Skip to content

Fatti e parole

 

 

La Mens Sana del basket non esiste più: è fallita il 4 luglio 2014. E Siena, umiliata e derisa, è dovuta ripartire dalla quarta seria. Non siete ancora soddisfatti? E allora andate pure avanti. Ma stavolta senza fare prigionieri. Neanche tra i giornalisti, qualcuno anche di Sky, che da Minucci ricevettero più di un bel gettone, diciamo, di presenza che, zitti zitti, s’infilarono in tasca enon dissero niente all’ufficio delle imposte. 

E’ un estratto dal blog di Claudio Pea. Io sono un giornalista di Sky, mi chiamo Flavio Tranquillo e ho percepito in un’occasione, nel settembre 2004, un compenso in nero per un lavoro regolarmente svolto, la presentazione pubblica della Mens Sana. E’ un fatto, e come tutti i fatti prima bisogna considerarlo come tale. Ora, crediateci o meno, io in quel settembre 2004 non mi rendevo conto di commettere un’illegalità. Non lo dico pensando che questo mi renda meno soggetto a censure, semmai è il contrario. Lo dico per sottolineare quanto sia pericolosa l’ignoranza, e come sia necessario conoscere la legge e molte altre cose. Oltre che provocare un danno, sia pur minimo, all’Erario, ho sbagliato pesantemente, mettendo a rischio la mia indipendenza e autonomia. Oggi non lo rifarei, ma l’ho fatto. E mi è capitato di farlo in un altro paio di occasioni, non a Siena. Mi piacerebbe poter saldare il mio debito con l’Erario, solo che non ricordo la cifra che percepii (ricordo però che senza essere scandalosamente alta era superiore rispetto al compenso medio per simili prestazioni). Ho ripensato tante volte a quella situazione in questi anni, più che mai da quando la Procura della Repubblica di Siena ha cominciato a indagare sulla Mens Sana, ipotizzando reati che stando alle ultime anticipazioni giornalistiche verranno formalizzati nei prossimi giorni.Sono molto dispiaciuto di aver commesso un errore così marchiano, che mischia leggerezza e ignoranza (non mala fede) in dosi davvero enormi, ma indietro non si torna. La lezione penso di averla imparata, senza per questo considerarmi esente da colpe o più puro di chicchessia. Cerco però di capire sempre, di errare “on the side of caution” e di pormi delle questioni. Sbaglio ancora, e tanto, ma spero meno di una volta, sarebbe già qualcosa. So già come e quanto queste parole verranno rigirate in maniera interessata da persone interessate. Sottolineo, solo per la precisione, che si tratta di episodio unico e non ripetuto. Penso però di aver intrapreso un cammino che, ben lungi dall’essere perfetto, va nella direzione giusta. Suggerisco all’estensore dell’articolo un approfondimento su un paio di termini meridionali come “mascariare” e “tragediare”. E a tutti noi una riflessione seria su temi importanti come quelli che attraversano l’inchiesta Time-Out.

PS: spero si capisca che questa non è una confessione-shock forzata da un grande scoop. E’ solo una libera e orgogliosa scelta di una persona che rivendica errori e omissioni come parte del suo percorso. Lo faccio adesso solo perché io metto il mio nome e cognome. In realtà, quello che interessa è stabilire che siamo tutti uguali, come le pecore nella notte. Piace pensare che tutti, tranne noi, sbagliano, così se anche sbagliamo noi, e sbagliamo, alla peggio facciamo pari (ma ovviamente non è così, solo che così è più rassicurante). Scelleratezze come “il più pulito ha la rogna” fanno solo il gioco di chi davvero rimesta nel torbido, e in questo paese e ambiente non è purtroppo merce rara. Il mio è un semplice, fin banale tentativo di esercitare coerenza e negare valore all’omertà. So però che semplificare, fare clamore e non capire fa più audience ed è più riposante. Sappiate però che così non si va da nessuna parte

Published inUncategorized

42 Comments

  1. luke luke

    Credo che una buona parte di quei CURVAIOLI che criticano Tranquillo siano persone a cui Tranquillo non andasse particolarmente a genio gia’ da prima. Stanno utilizzando questo suo errore solo come scusa per criticarlo ulteriormente.
    Che persone piccole e tristi.

  2. Antonio Antonio

    Conosco Flavio Tranquillo da diversi anni.
    Per quel che vale, se volete credermi (non faccio parte del simpatico ambientino del telegiornalismo cestistico), posso garantire che se avessimo tutti – e dico tutti – la metà del suo impegno e della sua passione civile staremmo tutti – e dico tutti – molto, molto meglio.
    E se questo impegno, questa passione civile dovesse derivare anche solo per lo 0,001% dalla consapevolezza di aver fatto in passato uno sbaglio, beh sarebbe secondo me comunque una lezione di vita importante: che si può e si deve sempre migliorare, andare avanti, cambiare. In meglio, ovviamente.
    L’alternativa c’è, e la stanno dimostrando tutti quelli che si stanno divertendo su queste colonne a giocare al giudice di turno.
    L’alternativa c’è, ed è semplice: è il non dannarsi per cambiare le cose, il godere per il fatto che “è tutto un magnamagna, non c’è nessuno pulito etc.etc.”.
    E’lo sguazzare nello stagno in cui ci troviamo, sperando che nessuno ci faccia mai notare o – peggio – ci dimostri che un mondo che non sia stagno è possibile.
    Mi gioco un braccio che tutti i supermoralisti che stanno sparando ad alzo zero su questo blog avrebbero detto a Flavio Tranquillo, se fosse stato loro amico “ma pirla che sei, chi te lo ha fatto fare di parlare? stavi zitto, lasciavi correre, tutto sarebbe finito in tre o quattro minuti”.
    Questo si chiama doppiopesismo, la vera malattia di noi italiani.
    Preferisco – opinione mia – quelli che magari fanno una cazzata (io per primo ne ho fatte), ma poi ripartono e se la lasciano alle spalle, correndo in direzione opposta.
    E se provassimo a farlo tutti, invece di stare a vedere quello che fanno gli altri?
    Buon basket e buona vita a tutti.

    • paolino paolino

      perdonami Antonio,ma io continuo a pensare che tutto questo impegno civile mal si sposi col prendere un rotolo di banconote in nero e metterlo in tasca,come compenso per un lavoro. e non mi sembra impegno civile parlarne solo dopo 12 anni (tralasciando il dettaglio del “non sapevo”,sul quale è preferibile stendere un pietosissimo velo),e solo perchè un giornalista mediocre tira fuori la storia.
      da una persona che anche io stimo mi aspetto cose diverse.

      • Antonio Antonio

        Paolino, comprendo perfettamente il tuo punto di vista.
        Il discorso è però (anche) un altro.
        Si può dire che tutto quello che ha detto e fatto Flavio Tranquillo in termini di impegno civile in tutti gli anni che sono venuti dopo questo episodio non abbia più valore?
        Si può dire che siccome c’è stato questo episodio non abbia più titolo a parlare di etica, di correttezza, di sportività, di fair play anche nella vita?
        Secondo me no.
        Il mondo è pieno di persone che si fanno gli affarucci loro e, allo stesso tempo, non si sprecano un attimo per migliorare le cose, per dare un messaggio, per impegnarsi nel civile.
        Io continuo a preferire chi magari sbaglia, ma dopo aver sbagliato – e forse proprio per il fatto di aver sbagliato – fa tanto, ma tanto altro.
        A vederla diversamente, l’unico modo di non essere mai criticato è semplicemente quello di non “metterci la faccia”, di non alzare la voce. Così facendo non troverai mai nessuno che, un giorno, viene e ti fa le pulci.
        Per quel che ho sperimentato di persona (e, credimi, non siamo né fraterni amici né parenti), la sua scelta è stata diversa.
        Nessuna santificazione, ma neanche un tiro al bersaglio che sa tanto di liberazione: il 100% ai tiri liberi della vita di tutti i giorni non ce l’ha nessuno, secondo me…
        Ti auguro una buona serata

  3. Greg Greg

    lungi da me dare patenti di legalità o lezioni di moralità, per cui non mi avventuro in questo campo.
    ma la mia domanda è : come può essere che un uomo colto, un giornalista importante, un professionista esperto possa dichiarare “crediateci o meno, io in quel settembre 2004 non mi rendevo conto di commettere un’illegalità”. e non ci crediamo no…è una roba che non si può sentire. caro flavio, spiegaci in che senso non ti rendevi conto che prendere soldi a nero fosse illegale…a questo punto lo devi ai tanti tuoi sostenitori che oggi in qualche modo si sentono delusi

    • paolino paolino

      lo stesso sprovveduto che nel 2004 non si rendeva conto,solo sei anni dopo scriveva addirittura un libro sulla legalità. ma per ricordare di averne commessa una (di illegalità) ce ne son voluti altri sei..
      insomma,qualcosa non torna.
      ovviamente non stiamo parlando di crimini tremendi,ma da uno che fa le pulci al mondo ti aspetteresti qualcosa di diverso.

  4. Beppe Beppe

    Ma Grande Flavio!!!!!!

    Da ammiratore del modello americano, perche’ non fai come farebbe un qualunque giornalista Usa, si dimette e saluta.
    Continua pure a moralizzare i Ragazzi della Fossa dei Leoni, che hanno sempre pagato( caramente) per gli sbagli ( che poi non sono sbagli) fatti.

    A napoli quelli come te li chiamano 71

    • And. And.

      Da cosa si dovrebbe dimettere, esattamente? Qui siamo nel DELIRIO più totale.Come se voi non aveste mai commesso sbagli.
      Vi meritate i telecronisti Rai, dal primo all’ ultimo.

  5. Wanny Wanny

    Chi è senza peccato scagli la prima pietra…L’ipocrisia è il peggior male dell’uomo, viva chi riesce ad essere sincero con i suoi pregi e difetti…grande Flavio per il coraggio e per la tua continua ricerca nel migliorarti come persona.

  6. And. And.

    Vedo tanti moralisti qui nei commenti a questo post di Tranquillo, qualcuno addirittura fa affermazioni tipo “non tornero’ piu’ a leggerti” (ahahaha stesso livello infimo di quei finti appassionati che scrivono che dopo un errato fischio arbitrale non seguiranno piu’ il basket).

    Moralisti di sta cippa, ma scommetto che anche loro qualche scheletro nell’ armadio – come tutti – ce l’hanno.

  7. A.B. A.B.

    Mi sfugge sinceramente il nesso tra l’aver preso una “marchetta” (termine tecnico) in nero e il non poter più permettersi di scrivere quello che si pensa contro le mafie o la mala politica, visto pure che queste “divagazioni” sono separate dal lavoro di Tranquillo come cronista sportivo e possono essere tranquillamente saltate a piè pari se non sono gradite (non ricordo apologie di Falcone durante un pick’n roll Duncan-Ginobili).

    E lo dico non condividendo sempre la linea di Tranquillo che reputo a volte troppo poco garantista, ma comunque una penna che leggo volentieri, di qualsiasi cosa parli. Non la migliore del mondo ma di certo godibile.

    Sarebbe come dire che chi non paga il bollo o il canone RAI oppure peggio ancora non rilascia scontrino o fattura nella propria attività commerciale non può lamentarsi delle ruberie dei politici o degli amministratori locali, vero e proprio sport nazional-popolare.

    Io di pietre scagliate per la strada da gente senza peccato ne vedo poche (la mia la tengo ancora stretta in mano tanto per essere sinceri) per cui ok, Tranquillo ha sbagliato, ma piano con la demolizione della persona.

    Poi la querelle potrà far godere qualche ottuagenario veneto noto torturatore di congiuntivi, di sintassi e di basket (e si chiede pure perchè non lo chiamano a SKY o altrove, beata innocenza…), ma oltre a quello mi pare veramente tutto poco rilevante.

  8. Ho troppa stima di Flavio Tranquillo per credere che egli ritenga che il problema sia ciò che in quell’occasione è stato sottratto all’erario. Di quello, parafrasando il nostro, ci importa il giusto. Quello che interessa sarebbe di sapere se, successivamente all’elargizione del “regalo” di Minucci, l’atteggiamento di Tranquillo nei confronti della Mens Sana sia stato in qualche modo condizionato. Perché in un caso staremmo parlando di una leggerezza, nell’altro si configurerebbe un qualcosa di molto grave; e non solo dal punto di vista morale. Un abbraccio Giorgio Sasso

  9. Per usare una frase fatta… “Bene, non benissimo”. Peccato che la confessione sia venuta “dopo” che qualcun altro aveva tirato fuori la vicenda.

  10. Erik Erik

    E tra l’altro è la prima volta che scrivo sul blog di qualcuno che non conosco personalmente, ma mi viene in mente la frase di un libro di Zafon che ho letto recentemente: ” l’invidia è la religione dei mediocri…Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.
    Fortunato colui al quale latrano i cretini, perché la sua anima non apparterrà mai a loro.”

    Poi però provò pietà pensando che forse è anche la più sana forma di ammirazione…

  11. Erik Erik

    Eccheppalle!!!! Il paese dei presi male. Giuro che se anche Tranquillo Flavio avesse preso un miliardo di lire in monetine per gridare “Siena c’è” , plagiando Guido Meda, direttamente dalle mani di satana con la divisa di Stoonerook non mi scomporrei di un centimetro. Ma si può sapere che caxxo di differenza fa? È successo e basta. Di reale c’è che è un fatto accaduto e il mondo è andato avanti comunque. Quindi, che bisogno c’è di star qui a farla ancora diventar più noiosa di quanto già non sia stata? Questo è davvero il paese del tempo perso, lo sport nazionale non è il calcio, è rimestare argomenti vecchi di cent’anni! Ma basta!!!! Giuro, se fossi legislatore farei una legge che prescrive istantaneamente i reati minori. Se non ti colgo sul fatto o non ti autodenunci, non lo hai fatto. Almeno magari si comincerebbe a guardare AVANTI, non sempre solo indietro.

  12. Marco Marco

    Are you happy, Flavio?

  13. danii danii

    Prima di indignarvi cominciate a farvi ridare gli scontrini dei caffè che avete bevuto. Il signor Tranquillo ha evidentemente commesso degli errori, ma non mi sento di giudicarlo in quanto per prima cosa nelle sue parole non ci sono abbastanza elementi per capire il fatto nel complesso, ed in secondo luogo non credo che l’aver fatto una presentazione per l’allora Mens Sana vada a screditare il giornalista.

  14. Riccardo Riccardo

    Caro Tranquillo, il blog e’ suo e, giustamente, ci scrive cosa vuole.
    Ma io, come lettore occasionale, sorrido, chiudo la pagina e difficilmente ci tornero’.
    La invidio perche’ puo’ permettersi di non ricordare quanto ha percepito, ma trovo ridicola la tesi che lei non sapesse che prendere soldi senza un giustificativo o una fatturazione e’ un reato. Anzi, mi sento anche un po’ preso per i fondelli.

  15. vittorio vittorio

    A parte l’evidente contraddizione già rilevata da Alessandro, La prego non racconti favole (non sapevo che….non ricordo quanto….mi piacerebbe saldare…..)
    Propongo che Le venga inflitta l’ammenda della proibizione delle urla “leggermente scomposte” ad ogni prodezza di quelli della NBA (molto simili a quelle degli insopportabili radiocronisti del calcio) che mi rendono indigeste le telecronache delle partite. Per il resto con tutta la mia stima.
    P.S. Vorrei che dopo Vittorio si scrivesse “dice” anche se “says” è di certo più figo.

    • luke luke

      Io seguo da sempre le telecronache di Tranquillo e onestamente non riesco a capire questa storia (che è solo nella vostra testa di haters) che urli in modo scomposto per esaltare le gesta di quei brutti e cattivoni giocatori dell’ Nba.
      Scomposto di COSA?? A parte il fatto che usa lo stesso tono quando commenta le partite italiane, non mi è mai sembrato scomposto.
      Ho paura che continuate a confondere la sua passione per il gioco con qualcos’ altro.
      C’era proprio un paragrafo del suo libro dedicato a questa “accusa” che qualcuno (pochi, per fortuna, ma estremamente vocali) gli muove. Evidentemente o non l’ avete letta o il problema siete voi che non capite o non volete capire.

      Per quanto riguarda, invece, questa vicenda, mi lascia un po’ l’ amaro in bocca, però il beneficio del dubbio glielo continuo a dare.

  16. Jordan Jordan

    Chi evade le tasse è un benefattore, lo dimostra lo scempio compiuto dallo stato fallitaGliano con la spesa pubblica, il deficit, gli sprechi, i privilegi, e tutte le schifezze che la politica fa digerire ai gonzi, a suon di 80 euro all’anno.
    Che Tranquillo abbia percepito solo un piccolo pagamento in nero mi rattrista; avrebbe dovuto fare di più.
    Cosa diversa, ben diversa, è la droga amministrativa che la Mens Sana Siena ha ricevuto e utilizzato copiosamente dalla banca Monte dei Paschi, guarda caso controllata dalla politica (che fosse il PD è ininfluente, la politica è tutta uguale).
    Grande Flavio, professionalmente.
    Fiscalmente un incoraggiamento: evadi di più!!!

    • leone leone

      che evadere abbia anche qualche fondamento etico dato che le tasse sono troppe ci puo’ stare ma non fare passare gli evasori per benefattori…

  17. claus claus

    Il mio primo anno di università l’ho passato sui tavoli dell’area relax, o sui gradoni del palazzo dei congressi di Pisa, a giocare a tresette. Mi ricordo poco di quell’anno, giusto lo show del professore di Economia “la scatola! le cose! chiudo tutto e faccio il bi? il bi?” e il coro che doveva dire “il bilancio!!!”, e qualche exploit di Filippo Bellissima.
    Nonostante ciò, qualche minimo principio di base l’ho imparato.
    E giustificazioni tipo “non sapevo” la posso accettare da qualche atleta che magari non ha nemmeno finito la terza media, non da uno del tuo spessore culturale e dal tuo impegno sociale.

    Perdonami, ma a me veramente casca un mito. Uno che quando parla di Basket mi fa sempre pensare “ah, quanto vorrei capirci quanto lui”, e che quando parlava di impegno sociale mi faceva pensare “bravo, quanto vorrei avere anche io il potere di far passare questi messaggi” (nel mio piccolo agisco per rispettare sempre la legalità, pretendo sempre la fattura e non frequento locali che non fanno gli scontrini, ma non posso essere da esempio a nessuno perchè non sono nessuno).
    Poi scopro che predichi bene ma razzoli male? Che dai delle giustificazioni assurde tipo “non sapevo che fosse illegale, pagherei anche, ma non saprei quanto…”?
    Dai, Flavio, sul serio?
    Mi aspettavo di più.

    Non riesco proprio ad unirmi al coro dei “con immutata stima”, mi dispiace.

  18. steve steve

    Questa sua crisi morale puzza molto. E poi quelle dimenticanze sulle altre società. Questa sua quasi giovanile ingenuità ….. per chi sta lavorando adesso? Ovvero chi lo sta pagando nella sfaccettatura dei vari colori adesso? Mi raccomando controlli bene …. anche se è tutto molto colplesso.

  19. Pampa Pampa

    poteva ammetterlo già dopo l’apertura delle indagini, anche perchè non sapendo tuttora indicare quanto abbia percepito (la memoria può essere sfuggente in certi momenti) equivale ad una non-confessione

  20. Ernesto VICINANZA Ernesto VICINANZA

    Mamma mia quanto moralismo per una cosa del genere….
    Cerchiamo di essere seri nel dare il giusto peso alle cose che accadono agli altri e ….anche a noi, molto più spesso di quanto siamo inclini a confessare.
    Si sbaglia, tutti, senza a volte realizzare la portata o l’importanza dell’errore, spesso distratti dall’incalzare di una vita che, professionalmente e umanamente, è sempre più serrata.
    Diffido dei moralisti “situazionali”, pronti a gridare allo scandalo per stronzate del genere.
    Conta molto di più l’atteggiamento umano e professionale tenuti per una intera vita che stupidaggini del genere.
    Un pò come crocefiggere Okafor perchè a 20 anni reagisce alle provocazioni di chi è invidioso della sua notorietà o perchè supera i limiti di velocità….
    E concordo in particolare con il suo rifiuto nell’aderire al concetto del “il più pulito ha la rogna”, che vuole farci credere che si, siamo tutti colpevoli e moralmente riprovevoli…non è così, neanche per sogno.
    No, cose del genere non modificano in nulla la percezione e la stima per un professionista come Flavio Tranquillo.

  21. Fulvio Fulvio

    Amo chi fa e sbaglia, ma amo ancor di più chi non si aouto assolve mostrando maturità e etica nella vita.

    Grazie Flavio

  22. LEONE LEONE

    Ho scritto diversi post su questo Blog e quasi sempre in antitesi a Tranquillo, se devo criticarti ti critico per le situazioni, se non mi piacciono le tue telecronache non per questo ho qualcosa contro di te e tendo sempre a cercare di evitare giudizi perentori sulle persone.
    Per questo scrissi in tempi non sospetti che diffido dei moralisti,
    detto questo sbagliamo tutti e il tuo non mi pare uno sbaglio piu’ grave di tanti.
    Si impara anche dai propri errori, ti faccio i migliori auguri per la tua vita.
    Leone

  23. Alessandro Alessandro

    Gentile Sig. Tranquillo,
    dopo avere letto il Suo intervento, ci sono alcune domande che vorrei rivolgerLe. L’unico intento di tali domande è quello di domandarLe maggiore chiarezza con riferimento all’accaduto.
    1)Lei afferma che, ricevendo un compenso in nero per la presentazione della Mens Sana, non si rendeva conto di “commettere una illegalità”. All’epoca del fatto, Lei era un professionista affermato di 42 anni, con studi alla Bocconi alle spalle e una solida base culturale che tutti Le riconoscono; alla luce di tutto ciò, come può spiegare il fatto che non conoscesse una elementare regola secondo cui dopo avere svolto una prestazione professionale non si può ricevere denaro in una busta senza che questo sia contestualmente accompagnato da una regolare fatturazione?
    2)Nell’intervento, Lei sottolinea che una simile circostanza Le accadde “in un altro paio di occasioni, non a Siena”. Qualche riga dopo, tuttavia, aggiunge che si tratta di “un episodio unico e non ripetuto”. Non ritiene che ciò costituisca una contraddizione? Se invece le è capitato di ricevere compensi in nero in altre circostanze, potrebbe dire (non necessariamente a noi, ma soprattutto a chi di dovere) di quali società si tratta e quando ciò è avvenuto? La eventuale decisione di non farlo deriva dal fatto che gli altri episodi, a differenza di quello di Siena, non sono ancora prescritti e/o riguardano società non fallite e presidenti ancora in carica?
    3)Il fatto di Siena ebbe luogo, Lei scrive, nel settembre 2004. Durante la stagione 2004/2005, Lei commentò partite del campionato italiano? Se sì, non ritiene che sarebbe inadeguato e fuori luogo un qualsiasi pagamento, anche regolare, da parte di una società verso un professionista dell’informazione che dovrebbe raccontare una competizione sportiva in modo imparziale? Ritiene che tale cifra ricevuta abbia potuto fare vacillare la sua neutralità?
    4)Lei scrive di avere “ripensato tante volte a quella situazione in questi anni”. Come mai, allora, questo intervento avviene solo ora a seguito dell’allusione di Claudio Pea e dopo diverse conferenze da Lei tenute su temi legati alla legalità? Tale tempistica è da attribuire alla prescrizione che è oramai scattata o ad altri fattori?

    Distinti saluti,
    Alessandro A.

    • MV MV

      Condivido i dubbi e le domande di Alessandro…

  24. Pierò Baldassarre Pierò Baldassarre

    Non sposta di una virgola la stima per la persona e il professionista che ci ha messo la faccia in questioni un pochino più serie della sola pallacanestro.
    Se il nemico da combattere e Flavio Tranquillo be’ io sto con il NEMICO !!

  25. Claude Claude

    “Ora, crediateci o meno, io in quel settembre 2004 non mi rendevo conto di commettere un’illegalità.”

    Io sono un anti-Tranquillo, non mi piacciono le sue telecronache, nè il mettersi al di sopra della partita ergendosi a protagonista, ma qui gli credo.

  26. Gnappe Gnappe

    la riconoscenza per quello che ha dato da e darà Flavio a questo sport rimane.
    the voice resta the Voice.
    L’autodenuncia è apprezzabile, ma l’ingenua ‘ignoranza’dichiarata, nel percepire un pagamento in nero suona sinceramente strana, ma non entro in merito ad un tema che non ci riguarda a mio avviso, ma bensì sulla tempistica in cui è uscita.
    I rapporti con Pea sono noti a tutti…. sembra piu’ una risposta a lui che ha toccato le gisuste corde per colpire nella sua lettera, che un volontà sinceradi ‘costituirsi’ pubblicamente.

  27. O'cò O'cò

    Già ammettere questa cosa è un atto che fa onore al tuo onore. sinceramente non mi piace criticare senza elementi, la legge non ammette ignoranza è vero ma, se è come ho capito io, non avevo idea che presentare una squadra fosse una prestazione tassabile. Sei un esempio di serietà e non saranno queste cose a far venire meno la stima di milioni di appassionati nei tuoi confronti.

  28. Luigi Carelli Luigi Carelli

    Tranquillo devi essere come il cognome che porti.
    La vita è fatta di errori fatti anche inconsapevolmente.
    Non sentirti impuro, piuttosto come hai scritto, la prossima volta non cadrai nel tranello.
    Ne approfitto per rinnovare la stima che io e tutti gli appassionati di Basket nutrono nei tuoi confronti. Io sono cresciuto con i commenti goliardici di Dan Peterson, quando nel lontano 1983 Canale 5 trasmetteva alla domenica mattina. Poi sei arrivato tu e la passione per questo sport è aumentata in modo esponenziale, così come è aumentato il mio grado di cultura.
    Pochi commentatori sportivi riescono a raccontare la storia dei giocatori, allenatori e di tutto ciò che ruota intorno al mondo dello sport così come riesci a fare tu. Commentare una portita non è solo passare il pallone o dire chi fa canestro. Commentare una partita è un qualcosa di più articolato e complesso se si vuole indottrinare i fondamentali e la conoscenza del Basket. Tu sei un mago in questo e ti ringrazio affettuosamente.
    Luigi Carelli

    • Roberto Bruzzi Roberto Bruzzi

      Equazione rivedibile quella che accosta Peterson agli inventori del lessico maniacale; a parità di competenza tecnica (dio mi fulmini per quel che ho appena scritto), ci passa la differenza che distingue l’oro dal bronzo. uno raccontava l’america (negli anni in cui la superpotenza entrava per la prima volta massicciamente nelle case italiane) mediante linguaggio (bello o brutto) originale, ostico ai replicanti (pena il ridicolo), prendendo a pretesto una partita di basket; nell’era del monopolio mediatico sportivo, tiene banco una divulgazione tecnica a buon mercato su larga scala (con interventi ad adiuvandum dell’occhio tecnologico ove quello umano non arrivi essendo cosa buona e giusta riabilitare il nobile ruolo dei signori in grigio, segreta ambizione di ogni bambino appassionato di pallacanestro) spacciata tramite lessico iperbolico nauseabondo; il centro della scena è occupato da una compiaciuta voce narrante, che sciorina maniacalmente la propria scienza ad un uditorio assunto fintamente dotto; i cloni sono benvenuti perchè la rituale ripetizione d’un linguaggio aiuta l’abitudine, favorisce l’assuefazione, modella su larga scala, omologa gli opposti, rintraccia il minimo comun denominatore unificante: finalmente, il basket ha trovato la sua voce narrante naturale (come la giurisdizione il giudice): ogni altra parlerebbe d’altro. Non a caso i devoti lo assumono quale oracolo d’una religione pagana: rivela il verbo, poche storie e, quand’anche fosse criticabile, meglio evitarlo per scongiurarne le conseguenze: venir affidati alle parole poco rassicuranti d’un Lauro qualunque. Non solo e non tanto. L’afflato che unisce il vertice alla base rende tutti partecipi, tutti protagonisti d’uno stesso show, peccato siano altri a mettere in scena lo spettacolo.

  29. Sono colpito da questo post. Lo sono in molti modi differenti. Come molti considero positivamente il fatto che una persona super-esposta e popolare decida di mettersi a nudo in maniera franca e diretta, rammaricandosi per sbagli fatti nel passato.
    Non mi permetto di esprimere giudizi di moralità o deontologia professionale. La stima su questi piani Flavio se l’è guadagnata negli anni e a mio parere si valuta sulle cose del presente più che su quelle del passato. È un percorso, e il percorso, con gli sbagli, conduce al Flavio di oggi, che conosco tramite TV, libri, scritti, eventi e posso dire di stimare enormemente.

    però, però…qui mi pare che sia la toppa ad essere peggiore del buco, del fatto in se. In particolare mi riferisco a due passaggi:
    1. “Ora, crediateci o meno, io in quel settembre 2004 non mi rendevo conto di commettere un’illegalità.”
    Ecco, non che mi sia dovuto nulla, ma mi piacerebbe avere qualche spiegazione in più su questo particolare. Come sia possibile ignoranza su di un concetto piuttosto semplice di legalità come un pagamento in nero. Perché messa giu così, io non ho motivi di crederci. E ripeto, non che tu debba dare spiegazioni a me, non sei obbligato, ma considera che probabilmente non sarò il solo a considerare questa frase come una toppa peggiore del buco.

    2. “Mi piacerebbe poter saldare il mio debito con l’Erario”
    A quanto si capisce da quello che scrivi, se anche non lo avevi fatto subito nel 2004, sono anni che ha realizzato di aver tenuto un comportamento non corretto. Credo che qualche misura per cercare di rimediare tu l’avresti potuta intraprendere, anche tenuto conto delle tue onorevoli battaglie sulla legalità e contro la mafia degli anni successivi al 2004. Andare alla Guardia di Finanza, o riferire il fatto in magistratura “da quando la Procura della Repubblica di Siena ha cominciato a indagare sulla Mens Sana” (e magari sono cose che hai pure fatto, non so, è per questo che mi piacerebbe un approfondimento sul tema).

    Concludo dicendo che non è mia intenzione fare un processo a Flavio Tranquillo, solo cercare di capire di più da una vicenda che mi ha colpito, data l’enorme stima che ho per te e che non viene cancellata da un errore di 11 anni fa.
    La paura che ho però, e spero con tutto me stesso di venire rassicurato dai fatti dei prossimi giorni, è che si venga a scoprire che c’è qualcosa di più.
    Io non ci voglio nemmeno pensare e spero, per te in primis ma anche per tutti quelli che ti stimano, che questo sia davvero un episodio isolato come tu scrivi nel post, perché se così non fosse anche questo post assumerebbe tutto un altro sapore, un sapore molto più amaro.

    ps. spero davvero che tu non consideri questo commento come un attacco, perché credimi, non lo è davvero.

  30. Andrea Andrea

    Non conosco l’Uomo Flavio Tranquillo, ma conosco parte delle battaglie che lui porta avanti. In particolare il discorso della lotta alla Mafie in cui Flavio si è più volte pronunciato, ribadendo più di una volta che questa campagna la si deve combattere nella vita di tutti i giorni, nella nostra routine. Ecco, leggere queste parole e poi trovarsi a leggere una notizia del genere, sicuramente non era quello che mi aspettavo. La cosa che mi dispiace di più è che tutto questo sia avvenuto nella stessa routine nella quale Tranquillo incoraggiava noi tutti a combattere, il che a mio parere rende la cosa ancor peggio rispetto l’aver ricevuto una mazzetta. La stima per lui come telecronista e giornalista non è cambiata e resterà sempre enorme, ma adesso ogni volta che accennerà a fare discorsi di antimafia come ha fatto in più occasioni, lo guarderò con un occhio diverso, apprezzando comunque la sincerità nel voler dichiarare di aver ricevuto dei soldi in nero, ma francamente non comprendendo come una persona come lui non lo abbia potuto capire, più di una volta.

  31. paolino paolino

    oddio,fa un po’ sorridere che 11 anni fa Tranquillo non sapesse che prendere soldi in nero fosse reato…apprezzabile che adesso ne parli apertamente (un anno dopo la prescrizione) ma su,non prendiamoci in giro!
    neanche l’ultimo dei babbi si potrebbe bere questa storiella,siamo seri.
    Tranquillo resta il nr.1 assoluto quando si parla di basket,magari scende un po’ in classifica quanda parla di mafie,corruzione,malaffare…paginetta un po’ triste,mi spiace.

  32. bruno bruno

    L’onestà è rara….. Onore a lei Flavio.

  33. Federico Federico

    Probabilmente io non lo avrei ammesso.
    Complimenti per l ennesima prova di coraggio e correttezza. Registro e provo ad imparare.

    • grazia grazia

      è una vita che quel disgraziato ti provoca… non potevi resistere ancora?

      ps: la materia fiscale è strana, e fa scrivere molte cose imprecise.. non è vero che l’illecito sia “prescritto” soltanto da un anno, ma da più di 5, nè che sia “reato”, cioè roba penale… a meno che Flavio non dica che Minucci lo ha pagato 400.000 euro per una serata… per Minucci potrebbe essere un’idea..

Comments are closed.