La sudditanza, istruzioni per l’uso

«Non capisco come mai una gara così importante abbia subìto un metro di giudizio così instabile. Visto che tutti si lamentano piangendo su di noi, non vorrei che si innescasse un processo di sudditanza al contrario nei confronti degli arbitri. Siamo tra le ultime squadre nella classifica dei tiri liberi, vedo situazioni inspiegabili che non danno certezze tecniche. Ne parlo senza polemica per sviluppare un dibattito, oggi tra campionato ed Eurolega sembra di praticare due sport diversi».

Pianigiani butta sul tavolo un argomento spinoso: l’arbitraggio. E non si lamenta di una chiamata in particolare, neppure dell’operato dell’operato di Cerebuch, Lanzarini e Giansanti. La sua riflessione, peraltro molto accesa, è sulla diversità di metro tra Euroleague e campionato e qualche volta anche tra partita e partita giocata in Italia. “Proprio non capisco” -ammette Pianigiani- “ci sono molte cose che tecnicamente non tornano. Perché io devo dare delle certezza ai giocatori, devo insegnare quello che si fa in campo. Dico che per come giriamo la palla e per il nostro modo di giocare non vedo come sia possibile che tiriamo sempre meno liberi degli avversari. Ripeto: non è un problema di singolo episodio. Noi sbagliamo schiacciate o tiri liberi gli arbitri possono sbagliare un fischio. Ma è necessario riparlarne e chiarire alcune cose. Vorrei che si parlasse di tecnica”

Sono due estratti dalle dichiarazioni che Simone Pianigiani ha rilasciato ieri al termine di MPS-Armani Jeans, gara vinta 80-65 dalla sua squadra. Per chi vuole sentire la versione integrale (sempre altamente consigliato) il link è http://www.menssanabasket.it/site/_pages/video_1.aspx?F=1

Infilarsi in questo discorso è non facile. Per poterne davvero parlare a ragion veduta, faccio un paradosso, dovrei riguardarmi tutti i possessi stagionali di tutte le squadre di serie A. E comunque non basterebbe, perché trovare una linea di tendenza rimane un’operazione che comporta una interpretazione di fatti, quando non di intenzioni. Non sarà però questo un motivo per rinunciare a parlare di quello che amiamo io, Pianigiani e voi, cioè il basket. In tutte le sue sfaccettature, comprese quelle arbitrali. E se qualcuno (molti ?) vorrà solo leggere in chiave pro-Siena od anti-Siena quanto segue faccia pure, nell’Italia dell’anno 2010 è in buona compagnia e non solo nel basket.

Partiamo dai fatti, per le intenzioni c’è tempo. Sono fatti i contributi video e le statistiche, naturalmente. Ma anche qui, si possono presentare parecchie immagini e parecchie cifre. E nonostante la migliore volontà del mondo, a seconda di quali fatti presento posso rinforzare una tesi anziché un’altra, anche se in maniera assolutamente non dolosa.

Un lungo giro di parole, solo per dire che il tentativo è quello di affrontare il discorso seriamente. Di lavorarci il più possibile per offrire degli spunti di riflessione. Ma l’oggettività assoluta non esiste, e quindi il metodo è quello di sentire tutti, farsi venire delle idee e cercare di verificarle, senza alcuna pretesa di esaurire o risolvere l’argomento.

Fatti dunque, partendo dalla questione dei liberi. Ieri Siena ha tirato 21 liberi e Milano 22. In stagione i campioni d’Italia ne tirano 19,7 di media, meno di nove avversarie. Ho citato due dati, uno sembra dire che va tutto bene, ne han tirati sostanzialmente quanti l’AJ. L’altro che invece la capolista in classifica e regina di tutte le graduatorie offensive va poco in lunetta. In realtà dati del genere hanno una bassissima significatività.

Intanto i dati assoluti, disgiunti dal numero dei possessi, non hanno alcun reale valore, specialmente alle Idi di marzo, quando cioè è stata giocata una parte significativa di stagione. E poi ci sono tiri liberi e tiri liberi. Mettiamo il caso, paradossale, di una squadra che gioca 19 partite ed in ognuna di queste arriva con 4-5 punti di vantaggio agli ultimi 1-2 minuti. Quella squadra tirerà 6-8 liberi che derivano da una scelta precisa degli avversari e non certo dalla pericolosità del suo attacco o dal metro arbitrale.

Certo, è un caso limite. Ma è solo per spiegare che andare dentro ai numeri è molto impervio come processo. Comunque almeno qualche ipotesi e ragionamento, descritta la di loro parzialità, si può fare. Una graduatoria interessante è quella dei liberi guadagnati su azione di tiro rispetto ai possessi giocati

1 CE 6,6 %
2 TV 5,6 %
3 FE 5,6 %
4 CR 5,4 %
5 MI 5,4 %
6 MGR 5,2 %
7 CANTU’ 5,2 %
8 BI 5,1 %
9 BO 4,8 %
10 PS 4,6 %
11 SI 4,2 %
12 AV 4,2 %
13 TE 3,9 %
14 VA 3,9 %
15 ROMA 3,9 %

Per comparazione, val la pena di proporre anche quella dei liberi guadagnati (includendo quindi quelli che derivano dal bonus e dai falli tecnici/espulsioni) sempre parametrati rispetto ai possessi

1 CR 13,7 %
2 TV 13,2 %
3 CE 12,6 %
4 BO 12,5 %
5 CANTU’ 12,3 %
6 MI 12,3 %
7 FE 12,3 %
8 VA 12,0 %
9 ROMA 11,7 %
10 SI 11,2 %
11 BI 11,2 %
12 AV 11,1 %
13 MGR 10,8 %
14 TE 10,7 %
15 PS 10,3 %

Sia ben chiaro, queste due tabelle da sole non significano alcunchè. Ma certo la notizia c’è, nel senso che è una delle rare graduatorie in cui anche utilizzando indici maggiormente avanzati rispetto a quelli grossolani dei termini assoluti Siena è più vicina al fondo che alla testa. Poi quel che importa veramente è capire quanti di quei tiri liberi vengono dalle interpretazioni arbitrali e quanti dallo stile di gioco. Ed all’interno delle interpretazioni arbitrali, quanto quelle che riguardano l’MPS differiscano da quelle relative alle sue avversarie.

Qui nessun servizio statistico può aiutarci purtroppo (anzi, per fortuna). Dobbiamo fidarci di sensazioni, analisi, pareri, opinioni. Io una precisa al riguardo non ce l’ho. Ho visto la partita di ieri, non sono rimasto entusiasta dell’arbitraggio ma l’ho trovato in tono con una partita sporca e spezzettata di per sé, non particolarmente ben giocata e non particolarmente intensa. Se volete posso snocciolare 10 episodi di errori arbitrali, ma spero conveniamo tutti non si tratti del punto in discussione.

Un paio di fattori tecnici, (NB: mode “opinions” ON) concorrono a tenere basso il numero dei liberi battuti dalla formazione di Pianigiani. Il primo è l’uso abbastanza ingente del tiro da 3 ed in generale la grande capacità di costruire un tiro con spazio sul perimetro. Tutte soluzioni che fanno da anni la fortuna di Siena ma che naturalmente non portano tanti liberi. Come indicazione, questo è il quadro dell’incidenza dei tiri da 3 (che ovviamente portano pochissimi liberi ma se realizzati danno un punto in più) rispetto ai possessi offensivi

TIRI DA 3 TIRI TOTALI INCIDENZA TRIPLE
ANGELICO 473 1122 42,2%
SIGMA C. 479 1153 41,5%
AIR 482 1167 41,3%
BANCA TERCAS 462 1136 40,7%
SCAVO-SPAR 453 1151 39,4%
CARIFE 432 1109 39,0%
CIMBERIO 426 1096 38,9%
MPS 444 1152 38,5%
VANOLI 413 1120 36,9%
PEPSI 446 1238 36,0%
LOTTOMATICA 393 1098 35,8%
AJ 396 1121 35,3%
BENETTON 395 1131 34,9%
CANADIAN S. 372 1101 33,8%
NGC 350 1066 32,8%

Avellino e Teramo, Cantù e Treviso sono esempi che sembrano dimostrare l’intuitiva correlazione inversa tra incidenza dei tiri da 3 sul totale tiri e liberi tentati. In altri esempi la correlazione è più sfumata, il che è logico. Perché alla fine, conta come e da dove vengono presi i tiri da 2, non certo quanti sono. Nel senso che un tiro da 2 da un metro da 3 o da 5 non può finire nello stesso paniere analitico. Perciò un’altra pista da seguire è quella delle mappe di tiro e delle situazioni tattiche da cui arrivano i tiri da 2. Un esempio classico è quello del post basso, più atto di altre situazioni a portare tiri liberi. Queste le squadre che rispetto ai possessi vanno più in post basso nella nostra serie A

1 MI 12%
2 VA 12%
3 PS 12%
4 TV 11%
5 CR 11%
6 ROMA 11%
7 FE 10%
8 TE 10%
9 BI 9%
10 SI 8%
11 BO 8%
12 MGR 8%
13 CE 8%
14 NA 8%
15 AV 7%
16 CANTU’ 6%

Ma il post basso di per sé, non porta così tanti liberi. Prendiamo per esemplificare il caso di Romain Sato, il giocatore più produttivo in post basso per i recenti vincitori della Coppa Italia. Sato guadagna tiri liberi su azione di tiro in meno del 5 % dei suoi possessi di post basso. Ma se includiamo nel conto i liberi da bonus, quel numero schizza in alto ed arriva al 24,8 %, perché nel tentativo di prendere posizione arrivano molti contatti che in situazione di bonus portano liberi. D’altronde credo che siano molti i coach che ai propri difensori dicono: “una volta che gli hai fatto prendere la palla lì vicino tieni le braccia alte e difendi ma non fare falli inutili. Semmai cerca di non fargliela prendere così vicino”.

L’altro tipo di soluzione che intuitivamente porta tiri liberi è quello dell’1 contro 1. Vediamo chi fa più isolamenti nel nostro campionato.

1. CE 16%
2. BO 16%
3. CR 13%
4. CANTU’ 13%
5. ROMA 12%
6. MGR 12%
7. FE 12%
8. AV 12%
9. TE 12%
10. BI 11%
11. VA 9%
12. MI 9%
13. TV 9%
14. SI 7%
15. PS 7%

Credo che finalmente abbiamo trovato qualcosa di interessante. Per esempio, le posizioni di Pepsi ed MPS in questa graduatoria si “rivedono” in quella dei liberi da cui siamo partiti. Proviamo ad analizzare ulteriormente: Siena fa pochi isolamenti e quindi tira meno liberi. Il che ha un perfetto senso. Personalmente amo il gioco di Siena proprio perché ci sono poche situazioni di isolamento. E sono ancora una volta i numeri a venirci in soccorso, in termini di punti per possesso prodotti da quegli isolamenti.

1 SI 1.22
2 TE 0.97
3 VA 0.94
4 BO 0.89
5 CE 0.87
6 CR 0.84
7 FE 0.83
8 CANTU’ 0.82
9 AV 0.82
10 MI 0.80
11 MGR 0.78
12 TV 0.77
13 BI 0.75
14 PS 0.74
15 ROMA 0.70

Mi spiego ancora meglio: se fossi un avversario di Siena pregherei perché quel 7 % di isolamenti salisse, e di molto. Perché scommetto che salendo, salirebbe anche la quota di liberi tentati. Ma scenderebbe di converso l’efficacia di quegli isolamenti. Siena gioca col ritmo, costruisce “open shots”, tiri con spazio. Lo fa sacrificando idealmente una piccola quota di tiri liberi, il che ha molto senso.  Soprattutto finchè la linea del tiro da 3 è a quella distanza e le bombe vengono convertite con un incredibile 42 %. Con 444 tentativi da 3 i senesi hanno segnato 561 punti, che si raggiungono con 280,5 canestri da due. Cioè a dirsi che per produrre lo stesso numero di punti bisognerebbe tirare con un irreale 63 % abbondante da 2.

Mappe di tiro: fermiamoci a quella di Siena per non allargare troppo, e paragoniamola a quella di Caserta, che rappresenta l’eccellenza per tiri liberi guadagnati.

TIRI IN SOSPENSIONE DENTRO L’AREA POST BASSO
MPS 59 % (1,17) 31 % (1,37) 10 % (0,97)
PEPSI 56 % (1,04) 35 % (1,16) 9 % (0,87)

I dati sul post basso differiscono da quelli sopra perchè qui ritrovate anche i palloni riaperti, mentre sopra avevate solo le conclusioni direttamente tentate dal giocatore in pivot. Come vedete la sostanza è sempre quella, Siena è appena più perimetrale di Caserta, ma il risultato è quello di un’efficacia (espressa dai punti per opossesso tra parentesi) enormemente superiore.

Si potrebbe e dovrebbe andare ancora avanti, ma per ovvi motivi di tempo e spazio mi fermo. Non senza accennare al fatto che una squadra capace di chiudere spesso a metà secondo quarto le partite gioca tante volte decine di minuti a basso tenore agonistico e contro un’avversaria che ha già abbondantemente gettato la spugna (e quindi non commette certo troppi falli).Non a caso, nella finale di Coppa Italia i liberi sono stati 37 a 12 pro-MPS e il saldo finale delle ultime due finali-scudetto contro Milano e Roma è stato rispettivamente di 92-62 (nel 2009) e di 158-57 (nel 2008). Il che, sia ben chiaro, affonda le sue radici in precisi ambiti tecnici. E non senza aggiungere, grazie al prezioso contributo di un lettore, che “se io coach avversario sono a conoscenza della percentuale senese al tiro libero (83.9%), di sicuro cerco di fare il minor numero possibile di falli che portino a questa soluzione poichè ciò equivale a punti certi per i verdi. A favore di questa mia tesi mi preme confrontare, come tu hai fatto su altri dati, la percentuale senese (83.9%) e quella di Caserta (70.3%). Mi pare ovvio che Caserta tiri più liberi in quanto, sempre io coach avversario, ho interesse a mandare i bianconeri in lunetta data la loro pessima percentuale.”

Naturalmente saranno in molti a ritenere che tutto quello che sta sopra sia solamente un tentativo di non affrontare lo spinoso discorso della sudditanza psicologica. Io sono di opinione difforme, e questa opinione la vorrei difendere strenuamente. Cerchiamo, anche qui, di affrontare le questioni generali e di metodo invece di quelle che concernono il “particulare”.

  • L’esistenza della sudditanza psicologica non è dimostrabile, non esistendo in natura o scienza il sudditanzometro. Il semplice fatto che in 15 (o 14 che siano) la rilevino in un senso (anche se non la denunciano in maniera palese) ed uno la rilevi nell’altro lo dimostra. Fate la vostra puntata se vi appassiona, ma non mi sento obbligato a partecipare
  • Io sarò stupido, ignorante, vigliacco, prezzolato e chissà quante altre cose ancora. Ma rimango più attratto dall’analisi tecnica, correttamente invocata da coach Pianigiani, che dai processi alle intenzioni. E se analisi tecnica deve essere, ben vengano i contributi di tutti, nella ricchezza dei diversi pareri. Poi però devono essere i responsabili degli arbitri a sintetizzarli, dicendo dove è fallo e dove no, secondo quali criteri, ecc.
  • Quello che mi trova in disaccordo è il sostenere, come per esempio ultimamente ha fatto Claudio Sabatini, che la sudditanza in realtà c’è, ma non è poi grave, non è il motivo delle vittorie e comunque Siena se la merita. Che non si vinca così tanto solo con gli arbitri va benissimo, solo un pazzo potrebbe pensarlo. Che la nostra cultura sia corrotta da esempi negativi è altrettanto pacifico. Ma questo non può farci perdere di vista il valore dell’equità, che va inseguita sapendo che non esiste in senso assoluto. Perciò l’ultima parte, perdoneranno Sabatini ed i molti che in tal senso si sono espressi in queste stagioni, è esattamente agli antipodi del mio pensiero. Io rifiuto di essere intrappolato nel dualismo “c’è-non c’è”(la sudditanza). Non mi tiro indietro se c’è da provare a leggere le motivazioni di un determinato fischio, ben sapendo che però si tratta di interpretare. Senza per questo far discendere da uno o più episodi una valenza generale. Ma chi crede che questa sudditanza esiste per me non può dire che è meritata, perché non se la meriterebbero neppure i Lakers contro la mia Ars di Promozione
  • Quanto alla questione serie A-Eurolega, direi che è palesemente diverso il livello di gioco, e con quello il livello della fisicità. Se la fisicità della serie A è, diciamo, 7, il livello dei falli si pone, sempre per fare un esempio, a 3. Quando in Eurolega si gioca a 10 di fisicità, sostantivo che va interpretato in senso lato, magari fino a 6 non è fallo. E se davvero fosse così, non vedo una facile soluzione al problema, posto che il livello della nostra serie A è letteralmente quello che è (buono, rispettabile ma non quello della Top 16 e men che mai dei playoff di Eurolega). Gli arbitri italiani, nella media, sono assimilabili a quelli di Eurolega, nel loro essere non un unicum, nè per livello nè per metro interpretativo. En passant: dire che Siena vince in Italia perché la lasciano picchiare/intimidire psicologicamente ma poi in Europa trova arbitri ed avversari meno malleabili è talmente superficiale da non meritare secondo me troppe analisi. Ricordando anche che perdere 2 volte col Barcellona, 1 con l’Efes e 1 col Real è roba per cui metterebbero la firma almeno 300 squadre europee
  • In fin dei conti, spero tanto che Simone Pianigiani ed altre diecine di addetti ai lavori vogliano entrare nel merito della prima parte del discorso (con titoli ben maggiori dei miei) e della seconda. E soprattutto spero che oltre alle invocazioni a parlare di tecnica con gli arbitri, ci siano i fatti. Cioè un lavoro serio, duro, difficile e non sempre gratificante per portarli ad essere il più uniformi possibile nel metro di giudizio e nelle interpretazioni. Il che non si ottiene col desiderio (necessario ma non sufficiente) bensì con tempo, soldi, risorse e professionisti. Ecco, la domanda è chi ce li mette, ed ho paura che abbia una risposta difficile …..

40 Risposte a “La sudditanza, istruzioni per l’uso”

  1. luca scrive:

    Caro Flavio,
    sono sostanzialmente d’accordo con la tua analisi, molto dettagliata e tecnica come tuo solito, un ottimo esempio di giornalismo basato su fatti (che forse anche i tuoi colleghi non sportivi dovrebbero seguire, ma questa è un’altra storia..).
    Però……………..
    mi sembra che il punto fondamentale, se si parla di ’sudditanza psicologica’ arbitrale nei confronti di Siena (in Italia) non sia stato toccato.
    Ovvero, mi riferisco a quello che Siena fa (e gli viene concesso) in difesa, che a mio personalissimo avviso, è di gran lunga più importante di quello che fa (e non gli viene fischiato) in attacco.
    Mi spiego meglio: l’attacco di Siena è uno degli attachi di squadra meglio organizzati degli ultimi decenni, su questo non ho dubbi (e lo dico da Virtussino), quindi le tue disamine sono corrette. MA qual’è la vera forza di Siena ? Secondo me la difesa.
    è in difesa che Siena ’spacca’ le partite, fa il ‘break’, uccide gli avversari, e questo è merito di una ottima organizzazione anche lì, ma se mi permetti anche di un gioco molto più al limite del fallo che gli viene permesso da quella che ’secondo me’ (e non mi stancherò mai di dirlo) è una vera e propria sudditanza psicologica arbitrale.
    Non che ci sia molto di male in questo, dopo tutto anche negli USA le superstar godono di tale trattamento, che qui è dedicato a una squadra intera.
    Dai su (come diciamo a Bologna), per citare la punta dell’iceberg, i due interventi di Stonerook su Vuk e Langford negli ultimi secondi della finale di Coppa Italia dell’anno scorso (senza contare i passi di Carraretto non fischiati) e il fallo giudicato fuori tempo massimo nella gara di ritorno sono, come detto prima, solo la punta dell’iceberg, ma comunque episodi che avrebbero cambiato di molto il corso storico della passata stagione.
    Credo sia molto difficile fare una disamina tecnica basata sui numeri su quello che Siena fa (e gli viene concesso di fare) in difesa, non credi?
    Però magari ci puoi provare, e se ci riuscissi la mia stima per te, già altissima, non potrebbe che aumentare.
    Così, per vedere se la mia teoria ha un senso…
    ciao
    Luca

  2. Luigi scrive:

    Per la precisione ,senza polemica alcuna , l’ultima squadra a vincere in Europa è stata la virtus bologna l’anno scorso vincendo l’Eurochallenga

  3. Matteo scrive:

    L’ultima coppa in Europa l’ha vinta un’altra….ma per piacere!!!!!

  4. Luca scrive:

    Informo Andrea che a livello formale l’ultima coppa europea vinta da una squadra italiana è Eurochallenge l’anno scorso dalla Virtus (sia chiaro che parliamo di una coppetta di legno come la saporta)
    Informo Andrea che a livello sostanziale l’ultima coppa europa vinta da una italiana è l’Eurolega nel 2001 sempre dalla Virtus.
    Ad maiora

  5. Stefano scrive:

    Caro Andrea, visto che mi sembri uno che come sportività e obiettività si avvicina a Giraudo, Moggi e Bettega, perciò nn vale la pena discutere con te delle questioni arbitrali di Siena, ti ricordo che l’ultima coppa vinta da un’italiana è l’Eurochallenge della Virtus giusto l’anno scorso! Che varrà zero (come la Saporta più o meno) ma è sempre una coppa! Quindi documentati prima…

  6. andrea scrive:

    Siete tutti invidiosi ..pensate alle vs squadre ..i bolognesi pensino alla decaduta bologna e noi alla ns beneamata.D’altra parte è la nostra mentalità..siamo un borgo medioevale.D’altra parte…nn siamo basket city..Ah poi invece Pianigiani qualcosa ha vinto in Europa ..la Saporta nel 2002 e udite udite l’ultima coppa vinta da una italiana..E sero che la prossima volta che si incontrala Virtus i punti siano 50

  7. andrea scrive:

    Mi spiace molto perchè ogni volta il nostro Flavione chiede un dibattito sereno e ogni volta i partecipanti rispondono col tono becero del tifoso imbufalito. Mi spiace molto perchè con questo clima parlare semplicemente e seriamente di tecnica come invoca Flavio è del tutto impossibile.
    Sdoganiamoci dal tifo e dimostriamo un po’ più d’amore al nostro sport con la serenità e la partecipazione attiva di chi è davvero innamorato….

  8. Luca scrive:

    L’amara verità è che abbiamo un campionato italiano talmente mediocre in cui stonerook sembra un fenomeno (secondo me è cmq sopravalutato) quando in europa non conta praticamente nulla, il falco torna il giocatore che, come a milano e roma, quando conta diventa piccino piccino e con un 5 come eze in eurolega ti saltano letteralmente sopra.

    Qualche dubbio su come a siena programmino la preparazione a questo punto è lecito, gli indizi iniziano a trasformarsi in una prova…

    Un ultima considerazione: il fatto per cui siena durante il campionato non ha avversari allenanti è sicuramente vero, ma per il maccabi in israele non è più o meno la stessa cosa?
    Anche gli arbitri, nn solo le avversarie, dovrebbero allenare meglio siena per le prossime battaglie europee; magari fischiandogli tre falli contro nelle prime tre azioni, oppure lasciando stonerook per terra senza fischiarli necessariamente sfondo a favore o altre differenti interpretazioni viste a tel aviv. Magari in questo modo ci saremmo risparmiat di vedere in eurovisione minucci che grida pateticamente WHY…

  9. Matteo scrive:

    sono quasi totalmente d’accordo con l’analisi di Nicola….solo su un fatto mi trovi di un altro parere : Siena non ha nessun fenomeno! I fenomeni erano Petrovic, Kukoc, Sabonis, Danilovic, Bodiroga, Ginobili per citarne alcuni. Per non parlare di alcuni americani come McAdoo e Sugar.
    Mc Intire, Sato e Lavrinovic sono più che buoni giocatori, niente più.

  10. Matteo scrive:

    Pianigiani meglio di Messina? Mammamiaaaaaaaa!!!!! I miglioramenti sui giocatori avuti da Pianigiani sui giocatori meglio di quelli di Messina? Aiutoooo!!!!!

  11. Matteo scrive:

    SI E’ VOLUTA NELLE ALTE SFERE FAR SPARIRE LA VIRTUS TEMPO ADDIETRO? BENE : QUESTO E’ IL RISULTATO. LE SQUADRE ITALIANE CHE CI RAPPRESENTANO IN EUROPA NON SONO ALL’ALTEZZA. RINGRAZIAMO. E ORA CI TENIAMO I VARI MENEGHIN, RENZI, MINUCCI E TUTTA LA BELLA E BRAVA(AHAHAHA) CLASSE ARBITRALE ITALIANA.

  12. Matteo scrive:

    QUALCUNO, NELLE ALTE SFERE, VOLLE TEMPO ADDIETRO FAR SPARIRE IL GRANDE BASKET DALL’AMATA BOLOGNA. E PER BOLOGNA OVVIAMENTE INTENDO LA VIRTUS. QUELL’ALTRA HA VINTO I DUE SCUDETTI PIU’ ORRENDI DELLA STORIA ED E’ FAMOSA PER LE GESTA, SPESSO DISCUTIBILI, DEI SUOI TIFOSI(?).
    BENE!, QUESTO E’ IL RISULTATO : LE SQUADRE ITALIANE CHE CI RAPPRESENTANO IN EUROPA NON SONO ALL’ALTEZZA.PUNTO.

  13. Nicola scrive:

    Ma secondo voi questa Siena assomiglia più ai Lakers dello showtime o ai Celtics di Russell?

    Caro Flavio vincere di trenta in questo campionato non e’ come vincere in altri anni vedi il grande dominio in europa .. e sopratutto vincere ad ottobre quando tutti sono imballati e tu vai come un treno non e’ come vincere a marzo aprile quando i fenomeni sono sempre sulle gambe ( ma chi e’ che programma la preparazione ) e soprattutto aver fatto giocare in campionato di piu’ res marconato e compagni e magari perdere anche 2 o 3 partite cosa che tanto con i play off a sette partite non cambia nulla e risparmiare i titolare per le partite che contano… a magari non proviamo piu’ ad accostare pianiggiani a messina va la anche per quello che si chiama rispetto degli avversari ( caro pianiggiani ti e’ piaciuto il time out di pini ad un paio di minuti dalla fine quando i tuoi fenomeni stavano facendo la doccia) …. Ciao ciao

  14. Luigi (belagig) scrive:

    E adesso la squadra dalle perfette spaziature e dalla difesa che annichilisce e diventa asfissiante dov’è ? Forse come ho già scritto il permettere blocchi in movimento da un lato del campo e dall’altro invece fischiarli ( solo per fare un esempio ) ha convinto i vostri eroi che a loro tutto è concesso mentre invece un minimo di equiparazione in più fuori dall’Italia esiste . E il mister che trova il modo di inceppare il meccanismo del gioco avversario in Italia anche ieri sera non ha prodotto dei grandi colpi di genio ……………. ma tutto questo forse le statistiche non lo riporteranno o no ?

  15. MeltinPoz scrive:

    Su Pianigiani gestore ho sempre avuto forti dubbi anche io,ma mi convinco sempre più che sia solo inesperto ad alti livelli-Messina dal 93 al 98 in Europa non ha vinto nulla-
    Credo fortemente però che tecnicamente Pianigiani sia meglio di Messina come insegnante perché i miglioramenti individuali dei giocatori senesi sono disarmanti, Ben Eze su tutti