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Italians (do it better?)

Bologna, 3 maggio 2012

Domenica contro Cantù la Virtus potrebbe schierare solo giocatori italiani. Nella speciale classifica che tiene conto della media dei minuti giocati dagli atleti nati in Italia la V Nera oggi è al primo posto e Teramo al secondo. Ma la distanza tra i due club è minima: se gli abruzzesi, che alla stagione non ha più niente da chiedere, nell’ultima giornata di campionato schierassero solo giocatori nati in Italia, allora superebbero i bianconeri e si accaparebbero il premio che la Lega ha fissato in 100mila euro.

Bologna, 3 aprile 2013

La stagione della Virtus si farà nelle prossime due giornate. Archiviata la parte sportiva di un campionato a dir poco deludente con la salvezza ormai al sicuro, ora c’è da vincere il premio per l’utilizzo degli italiani indicato curiosamente fin dai primi mesi di stagione dalla società come «l’obiettivo principale». Sarà testa a testa con Caserta per centrare il primo posto che dà diritto ai 210 mila euro messi in palio dalla Federazione per la squadra che vincerà questa classifica, denaro fondamentale per le casse virtussine. A soldi andranno le prime tre, con montepremi a scalare da 210 mila euro a 126 mila per la seconda e 84 mila per la terza.

Bologna, 4 maggio 2012

La Virtus Bologna e la Teramo Basket si divideranno equamente il premio di 100mila euro per chi ha dedicato un maggior minutaggio ai giocatori di nazionalità italiana. L’accordo tra i due club è stato raggiunto nel primo pomeriggio e dovrà essere ratificato dalla prossima assemblea della Legabasket, ma un primo sondaggio informale tra le altre società che partecipano al campionato di serie A lascia suppore che non vi saranno particolari problemi nel ratificare questa intesa. Nella speciale graduatoria dell’utilizzo dei giocatori italiani, oggi la Virtus occupa il primo posto, inseguita da Teramo. La distanza tra le due squadre è minima e se gli abruzzesi, che a questo campionato non hanno più nulla da chiedere, domenica a Varese dessero più spazio ai giocatori nati in Italia, supererebbero i bianconeri e si aggiudicherebbero il premio messo in palio dalla Lega. Da qui la reazione del presidente virtussino Claudio Sabatini che nella serata di ieri aveva minacciato di mettere in campo solo elementi italiani. “Quello che abbiamo trovato, è un accordo di grande buon senso – sono le parole di Claudio Sabatini – che salvaguarda sia la regolarità del campionato sia lo spirito con cui è stato istituito questo riconoscimento economico”. 


Bologna, 6 aprile 2013

210 mila euro il primo premio, 124 mila il secondo. Uno l’intasca la Virtus, uno Caserta. Oppure, Virtus e Caserta lo spartiscono: 167 mila svanziche a testa, accordandosi prima per non doversi spiare dopo, a contare i minuti dei giocatori italiani in campo nelle due gare utili che restano. Domani contro Venezia vedremo in mutande Jacob Pullen (non Steven Smith, che ha cumulato lungo l’anno abbastanza censure da meritare la tribuna, rilevato da Pechacek), e ne dedurremo che l’intesa è stata raggiunta. Da un po’ erano all’opera i pontieri, tra Sabatini e il club casertano, dove pure non era piaciuta qualche frase dell’ AD, e dove pure qualcuno voleva ancora dar la caccia al premio grosso. Ma ai messaggi in codice già spediti in Terra di Lavoro, ieri Sabatini ha aggiunto parole chiare, sbandierando, dopo giornate ad alta tensione, la calma dei forti. «Useremo tutti del giudizio, per finire serenamente la stagione continuando sulla strada battuta. Noi e gli amici della Juve proseguiremo nel rispetto di quanto fatto finora».

Sfortunata quella terra che non sa ricordare. E sfortunata pure quella terra che vive solo di compromessi ed incoerenze. Che non sono quelle dei protagonisti di questo minuetto (peraltro stucchevole il suo) ma quelle interne ad un intero sistema. Credo sia tanto facile quanto corretto ricordare che anche se non esiste nell’ordinamento FIP e LEGA una norma specifica simile all’ Art. 48 delle Norme Organizzative interne FIGC (“In tutte le gare dell’attività ufficiale è fatto obbligo alle società di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica”) è pacifico che non schierare la migliore formazione violi il senso, ed anche il dettato, dell’art. 39 del Regolamento di Giustizia FIP (principio di lealtà e correttezza) e/o dell’art. 3 del Codice di Comportamento Sportivo (divieto di alterazione dei risultati sportivi). Ma è chiaro che non si tratta di un problema giuridico, anche perché ancora una volta ci si è limitati alle minacce. E non si tratta neppure di una polemica da fare in punta di diritto con Claudio Sabatini, la Virtus, Teramo o Caserta.

Si tratta invece di fare a capirsi, come si dice a Roma. Il premio-italiani, rispetto all’obiettivo che asserisce di voler raggiungere, assomiglia alla Corazzata Potemkin di fantozziana memoria. E non saranno certo arzigogoli statistici sulle quote-minuti a giustificarne il senso. Un sistema che “inventa” la “wild card” ed il “premio-italiani” ignorando lo sfacelo economico su cui insiste è irresponsabile prima di ogni altra cosa.Soprattutto se lo fa giustificandosi con panzane come “il movimento”. E un sistema che aggira le regole che ha scritto di proprio pugno è come minimo schizofrenico.

I piani infatti vanno scissi, e non certo mischiati impropriamente. Se si vogliono costruire più giocatori italiani bisogna lavorare sul reclutamento (aumento della base) e sullo sviluppo dei migliori tra i reclutati (con meccanismi premiali di natura economica che dipendano dalla qualità del giocatore). Quello che succede al vertice invece, ha senso solo e soltanto in ottica di sostenibilità del prodotto. Deprimerlo con lacci e lacciuoli, pensare di superare le proprie inadeguatezze con qualche furbata, “fare la guerra per poi fare la pace” e giocare sul filo del fuorigioco con le regole mi fa pensare, tristemente, ad altri e più ampi contesti.

Bastava pensarci al momento in cui si è scritta una regola che invitava le troppe lepri sul territorio a correre. Bastava almeno prendere atto che già nella passata stagione era andato in scena questo polpettone di Serie C. O bastava ricordarsi che ci sarebbero anche degli spettatori paganti, che si chiamano “clienti”. Ignorarli, se non addirittura provocarli, la dice tutta sulla vera natura del “professionismo” del nostro basket.

PS: lo so, troppe virgolette. Ma temo fosse inevitabile

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5 Comments

  1. leone leone

    PRIMA REGOLA D’ACCORDO CON IL MITICO SERGIO TAVCAR TOGLIERE IL TIRO DA TRE PUNTI FINO AI 17-18 ANNI..

  2. leone leone

    E’ una regola che aiuta le piccole realtà economiche, io sarei per mettere meno stranieri in campo, ma per molti motivi gli stranieri costano meno e quindi sono i 2/3 degli organici. Paragonare poi il circo NBA al nostro basket è fuorviante, là non hanno nessun settore giovanile, conta solo schiacciare, spettacolo, poca difesa, tante partite, tanto basket spazzatura, tanti soldi, salvo poi nei playoffs voler tornare a giocare seriamente, ma se giochi male 6 mesi poi non puoi recuperare tutto negli ultimi 2 e infatti il livello tecnico-tattico è calato nettamente in questi ultimi 20 anni. Per quanto riguarda questo premio non lo demonizzerei, proviamo invece a fare insieme qualche seria proposta per migliorare il livello del nostro basket, ognuno può mettere un piccolo contributo.

  3. Luca Luca

    Allora perchè non si premia anche la squadra che schiera più giocatori sotto il metro e novanta? Scherzo, ma è la stessa cosa, il concetto che passa è che schierare giocatori italiani sia una specie di handicap che deve essere in qualche modo monetizzato e risarcito.
    Questo premio è semplicemente stupido e in quanto tale andrebbe considerato contro lo spirito della pallacanestro. La mia idea è di regalare questo premio al calcio e di prendere come modello ciò che succede al di là dell’oceano: un sistema di regole complesse, ma ben studiate, nell’interesse generale di offrire il miglior spettacolo possibile = più pubblico = + soldi = + investimenti anche nel settore giovanile.

  4. gianluhagi gianluhagi

    Triste, veramente triste.. e per di più di mezzo c’è una squadra gloriosa come la Virtus di Bologna.

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