5. salvo scrive:

    Non c’entra niente Flavio ma ti prego fai qualcosa…
    Pozzecco non va bene per il basekt NBA. Ci mette 10 min ogni volta per espriemere un concetto, e si “perdono” sempre 3-4 azioni.
    Non conosce i giocatori, si crede più bravo della maggior parte dei play NBA e poi diglielo: Ai boston / ai detroit / agli orlando non si dice!!!!
    Ogni sua telecronaca è un’agonia.
    Fategli commentare il basket italiano che almeno conosce.

  6. Massimo scrive:

    Rispondo al commento di Francesco perché mi sembra interessante.

    Inizio col contraddirti sulla situazione economica spagnola: la Spagna è uno dei paesi europei che maggiormente ha risentito della crisi economica, e sono tutt’altro che in pieno boom economico, anzi. Se le società spagnole hanno introiti n volte superiori a quelle italiane non è merito dell’economia del paese, ma di come si sa proporre il prodotto basket.

    Sul discorso Siena ti quoto integralmente: ogni anno mi stupisco di come i dirigenti delle altre società, almeno di quelle che teoricamente dovrebbero rappresentare le rivali di Siena, non abbiano ancora capito che i risultati si raggiungono con una programmazione attenta e mantenuta nel tempo, non stravolgendo le squadre e gli staff tecnici ogni estate.

  7. Simone scrive:

    Io non credo che copiare questo o quel modello, dalle altre nazioni, servirebbe a qualcosa.
    Il basket, in Spagna come in Usa e come in tutti gli altri paesi, arrivi a funzionare con un sistema che si adatti alla “sensibilità” dell’utente comune, oltre che degli appassionati.
    Non credo si possa paragonare la situazione italiana con quella spagnola, dove persino due superpotenze mondiali del calcio come Barça e Real investono direttamente soldi (non pochi), marchio e faccia nel baloncesto. E’ evidente che là, la pallacanestro ha un’altra “presa” sulla gente.
    Nel nostro orticello, credo che l’esempio da seguire sia piuttosto quello del volley, che ha saputo attirare su di sè attenzioni e passione e coinvolgimento (pur con budget assolutamente ragionevoli) con una ricetta a base di umiltà, investimento sui giovani, e una nazionale sempre e da sempre credibile a tutti i livelli, che sappia appassionare anche i non addetti.
    Utopia?

  8. Francesco scrive:

    Il Modello spagnolo è molto più vicino a quello americano di come (non) lo sia il nostro ora, qualche numero di giganti del basket fa’ c’era un articolo doppio di Pecile e Scariolo molto interessante sulla situazione spagnola, ad esempio come la FIAT (la FIAT!) sia il terzo sponsor della ACB, mentre non abbia mai preso in considerazione l’idea di sponsorizzare il nostro campionato (se non sbaglio voleva sponsorizzare la nazionale ma è diverso), l’articolo fa poi riferimento a situazioni economiche, la spagna in questo momento vive un grandissimo boom economico a dispetto della crisi, e nello sport ancor di più, quindi cerchiamo di isolare il livello economico del campionato dal (conseguente) livello tecnico, là ci sono società che guadagnano, milioni, da noi quasi tutte in rosso, e questo va separato dal discorso tecnico (settori giovanili, allenatori/istruttori). Ho letto che l’NBA ora non se la passa bene ma dipende molto dalla situazione americana, e l’NBA in quanto tale si sta muovendo moltissimo. Sulla supremazia di Siena c’è poco da dire, è sciocco dire che non aiuta il campionato, ovvio una partita con Siena non andrà al supplementare o in situazioni di tensione emotiva forse, ma è un esempio tecnico e societario con pochi eguali, forse in proporzione Budget/risultati il migliore d’europa, e sembra strano che nessuna società italiana segua l’esempio di costanza e progetto Senese, che parte dal settore giovanile anche se non vediamo quei ragazzi sul campo.

  9. Mirok scrive:

    Concordo con Massimo riguardo alla situazione NBA (e l’ulteriore calo del salary cap ne è un esempio), anche se non conosco il metodo organizzativo spagnolo

  10. Massimo scrive:

    Non è vero che trasformare lo sport in showbusiness sia l’unico sistema sostenibile. In Italia le cose vanno sicuramente male, ma in altri Paesi il basket gode di ottima salute senza bisogno di mettere in piedi un circo in stile NBA; l’Italia dovrebbe ispirarsi più al modello spagnolo che a quello americano.

    Per altro non mi pare che anche il pianeta NBA sia messo benissimo, sia dal punto di vista economico che da quello tecnico…molte delle partite della RS sono onestamente orrende.

  11. Mirok scrive:

    Scusa Andrea, ma cosa c’entrano questi due episodi con l’argomento che Flavio ha intavolato?
    Dispiace per quei fatti, ma mi pare siano off topic :)

  12. Mirok scrive:

    Il tentativo di provare come il sistema amerigano si potrebbe attuare, ma comporta decisioni importanti e, nell’eventualità, sarebbe anche dura ritornare indietro…chi si prende questa responsabilità?

  13. andrea christian scrive:

    Apprendo dalla stampa che la pallacanestro Cantu’ è stata multata di 6000 euro perchè un tifoso di Cantu’ durante NGC-MPS si è sporto dalla balaustra della curva e ha colpito con uno schiaffo Eze.Una balaustra, peraltro, vicinissima al campo,una balaustra, peraltro, priva di protezione in plexigas.

    Vengo a sapere poi, sempre dalla stampa, che lo speaker di Cantu’ per non sentirsi inferiore negli anni 2000 ; una inferiorità sportiva palese,sinceramente, inventa la pubblicazione e annuncia la pubblicazionedi un dv, peraltro inesistente,dove si rimembrano i successi di Cantu’ targata Forst, Squibb etc di trenta anni fa.Dei cui successi, allora, ne fummo tutti ben lieti.

    Gravissimo il primogesto; stupido ma innocuo il secondo.Infatti del secondo non parlo.

    Parlo del primo..Gravissimo l’episodio di Eze, ridicola la sanzione.Capisco la rivalità fra le due squadre, capisco l’invidia che i successi mensanini stanno suscitando ma ciò che è accaduto è sinceramente troppo e troppo poco la multa di 6000 euro per punire il gesto.Spero che con una sanzione così lieve per un accadimento così grave non si voglia autorizzare ed invitare altri pseudo tifosi a farlo nuovamente.Spero che non faccia da ouverture per altri gesti inconsulti verso altri atleti anche in altri campi.

    E’ stata una mancanza di rispetto per chi gioca a basket, per chi lo guarda e per chi lo commenta.

    In poche parole trovo vergognoso che un atleta, che lavora, giocando a basket, sia malmenato volontariamente dal pubblico.

    Tutto qua.A.C