da www.basketime.it
Chi scrive è un semplice tifoso di Napoli, un tifoso che firmerà questa lettera con nome e cognome, ma che è assolutamente uguale a tanti altri che vivono le mie stesse sensazioni.
Perchè Le scrivo?
Già prima di decidere se farlo o meno mi sono chiesto perchè mai una lettera di un perfetto sconosciuto meritasse di essere portata alla Sua attenzione, mi sono soprattutto chiesto cosa mai avrei potuto scrivere di così efficace affinchè non solo la leggesse, ma la ritenesse degna di qualche minuto di riflessione.
Ciò che mi ha spinto a farlo è il ricordo delle Sue dichiarazioni fatte all’epoca dell’acquisizione di quella che era poco più che una carcassa di una società di calcio, ricordo le Sue dichiarazioni di sofferenza che La spinsero ad intervenire e allora la risposta mi è parsa chiara, tra me e Lei, tra noi e Lei, ci saranno mille differenze, ma relativamente alle nostre passioni c’è qualcosa che ci accomuna profondamente.
Ma chi siamo noi? Siamo figli di Napoli che amano il basket, siamo gente che quando è giorno di partita si svegliano con una strana adrenalina, siamo quelli che studiano, lavorano, si arrangiano, ma sanno sempre contro chi e quando ci sarà la prossima partita.
Le basterebbe consultare un qualsiasi nostro forum per capire che non siamo poi tanto diversi da quei tifosi che Lei è abituato a vederLe accanto e tutto intorno quando va al San Paolo, anzi, per buona parte, siamo proprio gli stessi.
Doppio abbonamento, corse precipitose tra lo stadio e quel prefabbricato che definiamo palazzetto, intensi momenti di studio per capire come fare ogni fine settimana e non perdersi nessuno dei due eventi.
Non voglio lanciarmi in improbabili percentuali, ma come Le dicevo in apertura siamo tifosi di Napoli e in ogni luogo dove si parli di basket si seguono le vicende calcistiche con lo stesso interesse.
Come saprà la squadra della nostra città non è stata ammessa al campionato, si fanno tante ipotesi, campionati regionali, fallimento, fusioni con realtà di provincia.
Mi sembra di rivivere un incubo, incertezza che si sovrappone ad incertezza, vergogna, rabbia, tristezza e sofferenza.
Glielo chiederò nella maniera più diretta che conosco, può aiutarci?
Può interessare un qualche membro del suo staff affinchè Le riferisca sull’attuale situazione?
Può anche solo pensare alla possibilità di intervenire e magari realizzare il sogno di una polisportiva?
Può cercare di coinvolgere altri imprenditori?
Ho il massimo rispetto per il denaro, ho sempre pensato che l’essere riusciti ad affermarsi nella vita non sia un buon motivo per dissiparlo e che tutti gli investimenti debbano essere fatti in maniera oculata.
Eppure il pensiero che il basket a Napoli rischia di scomparire per una somma con la quale viene talvolta pagato il cartellino di un modesto giocatore di serie A di calcio, che magari non vedrà mai il campo, mi toglie il sonno.
Lo scheletro del Mario Argento che come un monito avverte chiunque si avvicini al basket che le istituzioni cittadine si interessano alla questione solo quando c’è da occupare un posto in prima fila per le partite di Eurolega (ci pensa Presidente? Eravamo in Eurolega, la Champions League del basket appena qualche anno fa.) non mi lascia presagire nulla di buono, ma un uomo senza speranza è un uomo senza sogni e noi, almeno i sogni, abbiamo imparato a tenerceli stretti.
Ci pensi su Presidente, La prego, ci pensi.
Lettera aperta a De Laurentis
da www.basketime.it
Chi scrive è un semplice tifoso di Napoli, un tifoso che firmerà questa lettera con nome e cognome, ma che è assolutamente uguale a tanti altri che vivono le mie stesse sensazioni.
Perchè Le scrivo?
Già prima di decidere se farlo o meno mi sono chiesto perchè mai una lettera di un perfetto sconosciuto meritasse di essere portata alla Sua attenzione, mi sono soprattutto chiesto cosa mai avrei potuto scrivere di così efficace affinchè non solo la leggesse, ma la ritenesse degna di qualche minuto di riflessione.
Ciò che mi ha spinto a farlo è il ricordo delle Sue dichiarazioni fatte all’epoca dell’acquisizione di quella che era poco più che una carcassa di una società di calcio, ricordo le Sue dichiarazioni di sofferenza che La spinsero ad intervenire e allora la risposta mi è parsa chiara, tra me e Lei, tra noi e Lei, ci saranno mille differenze, ma relativamente alle nostre passioni c’è qualcosa che ci accomuna profondamente.
Ma chi siamo noi? Siamo figli di Napoli che amano il basket, siamo gente che quando è giorno di partita si svegliano con una strana adrenalina, siamo quelli che studiano, lavorano, si arrangiano, ma sanno sempre contro chi e quando ci sarà la prossima partita.
Le basterebbe consultare un qualsiasi nostro forum per capire che non siamo poi tanto diversi da quei tifosi che Lei è abituato a vederLe accanto e tutto intorno quando va al San Paolo, anzi, per buona parte, siamo proprio gli stessi.
Doppio abbonamento, corse precipitose tra lo stadio e quel prefabbricato che definiamo palazzetto, intensi momenti di studio per capire come fare ogni fine settimana e non perdersi nessuno dei due eventi.
Non voglio lanciarmi in improbabili percentuali, ma come Le dicevo in apertura siamo tifosi di Napoli e in ogni luogo dove si parli di basket si seguono le vicende calcistiche con lo stesso interesse.
Come saprà la squadra della nostra città non è stata ammessa al campionato, si fanno tante ipotesi, campionati regionali, fallimento, fusioni con realtà di provincia.
Mi sembra di rivivere un incubo, incertezza che si sovrappone ad incertezza, vergogna, rabbia, tristezza e sofferenza.
Glielo chiederò nella maniera più diretta che conosco, può aiutarci?
Può interessare un qualche membro del suo staff affinchè Le riferisca sull’attuale situazione?
Può anche solo pensare alla possibilità di intervenire e magari realizzare il sogno di una polisportiva?
Può cercare di coinvolgere altri imprenditori?
Ho il massimo rispetto per il denaro, ho sempre pensato che l’essere riusciti ad affermarsi nella vita non sia un buon motivo per dissiparlo e che tutti gli investimenti debbano essere fatti in maniera oculata.
Eppure il pensiero che il basket a Napoli rischia di scomparire per una somma con la quale viene talvolta pagato il cartellino di un modesto giocatore di serie A di calcio, che magari non vedrà mai il campo, mi toglie il sonno.
Lo scheletro del Mario Argento che come un monito avverte chiunque si avvicini al basket che le istituzioni cittadine si interessano alla questione solo quando c’è da occupare un posto in prima fila per le partite di Eurolega (ci pensa Presidente? Eravamo in Eurolega, la Champions League del basket appena qualche anno fa.) non mi lascia presagire nulla di buono, ma un uomo senza speranza è un uomo senza sogni e noi, almeno i sogni, abbiamo imparato a tenerceli stretti.
Ci pensi su Presidente, La prego, ci pensi.
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