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Napoli, pasticcio infinito

12 luglio 2009

“A chi insiste nel chiedermi di tenere a Rieti la squadra di serie A, non posso che rispondere che é quello che ho tentato di fare fino a ieri. La squadra va nella città (Napoli) che consentirà alla Società Sebastiani economicamente, e in queste 48 ore finanziariamente, la oggettiva possibilità di regolarizzare l’iscrizione”

Gaetano Papalia

17 luglio 2009

Non voglio entrare in faccende che sono di competenza della federazione, ma certo che avere Napoli in serie A sarebbe un vantaggio per il basket italiano”. Cosi’ il presidente del Coni Gianni Petrucci in merito al trasferimento a Napoli della societa’ laziale di cui si parla con insistenza in queste ore. ”Da parte mia – ha precisato Petrucci parlando a Napoli all’inaugurazione del comitato regionale – non posso che esprimere un auspicio, naturalmente fatti salvi tutti i diritti di Rieti”. Sull’argomento si e’ espresso anche il governatore campano Antonio Bassolino che ha ricordato come proprio in queste ore si stia lavorando anche a livello istituzionale per una conclusione positiva della vicenda.

18 luglio 2009

Si è riunito a Roma il Consiglio federale della Federazione Italiana Pallacanestro presieduto da Dino Meneghin. Il Consiglio federale ha approvato la richiesta di trasferimento provvisorio di attività nella città di Napoli, per una sola stagione agonistica, della società Nuova Sebastiani Rieti.

5 agosto 2009

“Desidero fare chiarezza sulla ‘misteriosa’ operazione di trasferimento. Non vi è nulla di provvisorio nella nostra decisione. Abbiamo fornito fondate motivazioni per il trasferimento ed abbiamo avuto il consenso massimo dei consiglieri federali. La Lega ha introdotto, dal prossimo anno, questo sistema, come di corrente e ordinario utilizzo. Sarà quindi una regola di ordinaria applicazione. Una procedura per nulla forzosa o atipica perché diventerà tipica e ordinaria sul modello della NBA americana che favorisce i bacini di utenza che sono in grado di rappresentare istanze di maggiore consistenza numerica sia per fruizione del pubblico che per potenziale economico che può esprimere un’area come quella metropolitana di Napoli. Abbiamo proposto alla Regione Campania un progetto di baskettizzazione del territorio regionale. Intendiamo investire in questo progetto pluriennale realizzando 30 playground in tutta la regione inaugurandoli nel corso della prossima primavera e attraverso il comitato regionale della FIP Campania e, con il coordinamento degli assessorati allo sport di Comune e Regione, vogliamo definire aree dove realizzarli. La società li acquisterebbe e alla fine del progetto triennale, li donerebbe all’Amministrazione di competenza anche per arricchire il patrimonio dell’impiantistica sportiva locale

Gaetano Papalia

La soddisfazione che provo oggi l’ho provata pochissime volte negli ultimi anni. E’ grande l’emozione nel parlare di basket di serie A al PalaBarbuto. Il giorno dopo che il basket è scomparso a Napoli, dopo il fallimento di Maione che ha dato tanto a questa città facendoci vivere momenti magici, mi sono subito impegnato per tentare di riportare qui la pallacanestro. Ho avuto numerosi contatti per cercare di far tornare il basket di alto livello a Napoli. Alla fine è giunto il presidente Papalia. Un grande presidente che ha fatto tanti tentativi per restare a Rieti. Il suo progetto mi ha affascinato fin dal primo momento. Non è solo un progetto di sport, ma un progetto impegnato nel sociale, con il coinvolgimento dei giovani, dei disabili. Qui a Napoli abbiamo tante ottime realtà di basket, dal femminile, alle squadre militanti nei campionati minori. Napoli dovrà ora riavere il ‘Mario Argento’, un palasport di 10.000 posti. Napoli deve riavere il suo tempio del basket. Stiamo continuando a lavorare ed ho qualche elemento che mi fa ben sperare nella realizzazione in tempi brevi. Ringrazio Papalia di aver portato il basket a Napoli. Papalia deve essere aiutato dalle istituzioni, dagli sponsor. Ha bisogno anche dell’aiuto dei tifosi. Sogno di vedere il PalaBarbuto pieno di tifosi a sostenere la squadra

Alfredo Ponticelli (Assessore allo Sport)

A Napoli il cuore batte forte per il basket. La grande partecipazione all’incontro di oggi è la testimonianza di quanto la gente vuole la pallacanestro. All’indomani della scomparsa del Basket Napoli avevo fatto diversi sondaggi per riportare basket a Napoli: Scafati, Sant’Antimo, poi Rieti. Gaetano Papalia è un presidente diverso dal solito: razionale, ci pensa e ripensa e poi prende le decisioni. Ci ha pensato fino alla fine ma ora con lui possiamo rivivere la pallacanestro che conta

Manfredo Fucile (Presidente Comitato Regionale FIP Campania)

18 novembre 2009

Il C.d.a. della NSB Napoli ha deliberato il cambiamento della denominazione del club: Nuova Basket Napoli s.r.l. non appena sarà consentito dalle norme federali. E’ stato inviata alla Comtec la documentazione che attesta il rispetto del parametro Patrimonio/Indebitamento.

2 febbraio 2010

“La situazione del basket Napoli ha dell’assurdo: noi siamo al fianco della federazione per fermare questo scempio”. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, interviene così nella vicenda della società partenopea che milita nel massimo campionato di basket schierando una squadra baby che perde sistematicamente con scarti enormi. “Bisogna tutelare il secondo sport professionistico nazionale – ha aggiunto Petrucci – stiamo assistendo a uno scempio vero e proprio. Faccio appello al presidente del club Papalia che ha messo a soqquadro l’immagine del basket che così non è regolare, oltre che non positiva. Si perdono le partite con uno scarto di 100 punti, è ovvio che non è regolare sul piano dell’immagine. E’ assurdo procedere su questa linea”.

15 aprile 2010

Il Settore Agonistico della Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto l’annullamento di tutte le gare disputate nel campionato di serie A 2009/2010 dalla Nuova AMG Sebastiani BK srl in base all’articolo 121 del Regolamento Esecutivo.

Il Settore Agonistico ha stabilito inoltre che retrocederà al campionato di Legadue (dell’anno sportivo 2010/2011) esclusivamente la squadra classificata al 15° posto al termine della fase di qualificazione

Il Settore Agonistico ha infine provveduto ad aggiornare il calendario del campionato di serie A (stabilendo che Bancatercas Teramo, Angelico Biella, Lottomatica Roma, Scavolini Spar Pesaro e NGC Medical Cantù riposino nella giornata di campionato in cui avrebbero dovuto incontrare Nuova AMG Sebastiani BK) e ha aggiornato la classifica del campionato di Serie A come da allegato.

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E’ come se gli Dei del basket, che a questo punto immagino esistano veramente, avessero deciso di divertirsi. Un divertimento macabro, esercitato sulla pelle e sulla buona fede della Napoli cestistica e di tutti quelli (tantissimi) che in questo paese amano il basket. La stagione cestistica della squadra che doveva dare dei vantaggi al basket italiano si è chiusa anzitempo, ponendo fine con 5 giornate di anticipo a quella che in senso tecnico era una farsa. Peccato che farsa lo fosse come minimo dal 20 dicembre, da quando cioè per l’ultima volta Napoli, ex-Rieti, si era presentata in campo con un roster di giocatori professionisti (sia pure sui generis). Una cascata che avrebbe dovuto fra traboccare un vaso già ben oltre i limiti della capienza da almeno un mese.

Una misura, quella dell’esclusione, che non può essere commentata con sollievo. Deve esserci invece rammarico per l’incredibile ritardo con cui è stata presa. Prima di addentrarci negli aspetti procedurali della vicenda, che sono a dir poco spinosi, sarà il caso di fare una premessa di carattere generale. Andare a fare le pulci a questo caso, per come lo intendo io, non significa fare i rompiscatole, cercare il pelo nell’uovo o fare dello sfascismo. Significa cercare di mettere in fila i fatti per dare loro un senso e soprattutto porsi il problema di come evitare la prossima Rieti o Napoli che sia.

Già, perché l’inizio della vicenda va fatto risalire non ad una ma a due estati fa. Quando da Rieti rimbalzavano frequenti e accreditate le voci di una situazione economicamente instabile. Tanto instabile da essere stata denunciata pubblicamente dallo stesso Papalia. Tanto instabile da produrre una stagione a dir poco rocambolesca, anche se coronata sportivamente dalla salvezza. Tanto instabile da produrre una penalizzazione, la prima di una lunga e tragicomica serie, di 4 punti, poi diventati 2.

Tanto, se è permesso dirlo, da consigliare come minimo un bel po’ di prudenza nel permettere allo stesso proprietario di proseguire la sua attività. Chiaro, siamo tutti profeti del dopo. Ma in questo caso materiale per azzardare un’ipotesi prima ce n’era. Sia ben chiaro, tutti facciamo degli errori, e qui CONI e FIP ne hanno commesso uno marchiano. Il che potrebbe anche non rappresentare un problema. Un problema, e grosso, lo diventa nel momento in cui per sottolineare che il re ha le nudità esposte al pubblico ludibrio non ci vuole un bambino ma ci vogliono mesi e mesi.

Ma la prudenza non è stata esercitata. L’avventura è iniziata, tra squilli di tromba e giustificato entusiasmo del pubblico. Entusiasmo subito sopito dai primi risultati, dai primi casi (Allred) e dai primi inequivocabili messaggi che la situazione non era dissimile da quella della Rieti della stagione precedente.

A questo punto siamo ad un crocevia importante. Perché le famose (o famigerate) istituzioni cestistiche ci direbbero: “ma non esiste una regola con cui avremmo potuto fermarli”. Il che è verissimo. Solo che fermarsi qui significa negare l’essenza del problema, indipendentemente dal grado di buona fede con cui lo si fa. Molto semplicemente: nelle regole scritte per le società di Prima Divisione e Promozione, sarà difficile trovare materiale utile a gestire il dissesto economico di un’azienda che avrebbe dovuto pagare stipendi e salari per qualche milione di euro. Ed i controlli ex-post esercitati, possono al massimo denunciare un problema, mai evitarne il sorgere.

Dico questo perché i regolamenti non possono essere solo ostacolo a prendere delle decisioni logiche. Se è così, ed in questo caso è stato così, forse bisogna rivedere le modalità con cui quei regolamenti vengono scritti. Magari permettendo a persone dotate delle giuste competenze di governare un fenomeno così complesso e peculiare come lo sport professionistico non già coi regolamenti buoni per i dilettanti ma con strumenti più moderni. Il manuale operativo delle squadre NBA consta di 515 pagine, che regolamentano tutto, dal numero di maglia alle ottiche delle telecamere da usare. Quando però la realtà supera il manuale, e succede, il signor Commissioner prende in mano la situazione. E come minimo si scrive un appunto in modo che il manuale della stagione successiva sia diverso e ricomprenda quella fattispecie.

La valenza principale di questa vicenda dovrebbe essere questa: liberare il basket di serie A da lacci e laccioli, da procedure vecchie ed inadeguate per efficacia e tempistica. Un esempio ? Se provate a cercare le norme che regolano il trasferimento di sede, troverete questo nelle carte federali

Art.136 – Trasferimento di sede o di attività

•  TRASFERIMENTO DI SEDE

[1] Le Società partecipanti ai campionati federali possono presentare istanza al Consiglio Federale per ottenere il trasferimento di sede nei seguenti casi:

•  mancanza di un adeguato impianto di gioco;

•  per poter svolgere idonea azione promozionale.

[2] La Società interessata dovrà presentare la seguente documentazione:

•  motivata istanza al Consiglio Federale presentata entro il termine annualmente stabilito nelle Disposizioni Organizzative Annuali;

•  verbale di Assemblea dei soci;

•  parere del Comitato Regionale interessato;

•  certificazione di disponibilità dell’impianto, presso la nuova sede, rilasciata dall’ente proprietario o dall’ente gestore;

[4] Non è possibile richiedere il trasferimento di sede presso un Comune in cui vi sia una Società partecipante allo stesso campionato.

[5] E’ facoltà del Consiglio Federale fornire o meno l’autorizzazione specificando le motivazioni in caso di rifiuto.

[6] Nel caso in cui una Società abbia ottenuto il trasferimento di sede, potrà richiedere l’autorizzazione ad un successivo trasferimento trascorse cinque stagioni sportive, fatta eccezione per le Società che chiedano di ritornare nella sede originaria.

[7] La Società che usufruisce del trasferimento di sede può richiedere anche il cambio di denominazione sociale, presentando l’istanza integrata con quanto disposto dall’art.141 R.O.

B) TRASFERIMENTO PROVVISORIO DI ATTIVITÀ

[1] È consentito il trasferimento di attività unicamente in caso di dimostrata indisponibilità di poter usufruire di un adeguato impianto sportivo nel Comune in cui ha sede la Società.

È consentito trasferire l’attività nell’ambito della stessa Provincia.

[2] La Società interessata dovrà presentare domanda al S.A. allegando la seguente documentazione:

•  motivata istanza;

•  parere favorevole del Comitato Regionale competente;

•  attestato di disponibilità dell’impianto, in cui si intende svolgere l’attività, rilasciato dall’Ente proprietario.

[3] Il S.A., verificata la documentazione prodotta, ed accertata la regolarità, autorizza il trasferimento provvisorio di attività riguardante le Società partecipanti ai campionati nazionali.

Le Società partecipanti ai campionati regionali e provinciali dovranno rivolgere la domanda al Comitato Regionale competente che delibererà in merito dandone comunicazione al S.A.

[5] Le Società partecipanti ai campionati giovanili possono trasferire l’attività dandone tempestiva comunicazione all’organo federale competente.


Io ho paura che non sia questo il tipo di norma che permette di governare questo tipo di situazione. Anzi ne sono sicuro. Quella che segue, ad esempio, è una notizia circolata in queste ore

L’esclusione apre soprattutto nuovi scenari in Legadue: con la retrocessione certa già dall’inizio del campionato, Napoli contava infatti di ripartire dalla seconda serie anche con una pesante penalizzazione, ma adesso si libera di fatto un posto, in virtù della delibera dell’Assemblea di Lega Due dove si chiede alla Fip di non iscrivere al campionato società che abbiano 10 o più punti di penalizzazione. Tra le varie ipotesi, la più accreditata è quella di un blocco della seconda retrocessione che consentirebbe a Pavia di salvare il titolo sportivo e di poterlo cedere, purché nei tempi consentiti. La candidata numero uno ad acquisire il diritto di Pavia sarebbe la rinata Capo d’Orlando che tornerebbe in un campionato professionistico.


E allora ? E allora sarebbe il caso di trattare queste cose per quello che sono, cioè situazioni aziendali, imprenditoriali, economiche. In cui dalla solidità di chi entra dipende la sorte di tante persone e del movimento in senso lato. Le verifiche vanno fatte prima, ed i versamenti pure. Altra via non c’è. Si incarichino persone preparate di fare uno screening, si dia a chi dimostra coi fatti (e non le chiacciere) di essere solido e solvente molto più spazio di manovra. E allo stesso tempo si levi qualsiasi spazio a chi invece non lo è o non lo è più in corsa.

Certo, il diritto sportivo, il cuore, le leggi statali, bla bla bla. OK, allora andiamo a vedere la decisione di oggi quanto è rispondente al dettato di quelle regole che dovrebbero tutto garantire e tutto normare. Tutto comincia martedì con questo comunicato della FIP

Il Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, in base all’articolo 89 del Regolamento Esecutivo (Ingiunzione di pagamento) ha escluso la Società Nuova AMG Sebastiani Rieti dal Campionato di Serie A maschile.

La società in base agli atti dell’Ufficio Contabilità Affiliati e Tesserati inviati, nonostante una preventiva ingiunzione, non ha adempiuto nei termini previsti al pagamento della seconda rata professionistica per la stagione sportiva in corso.


OK, articolo 89 regolamento esecutivo. Copiamolo


[4] Qualora una società, nonostante la preventiva ingiunzione di pagamento, non si attenga a quanto sopra, verrà considerata a tutti gli effetti esclusa dal  campionato, secondo quanto previsto dall’art. 121 R.E., comma 2.


Andiamo dunque fiduciosi a questo articolo 121

Art. 121 – Ritiro dal campionato conseguente a rinuncia a gare – ex art. 120 – (del. n.401 C.F. 27/11/1999 – del. n.573

C.F. 28-29/04/2001 – del. n.11 C.F. 28/09/2002)

[1] Una società nel corso di un campionato non può avvalersi di più di una rinuncia. Alla seconda rinuncia, considerata in base a quanto previsto dagli artt. 115 – 116 – 118, viene esclusa dal campionato, è considerata ritirata dal campionato (art. 120 R.E.) ed è tenuta al pagamento di una ammenda pari a otto volte quella stabilita per la prima rinuncia oltre all’assunzione di provvedimenti disciplinari (art. 39 R.G.) nei confronti dei dirigenti responsabili.

[2] La rinuncia anche ad una sola gara nelle fasi di campionato a concentramento, negli incontri e nei concentramenti di qualificazione, è considerata ritiro definitivo dal campionato, con l’annullamento di tutte le gare precedentemente disputate in quella fase e l’applicazione delle relative sanzioni.

[3] Nelle fasi di campionato disputate ad eliminazione (Coppa Italia – Play-off, ecc.), nei casi di mancata presentazione in campo, rinuncia a disputare una gara, ritiro in gara da parte di una squadra, la squadra avversaria passa automaticamente al turno successivo, se previsto, o viene dichiarata vincitrice della fase, se si tratta di turno finale.

A tutti i fini regolamentari e disciplinari la rinuncia costituisce, anche in questo caso, ritiro dal campionato.


Non si capisce proprio benissimo cosa c’entrino i concentramenti e le qualificazioni con un campionato professionistico di serie A, ma abbiamo appena cominciato. Questo articolo 121 parla di rinuncia, non di esclusione. Anche se in realtà l’esclusione è normata dallo stesso regolamento esecutivo, all’articolo 129 che così recita.

Art. 129 Esclusione dalla partecipazione a gare – ex art. 118 – (del. n. 401 C.F. 27/11/1999)

[1] Le società sono tenute a liquidare le ammende e gli indennizzi previsti dai precedenti artt. 115-116-120-121-122-126-127-128 entro quindici giorni dalla decisione del competente Organo federale.

[2] In caso di mancata ottemperanza a tale tassativa prescrizione le società inadempienti verranno sanzionate dal competente Organo federale con l’immediato divieto di partecipazione a gare ufficiali e, se vi prendono parte, la gara verrà omologata con il risultato di 0-20 in suo sfavore o con l’eventuale migliore risultato conseguito sul campo dalla squadra avversaria. Tale divieto avrà efficacia fino alla data del versamento delle somme dovute sia alla F.I.P. sia alla società creditrice. Quest’ultime dovranno dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta liquidazione di quanto loro dovuto all’Organo federale competente.


Immagino che vi siate già persi, ed io con voi. Ma riepilogando: Napoli è stata esclusa per non liquidazione delle tasse gara. Il 129 dice che chi fa così non può giocare, ma non fa un singolo riferimento alle partite già disputate prima della messa in mora. Ma l’89, quello dell’ingiunzione, non rimanda al 129 (come sembrerebbe naturale) bensì al 121, quello del ritiro conseguente a rinuncia. E c’è di più. Esiste un regolamento di Giustizia che all’articolo 17 dispone così

Art. 17 Esclusione dal campionato

[1] L’esclusione dal campionato consiste nel divieto di prendere parte al campionato od al torneo cui la squadra di una società si sia iscritta, stia

partecipando od abbia diritto a partecipare.

[2] L’esclusione è parificata, ad ogni effetto, al ritiro ed alla rinuncia e rientra nelle prescrizioni ed ipotesi di cui agli artt.108, 115, 116, 118, 120, 121, 122,

127, 128 e 142 R.E., applicabili per quanto di ragione, con l’esclusione di quanto disposto all’art.41 comma 2.


Quindi esclusione=ritiro e rinuncia ? Mah … Forse ritiro o rinuncia. Perchè il ritiro definitivo, anche se non ci credereste, è normato da un altro articolo ancora !!!!

Art. 123 Ritiro definitivo – (del. n.401 C.F. 27/11/1999 – del. n.241 C.F. 04/04/2009)

[1] In caso di ritiro definitivo di una società, determinato da quanto previsto dagli artt. 120 e 121, l’Organo federale competente all’omologazione si atterrà alle seguenti norme:

a) se questo avviene prima che sia iniziato il girone di ritorno tutte le partite disputate vengono annullate;

b) se questo avviene dalla prima giornata del girone di ritorno in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20;

c) Nel caso in cui il campionato preveda una seconda fase in cui vengano riportati i punti degli scontri diretti o totali della prima fase, si procederà come segue:

– se la rinuncia avviene prima che sia iniziata la seconda fase tutte le partite disputate vengono annullate;

– se la rinuncia avviene dalla prima giornata della seconda fase in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20.


Adesso, io non sono magistrato od avvocato, ma la sensazione che ci sia un leggero conflitto normativo la avverto. E che in questo guazzabuglio ci sarebbe materia per un ricorso, idem. Ma il problema non è il ricorso. Il problema è che il sistema si insegue. Ed il motivo principale per cui è stata presa questa decisione, opinione personale, è che sarebbe stato imbarazzante tirarsi dietro differenze canestri disomogenee e statistiche farlocche.

Ed eccoci alla fine. Sento già che qualcuno dice: ma come, proprio tu che invochi la via americana ti opponi ad una soluzione che guarda alla sostanza e non alla forma ? Eh no cari ragazzi, non provateci nemmeno. In primis perché non si può fare i sacerdoti delle regole quando conviene e poi piegarle ad esigenze, anche magari legittime e condivisibili, quando conviene di più. Questo è un male dell’intero paese, che ha un’idea della legalità del tutto stravagante ed ondivaga, cui non aderirò né ora né mai. In secundis perché se c’era tutta questa elasticità doveva essere esercitata quando si sono giocate partite con stelle NBA in vacanza, con giocatori motivati, con scioperanti, con ragazzini, senza medico, senza fischi e senza dignità. Quindi, resto in (poco) fiduciosa attesa di risposte sul curioso merito giuridico. Ma la realtà riguarda il metodo. E per giudicare quello secondo me non c’è bisogno di Camera di Consiglio.

Published inHomepageNbaPensieri a rafficaSerie A

10 Comments

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  5. MeltinPoz MeltinPoz

    Bah..a me sembra tutto così semplice.. Contributi istituzionali per la costruzione di impianti all’avanguardia e di proprietà delle società.. Dopo questo,bilanci come fa Sabatini,cioè pubblici,e puoi dare ai giocatori il 50/60% delle tue entrate-preso dall’NBA che sarebbe da prendere modello per quanto riguarda l’organizzazione.
    Garanzie economiche,così il basket può cacciare via i cazzari- giustissimo chiamarli così-.

  6. Stefano Stefano

    Chiedo scusa se il mio intervento non riguarda Napoli-Rieti (comunque, che vergogna…), ma proprio non riesco a capire perchè in Italia si parli dei problemi quando ormai hanno fatto danni tali da non poter più uscire dalla situazione in modo positivo. MI riferisco alla questione che riguarda la Fortitudo. Nessuno ne parla, se non qualche giornale locale di Bologna, nessuno che si pone il problema…Perchè? perchè è in b1? perchè fa paura pensare alle conseguenze? Mi auguro di no! O forse è perchè non si aspetta altro che il fallimento per ripartire da zero senza Sacrati a bordo?…
    Non so, la sensazione è che si stia facendo finta di nulla (intanto Sacrati non paga stipendi, non intende rientrare del debito, non intende metterci i propri beni, insomma, non ci mette niente se non la faccia, che ormai vale quello che vale…). Possibile che i cittadini di Bologna debbano pagare per le colpe di pochi (non certo solo di Sacrati, intendiamoci…) e nessuno se ne preoccupi?! Parliamo di un debito di 6,4 milioni…

  7. vincenzo vincenzo

    è1vergogna,è davvero1vergogna…1persona ke è stata capace di prendersi gioco di2città,di1nazione,di1 federazione,di1movimento. questo provvedimento però doveva arrivare quando gabini affermava di non ricevere i compensi e il signor papalia rispondeva gonfiando il petto:”si,a me iverson piace molto,adesso è anche libero…” per la serie -si si,siamo nel2010…solo1domanda;prima o dopo di Cristo???

  8. Pazzesco… assolutamente pazzesco. Ma d’altra parte se il resto delle norma italiane sonon incasinate difficile immaginare che nel basket potessero essere diverse.

    Mi fa piacere però leggere che la pensiamo nello stesso modo: campionato professionistico = garanzie economiche certe e anticipate.

    Io addirittura farei depositare i contratti degli atleti e relativi compensi in un fondo della Lega professinistica con emolumenti elargiti da loro (comprese qunidi tassazioni e contributi previdenziali).

    Solo così si scacciano i furbetti del quartiere e i “cazzari” – perdonami il termine

    • Flavio Flavio

      parole sante … e scuso il termine abbondantemente

  9. TommO TommO

    Davvero difficile seguirti nel dedalo di articoli e commi nel quale ti sei infilato ma altrettanto difficile è trovare un altra “indagine” così approfondita e dettagliata come la tua. Grazie, è stata una lettura amara ma come sempre interessante.

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