Qualche “bullet” a raffica sulla gara di Cagliari :
• E’ corretto sostenere che perdere di 3 non è la fine del mondo e che non chiude le porte della Polonia come una vittoria di analogo margine non le avrebbe aperte. Ciò detto coach Catalano è sempre lì a ricordarci che vincere è appena meglio che perdere ….
• Scusate la franchezza e la superficialità, ma la partita è stata proprio brutta. Il che dimostra un’altra incredibile forza di questo sport: una gara brutta può tenerti lì per 45 minuti filati. Quale altra disciplina può permettersi un lusso simile ?
• Semplice impressione, ma mi pare che alla acclarata assenza di conflitti nel gruppo non corrisponda automaticamente il fatto che un Gruppo nell’accezione più larga del termine esista davvero. Tradotto: tutti hanno la massima disponibilità, profondono il massimo impegno e si comportano in maniera massimamente lodevole. Ma non è scoccata quella scintilla che crea un effetto moltiplicatore rispetto al valore dei singoli. Non è una critica, per un semplice motivo. Detta scintilla non è programmabile, non esiste un manuale che insegna a generarla. Ma riuscire senza il suo contributo a superare il gap che ci divide dai francesi è difficile, penso impossibile. A volte (spesso) una sconfitta può aiutare più di una vittoria a crearla, a patto che la si guardi in faccia senza timori e negazionismi.
• Il punto precedente ci porta di corsa alla coppia B & B di futuro domicilio canadese. Chiaro, i riferimenti tecnici del gruppo sono loro (vedi i pick and roll finali diretti tra i due). Ma che lo siano anche dal punto di vista emotivo è tutto da dimostrare (anzi, non lo sono e basta). Il loro vissuto in Nazionale non è sufficiente per farsi carico di un compito delicatissimo, quello della leadership di una squadra che sta assieme poco e non ha ancora raggiunto risultati significativi su cui contare nei momenti di difficoltà. Non si tratta di gettargli la croce addosso e neppure di imbastire processi. Il sommesso consiglio per i due è di provare a studiare da leader, migliorando giorno per giorno, un passettino alla volta. Capendo che il carattere si può violentare fino a un certo punto ma che leader si può anche diventare con l’esempio tecnico, giocando in maniera più cerebrale (cestisticamente parlando). Se lo faranno avranno raggiunto un risultato importante, un salto di qualità che non è riassumibile da alcuna statistica. Quello di giocare con in mente un solo obiettivo, la vittoria della squadra. Il che non è, come erroneamente si potrebbe credere, un fatto di volontà. E men che meno di fare più passaggi e meno tiri. Bisogna sapere come si trasmette agli altri questa fondamentale caratteristica, perché volerla trasmettere non è sufficiente.
• Lo scarto finale e la reale possibilità di vincere non devono trarre in inganno. La Francia ha interpretato malissimo la partita, tirando i remi in barca sul +11 quando avrebbe avuto esattamente l’interesse contrario, cioè quello di tenere il ritmo alto. Presumo i bleus abbiano pensato che limitare i danni fosse l’imperativo categorico della serata, ma per farlo hanno giocato la partita che avevano messo in preventivo i loro avversari. Esempio: di certo Recalcati ed il suo staff si aspettavano un po’ di pressing da una squadra con simili atleti e su un campo così piccolo, ed invece in 45 minuti la Francia non ha mai allungato realmente la propria difesa. Difficile che questo succeda a Pau, non foss’altro che per la componente ambientale. Difficile anche che i tre tiri più importanti della serata li prenda da fuori il pur ottimo Florent Pietrus. Ragion per cui in casa dei galletti non ci si potrà permettere un’altra partenza ad handycap senza pagare pesantissimo dazio. E non solo per il recupero di Parker.
• Da un punto di vista tecnico direi che i due difetti maggiori stanno nella difesa e nell’attacco a metà campo. Come dire che migliorando la prima si potrebbe fare qualcosa per il secondo, cioè schierarlo un po’ di meno. Sono bastate un paio di scorribande di Mancinelli per mostrare come un’accelerata ogni tanto non possa che far bene ad una squadra che ha lunghi veloci ed atipici. Ma per correre bisogna difendere. E per difendere bisogna giocare di squadra. Il lato debole è stato in Sardegna un concetto rimasto sulla carta (mi rimane in mente un canestro di Batum senza qualsivoglia aiuto ed un doppio rimbalzo offensivo di Diaw senza che nessuno si avvicinasse). Se non si risolve questo problema tutto il resto è accademia, anche perché certo non la si può mettere sull’atletismo puro. Quanto all’attacco a metà campo, è mancato completamente il concetto di ritmo. Ogni passaggio ed ogni taglio aveva una cesura rispetto al movimento precedente, invece di un processo fluido in cui nell’istante in cui sta per finire una cosa comincia l’altra. Questione di decimi, forse centesimi. Ma chiaramente avvertibili dalla tribuna e tali da facilitare di molto il compito della difesa. E in quanto frazioni di secondo, non così banali da sistemare ….
• 110 e lode al pubblico di Cagliari, all’ambiente in cui si è giocato ed all’organizzazione. Emissari NBA di alto livello hanno sottolineato l’alto livello di quanto fatto nel capoluogo sardo in piena estate. Non son punti in classifica ma conta ugualmente molto
• Dulcis in fundo, anzi venenum in cauda, il trito e ritrito discorso degli italiani e del loro utilizzo nelle squadre di club. Molto se ne è parlato e ancora di più se ne riparlerà in caso di eliminazione. Ben venga il dibattito a patto che lo si faccia spogliandosi di ogni preconcetto. Il risultato di Cagliari ha origini tecniche e specifiche ben chiare per quelli che vogliono vedere. Cercare di spiegarlo con acrobazie intellettuali e pregiudizi non sarà condiviso da questa rubrica nel massimo rispetto delle posizioni individuali. Sperando di non doverne riparlare in profondità ma essendo quasi sicuri del contrario.


Cuccarolo è alla Virtus Siena dove è stato confermato.
Questo il suo rendimento statistico:
http://adil.webpont.com/player/?year=x0809&code=A29155
Cuccarolo, da quello che mi diceva uno che aveva a che fare con lo staff della Benetton, è proprio imbecille a livello mentale. Ora non so se per pigrizia o per intelletto…ma ora dove gioca?
L’operazione di tenere l’italia fuori dall’Europeo è quasi andata in porto, quella di impedire a qualsiasi squadra italiana di competere in eurolega è a buon punto e si concretizzerà il prossimo anno……complimenti Dino per rilancio del basket in grande stile.
Suggerirmenti per il futuro:
1. conferma a vita di Recalcati. 2. eleggibilità a giocare nel campionato solo a chi è italiano da 5 generazioni e passa una prova scritta.
3. premiare come miglior giocatore chi colpisce un avversario (meglio da dietro). bye bye
Poi c’è da aggiungere che noi italiani siamo bravissimi a nn valorizzare i talenti giovani. gente come d’ercole o cuccarolo ( che visto la stazza se trovasse un’allenatore che gli desse dei consigli utili su come usarla diventerebbe dominante, un po come ha fatto ewing con howard) in qualsiasi altro paese giocherebbe nella massima serie e cn continuità, invece da noi si ha paura. d’ercole per esempio l’unica partita che a udine gli stata data fiducia ha fatto qualcosa come 10 o 11 assist e nn sn cifre che raggiungi per caso. ma la cosa che + mi fa incazzare e che d’ercole è stato impiegato nn per la sua bravura ma perchè nn c’erano forte e rashad anderson.
Mentre in europa i vari labovic, heurtel, dasic, llull ecc. sono stabilmente in quintetto.
Sergio scariolo è sicuramente uno dei migliori coach al mondo, e credo che se avesse ricevuto una proposta per subentrare a charlie, un pensierino l’avrebbe fatto, e invece allena la spagna che è una serie candidata al trono d’europa. sono anni che vediamo vincere gli allenatori italiani all’estero (scariolo e messina) e che vediamo perdere una nazionale italiana guidata da un grande allenatore che però alla sua guida ormai ha dato, e mi chiedo perchè ne scariolo ne messina abbiano mai ricevuto una proposta.
Con questo non voglio dire che è solo colpa dii charlie, ma voglio dire che quando si capisce che un ciclo è finito bisogna avere il coraggio di cambiare.
ciao Flavio, scusami per l’off topic ma volevo chiederti di pubblicare un post in cui tu esprimi dei tuoi pareri sul mercato delle varie squadre di Lega A e magari anche per l’Eurolega. Te lo chiedo perchè sei davvero un intenditore e ci hai sempre azzeccato con i tuoi pronostici.
ceerto, caro Meneghin, sacrificare le societa’ con le tue leggi e’ stata proprio una bella mossa , sopratutto visti i risultati della Nazionale….che come dici tu e’ il fiore all’occhiello e l’unica cosa che conta…nella pallacanestro italiana…forse non vedi le partite di quelli allenati da racalcati, che giocano solo per soldi e si vede benissimo , della maglia azzurra nn gliene frega nulla…e , ancora caro meneghin… tu e l’uomo tinto non siete in grado di competere in Europa con queste leggi ad personam….figuriamoci contro leghe e federazioni che hanno costruito leggi a tutela delle societa’ e a tutela dei giocatori che MERITANO d giocare veramente perche’ sono bravi, e non perche’ ven gono autorizzati da una legge, per altro contestata da tutrte le societe’ e dalla lega…..
grandi, siete riusciti a distruggere un bel movimento… ma si sa…da noi devono per forza giocare, a stipendi assurdi, solo giocatori italiani…..malgrado NON siano a livelli europei.
Caro Flavio, al di la della tua analisi che non posso non condividere, a me pare che alla nazionale manchi una chiara impronta di gioco. Il bronzo europeo del 2003 e l’argento olimpico del 2004 sono arrivati grazie a giocatori come Basile e Galanda che in certe occasioni avrebbero segnato da 3 anche tirando un mattone dalla distanza di 10 metri, e alla imprevedibilità di Pozzecco. E anche, anzi forse soprattutto, grazie alla incredibile forza mentale del gruppo, che ne moltiplicava la forza ben oltre gli effettivi meriti.
Questa nazionale è completamente differente: alto tasso tecnico e una certa fragilità mentale; e di conseguenza, sono convinto richieda un tipo di coach completamente differente, che sappia dargli un gioco in grado di sfruttare in primis le caratteristiche dei 3 NBA. Vedere Bargnani costretto a passare i primi 15” dell’azione portando blocchi per l’uscita dei tiratori, è una cosa che non riesco a mandar giù.
Flavio, tutto giusto eh… ma avrei iniziato col dire: “un coach che in 1 mese e mezzo di preparazione (ed escludo i 3 anni precedenti) non riesce a dare uno straccio di identità alla sua squadra dovrebbe dare le dimissioni seduta stante (sempre e cmq con anni di ritardo), e vergonarsi anche un pochino.” fra le righe dici e non dici ma parliamoci chiaro, il vero problema di questa nazionale (e non da oggi) ha un nome e uno cognome, CARLO RECALCATI.
1 – Belinelli con personalità ma con troppo egoimo nel finale di tempo regolare.
2 – Bargnani non in condizione.
3 – Una regia appena sufficiente Vitali palleggia troppo prima di trovare un uomo smarcato per iniziare uno stracio di gioco, Poeta l’ho visto molto impaurito dalla maglia azzurra ci vorrà tempo ? il problema che il tempo è quasi finito e poi Giacchetti dimenticatoda Recalcati in panca.
4 – Manca una alternativa a Belinelli per 5/10 a volte anche 15 min non può essere l’unico a gestire l’attacco il gioco diventerbbe prevedibile e col difetto dell’egoismo a sprazzi di Belinelli.
5 – L’unica nota positiva è il reparto lunghi, c’è l’aternativa a Bargnani e si sono viste Cusin (usato poco), Gigli gran forca fisica e voglia di lottare che rende la difesa vicino a canestro solida, peccato l’infortunio a Crosariol e Mancinelli.
6 – Poca velocità di gioco cosa che hanno gli altri, anche nazionali minori che abbiamo incontrato in amichevole recentemente.
Il risultato che ha ragione il buon vecchio e saggio Dino Meneghin, puntare al più presto sui giovani, pazziemtare per 3/4 anni per poi vedere i frutti, FORZA DINO NON CEDERE !!!!
ciao flavio
prima di tutto come tutti gli appassiomati di basket dobbiamo sperare di poter ribaktare il risultato nella partita di ritorno a Pau….( indubbiamente difficile ma non impossibile…e inutile nasconderci dobbiamo sperare che continui l’ assenza di parker)
la cosa piu brutta x me della partita di cagliari e stato sicuramente l’ atteggiamento difensivo dei ragazzi sopratutto all inizio subendo 4 o 5 schiacciate senza mettere un minimo di pressione sulla palla e devo dire senza una sana cattiveria agonistica1!!!!!!!!
ECCO POSSIAMO PERDERE A Pau ma almeno proviamo mettere quella sana cattiveria agonistica che piace cosi tanto allla gente!!!!
Per tutti quelli che criticano il mago, contro la Feancia 5/8, cioè il nostro giocatore di riferimento si prende 8 tiri!!!!! (e trà l’altro ne mette 5)
ma quelli che gli dovrebbero passare la palla dove sono????
Concordo con Michele riguardo a Bargnani anche se, metterlo addirittura da 3, in difesa subirebbe troppo la velocità delle ali avversarie (comunque bisognerebbe vedere il caso singolo). Si potrebbe fare un cambio di marcature, ma il Mago deve ancora lavorare sulla intensità difensiva, questo è certo. E questa caratteristica, come potrà “curarla” negli States? Ho seri dubbi a riguardo…
Non ho visto la partita di Cagliari, comunque non vedo perché assolvere Mancinelli dopo l’errore di Conegliano. Bravo a reagire sul campo sì, ma non assolviamolo dai (faccio riferimento a un post sulla rissa di Conegliano in questo sito).
@Vincenzo: penso che scrivere in italiano, indi senza k o abbreviazioni, renda la lettura più scorrevole e chiara. Dopo 5 righe non sono più riuscito a leggere il tuo post
ma a me sorge una domanda??…perchè bargnani era in condizioni fisiche pessime???…mah..
la realtà è una e basta…recalcati aveva ragione quando diceva che dopo la classe dei giocatori nata nel biennio 80-82 in italia era veramente scarsa!!!!
e adesso ne paghiamo le conseguenze…
sono sicuro che tra qualche anno la nostra squadra sarà fortissima…ma adesso difetta in cabina di regia, sottocanestro e in leadership!!
vitali e poeta non sono ancora playmaker competitivi a questi livelli, non esiste un centro, bargnani e belinelli per adesso non sono dei leader, ma dei comprimari.
dobbiamo soffrire un po’….ma ci riprenderemo, non dimenticando che manca un certo danilo gallinari, il vero fenomeno della nostra pallacanestro….
da anni dico che RECALCATI è bollito!!!!!!!!!!!!!!!!
non capisco le sue mega-preparazioni (ha cominciato a giugno!) ne alcune sue convocazioni (VITALI… e allora PECILE E BULLERI?) da sempre. ma l’altra sera ha superato sè stesso tatticamente. allora da anni sento dire (giustamente), che il play è il ritmo di una squadra, e allora con 3 playmaker a turno, come fa una squadra ha entrare in ritmo?detto di VITALI, scegli uno tra GIACHETTI E POETA e regola il minutaggio in base a come si comportano (il PLUS-MINUS, sai cos’è Charlie?) se fanno male tutti e due la palla può portarla anche BELINELLI O MORDENTE, e poi perchè ha tolto VITALI quando stava facendo bene, lo stesso discorso vale per il MAGO, si vede lontano un miglio che non è in condizione, e allora lascia dentro CUSIN, cos’è questa storia dei cambi con l’orologio? non si può far giocare qualcuno solo per farlo andare in condizione in una partiita così importante e poi tra una partita e l’altra ci sono 7 giorni!
per me non si rende conto di quello che sta succedendo, guarda che se non vinci questo torneo sei fuori dall’europeo, hai capito o no? fuori dall’europa! non è mai successo! lascia perdere gli esperimenti e fai giocare quelli più in forma anche 40 minuti e vediamo cosa succede SANTODDIO, sempre a complicarci la vita noi italiani!
una nota di colore la merita FRANCO LAURO, FRANCO ma perchè non lasci parlare MICHELINI che ne capisce più di te, non sarà THE VOICE, ma almeno è passabile.
p.s BELINELLI portaci in europa! perfavore…
Flavio, oramai sono minimo 2 anni che giochiamo male. Credo sia un dato di fatto. E’ vero che non esiste un manuale per plasmare un gruppo, è anche vero che il coach deve avere questo compito. Ed in 2 anni non è successo. Avrai sicuramente visto gli allenamenti. Io ne ho visti un paio a Conegliano (2 non sono una prova, però…). Recalcati non trasmette niente di niente. Mi spiace dirlo perchè è una ottima persona, ma con questo gruppo non riesce a dare la carica e l’intensità. Dal punto di vista tattico continuo a rimanare di una idea fissa. Bargnani non deve giocare da 5. In difesa è solo dannoso, con lui in campo le penetrazioni avversarie arrivano sempre al capolinea. Infatti Cusin(!) aveva data una sterzata. Sappiamo tutti che il Mago ha 2 difetti da migliorare: rimbalzi e aggressività sotto canestro. Non capisco perchè viene fatto giocare nel ruolo dove sono richieste come minimo sindacale queste 2 cose. Mi sembra impossibile che lo staff azzurro non abbia visto 3 anni di NBA del Mago. In 32 minuti di gioco va sotto canestro 5-6minuti, ma è un fenomeno quando gioco fuori aerea (il primo anno addirittura da 3 con Rasho e Bosh…). Credo che invece di esaltare le sue qualità la nazionale gli chieda cose che lui attualmente non è in grado di dare ( e forse mai lo farà perchè non è il suo carattere). Questo Flavio, è il coach che dve capirlo. Bargnani in campo da 4 con Crosariol e Cusin sarebbe fantastico, scommetto che segnerebbe almeno 20pt con 6-7 falli subiti a partita. Ogni tanto lo si porta sotto canestro (sempre in attacco) magari in coppia con Gigli. Ma deve essere una cosa sporadica e sorprendente per gli avversari.
faccio1piccolo resoconto di qll ke ho visto analizzando i punti:xdere di3è la fine del mondo xkè eravamo in casa,loro nn avevano parker,noi sapevamo l’importanza della partita e in+i francesi nn hanno giocato bene;la partita nn è stata estremamente brutta(il ke nn significa ke è stata bella)xkè ci sn stati ottimi spunti,buoni momenti di gioco…è stata appassionante xkè si era sempre punto a punto;il gruppo di cui recalcati tanto si sporca la bocca? si,fuori a mangiare la pizza,a divertirsi c’è sicuramente in campo(soprattutto in fase offensiva)è inesistente:inizio di skema e poi si da la palla a belinelli ke va in1contro3,a bargnani in post o a qlkn ke deve inventare(amoroso ke inizia il post dalla linea dei6e25,soragna ke almeno si è preso delle responsabilita’ e vitali su cui è inutile continuare a parlare,nn è da nazionale);la francia avra’ anke giocato male ma a mio avviso è stata perspicace a capire la mezza giornata no di diaw e tuiaf,nn ha insistito troppo su pietrus(ke cmq ha fatto20punti)ed ha dato la responsabilita’ x 2/4a1giovane di grandi speranze..poi è normale ke1po’ di lucidita’ manca,xo’ kn parker vincevano di20! d’accordo sul pubblico e sugli italiani nei campionati,ma sinceramente in attacco sembrava ke recalcati fosse stato informato la sera stessa ke c’era la partita! era la partita della vita e l’abbiamo fallita,pensare di vincere in francia,kn parker,di almeno4punti?? bè,se cosi’ sara’ credo ke tt i tifosi della nazionale il giorno dp diventeranno ferventi cattolici e daranno ingenti somme di denaro in beneficenza alle associazioni ke credono nei miracoli! ke altro dobbiamo aspettare x mandare via recalcati?? attenzione martedi’,la finlandia è fortissima!!!
tutto ha un inizio e tutto ha una fine, compreso Charlie.
Flavio, innanzitutto complimenti per l’analisi, poi volevo chiedere il tuo parere su due cose:primo qual’è il motivo logico per cui il coach ha escluso dai convocati (per scelta tecnica) il playmaker migliore d’Italia, cioè Hackett; la seconda cosa è, secondo me, il problema di fondo di questa nazionale e cioè, come hai sottolineato più volte te, il fatto che questo gruppo non è un gruppo, ognuno gioca per se, e non solo Bargnani e Bellinelli, e non c’è nemmeno l’ombra dell’affiatamento che c’era nella squadra che ha vinto l’europeo e a dire la verità non c’è mai stato, nemmeno ad Atene. Secondo me, l’unica soluzione per risolvere questo problema è chiamare un allenatore che sappia creare un gruppo (alla Lippi per intenderci) perchè sicuramente Recalcati non lo è.
Tenterò di essere breve ma data la situazione sarà difficile. Innanzitutto condivido il discorso fatto da Flavio sul problema della leadership che però a mio avviso apre un problema ancora più ampio, cioè quello del famigerato ricambio generazionale. Ci troviamo infatti di fronte ad un gruppo rinnovato quasi in toto se pensiamo anche solo a tre – quattro anni fa. Personalmente avrei gradito anche quest’anno un qualche veterano in più (anche se molti obietteranno che il solo Soragna è più che sufficiente) specie vista l’assenza di Gallinari che almeno a livello di intelligenza cestistica ritengo di gran lunga il migliore tra le nuove leve, ma non posso certo biasimare Recalcati che anzi è stato sempre crocifisso per un eccessivo attaccamento a certi elementi ormai un po’ “stagionati”. Se si è arrivati a questa situazione secondo me è anche per la mentalità gerontocratica tipica del nostro paese e certamente non solo a livello sportivo. Cioè abbiamo la tendenza a spremere totalmente un gruppo indipendentemente dai risultati, poi all’improvviso quando ci accorgiamo che c’è bisogno di forze fresche facciamo tabula rasa e convochiamo giocatori più giovani senza dare la giusta continuità con gli elementi del vecchio gruppo e soprattutto senza che i nuovi abbiano già acquisito la giusta esperienza (e qui può anche essere in parte un problema di club). Insomma, se sei giovane giochi solo se sei un fenomeno altrimenti aspetti che i vecchi passino la mano, così facendo si bruciano intere generazioni di atleti quando invece, a mio avviso, avremmo bisogno di una gestione migliore dei cicli generazionali, altrimenti arriveremo per forza a dei momenti di rottura, come è questo, senza avere il giusto mix di gioventù ed esperienza. È un problema che hanno avuto e hanno tuttora anche le nazionali italiane di altri sport, come il calcio e il volley maschile.
Sull’aspetto tecnico mi limito a fare qualche appunto. Credo che in difesa si potesse fare di meglio, specie nel finale su Batum, ma nel complesso quello che mi preoccupa di più è sicuramente l’attacco che soprattutto contro la difesa schierata è stato vergognoso. Siamo statici e come dice giustamente Flavio manca ritmo. Non mi aspettavo certo di vedere le spaziature del CSKA ma almeno aprire un po’ il campo, ribaltare, vedere qualche pick ‘n roll con il Mago o qualche uscita dai blocchi per il Beli, cose semplici ma fatte bene. Insomma poche idee ma confuse. Non scordiamoci poi che se siamo rimasti in partita lo dobbiamo anche alle forzature di Vitali e Belinelli. Secondo me va coinvolto più Bargnani che io continuo a vedere assolutamente come 4, e se deve giocare da 5 almeno portiamolo ogni tanto fuori, così il suo uomo deve seguirlo visto che è pericoloso lontano da canestro e liberiamo spazio per i penetratori che abbiamo come Poeta e Beli. La mancanza di un centro a parte Cusin e con Crosariol infortunato è un problema serio ma è necessario fare di necessità virtù ed esaltare la nostra vocazione perimetrale che non vuol dire necessariamente spadellare da 3 a più non posso. Gente come il Mago o Mancio andava anche servita in post, le poche volte che l’abbiamo fatto siamo stati pericolosi. Non ho condiviso molto il minutaggio di alcuni giocatori (Datome, Mordente) e la gestione del playmaking con Poeta che dopo i primi 5’ non ha rivisto parquet fino all’ultimo quarto. Parlando dei singoli credo meritino una citazione, almeno per la grinta, Gigli, Cusin e Mancio che si è riscattato sul campo dopo il fattaccio di Conegliano, e che purtroppo sarà un assenza molto pesante.
In conclusione credo sia impossibile approdare in Polonia se non scatta la suddetta scintilla come accadde dopo il -33 di Lulea proprio contro la Francia, ma quella era un’altra storia e stavolta, parafrasando il primo Benigni, la veggo buia.
PS: Scusate la prolissità.
Bell’analisi Flavio, ma perchè non citare neanche una volta il nome di Carlo Recalcati come di uno dei principali colpevoli del nostro non-gioco?? I ragazzi devono amalgamarsi meglio, questo è fuori discussione, ma un coach cosa ci sta a fare se poi una squadra fa vedere certa roba? Tanto vale giocare in anarchia (o è quello che stiamo già facendo?)… meditate gente.
chiaramente sempre un’ottima lettura di quello che è successo in campo. Visto che hai toccato il discorso del ritmo in campo che dovrebbe essere alzato e quindi si dovrebbe giocare un po’ di run and fun ( i nostri non saranno tutti Lebron ma sono degli ottimi atleti), non sarebbe il caso che il buon Recalcati rivedesse un attimo il suo libricino degli schemi? La sensazione anche negli anni passati è che siamo prevedibili e un po’ troppo legati allo “schema”. Almeno proviamoci….se poi va male torneremo alle vecchie abitudini….
Sono daccordo con te Flavio, l’impressione che ho avuto è quella che i cosiddetti Big difensivamente uno e a rimbalzo l’altro abbiano lasciato molto a desiderare, e in attacco la squadra si sia affidata troppo alle giocate di Belinelli, che da solo può anche vincere una partita, ma sicuramente non è una soluzione.
A mio giudizio manca un sistema di gioco, e soprattutto un giocatore che dia il cambio di marcia alla squadra, per intendersi quello che faceva il Poz, fi che c’è stato l’ha fatto Mancinelli e i risultati si sono visti, mi piacerebbe sapere se concordi con la mia visione della gara…
Devo essere sincero: ero e sono un grande estimatore di Charlie Recalcati, ma credo che abbia fatto il suo tempo alla guida della nazionale. L’atteggiamento di Belinelli e Bargnani in difesa è stato davvero deplorevole. Prendere DUE alley-hoop con il Beli che non ha chiamato nè seguito il taglio su una 2-3 (quasi bulgara) mi ha fatto saltare dalla sedia… Se c’era Messina in panca se lo mangiava vivo… ora come ora credo serva un coach diverso…
Detto che mi piace quando butti pensieri a raffica soprattutto sulle partite singole…
Concordo al 100% con i punti 1e2.
Era meglio vincere nonostante la pessima partita,e si..il basket è davvero uno sport magnifico.
Mi concentro un pò sul discorso gruppo.
Hai ragione,che non ci siano conflitti non vuol dire che sia un gruppo coeso.Sul discorso scintilla,è vero che scatta quando meno te lo aspetti,ma è pur vero che qualcosa va pur fatto per alimentarla.
Caro Charlie,sei stato fantastico a tirar fuori il sangue dalle rape dalla nazionale (vedi Bronzo europeo e argento olimpico) con squadre che avevano molto meno sotto il profilo della classe,ma avevano in realtà una cosa che vale molto di più.
E cioè carattere,grinta,forza.E non da poco grossi attributi.
Cosa che in questa nazionale non vedo,come non ce ne era in briciolo agli europei in spagna.
Un allenatore di nazionale deve essere in primis un gran motivatore.
Non è che ci siamo un pò persi per strada quegli stimoli?
Come in Spagna allora,palla a Belinelli e pedalare.
Gli altri si limitano a tirare da tre..di difesa ad altissimo livello neanche a parlarne.
Ed allora mi viene il sospetto che da 2 anni a questa parte non si muove nulla.
Su B&B.
Come ama ricordare un mio carissimo amico,Bargnani è stato prima scelto in Nba..e poi ha fatto il debutto in nazionale.
Non sarebbe dovuto essere il contrario?
Io lo vedo molto bene come punto di interesse.
E ancora,Bargnani è un lungo molto atipico.E non dico che la squadra deve giocare per lui..ma se c’è lui in campo gli altri si devono adattare.
E molto.
Ed allora,non sarebbe meglio costruire un quintetto adatto a sopportare Bargnani?
Idem Belinelli.
Che mi piace quando attacca inventando dal nulla..bello da vedere ok..ma metterlo in condizione di attaccare con schemi?
Magari in uscita dai blocchi..e non palleggio e partenza in 1vs 5.
Alla fine sembra che tutti si fermino a guardarlo mentre inventa.
Ma una mano no?
E qui torniamo allo spirito di gruppo ed al sacrificio l’uno per l’altro.
A me questa nazionale non piace motissimo.Pur vero che si fa quel che si può con quello che si ha in mano..ma se i migliori in campo per grinta,voglia e volontà sono stati Gigli,Cusin(davvvero bravo!) e Mancinelli fino all’infortuinio..gli altri dove stavano?