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Draymond Green e i flagrant foul

by Flavio Tranquillo on Tuesday, May 24th, 2016

Punto primo: il fallo di Draymond Green è un evento all’interno di una partita che ne contiene altri mille e di una serie che ne contiene milioni. Non decide la partita, non decide la serie, non esaurisce la ricca dialettica di un Gioco fatto di tante sfaccettature.

Punto secondo: fatta la sentita premessa, rimane un fatto di cronaca rilevante, su cui è interessante esercitarsi al ragionamento.

Punto terzo: il ragionamento è tale se va oltre la superficie, le apparenze e la semplificazione. Ed è utile se ne discende un punto di carattere generale che vada oltre “scandalo” oppure “giusto così”.

Fatta la sentita premessa proviamo a svilupparlo questo ragionamento, partendo dai dati di riferimento. Intanto se qualcuno non ha visto il fallo in questione, ecco il link:

https://www.youtube.com/watch?v=1msM3Kb4uLs

 

Sul campo, dopo aver utilizzato l’Instant Replay, il fallo è stato giudicato come Flagrant 1, quindi contatto non necessario ma non eccessivo. Così, in attesa del review della Lega, Joe Borgia ha spiegato la sua lettura del contatto

 

https://www.youtube.com/watch?v=ac0E0odYYJo

 

Queste invece le parole di una delle parti, Draymond Green

 

https://www.youtube.com/watch?v=HWmizyoxV7Q

 

e di Russell Westbrook

 

https://www.youtube.com/watch?v=L5NZoIT-dKc

 

Sempre splendido il commento di Steven Adams

 

https://twitter.com/BenGolliver/status/734581510418792448?ref_src=twsrc%5Etfw

 

e sempre interessante, ma stavolta anche interessato, Steve Kerr

 

https://www.youtube.com/watch?v=y8pVdOXYKEU

 

Il passo successivo è la decisione dell’NBA, che è stata resa pubblica nella giornata di ieri

 

Golden State Warriors forward Draymond Green’s flagrant foul on Oklahoma City Thunder center Steven Adams has been upgraded to a Flagrant Foul 2, and Green has been fined $25,000, it was announced today by Kiki VanDeWeghe, Executive Vice President, Basketball Operations.

The incident occurred with 5:57 remaining in the second quarter of the Thunder’s 133-105 win over the Warriors in Game 3 of the Western Conference Finals on May 22 at Chesapeake Energy Arena.

“After a thorough investigation that included review of all available video angles and interviews with the players involved and the officials working the game, we have determined that Green’s foul was unnecessary and excessive and warranted the upgrade and fine,” said VanDeWeghe.

During a game, players – at times – flail their legs in an attempt to draw a foul,” VanDeWeghe continued, “but Green’s actions in this case warranted an additional penalty.”

 

Ho evidenziato le parti di interesse del dispositivo di una decisione che viene presa dal Commissioner Adam Silver sentito l’autorevole ma non definitivo parere di Kiki VanDeWeghe, ex giocatore NBA. VanDeWeghe per certi versi è il Giudice Istruttore del vecchio processo penale italiano, Silver racchiude in sé le funzioni di Appello e Cassazione. Solo che, giova ricordarlo, non sentenzia in nome del popolo ma in quello dei locupletati investitori che gli pagano lo stipendio. Scandalo? Complotto? Corruzione? Tutt’altro, ma ci torneremo in seguito.

 

Il dispositivo ci parla di investigazione particolarmente approfondita, che ha compreso l’analisi di tutte le possibili fonti video e i colloqui con gli interessati. A quest’ultimo proposito, Dahntay Jones ci viene in soccorso (più o meno volontariamente) rivelandoci uno spaccato di questi colloqui relativamente all’indagine che si è conclusa con la sua sopensione per questo colpo ai danni di Biyombo..

 

“They asked me what happened, and I explained what happened, and they told me it was a unanimous decision that I did it with intent, even though I didn’t look,” Jones told ESPN.com.

 

Da quello che dice Jones, e non abbiamo motivo per dubitarne, pare di evincere che l’NBA valuti l’intenzione di colpire o meno, fatto che sembra non appartenga alla sfera della decisione su Draymond Green. D’altronde in materia la Lega ha avuto una giurisprudenza recente ondivaga

 

 

Senza scandalizzarsi, manca continuità sul tema. Quando dico “senza scandalizzarsi” intendo che per definizione fatti simili possono legittimamente portare a conclusioni diverse. Inoltre, ribatto su questo tema, la giustizia che viene amministrata dall’NBA risponde agli interessi di un gruppo di privati. Questo non autorizza a fare porcherie, questa certamente non ricade in questa categoria, ma una certa flessibilità è connessa al ruolo virtualmente monocratico del Commissioner. Mi pare che la linea di Silver sia meno draconiana di quella di Stern, più propensa a tenere conto degli interessi generali della lega assieme al dettato e allo spirito della norma. Se un magistrato facesse così sarebbe giustissimo stracciarsi le vesti, ma Silver è un Amministratore Delegato, non un Giudice. E di certo non ha voluto favorire Golden State o sfavorire OKC, questo possiamo serenamente levarcelo dalla testa. Ha solo, mia ipotesi del tutto personale, sacrificato un po’ di quella continuità giurisprudenziale sull’altare della bontà del prodotto. Non mi piace, ma lo comprendo.

Sul caso di specie ci sarebbero ancora molte cose da dire, per esempio trovo un po’ bizzarro che buttare le gambe in giro per il parquet diventi motivo di giustificazione di un contatto. Che peraltro deve avere avuto una sua rilevanza se è stato rubricato a Flagrant 2, riformando in peius la decisione sul campo degli arbitri e portando Green al limite della sospensione (che scatterà al prossimo eventuale Flagrant).

Più interessante è però ragionare in chiave futura: se questo è l’orientamento di Silver, legittimo anche se non lo condivido in linea di principio, coerenza vorrebbe che si levasse di mezzo l’istituto della sospensione almeno per i playoff. Si alzi, magari in maniera significativa, il tetto delle multe, ma se non si vuole sospendere un giocatore, sia così sempre. Forse è meglio.

 

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4 Responses to “Draymond Green e i flagrant foul”

  1. Franz says:

    Egregio Sig. Tranquillo avevo letto mesi fa su questo blog che Lei aveva “percepito… nel Settembre 2004… un compenso in nero per… la presentazione pubblica della Mens Sana”. Oggi non lo rifarebbe ma lo ha fatto, sbagliando “pesantemente” senza rendersi “conto di commettere un’illegalità”. Dalle Sue parole emerge un concreto turbamento figlio, ne sono sicuro, di un pentimento e un ravvedimento sinceri quanto tempestivi che L’hanno spinta – così scrive nel post nel quale pubblicamente ha fatto outing il 14 Gennaio 2016 – a “un cammino che, ben lungi dall’essere perfetto, va nella direzione giusta”. Ne convengo e plaudo convintamente alla Sua dichiarazione. Mi permetto solo di rilevare che nel medesimo scritto Lei afferma che Le “è capitato di farlo in un altro paio di occasioni, non a Siena”. Per comprendere meglio, per levare ogni ombra di dubbio e non prestare il fianco a ulteriori polemiche potrebbe scrivere in maniera chiara e inequivocabile quando e dove ciò è successo dando inoltre modo a chi ha effettuato tali pagamenti di ravvedersi pubblicamente e sinceramente quanto lei?

  2. Gianluca says:

    Decisione sbagliata sul campo, correzione troppo blanda fuori.
    Avere a cuore un prodotto, a mio parere, non significa tollerare certe azioni che se sdoganate in questo modo possono portare comportamenti deleteri più frequenti.
    Lo spettacolo è il basket in una partita di basket, se no diamo loro spada e scudo (magari anche una conchiglia) e vediamo chi resiste.
    La linea di Stern, secondo me, era quella giusta in quanto brutale ma coerente; inoltre bisogna anche fare i conti con la persona\giocatore non tutti, anzi quasi nessuno, sono teneri e tolleranti con il prossimo, una linea “draconiana” è senza dubbio più recepibile da tutti

  3. Valerio Rosati says:

    Per me la decisione della lega è sbagliata e li porta su una china pericolosa. Siamo d’accordo che il discorso non è Green non viene squalificato perchè si vuole favorire Golden State in quanto tale, alla stregua del discorso italiota X non viene squalificato perchè si vuole favorire la Juve o il Milan o chi volete voi, ma perchè si vuole in qualche modo (per me sbagliato) il “prodotto” che la NBA offre. Ma, proseguendo su questa linea, se domani Adams rifila un destro a Green che succede? Lo squalificano? E perchè lui si e Green che gli rifila 2 (perchè l’aveva fatto in maniera meno evidente ma non meno casuale in gara 2) calci negli zebedei no?? E se non lo squalificano, poi che altro si dovrà tollerare nel nome dello spettacolo??? Ma soprattutto, siamo sicuri che lo spettacolo che la NBA vuole esportare in tutto il mondo sia fatto di gente che tira calci nelle palle, o gomitate o cazzotti o qualunque altro tipo di porcheria??? Ma non sarebbe meglio che la lega, come faceva ai tempi di Stern, dica chiaro e tondo ai signori giocatori che devono giocare a pallacanestro e che chi sbaglia paga????

  4. Carmine says:

    A me sa tanto di non voler influenzare troppo la serie, discorso che ci può stare in un’ottica di una lega che punta ad offrire un prodotto di altissimo livello di intrattenimento. La cosa che trovo assurda e che gli abbiano dato un flagrant 1 in partita dopo aver visto e rivisto il replay. È un contatto non necessario (alzare così la gamba per cercare un fallo?!?!) e anche eccessivo, guardando bene il replay da dietro si vede anche che carica la gamba. Comunque in questi playoff gli arbitri ne stanno sbagliando tantissime dovrebbero essere più “consistent” dall’inizio alla fine delle partite, a volte sembra che il metro – nei finali di partita in particolare – cambi totalmente.