Non c’è dubbio che le difficoltà di Milano siano uno dei temi “caldi” del momento. La mia impressione a caldo, dopo la gara di Varese, è che le difficoltà maggiori arrivino dalla metà campo offensiva, per poi trasferirsi in quella difensiva. Prima di addentrarsi nell’analisi, credo valga la pena di esaminare un paio di punti.
Il primo è relativo alla situazione psicologica della squadra. Termini come ansia, paura, tensione, sfiducia e pressione vengono suggeriti per spiegare le difficoltà dell’Olimpia. Da fuori, mi sembra del tutto impossibile sapere come si sentono i giocatori in campo. Ma, sempre da fuori e con questo preciso limite, credo si avverta chiaramente un “qualcosa” di non strettamente cestistico che non permette alla squadra di esprimere le sue potenzialità. Scarterei il termine “paura”, che mi pare ingiustificato. Per tutti gli altri, bisognerebbe chiedere ai diretti interessati.
La questione numero 2 viene posta dalla famosa “vox populi” in questi (più o meno) termini: “possibile che Scariolo sia un bidone ? E’ solo colpa sua ?”. No, non è un bidone. E non lo sono nemmeno Nicholas (direi ormai in arrivo), Bouroussis e Fotsis. Non impazzisco per Cook e Giachetti come coppia, ma che possa essere competitiva a livello di campionato italiano (e che NON abbia paura) è pacifico. Rocca e Mancinelli hanno fatto comunque due finali da protagonisti, e Melli e Radosevic interessavano a mezza Europa. Dunque no, bidoni non ce ne sono. Men che meno l’allenatore bi-campione europeo. Che di sicuro non sta ottenendo risultati tecnici pari alle attese ed al potenziale della squadra. Che di sicuro starà sbagliando qualcosa a livello di approccio e di scelte. E che, opinione personale da questa estate, ha contribuito in maniera decisiva a costruire una squadra con poca “leadership tecnica” e senza il giocatore (o ancora meglio “i giocatori”) capaci di procurare un vantaggio all’attacco.
Tornando a bomba, qui manca qualcosa in attacco. Anche a causa di un accesso dibattito pubblico in conferenza stampa, una delle questioni sollevate è relativa alla distribuzione dei tiri ed al lavoro che viene fatto per portare la palla vicino a canestro. A Varese Milano ha tirato col 69 % su 16 tiri da 2 e col 27 % su 30 tiri da 3, ma ovviamente il dato non può essere semplicemente preso ed utilizzato a supporto di una tesi. Senza avere ancora rivisto la gara, a memoria ricordo un numero notevole di “buoni” tiri da 3 sbagliato nel primo tempo, non a caso chiuso a 44 punti ed in vantaggio, sia pure di un solo punto. Ricordo invece qualche tiro “facile” sbagliato nel secondo tempo, laddove “facile” e “buono” indicano due cose diverse.
Su quantità e distribuzione può aiutare l’analisi per quarto dei tiri, mentre sulla qualità il modesto contributo che possono dare le cifre sta nel rapporto tra assist e palle perse.
TIRI DA 2
TIRI DA 3
TIRI LIBERI
ASSIST/PERSE
1° QUARTO
1/1
5/9
8/9
7/6
2° QUARTO
4/6
1/7
8/12
4/4
3° QUARTO
1/3
0/7
2/4
1/8
4° QUARTO
5/6
2/7
0/0
4/4
Una cosa, chiaramente, è tirare 16 triple a fronte di 21 liberi ed un rapporto assist/perse di 11/10. Un’altra, tutt’affatto diversa, , tirarne 14 a fronte di 4 liberi ed un 5/13 in quel rapporto. Per dire che comunque il secondo tempo dell’EA 7 a varese è stato davvero poca cosa. E che è difficilmente spiegabile a fronte di un primo quarto in cui lo shock post-Pana era stato avvertito (19-7 Varese) ed apparentemente superato. Detta molto grossolanamente, pare una squadra con alti troppo alti e (troppi) bassi troppo bassi.
Ora proviamo a concentrarci sul discorso post basso, rimandando ad un altro futuro post il delicato discorso sui pick and roll. Che il basket sia fatto solo di post bassi e triple e che i primi incarnino il bene ed i secondi il male è ovviamente tutt’altro che vero. Il basket offensivo del 2012 è equilibrio, è spaziature ed è fluidità. Non è un mistero che Sergio Scariolo sia convinto che mettere la palla dentro presto sia una cosa da fare sempre e comunque. Personalmente ho sentito sostenere dallo stesso coach bresciano in un interessante clinic il concetto che in ogni azione a metà campo deve esserci un passaggio dentro il più presto possibile, per dire quanto alta sia la sensibilità di Don Sergio sulla questione. E infatti, non a caso, Milano è una squadra che il post basso lo pratica molto. Inclusi i passaggi che ne derivano, l’11,9 % dell’attacco milanese deriva da questa soluzione. Solo Caserta (col 12%) produce più attacco dell’Olimpia dal post basso. Roma, Siena e Teramo sono le uniche altre oltre il 10 %. Bologna fa benino in classifica col 5,5 %, Casale malino col 3,4 %. Per dire semplicemente che il “quanto” conta molto, ma il “come” assai di più.
Ed allora andiamo a vedere un po’ questo “come”. Partendo dalle situazioni di post basso in cui il tiro viene preso direttamente. Siccome l’obiettivo di Milano mi pare quello di superare Siena, potrebbe essere interessante paragonare le due squadre da questo punto di vista.
EA 7
MPS
67,4
PUNTI/100 POSS.
89,3
39,1
% TIRO
48,1
22,0
% PALLE PERSE
18,1
Come si vede facilmente, il post basso “direct” (come lo chiamano nell’NBA) e comunque le conclusioni da quell’area del campo non sono particolarmente remunerative per Milano, che in termini di punti su 100 possessi in questa specialità fa meglio solamente di Cremona e Casale Monferrato. I motivi sono molteplici e molto difficili da investigare dall’esterno. Si potrebbe banalizzare e dire che soprattutto Bouroussis non sta facendo bene. Si potrebbe aggiungere che mancano Hairston e Gallinari, che spesso avevano proibitivi vantaggi sull’avversario diretto. Si potrebbe discettare a lungo di come troppo spesso sia laborioso l’arrivo della palla in post basso e di come, soprattutto ultimamente, la palla in questione arrivi tardi e malino.
Se ne facciamo una questione individuale, questa è la classifica dei migliori giocatori di post basso della Lega che giochino almeno 2 possessi a partita sulle “tacche”:
POSS.
PUNTI/100 POSS.
1 Diawara
3,3
116,1
2 Tusek
2,0
112,5
3 D.Ivanov
2,2
100,0
4 Slokar
3,0
98,1
5 Crosariol
2,2
97,4
6 D. Andersen
5,3
95,3
7 A. Smith
4,4
82,4
8 Ju. Jones
3,1
75,5
9 B. Brown
2,4
74,4
10 Mancinelli
2,8
73,3
11 Amoroso
3,9
71,4
12 Bouroussis
3,8
70,2
Sono molti, insomma, i giocatori che producono di più (molto di più) di quello che stanno facendo i due milanesi. Ma questo, per fortuna aggiungo, è uno sport di squadra. Ed altri dati, che servono solo a corroborare o meno delle impressioni avute durante la visione delle partite, ci dicono che il problema non è (o perlomeno non è solo) il rendimento dei singoli. Sono i dati che sui riferiscono a cosa succede quando il pallone esce dal post basso e l’attacco chiude l’azione altrove. Qui le cose sono diverse:
POSS.
PUNTI/100 POSS.
1 D. Andersen
1,4
139,1
2 Diawara
1,2
130,0
3 Mancinelli
1,4
127,3
4 Bouroussis
1,4
109,5
Forse abbiamo identificato un dato interessante. Proviamo ad approfondirlo ulteriormente, mettendo a confronto per ciascuno dei due le situazioni in cui ricevono e tirano in post basso con quelle in cui riaprono e tira qualcun altro dal perimetro
MANCINELLI
POST BASSO
RIAPERTURA
75,0
P.TI/100 POSS.
127,3
35,3
% TIRO
81,3*
9,1
% PERSE
22,7
* PERCENTUALE “REALE”
BOUROUSSIS
POST BASSO
RIAPERTURA
71,7
PUNTI/100 POSS.
109,5
44,1
% AL TIRO
67,9*
18,9
% PALLE PERSE
19,0
* PERCENTUALE “REALE”
Allora abbiamo risolto tutto, basta cacciare fuori qualche pallone in più dal post basso e questa è la pietra filosofale ? Ma certo che no, neppure io riuscirei a fermarmi ad una banalità del genere. E’ vero però che abbiamo identificato con l’aiuto delle cifre dei possessi di post basso più produttivi degli altri, perlomeno per i giocatori ed il contesto oggi dell’EA 7. E sono possessi, non a caso, in cui il pallone arriva in post con un “engry pass” più secco, con un po’ di movimento in più ed un po’ prima. Insomma, la differenza è tra passare da un punto A ad un punto B e poi andare 1 contro 1 dal post basso ed entrare nel gioco in movimento, mettere la palla dentro, avere movimento (magari tramite uno split o similare) e quindi sfruttare sul perimetro (se serve anche con 2-3 passaggi) la preoccupazione che incute nella difesa la ricezione in post basso. Ed è una differenza enorme.
Col video, sotto trovate il link, è ancora più semplice capire che andare in post basso con 10 se non 15 secondi sui 24 e da lì non impegnare oltre la difesa, senza avere Shaq conviene molto relativamente. Se invece c’è la pazienza necessaria per costruire da lì in poi, prima o poi anche i post bassi diretti avranno successi.
Senza nulla togliere a nessuno, il post basso diretto di Mancinelli sul lato sbagliato contro Siena a meno di due minuti dalla fine e con l’MPS in rimonta, non rappresenta proprio il non plus ultra. E non perché il tiro è stato sbagliato o i numeri sono contro di lui, o meglio non solo. Si tratta soprattutto di giocare una pallacanestro equilibrata e che impegni la difesa, cercando di costruire il famoso vantaggio e poi dilatandolo od almeno mantenendolo fino alla conclusione.
Prossima puntata: il pick and roll. In attesa di JR Bremer, o chi per lui, che da questo punto di vista dovrebbe aiutare. Ma come abbiamo visto, non è questione di singoli !
“A chi insiste nel chiedermi di tenere a Rieti la squadra di serie A, non posso che rispondere che é quello che ho tentato di fare fino a ieri. La squadra va nella città (Napoli) che consentirà alla Società Sebastiani economicamente, e in queste 48 ore finanziariamente, la oggettiva possibilità di regolarizzare l’iscrizione”
Gaetano Papalia
17 luglio 2009
Non voglio entrare in faccende che sono di competenza della federazione, ma certo che avere Napoli in serie A sarebbe un vantaggio per il basket italiano”. Cosi’ il presidente del Coni Gianni Petrucci in merito al trasferimento a Napoli della societa’ laziale di cui si parla con insistenza in queste ore. ”Da parte mia – ha precisato Petrucci parlando a Napoli all’inaugurazione del comitato regionale – non posso che esprimere un auspicio, naturalmente fatti salvi tutti i diritti di Rieti”. Sull’argomento si e’ espresso anche il governatore campano Antonio Bassolino che ha ricordato come proprio in queste ore si stia lavorando anche a livello istituzionale per una conclusione positiva della vicenda.
18 luglio 2009
Si è riunito a Roma il Consiglio federale della Federazione Italiana Pallacanestro presieduto da Dino Meneghin. Il Consiglio federale ha approvato la richiesta di trasferimento provvisorio di attività nella città di Napoli, per una sola stagione agonistica, della società Nuova Sebastiani Rieti.
5 agosto 2009
“Desidero fare chiarezza sulla ‘misteriosa’ operazione di trasferimento. Non vi è nulla di provvisorio nella nostra decisione. Abbiamo fornito fondate motivazioni per il trasferimento ed abbiamo avuto il consenso massimo dei consiglieri federali. La Lega ha introdotto, dal prossimo anno, questo sistema, come di corrente e ordinario utilizzo. Sarà quindi una regola di ordinaria applicazione. Una procedura per nulla forzosa o atipica perché diventerà tipica e ordinaria sul modello della NBA americana che favorisce i bacini di utenza che sono in grado di rappresentare istanze di maggiore consistenza numerica sia per fruizione del pubblico che per potenziale economico che può esprimere un’area come quella metropolitana di Napoli. Abbiamo proposto alla Regione Campania un progetto di baskettizzazione del territorio regionale. Intendiamo investire in questo progetto pluriennale realizzando 30 playground in tutta la regione inaugurandoli nel corso della prossima primavera e attraverso il comitato regionale della FIP Campania e, con il coordinamento degli assessorati allo sport di Comune e Regione, vogliamo definire aree dove realizzarli. La società li acquisterebbe e alla fine del progetto triennale, li donerebbe all’Amministrazione di competenza anche per arricchire il patrimonio dell’impiantistica sportiva locale
Gaetano Papalia
La soddisfazione che provo oggi l’ho provata pochissime volte negli ultimi anni. E’ grande l’emozione nel parlare di basket di serie A al PalaBarbuto. Il giorno dopo che il basket è scomparso a Napoli, dopo il fallimento di Maione che ha dato tanto a questa città facendoci vivere momenti magici, mi sono subito impegnato per tentare di riportare qui la pallacanestro. Ho avuto numerosi contatti per cercare di far tornare il basket di alto livello a Napoli. Alla fine è giunto il presidente Papalia. Un grande presidente che ha fatto tanti tentativi per restare a Rieti. Il suo progetto mi ha affascinato fin dal primo momento. Non è solo un progetto di sport, ma un progetto impegnato nel sociale, con il coinvolgimento dei giovani, dei disabili. Qui a Napoli abbiamo tante ottime realtà di basket, dal femminile, alle squadre militanti nei campionati minori. Napoli dovrà ora riavere il ‘Mario Argento’, un palasport di 10.000 posti. Napoli deve riavere il suo tempio del basket. Stiamo continuando a lavorare ed ho qualche elemento che mi fa ben sperare nella realizzazione in tempi brevi. Ringrazio Papalia di aver portato il basket a Napoli. Papalia deve essere aiutato dalle istituzioni, dagli sponsor. Ha bisogno anche dell’aiuto dei tifosi. Sogno di vedere il PalaBarbuto pieno di tifosi a sostenere la squadra
Alfredo Ponticelli (Assessore allo Sport)
A Napoli il cuore batte forte per il basket. La grande partecipazione all’incontro di oggi è la testimonianza di quanto la gente vuole la pallacanestro. All’indomani della scomparsa del Basket Napoli avevo fatto diversi sondaggi per riportare basket a Napoli: Scafati, Sant’Antimo, poi Rieti. Gaetano Papalia è un presidente diverso dal solito: razionale, ci pensa e ripensa e poi prende le decisioni. Ci ha pensato fino alla fine ma ora con lui possiamo rivivere la pallacanestro che conta
Il C.d.a. della NSB Napoli ha deliberato il cambiamento della denominazione del club: Nuova Basket Napoli s.r.l. non appena sarà consentito dalle norme federali. E’ stato inviata alla Comtec la documentazione che attesta il rispetto del parametro Patrimonio/Indebitamento.
2 febbraio 2010
“La situazione del basket Napoli ha dell’assurdo: noi siamo al fianco della federazione per fermare questo scempio”. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, interviene così nella vicenda della società partenopea che milita nel massimo campionato di basket schierando una squadra baby che perde sistematicamente con scarti enormi. “Bisogna tutelare il secondo sport professionistico nazionale – ha aggiunto Petrucci – stiamo assistendo a uno scempio vero e proprio. Faccio appello al presidente del club Papalia che ha messo a soqquadro l’immagine del basket che così non è regolare, oltre che non positiva. Si perdono le partite con uno scarto di 100 punti, è ovvio che non è regolare sul piano dell’immagine. E’ assurdo procedere su questa linea”.
15 aprile 2010
Il Settore Agonistico della Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto l’annullamento di tutte le gare disputate nel campionato di serie A 2009/2010 dalla Nuova AMG Sebastiani BK srl in base all’articolo 121 del Regolamento Esecutivo.
Il Settore Agonistico ha stabilito inoltre che retrocederà al campionato di Legadue (dell’anno sportivo 2010/2011) esclusivamente la squadra classificata al 15° posto al termine della fase di qualificazione
Il Settore Agonistico ha infine provveduto ad aggiornare il calendario del campionato di serie A (stabilendo che Bancatercas Teramo, Angelico Biella, Lottomatica Roma, Scavolini Spar Pesaro e NGC Medical Cantù riposino nella giornata di campionato in cui avrebbero dovuto incontrare Nuova AMG Sebastiani BK) e ha aggiornato la classifica del campionato di Serie A come da allegato.
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E’ come se gli Dei del basket, che a questo punto immagino esistano veramente, avessero deciso di divertirsi. Un divertimento macabro, esercitato sulla pelle e sulla buona fede della Napoli cestistica e di tutti quelli (tantissimi) che in questo paese amano il basket. La stagione cestistica della squadra che doveva dare dei vantaggi al basket italiano si è chiusa anzitempo, ponendo fine con 5 giornate di anticipo a quella che in senso tecnico era una farsa. Peccato che farsa lo fosse come minimo dal 20 dicembre, da quando cioè per l’ultima volta Napoli, ex-Rieti, si era presentata in campo con un roster di giocatori professionisti (sia pure sui generis). Una cascata che avrebbe dovuto fra traboccare un vaso già ben oltre i limiti della capienza da almeno un mese.
Una misura, quella dell’esclusione, che non può essere commentata con sollievo. Deve esserci invece rammarico per l’incredibile ritardo con cui è stata presa. Prima di addentrarci negli aspetti procedurali della vicenda, che sono a dir poco spinosi, sarà il caso di fare una premessa di carattere generale. Andare a fare le pulci a questo caso, per come lo intendo io, non significa fare i rompiscatole, cercare il pelo nell’uovo o fare dello sfascismo. Significa cercare di mettere in fila i fatti per dare loro un senso e soprattutto porsi il problema di come evitare la prossima Rieti o Napoli che sia.
Già, perché l’inizio della vicenda va fatto risalire non ad una ma a due estati fa. Quando da Rieti rimbalzavano frequenti e accreditate le voci di una situazione economicamente instabile. Tanto instabile da essere stata denunciata pubblicamente dallo stesso Papalia. Tanto instabile da produrre una stagione a dir poco rocambolesca, anche se coronata sportivamente dalla salvezza. Tanto instabile da produrre una penalizzazione, la prima di una lunga e tragicomica serie, di 4 punti, poi diventati 2.
Tanto, se è permesso dirlo, da consigliare come minimo un bel po’ di prudenza nel permettere allo stesso proprietario di proseguire la sua attività. Chiaro, siamo tutti profeti del dopo. Ma in questo caso materiale per azzardare un’ipotesi prima ce n’era. Sia ben chiaro, tutti facciamo degli errori, e qui CONI e FIP ne hanno commesso uno marchiano. Il che potrebbe anche non rappresentare un problema. Un problema, e grosso, lo diventa nel momento in cui per sottolineare che il re ha le nudità esposte al pubblico ludibrio non ci vuole un bambino ma ci vogliono mesi e mesi.
Ma la prudenza non è stata esercitata. L’avventura è iniziata, tra squilli di tromba e giustificato entusiasmo del pubblico. Entusiasmo subito sopito dai primi risultati, dai primi casi (Allred) e dai primi inequivocabili messaggi che la situazione non era dissimile da quella della Rieti della stagione precedente.
A questo punto siamo ad un crocevia importante. Perché le famose (o famigerate) istituzioni cestistiche ci direbbero: “ma non esiste una regola con cui avremmo potuto fermarli”. Il che è verissimo. Solo che fermarsi qui significa negare l’essenza del problema, indipendentemente dal grado di buona fede con cui lo si fa. Molto semplicemente: nelle regole scritte per le società di Prima Divisione e Promozione, sarà difficile trovare materiale utile a gestire il dissesto economico di un’azienda che avrebbe dovuto pagare stipendi e salari per qualche milione di euro. Ed i controlli ex-post esercitati, possono al massimo denunciare un problema, mai evitarne il sorgere.
Dico questo perché i regolamenti non possono essere solo ostacolo a prendere delle decisioni logiche. Se è così, ed in questo caso è stato così, forse bisogna rivedere le modalità con cui quei regolamenti vengono scritti. Magari permettendo a persone dotate delle giuste competenze di governare un fenomeno così complesso e peculiare come lo sport professionistico non già coi regolamenti buoni per i dilettanti ma con strumenti più moderni. Il manuale operativo delle squadre NBA consta di 515 pagine, che regolamentano tutto, dal numero di maglia alle ottiche delle telecamere da usare. Quando però la realtà supera il manuale, e succede, il signor Commissioner prende in mano la situazione. E come minimo si scrive un appunto in modo che il manuale della stagione successiva sia diverso e ricomprenda quella fattispecie.
La valenza principale di questa vicenda dovrebbe essere questa: liberare il basket di serie A da lacci e laccioli, da procedure vecchie ed inadeguate per efficacia e tempistica. Un esempio ? Se provate a cercare le norme che regolano il trasferimento di sede, troverete questo nelle carte federali
Art.136 – Trasferimento di sede o di attività
• TRASFERIMENTO DI SEDE
[1] Le Società partecipanti ai campionati federali possono presentare istanza al Consiglio Federale per ottenere il trasferimento di sede nei seguenti casi:
• mancanza di un adeguato impianto di gioco;
• per poter svolgere idonea azione promozionale.
[2] La Società interessata dovrà presentare la seguente documentazione:
• motivata istanza al Consiglio Federale presentata entro il termine annualmente stabilito nelle Disposizioni Organizzative Annuali;
• verbale di Assemblea dei soci;
• parere del Comitato Regionale interessato;
• certificazione di disponibilità dell’impianto, presso la nuova sede, rilasciata dall’ente proprietario o dall’ente gestore;
[4] Non è possibile richiedere il trasferimento di sede presso un Comune in cui vi sia una Società partecipante allo stesso campionato.
[5] E’ facoltà del Consiglio Federale fornire o meno l’autorizzazione specificando le motivazioni in caso di rifiuto.
[6] Nel caso in cui una Società abbia ottenuto il trasferimento di sede, potrà richiedere l’autorizzazione ad un successivo trasferimento trascorse cinque stagioni sportive, fatta eccezione per le Società che chiedano di ritornare nella sede originaria.
[7] La Società che usufruisce del trasferimento di sede può richiedere anche il cambio di denominazione sociale, presentando l’istanza integrata con quanto disposto dall’art.141 R.O.
B) TRASFERIMENTO PROVVISORIO DI ATTIVITÀ
[1] È consentito il trasferimento di attività unicamente in caso di dimostrata indisponibilità di poter usufruire di un adeguato impianto sportivo nel Comune in cui ha sede la Società.
È consentito trasferire l’attività nell’ambito della stessa Provincia.
[2] La Società interessata dovrà presentare domanda al S.A. allegando la seguente documentazione:
• motivata istanza;
• parere favorevole del Comitato Regionale competente;
• attestato di disponibilità dell’impianto, in cui si intende svolgere l’attività, rilasciato dall’Ente proprietario.
[3] Il S.A., verificata la documentazione prodotta, ed accertata la regolarità, autorizza il trasferimento provvisorio di attività riguardante le Società partecipanti ai campionati nazionali.
Le Società partecipanti ai campionati regionali e provinciali dovranno rivolgere la domanda al Comitato Regionale competente che delibererà in merito dandone comunicazione al S.A.
[5] Le Società partecipanti ai campionati giovanili possono trasferire l’attività dandone tempestiva comunicazione all’organo federale competente.
Io ho paura che non sia questo il tipo di norma che permette di governare questo tipo di situazione. Anzi ne sono sicuro. Quella che segue, ad esempio, è una notizia circolata in queste ore
L’esclusione apre soprattutto nuovi scenari in Legadue: con la retrocessione certa già dall’inizio del campionato, Napoli contava infatti di ripartire dalla seconda serie anche con una pesante penalizzazione, ma adesso si libera di fatto un posto, in virtù della delibera dell’Assemblea di Lega Due dove si chiede alla Fip di non iscrivere al campionato società che abbiano 10 o più punti di penalizzazione. Tra le varie ipotesi, la più accreditata è quella di un blocco della seconda retrocessione che consentirebbe a Pavia di salvare il titolo sportivo e di poterlo cedere, purché nei tempi consentiti. La candidata numero uno ad acquisire il diritto di Pavia sarebbe la rinata Capo d’Orlando che tornerebbe in un campionato professionistico.
E allora ? E allora sarebbe il caso di trattare queste cose per quello che sono, cioè situazioni aziendali, imprenditoriali, economiche. In cui dalla solidità di chi entra dipende la sorte di tante persone e del movimento in senso lato. Le verifiche vanno fatte prima, ed i versamenti pure. Altra via non c’è. Si incarichino persone preparate di fare uno screening, si dia a chi dimostra coi fatti (e non le chiacciere) di essere solido e solvente molto più spazio di manovra. E allo stesso tempo si levi qualsiasi spazio a chi invece non lo è o non lo è più in corsa.
Certo, il diritto sportivo, il cuore, le leggi statali, bla bla bla. OK, allora andiamo a vedere la decisione di oggi quanto è rispondente al dettato di quelle regole che dovrebbero tutto garantire e tutto normare. Tutto comincia martedì con questo comunicato della FIP
Il Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, in base all’articolo 89 del Regolamento Esecutivo (Ingiunzione di pagamento) ha escluso la Società Nuova AMG Sebastiani Rieti dal Campionato di Serie A maschile.
La società in base agli atti dell’Ufficio Contabilità Affiliati e Tesserati inviati, nonostante una preventiva ingiunzione, non ha adempiuto nei termini previsti al pagamento della seconda rata professionistica per la stagione sportiva in corso.
OK, articolo 89 regolamento esecutivo. Copiamolo
[4] Qualora una società, nonostante la preventiva ingiunzione di pagamento, non si attenga a quanto sopra, verrà considerata a tutti gli effetti esclusa dal campionato, secondo quanto previsto dall’art. 121 R.E., comma 2.
Andiamo dunque fiduciosi a questo articolo 121
Art. 121 – Ritiro dal campionato conseguente a rinuncia a gare – ex art. 120 – (del. n.401 C.F. 27/11/1999 – del. n.573
C.F. 28-29/04/2001 – del. n.11 C.F. 28/09/2002)
[1] Una società nel corso di un campionato non può avvalersi di più di una rinuncia. Alla seconda rinuncia, considerata in base a quanto previsto dagli artt. 115 – 116 – 118, viene esclusa dal campionato, è considerata ritirata dal campionato (art. 120 R.E.) ed è tenuta al pagamento di una ammenda pari a otto volte quella stabilita per la prima rinuncia oltre all’assunzione di provvedimenti disciplinari (art. 39 R.G.) nei confronti dei dirigenti responsabili.
[2] La rinuncia anche ad una sola gara nelle fasi di campionato a concentramento, negli incontri e nei concentramenti di qualificazione, è considerata ritiro definitivo dal campionato, con l’annullamento di tutte le gare precedentemente disputate in quella fase e l’applicazione delle relative sanzioni.
[3] Nelle fasi di campionato disputate ad eliminazione (Coppa Italia – Play-off, ecc.), nei casi di mancata presentazione in campo, rinuncia a disputare una gara, ritiro in gara da parte di una squadra, la squadra avversaria passa automaticamente al turno successivo, se previsto, o viene dichiarata vincitrice della fase, se si tratta di turno finale.
A tutti i fini regolamentari e disciplinari la rinuncia costituisce, anche in questo caso, ritiro dal campionato.
Non si capisce proprio benissimo cosa c’entrino i concentramenti e le qualificazioni con un campionato professionistico di serie A, ma abbiamo appena cominciato. Questo articolo 121 parla di rinuncia, non di esclusione. Anche se in realtà l’esclusione è normata dallo stesso regolamento esecutivo, all’articolo 129 che così recita.
Art. 129 Esclusione dalla partecipazione a gare – ex art. 118 – (del. n. 401 C.F. 27/11/1999)
[1] Le società sono tenute a liquidare le ammende e gli indennizzi previsti dai precedenti artt. 115-116-120-121-122-126-127-128 entro quindici giorni dalla decisione del competente Organo federale.
[2] In caso di mancata ottemperanza a tale tassativa prescrizione le società inadempienti verranno sanzionate dal competente Organo federale con l’immediato divieto di partecipazione a gare ufficiali e, se vi prendono parte, la gara verrà omologata con il risultato di 0-20 in suo sfavore o con l’eventuale migliore risultato conseguito sul campo dalla squadra avversaria. Tale divieto avrà efficacia fino alla data del versamento delle somme dovute sia alla F.I.P. sia alla società creditrice. Quest’ultime dovranno dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta liquidazione di quanto loro dovuto all’Organo federale competente.
Immagino che vi siate già persi, ed io con voi. Ma riepilogando: Napoli è stata esclusa per non liquidazione delle tasse gara. Il 129 dice che chi fa così non può giocare, ma non fa un singolo riferimento alle partite già disputate prima della messa in mora. Ma l’89, quello dell’ingiunzione, non rimanda al 129 (come sembrerebbe naturale) bensì al 121, quello del ritiro conseguente a rinuncia. E c’è di più. Esiste un regolamento di Giustizia che all’articolo 17 dispone così
Art. 17 Esclusione dal campionato
[1] L’esclusione dal campionato consiste nel divieto di prendere parte al campionato od al torneo cui la squadra di una società si sia iscritta, stia
partecipando od abbia diritto a partecipare.
[2] L’esclusione è parificata, ad ogni effetto, al ritiro ed alla rinuncia e rientra nelle prescrizioni ed ipotesi di cui agli artt.108, 115, 116, 118, 120, 121, 122,
127, 128 e 142 R.E., applicabili per quanto di ragione, con l’esclusione di quanto disposto all’art.41 comma 2.
Quindi esclusione=ritiro e rinuncia ? Mah … Forse ritiro o rinuncia. Perchè il ritiro definitivo, anche se non ci credereste, è normato da un altro articolo ancora !!!!
[1] In caso di ritiro definitivo di una società, determinato da quanto previsto dagli artt. 120 e 121, l’Organo federale competente all’omologazione si atterrà alle seguenti norme:
a) se questo avviene prima che sia iniziato il girone di ritorno tutte le partite disputate vengono annullate;
b) se questo avviene dalla prima giornata del girone di ritorno in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20;
c) Nel caso in cui il campionato preveda una seconda fase in cui vengano riportati i punti degli scontri diretti o totali della prima fase, si procederà come segue:
- se la rinuncia avviene prima che sia iniziata la seconda fase tutte le partite disputate vengono annullate;
- se la rinuncia avviene dalla prima giornata della seconda fase in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20.
Adesso, io non sono magistrato od avvocato, ma la sensazione che ci sia un leggero conflitto normativo la avverto. E che in questo guazzabuglio ci sarebbe materia per un ricorso, idem. Ma il problema non è il ricorso. Il problema è che il sistema si insegue. Ed il motivo principale per cui è stata presa questa decisione, opinione personale, è che sarebbe stato imbarazzante tirarsi dietro differenze canestri disomogenee e statistiche farlocche.
Ed eccoci alla fine. Sento già che qualcuno dice: ma come, proprio tu che invochi la via americana ti opponi ad una soluzione che guarda alla sostanza e non alla forma ? Eh no cari ragazzi, non provateci nemmeno. In primis perché non si può fare i sacerdoti delle regole quando conviene e poi piegarle ad esigenze, anche magari legittime e condivisibili, quando conviene di più. Questo è un male dell’intero paese, che ha un’idea della legalità del tutto stravagante ed ondivaga, cui non aderirò né ora né mai. In secundis perché se c’era tutta questa elasticità doveva essere esercitata quando si sono giocate partite con stelle NBA in vacanza, con giocatori motivati, con scioperanti, con ragazzini, senza medico, senza fischi e senza dignità. Quindi, resto in (poco) fiduciosa attesa di risposte sul curioso merito giuridico. Ma la realtà riguarda il metodo. E per giudicare quello secondo me non c’è bisogno di Camera di Consiglio.
Il Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, in base all’articolo 89 del Regolamento Esecutivo (Ingiunzione di pagamento) ha escluso la Società Nuova AMG Sebastiani Rieti dal Campionato di Serie A maschile.
La società in base agli atti dell’Ufficio Contabilità Affiliati e Tesserati iniviati, nonostante una preventiva ingiunzione, non ha adempiuto nei termini previsti al pagamento della seconda rata professionistica per la stagione sportiva in corso.
Ufficio Stampa FIP
L’OPINIONE
Se dico che oltre che tardiva questa cosa è un po’ ridicola si offende qualcuno ? Lo dico senza disconoscere che è ovviamente meglio risparmiarsi gli ultimi atti di una commedia ormai trita, di una farsa non più tragica nè comica. Ma che a questo risultato si arrivi in questi tempi e per il mancato pagamento delle tasse gara, come una squadra di Prima Divisione che non riesce ad organizzare la colletta, mette in piazza le imbarazzanti nudità del re,. Colpevolmente ignorate nonostante qualche bambino avesse provato a più riprese a dire che sì, quelle erano proprio le pubende reali.
Il “pace factor” misura i possessi giocati da una squadra e dalle sue avversarie. Più è alto questo numero, in soldoni, e più è alto il ritmo delle partite di quella squadra
I FINALIZZATORI
“Usage rate”
MIN
USAGE
DEE BROWN
617
30,8
GRUNDY
683
29,1
NEAL
692
29,0
ARADORI
630
27,7
BECIROVIC
147
26,1
JOE SMITH
592
26,0
MCINTYRE
433
26,0
EJ ROWLAND
666
25,2
TROY BELL
630
24,8
JAABER
668
24,1
NB: Lo “Usage rate” misura il numero di possessi della squadra finalizzati da un giocatore
Nella tabella che segue trovate la graduatoria della “true shooting percentage” per la nostra serie A. Si tratta di un’estensione del concetto di “percentuale reale”, quella che dà maggiore valore al canestro da 3 realizzato (se 1/1 da 2 è 100 %, 1/1 da 3 per questa logica deve essere 150 %). Nella True shooting percentage invece si allarga il concetto ai tiri liberi, dando naturalmente loro un peso minore, quando realizzati, rispetto al canestro da 2 e da 3. Abbiamo preso in considerazione solo i giocatori che abbiano preso almeno 50 tiri da 2, 50 da 3 e 50 liberi.
E’ il segreto (di Pulcinella) della Sutor dei miracoli. Ma parlare di rimbalzi tout-court, senza qualche distinguo statistico, ha poco senso. Una squadra che gioca 5 supplementari ha più chance di rimbalzo di chi non li gioca. Uno che sta in campo 500 minuti più chance di chi ne gioca a malapena 200. E se a disposizione, perchè le due squadre sbagliano molto, ci sono 90 rimbalzi piuttosto che 50 fa una bella differenza. Calibrando dunque i dati secondo questi fattori si ricava la graduatoria che leggete sotto (l’ultima colonna in inglese è denominata “rebound rate”, e quando si va oltre il 20 il livello è quello dell’eccellenza assoluta). Direi che le gemme nascoste sono Lechtaler, Marquis e Achara, posto che poi ovviamente giocare poco favorisce nelle classifiche di qualità, che non danno una prova che raddoppiando i minuti questi giocatori raddoppierebbero la produzione. Interessante anche notare che Hall sta davanti a Rocca e Michelori (5,4 di media) al compagno Jumaine Jones (8,0 a partita)
Per “netto” si intende il plus/minus calcolato come differenza tra quello che la squadra fa con quel giocatore e senza, il tutto normalizzato su 40 minuti
Milano e il post (video)
Non c’è dubbio che le difficoltà di Milano siano uno dei temi “caldi” del momento. La mia impressione a caldo, dopo la gara di Varese, è che le difficoltà maggiori arrivino dalla metà campo offensiva, per poi trasferirsi in quella difensiva. Prima di addentrarsi nell’analisi, credo valga la pena di esaminare un paio di punti.
Il primo è relativo alla situazione psicologica della squadra. Termini come ansia, paura, tensione, sfiducia e pressione vengono suggeriti per spiegare le difficoltà dell’Olimpia. Da fuori, mi sembra del tutto impossibile sapere come si sentono i giocatori in campo. Ma, sempre da fuori e con questo preciso limite, credo si avverta chiaramente un “qualcosa” di non strettamente cestistico che non permette alla squadra di esprimere le sue potenzialità. Scarterei il termine “paura”, che mi pare ingiustificato. Per tutti gli altri, bisognerebbe chiedere ai diretti interessati.
La questione numero 2 viene posta dalla famosa “vox populi” in questi (più o meno) termini: “possibile che Scariolo sia un bidone ? E’ solo colpa sua ?”. No, non è un bidone. E non lo sono nemmeno Nicholas (direi ormai in arrivo), Bouroussis e Fotsis. Non impazzisco per Cook e Giachetti come coppia, ma che possa essere competitiva a livello di campionato italiano (e che NON abbia paura) è pacifico. Rocca e Mancinelli hanno fatto comunque due finali da protagonisti, e Melli e Radosevic interessavano a mezza Europa. Dunque no, bidoni non ce ne sono. Men che meno l’allenatore bi-campione europeo. Che di sicuro non sta ottenendo risultati tecnici pari alle attese ed al potenziale della squadra. Che di sicuro starà sbagliando qualcosa a livello di approccio e di scelte. E che, opinione personale da questa estate, ha contribuito in maniera decisiva a costruire una squadra con poca “leadership tecnica” e senza il giocatore (o ancora meglio “i giocatori”) capaci di procurare un vantaggio all’attacco.
Tornando a bomba, qui manca qualcosa in attacco. Anche a causa di un accesso dibattito pubblico in conferenza stampa, una delle questioni sollevate è relativa alla distribuzione dei tiri ed al lavoro che viene fatto per portare la palla vicino a canestro. A Varese Milano ha tirato col 69 % su 16 tiri da 2 e col 27 % su 30 tiri da 3, ma ovviamente il dato non può essere semplicemente preso ed utilizzato a supporto di una tesi. Senza avere ancora rivisto la gara, a memoria ricordo un numero notevole di “buoni” tiri da 3 sbagliato nel primo tempo, non a caso chiuso a 44 punti ed in vantaggio, sia pure di un solo punto. Ricordo invece qualche tiro “facile” sbagliato nel secondo tempo, laddove “facile” e “buono” indicano due cose diverse.
Su quantità e distribuzione può aiutare l’analisi per quarto dei tiri, mentre sulla qualità il modesto contributo che possono dare le cifre sta nel rapporto tra assist e palle perse.
Una cosa, chiaramente, è tirare 16 triple a fronte di 21 liberi ed un rapporto assist/perse di 11/10. Un’altra, tutt’affatto diversa, , tirarne 14 a fronte di 4 liberi ed un 5/13 in quel rapporto. Per dire che comunque il secondo tempo dell’EA 7 a varese è stato davvero poca cosa. E che è difficilmente spiegabile a fronte di un primo quarto in cui lo shock post-Pana era stato avvertito (19-7 Varese) ed apparentemente superato. Detta molto grossolanamente, pare una squadra con alti troppo alti e (troppi) bassi troppo bassi.
Ora proviamo a concentrarci sul discorso post basso, rimandando ad un altro futuro post il delicato discorso sui pick and roll. Che il basket sia fatto solo di post bassi e triple e che i primi incarnino il bene ed i secondi il male è ovviamente tutt’altro che vero. Il basket offensivo del 2012 è equilibrio, è spaziature ed è fluidità. Non è un mistero che Sergio Scariolo sia convinto che mettere la palla dentro presto sia una cosa da fare sempre e comunque. Personalmente ho sentito sostenere dallo stesso coach bresciano in un interessante clinic il concetto che in ogni azione a metà campo deve esserci un passaggio dentro il più presto possibile, per dire quanto alta sia la sensibilità di Don Sergio sulla questione. E infatti, non a caso, Milano è una squadra che il post basso lo pratica molto. Inclusi i passaggi che ne derivano, l’11,9 % dell’attacco milanese deriva da questa soluzione. Solo Caserta (col 12%) produce più attacco dell’Olimpia dal post basso. Roma, Siena e Teramo sono le uniche altre oltre il 10 %. Bologna fa benino in classifica col 5,5 %, Casale malino col 3,4 %. Per dire semplicemente che il “quanto” conta molto, ma il “come” assai di più.
Ed allora andiamo a vedere un po’ questo “come”. Partendo dalle situazioni di post basso in cui il tiro viene preso direttamente. Siccome l’obiettivo di Milano mi pare quello di superare Siena, potrebbe essere interessante paragonare le due squadre da questo punto di vista.
EA 7
Come si vede facilmente, il post basso “direct” (come lo chiamano nell’NBA) e comunque le conclusioni da quell’area del campo non sono particolarmente remunerative per Milano, che in termini di punti su 100 possessi in questa specialità fa meglio solamente di Cremona e Casale Monferrato. I motivi sono molteplici e molto difficili da investigare dall’esterno. Si potrebbe banalizzare e dire che soprattutto Bouroussis non sta facendo bene. Si potrebbe aggiungere che mancano Hairston e Gallinari, che spesso avevano proibitivi vantaggi sull’avversario diretto. Si potrebbe discettare a lungo di come troppo spesso sia laborioso l’arrivo della palla in post basso e di come, soprattutto ultimamente, la palla in questione arrivi tardi e malino.
Se ne facciamo una questione individuale, questa è la classifica dei migliori giocatori di post basso della Lega che giochino almeno 2 possessi a partita sulle “tacche”:
Sono molti, insomma, i giocatori che producono di più (molto di più) di quello che stanno facendo i due milanesi. Ma questo, per fortuna aggiungo, è uno sport di squadra. Ed altri dati, che servono solo a corroborare o meno delle impressioni avute durante la visione delle partite, ci dicono che il problema non è (o perlomeno non è solo) il rendimento dei singoli. Sono i dati che sui riferiscono a cosa succede quando il pallone esce dal post basso e l’attacco chiude l’azione altrove. Qui le cose sono diverse:
Forse abbiamo identificato un dato interessante. Proviamo ad approfondirlo ulteriormente, mettendo a confronto per ciascuno dei due le situazioni in cui ricevono e tirano in post basso con quelle in cui riaprono e tira qualcun altro dal perimetro
MANCINELLI
* PERCENTUALE “REALE”
Allora abbiamo risolto tutto, basta cacciare fuori qualche pallone in più dal post basso e questa è la pietra filosofale ? Ma certo che no, neppure io riuscirei a fermarmi ad una banalità del genere. E’ vero però che abbiamo identificato con l’aiuto delle cifre dei possessi di post basso più produttivi degli altri, perlomeno per i giocatori ed il contesto oggi dell’EA 7. E sono possessi, non a caso, in cui il pallone arriva in post con un “engry pass” più secco, con un po’ di movimento in più ed un po’ prima. Insomma, la differenza è tra passare da un punto A ad un punto B e poi andare 1 contro 1 dal post basso ed entrare nel gioco in movimento, mettere la palla dentro, avere movimento (magari tramite uno split o similare) e quindi sfruttare sul perimetro (se serve anche con 2-3 passaggi) la preoccupazione che incute nella difesa la ricezione in post basso. Ed è una differenza enorme.
Col video, sotto trovate il link, è ancora più semplice capire che andare in post basso con 10 se non 15 secondi sui 24 e da lì non impegnare oltre la difesa, senza avere Shaq conviene molto relativamente. Se invece c’è la pazienza necessaria per costruire da lì in poi, prima o poi anche i post bassi diretti avranno successi.
Senza nulla togliere a nessuno, il post basso diretto di Mancinelli sul lato sbagliato contro Siena a meno di due minuti dalla fine e con l’MPS in rimonta, non rappresenta proprio il non plus ultra. E non perché il tiro è stato sbagliato o i numeri sono contro di lui, o meglio non solo. Si tratta soprattutto di giocare una pallacanestro equilibrata e che impegni la difesa, cercando di costruire il famoso vantaggio e poi dilatandolo od almeno mantenendolo fino alla conclusione.
Prossima puntata: il pick and roll. In attesa di JR Bremer, o chi per lui, che da questo punto di vista dovrebbe aiutare. Ma come abbiamo visto, non è questione di singoli !
Qui il video
Devin Smith e lo spot-up
Napoli, pasticcio infinito
12 luglio 2009
“A chi insiste nel chiedermi di tenere a Rieti la squadra di serie A, non posso che rispondere che é quello che ho tentato di fare fino a ieri. La squadra va nella città (Napoli) che consentirà alla Società Sebastiani economicamente, e in queste 48 ore finanziariamente, la oggettiva possibilità di regolarizzare l’iscrizione”
Gaetano Papalia
17 luglio 2009
Non voglio entrare in faccende che sono di competenza della federazione, ma certo che avere Napoli in serie A sarebbe un vantaggio per il basket italiano”. Cosi’ il presidente del Coni Gianni Petrucci in merito al trasferimento a Napoli della societa’ laziale di cui si parla con insistenza in queste ore. ”Da parte mia – ha precisato Petrucci parlando a Napoli all’inaugurazione del comitato regionale – non posso che esprimere un auspicio, naturalmente fatti salvi tutti i diritti di Rieti”. Sull’argomento si e’ espresso anche il governatore campano Antonio Bassolino che ha ricordato come proprio in queste ore si stia lavorando anche a livello istituzionale per una conclusione positiva della vicenda.
18 luglio 2009
Si è riunito a Roma il Consiglio federale della Federazione Italiana Pallacanestro presieduto da Dino Meneghin. Il Consiglio federale ha approvato la richiesta di trasferimento provvisorio di attività nella città di Napoli, per una sola stagione agonistica, della società Nuova Sebastiani Rieti.
5 agosto 2009
“Desidero fare chiarezza sulla ‘misteriosa’ operazione di trasferimento. Non vi è nulla di provvisorio nella nostra decisione. Abbiamo fornito fondate motivazioni per il trasferimento ed abbiamo avuto il consenso massimo dei consiglieri federali. La Lega ha introdotto, dal prossimo anno, questo sistema, come di corrente e ordinario utilizzo. Sarà quindi una regola di ordinaria applicazione. Una procedura per nulla forzosa o atipica perché diventerà tipica e ordinaria sul modello della NBA americana che favorisce i bacini di utenza che sono in grado di rappresentare istanze di maggiore consistenza numerica sia per fruizione del pubblico che per potenziale economico che può esprimere un’area come quella metropolitana di Napoli. Abbiamo proposto alla Regione Campania un progetto di baskettizzazione del territorio regionale. Intendiamo investire in questo progetto pluriennale realizzando 30 playground in tutta la regione inaugurandoli nel corso della prossima primavera e attraverso il comitato regionale della FIP Campania e, con il coordinamento degli assessorati allo sport di Comune e Regione, vogliamo definire aree dove realizzarli. La società li acquisterebbe e alla fine del progetto triennale, li donerebbe all’Amministrazione di competenza anche per arricchire il patrimonio dell’impiantistica sportiva locale
Gaetano Papalia
La soddisfazione che provo oggi l’ho provata pochissime volte negli ultimi anni. E’ grande l’emozione nel parlare di basket di serie A al PalaBarbuto. Il giorno dopo che il basket è scomparso a Napoli, dopo il fallimento di Maione che ha dato tanto a questa città facendoci vivere momenti magici, mi sono subito impegnato per tentare di riportare qui la pallacanestro. Ho avuto numerosi contatti per cercare di far tornare il basket di alto livello a Napoli. Alla fine è giunto il presidente Papalia. Un grande presidente che ha fatto tanti tentativi per restare a Rieti. Il suo progetto mi ha affascinato fin dal primo momento. Non è solo un progetto di sport, ma un progetto impegnato nel sociale, con il coinvolgimento dei giovani, dei disabili. Qui a Napoli abbiamo tante ottime realtà di basket, dal femminile, alle squadre militanti nei campionati minori. Napoli dovrà ora riavere il ‘Mario Argento’, un palasport di 10.000 posti. Napoli deve riavere il suo tempio del basket. Stiamo continuando a lavorare ed ho qualche elemento che mi fa ben sperare nella realizzazione in tempi brevi. Ringrazio Papalia di aver portato il basket a Napoli. Papalia deve essere aiutato dalle istituzioni, dagli sponsor. Ha bisogno anche dell’aiuto dei tifosi. Sogno di vedere il PalaBarbuto pieno di tifosi a sostenere la squadra
Alfredo Ponticelli (Assessore allo Sport)
A Napoli il cuore batte forte per il basket. La grande partecipazione all’incontro di oggi è la testimonianza di quanto la gente vuole la pallacanestro. All’indomani della scomparsa del Basket Napoli avevo fatto diversi sondaggi per riportare basket a Napoli: Scafati, Sant’Antimo, poi Rieti. Gaetano Papalia è un presidente diverso dal solito: razionale, ci pensa e ripensa e poi prende le decisioni. Ci ha pensato fino alla fine ma ora con lui possiamo rivivere la pallacanestro che conta
Manfredo Fucile (Presidente Comitato Regionale FIP Campania)
18 novembre 2009
Il C.d.a. della NSB Napoli ha deliberato il cambiamento della denominazione del club: Nuova Basket Napoli s.r.l. non appena sarà consentito dalle norme federali. E’ stato inviata alla Comtec la documentazione che attesta il rispetto del parametro Patrimonio/Indebitamento.
2 febbraio 2010
“La situazione del basket Napoli ha dell’assurdo: noi siamo al fianco della federazione per fermare questo scempio”. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, interviene così nella vicenda della società partenopea che milita nel massimo campionato di basket schierando una squadra baby che perde sistematicamente con scarti enormi. “Bisogna tutelare il secondo sport professionistico nazionale – ha aggiunto Petrucci – stiamo assistendo a uno scempio vero e proprio. Faccio appello al presidente del club Papalia che ha messo a soqquadro l’immagine del basket che così non è regolare, oltre che non positiva. Si perdono le partite con uno scarto di 100 punti, è ovvio che non è regolare sul piano dell’immagine. E’ assurdo procedere su questa linea”.
15 aprile 2010
Il Settore Agonistico della Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto l’annullamento di tutte le gare disputate nel campionato di serie A 2009/2010 dalla Nuova AMG Sebastiani BK srl in base all’articolo 121 del Regolamento Esecutivo.
Il Settore Agonistico ha stabilito inoltre che retrocederà al campionato di Legadue (dell’anno sportivo 2010/2011) esclusivamente la squadra classificata al 15° posto al termine della fase di qualificazione
Il Settore Agonistico ha infine provveduto ad aggiornare il calendario del campionato di serie A (stabilendo che Bancatercas Teramo, Angelico Biella, Lottomatica Roma, Scavolini Spar Pesaro e NGC Medical Cantù riposino nella giornata di campionato in cui avrebbero dovuto incontrare Nuova AMG Sebastiani BK) e ha aggiornato la classifica del campionato di Serie A come da allegato.
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E’ come se gli Dei del basket, che a questo punto immagino esistano veramente, avessero deciso di divertirsi. Un divertimento macabro, esercitato sulla pelle e sulla buona fede della Napoli cestistica e di tutti quelli (tantissimi) che in questo paese amano il basket. La stagione cestistica della squadra che doveva dare dei vantaggi al basket italiano si è chiusa anzitempo, ponendo fine con 5 giornate di anticipo a quella che in senso tecnico era una farsa. Peccato che farsa lo fosse come minimo dal 20 dicembre, da quando cioè per l’ultima volta Napoli, ex-Rieti, si era presentata in campo con un roster di giocatori professionisti (sia pure sui generis). Una cascata che avrebbe dovuto fra traboccare un vaso già ben oltre i limiti della capienza da almeno un mese.
Una misura, quella dell’esclusione, che non può essere commentata con sollievo. Deve esserci invece rammarico per l’incredibile ritardo con cui è stata presa. Prima di addentrarci negli aspetti procedurali della vicenda, che sono a dir poco spinosi, sarà il caso di fare una premessa di carattere generale. Andare a fare le pulci a questo caso, per come lo intendo io, non significa fare i rompiscatole, cercare il pelo nell’uovo o fare dello sfascismo. Significa cercare di mettere in fila i fatti per dare loro un senso e soprattutto porsi il problema di come evitare la prossima Rieti o Napoli che sia.
Già, perché l’inizio della vicenda va fatto risalire non ad una ma a due estati fa. Quando da Rieti rimbalzavano frequenti e accreditate le voci di una situazione economicamente instabile. Tanto instabile da essere stata denunciata pubblicamente dallo stesso Papalia. Tanto instabile da produrre una stagione a dir poco rocambolesca, anche se coronata sportivamente dalla salvezza. Tanto instabile da produrre una penalizzazione, la prima di una lunga e tragicomica serie, di 4 punti, poi diventati 2.
Tanto, se è permesso dirlo, da consigliare come minimo un bel po’ di prudenza nel permettere allo stesso proprietario di proseguire la sua attività. Chiaro, siamo tutti profeti del dopo. Ma in questo caso materiale per azzardare un’ipotesi prima ce n’era. Sia ben chiaro, tutti facciamo degli errori, e qui CONI e FIP ne hanno commesso uno marchiano. Il che potrebbe anche non rappresentare un problema. Un problema, e grosso, lo diventa nel momento in cui per sottolineare che il re ha le nudità esposte al pubblico ludibrio non ci vuole un bambino ma ci vogliono mesi e mesi.
Ma la prudenza non è stata esercitata. L’avventura è iniziata, tra squilli di tromba e giustificato entusiasmo del pubblico. Entusiasmo subito sopito dai primi risultati, dai primi casi (Allred) e dai primi inequivocabili messaggi che la situazione non era dissimile da quella della Rieti della stagione precedente.
A questo punto siamo ad un crocevia importante. Perché le famose (o famigerate) istituzioni cestistiche ci direbbero: “ma non esiste una regola con cui avremmo potuto fermarli”. Il che è verissimo. Solo che fermarsi qui significa negare l’essenza del problema, indipendentemente dal grado di buona fede con cui lo si fa. Molto semplicemente: nelle regole scritte per le società di Prima Divisione e Promozione, sarà difficile trovare materiale utile a gestire il dissesto economico di un’azienda che avrebbe dovuto pagare stipendi e salari per qualche milione di euro. Ed i controlli ex-post esercitati, possono al massimo denunciare un problema, mai evitarne il sorgere.
Dico questo perché i regolamenti non possono essere solo ostacolo a prendere delle decisioni logiche. Se è così, ed in questo caso è stato così, forse bisogna rivedere le modalità con cui quei regolamenti vengono scritti. Magari permettendo a persone dotate delle giuste competenze di governare un fenomeno così complesso e peculiare come lo sport professionistico non già coi regolamenti buoni per i dilettanti ma con strumenti più moderni. Il manuale operativo delle squadre NBA consta di 515 pagine, che regolamentano tutto, dal numero di maglia alle ottiche delle telecamere da usare. Quando però la realtà supera il manuale, e succede, il signor Commissioner prende in mano la situazione. E come minimo si scrive un appunto in modo che il manuale della stagione successiva sia diverso e ricomprenda quella fattispecie.
La valenza principale di questa vicenda dovrebbe essere questa: liberare il basket di serie A da lacci e laccioli, da procedure vecchie ed inadeguate per efficacia e tempistica. Un esempio ? Se provate a cercare le norme che regolano il trasferimento di sede, troverete questo nelle carte federali
Art.136 – Trasferimento di sede o di attività
• TRASFERIMENTO DI SEDE
[1] Le Società partecipanti ai campionati federali possono presentare istanza al Consiglio Federale per ottenere il trasferimento di sede nei seguenti casi:
• mancanza di un adeguato impianto di gioco;
• per poter svolgere idonea azione promozionale.
[2] La Società interessata dovrà presentare la seguente documentazione:
• motivata istanza al Consiglio Federale presentata entro il termine annualmente stabilito nelle Disposizioni Organizzative Annuali;
• verbale di Assemblea dei soci;
• parere del Comitato Regionale interessato;
• certificazione di disponibilità dell’impianto, presso la nuova sede, rilasciata dall’ente proprietario o dall’ente gestore;
[4] Non è possibile richiedere il trasferimento di sede presso un Comune in cui vi sia una Società partecipante allo stesso campionato.
[5] E’ facoltà del Consiglio Federale fornire o meno l’autorizzazione specificando le motivazioni in caso di rifiuto.
[6] Nel caso in cui una Società abbia ottenuto il trasferimento di sede, potrà richiedere l’autorizzazione ad un successivo trasferimento trascorse cinque stagioni sportive, fatta eccezione per le Società che chiedano di ritornare nella sede originaria.
[7] La Società che usufruisce del trasferimento di sede può richiedere anche il cambio di denominazione sociale, presentando l’istanza integrata con quanto disposto dall’art.141 R.O.
B) TRASFERIMENTO PROVVISORIO DI ATTIVITÀ
[1] È consentito il trasferimento di attività unicamente in caso di dimostrata indisponibilità di poter usufruire di un adeguato impianto sportivo nel Comune in cui ha sede la Società.
È consentito trasferire l’attività nell’ambito della stessa Provincia.
[2] La Società interessata dovrà presentare domanda al S.A. allegando la seguente documentazione:
• motivata istanza;
• parere favorevole del Comitato Regionale competente;
• attestato di disponibilità dell’impianto, in cui si intende svolgere l’attività, rilasciato dall’Ente proprietario.
[3] Il S.A., verificata la documentazione prodotta, ed accertata la regolarità, autorizza il trasferimento provvisorio di attività riguardante le Società partecipanti ai campionati nazionali.
Le Società partecipanti ai campionati regionali e provinciali dovranno rivolgere la domanda al Comitato Regionale competente che delibererà in merito dandone comunicazione al S.A.
[5] Le Società partecipanti ai campionati giovanili possono trasferire l’attività dandone tempestiva comunicazione all’organo federale competente.
Io ho paura che non sia questo il tipo di norma che permette di governare questo tipo di situazione. Anzi ne sono sicuro. Quella che segue, ad esempio, è una notizia circolata in queste ore
L’esclusione apre soprattutto nuovi scenari in Legadue: con la retrocessione certa già dall’inizio del campionato, Napoli contava infatti di ripartire dalla seconda serie anche con una pesante penalizzazione, ma adesso si libera di fatto un posto, in virtù della delibera dell’Assemblea di Lega Due dove si chiede alla Fip di non iscrivere al campionato società che abbiano 10 o più punti di penalizzazione. Tra le varie ipotesi, la più accreditata è quella di un blocco della seconda retrocessione che consentirebbe a Pavia di salvare il titolo sportivo e di poterlo cedere, purché nei tempi consentiti. La candidata numero uno ad acquisire il diritto di Pavia sarebbe la rinata Capo d’Orlando che tornerebbe in un campionato professionistico.
E allora ? E allora sarebbe il caso di trattare queste cose per quello che sono, cioè situazioni aziendali, imprenditoriali, economiche. In cui dalla solidità di chi entra dipende la sorte di tante persone e del movimento in senso lato. Le verifiche vanno fatte prima, ed i versamenti pure. Altra via non c’è. Si incarichino persone preparate di fare uno screening, si dia a chi dimostra coi fatti (e non le chiacciere) di essere solido e solvente molto più spazio di manovra. E allo stesso tempo si levi qualsiasi spazio a chi invece non lo è o non lo è più in corsa.
Certo, il diritto sportivo, il cuore, le leggi statali, bla bla bla. OK, allora andiamo a vedere la decisione di oggi quanto è rispondente al dettato di quelle regole che dovrebbero tutto garantire e tutto normare. Tutto comincia martedì con questo comunicato della FIP
Il Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, in base all’articolo 89 del Regolamento Esecutivo (Ingiunzione di pagamento) ha escluso la Società Nuova AMG Sebastiani Rieti dal Campionato di Serie A maschile.
La società in base agli atti dell’Ufficio Contabilità Affiliati e Tesserati inviati, nonostante una preventiva ingiunzione, non ha adempiuto nei termini previsti al pagamento della seconda rata professionistica per la stagione sportiva in corso.
OK, articolo 89 regolamento esecutivo. Copiamolo
[4] Qualora una società, nonostante la preventiva ingiunzione di pagamento, non si attenga a quanto sopra, verrà considerata a tutti gli effetti esclusa dal campionato, secondo quanto previsto dall’art. 121 R.E., comma 2.
Andiamo dunque fiduciosi a questo articolo 121
Art. 121 – Ritiro dal campionato conseguente a rinuncia a gare – ex art. 120 – (del. n.401 C.F. 27/11/1999 – del. n.573
C.F. 28-29/04/2001 – del. n.11 C.F. 28/09/2002)
[1] Una società nel corso di un campionato non può avvalersi di più di una rinuncia. Alla seconda rinuncia, considerata in base a quanto previsto dagli artt. 115 – 116 – 118, viene esclusa dal campionato, è considerata ritirata dal campionato (art. 120 R.E.) ed è tenuta al pagamento di una ammenda pari a otto volte quella stabilita per la prima rinuncia oltre all’assunzione di provvedimenti disciplinari (art. 39 R.G.) nei confronti dei dirigenti responsabili.
[2] La rinuncia anche ad una sola gara nelle fasi di campionato a concentramento, negli incontri e nei concentramenti di qualificazione, è considerata ritiro definitivo dal campionato, con l’annullamento di tutte le gare precedentemente disputate in quella fase e l’applicazione delle relative sanzioni.
[3] Nelle fasi di campionato disputate ad eliminazione (Coppa Italia – Play-off, ecc.), nei casi di mancata presentazione in campo, rinuncia a disputare una gara, ritiro in gara da parte di una squadra, la squadra avversaria passa automaticamente al turno successivo, se previsto, o viene dichiarata vincitrice della fase, se si tratta di turno finale.
A tutti i fini regolamentari e disciplinari la rinuncia costituisce, anche in questo caso, ritiro dal campionato.
Non si capisce proprio benissimo cosa c’entrino i concentramenti e le qualificazioni con un campionato professionistico di serie A, ma abbiamo appena cominciato. Questo articolo 121 parla di rinuncia, non di esclusione. Anche se in realtà l’esclusione è normata dallo stesso regolamento esecutivo, all’articolo 129 che così recita.
Art. 129 Esclusione dalla partecipazione a gare – ex art. 118 – (del. n. 401 C.F. 27/11/1999)
[1] Le società sono tenute a liquidare le ammende e gli indennizzi previsti dai precedenti artt. 115-116-120-121-122-126-127-128 entro quindici giorni dalla decisione del competente Organo federale.
[2] In caso di mancata ottemperanza a tale tassativa prescrizione le società inadempienti verranno sanzionate dal competente Organo federale con l’immediato divieto di partecipazione a gare ufficiali e, se vi prendono parte, la gara verrà omologata con il risultato di 0-20 in suo sfavore o con l’eventuale migliore risultato conseguito sul campo dalla squadra avversaria. Tale divieto avrà efficacia fino alla data del versamento delle somme dovute sia alla F.I.P. sia alla società creditrice. Quest’ultime dovranno dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta liquidazione di quanto loro dovuto all’Organo federale competente.
Immagino che vi siate già persi, ed io con voi. Ma riepilogando: Napoli è stata esclusa per non liquidazione delle tasse gara. Il 129 dice che chi fa così non può giocare, ma non fa un singolo riferimento alle partite già disputate prima della messa in mora. Ma l’89, quello dell’ingiunzione, non rimanda al 129 (come sembrerebbe naturale) bensì al 121, quello del ritiro conseguente a rinuncia. E c’è di più. Esiste un regolamento di Giustizia che all’articolo 17 dispone così
Art. 17 Esclusione dal campionato
[1] L’esclusione dal campionato consiste nel divieto di prendere parte al campionato od al torneo cui la squadra di una società si sia iscritta, stia
partecipando od abbia diritto a partecipare.
[2] L’esclusione è parificata, ad ogni effetto, al ritiro ed alla rinuncia e rientra nelle prescrizioni ed ipotesi di cui agli artt.108, 115, 116, 118, 120, 121, 122,
127, 128 e 142 R.E., applicabili per quanto di ragione, con l’esclusione di quanto disposto all’art.41 comma 2.
Quindi esclusione=ritiro e rinuncia ? Mah … Forse ritiro o rinuncia. Perchè il ritiro definitivo, anche se non ci credereste, è normato da un altro articolo ancora !!!!
Art. 123 Ritiro definitivo – (del. n.401 C.F. 27/11/1999 – del. n.241 C.F. 04/04/2009)
[1] In caso di ritiro definitivo di una società, determinato da quanto previsto dagli artt. 120 e 121, l’Organo federale competente all’omologazione si atterrà alle seguenti norme:
a) se questo avviene prima che sia iniziato il girone di ritorno tutte le partite disputate vengono annullate;
b) se questo avviene dalla prima giornata del girone di ritorno in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20;
c) Nel caso in cui il campionato preveda una seconda fase in cui vengano riportati i punti degli scontri diretti o totali della prima fase, si procederà come segue:
- se la rinuncia avviene prima che sia iniziata la seconda fase tutte le partite disputate vengono annullate;
- se la rinuncia avviene dalla prima giornata della seconda fase in poi, i risultati acquisiti fino al momento del ritiro hanno valore agli effetti della classifica e le rimanenti gare verranno omologate con il risultato di 0-20.
Adesso, io non sono magistrato od avvocato, ma la sensazione che ci sia un leggero conflitto normativo la avverto. E che in questo guazzabuglio ci sarebbe materia per un ricorso, idem. Ma il problema non è il ricorso. Il problema è che il sistema si insegue. Ed il motivo principale per cui è stata presa questa decisione, opinione personale, è che sarebbe stato imbarazzante tirarsi dietro differenze canestri disomogenee e statistiche farlocche.
Ed eccoci alla fine. Sento già che qualcuno dice: ma come, proprio tu che invochi la via americana ti opponi ad una soluzione che guarda alla sostanza e non alla forma ? Eh no cari ragazzi, non provateci nemmeno. In primis perché non si può fare i sacerdoti delle regole quando conviene e poi piegarle ad esigenze, anche magari legittime e condivisibili, quando conviene di più. Questo è un male dell’intero paese, che ha un’idea della legalità del tutto stravagante ed ondivaga, cui non aderirò né ora né mai. In secundis perché se c’era tutta questa elasticità doveva essere esercitata quando si sono giocate partite con stelle NBA in vacanza, con giocatori motivati, con scioperanti, con ragazzini, senza medico, senza fischi e senza dignità. Quindi, resto in (poco) fiduciosa attesa di risposte sul curioso merito giuridico. Ma la realtà riguarda il metodo. E per giudicare quello secondo me non c’è bisogno di Camera di Consiglio.
Napoli, fine corsa
I FATTI
Il Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, in base all’articolo 89 del Regolamento Esecutivo (Ingiunzione di pagamento) ha escluso la Società Nuova AMG Sebastiani Rieti dal Campionato di Serie A maschile.
La società in base agli atti dell’Ufficio Contabilità Affiliati e Tesserati iniviati, nonostante una preventiva ingiunzione, non ha adempiuto nei termini previsti al pagamento della seconda rata professionistica per la stagione sportiva in corso.
Ufficio Stampa FIP
L’OPINIONE
Se dico che oltre che tardiva questa cosa è un po’ ridicola si offende qualcuno ? Lo dico senza disconoscere che è ovviamente meglio risparmiarsi gli ultimi atti di una commedia ormai trita, di una farsa non più tragica nè comica. Ma che a questo risultato si arrivi in questi tempi e per il mancato pagamento delle tasse gara, come una squadra di Prima Divisione che non riesce ad organizzare la colletta, mette in piazza le imbarazzanti nudità del re,. Colpevolmente ignorate nonostante qualche bambino avesse provato a più riprese a dire che sì, quelle erano proprio le pubende reali.
Air-Canadian Solar, le cifre
CHI VA PIANO ….
“Pace factor”
FATTORE RITMO
72,3
72,1
71,7
71,2
71,0
70,3
70,3
70,2
70,0
69,8
69,7
69,3
69,1
68,7
68,2
Il “pace factor” misura i possessi giocati da una squadra e dalle sue avversarie. Più è alto questo numero, in soldoni, e più è alto il ritmo delle partite di quella squadra
I FINALIZZATORI
“Usage rate”
MIN
USAGE
617
30,8
683
29,1
692
29,0
630
27,7
147
26,1
592
26,0
433
26,0
666
25,2
630
24,8
668
24,1
NB: Lo “Usage rate” misura il numero di possessi della squadra finalizzati da un giocatore
LE MIGLIORI DIFESE
DER=Punti subiti/possessi avversari
1. MPS 0,769
2. CANADIAN S. 0,858
3. PEPSI 0,860
4. AIR 0,867
5. AJ 0,877
PER LUI PARI SON
Petteri Koponen
MEGLIO IN MOVIMENTO
DeMarcus Nelson
DENTRO E FUORI
LE PIU’ CALDE
La classifica delle ultime 5 giornate
MPS, SIGMA C. 5-0
CANADIAN S. 4-1
AIR, PEPSI, NGC, VANOLI 3-2
La “vera” percentuale
Nella tabella che segue trovate la graduatoria della “true shooting percentage” per la nostra serie A. Si tratta di un’estensione del concetto di “percentuale reale”, quella che dà maggiore valore al canestro da 3 realizzato (se 1/1 da 2 è 100 %, 1/1 da 3 per questa logica deve essere 150 %). Nella True shooting percentage invece si allarga il concetto ai tiri liberi, dando naturalmente loro un peso minore, quando realizzati, rispetto al canestro da 2 e da 3. Abbiamo preso in considerazione solo i giocatori che abbiano preso almeno 50 tiri da 2, 50 da 3 e 50 liberi.
PUNTI
TIRI TENTATI
LIBERI TENTATI
TS %
KOPONEN
202
124
55
68,15%
KUS
236
138
83
67,61%
SATO
250
161
61
66,55%
MAZZARINO
271
177
76
64,39%
NEAL
395
275
78
63,85%
CHILDRESS
190
126
61
62,16%
ARADORI
345
244
82
61,59%
B. JONES
228
157
65
61,42%
JOE SMITH
276
196
68
61,08%
MARKOISHVILI
241
175
54
60,63%
JAABER
290
215
56
60,51%
WINSTON
248
177
69
59,80%
M. GREEN
240
179
51
59,57%
DI BELLA
262
191
68
59,30%
ERE
347
272
59
58,23%
L. JACKSON
313
230
89
58,14%
HICKS
303
234
72
57,02%
MOSS
255
200
59
56,43%
GRUNDY
370
292
96
55,35%
BROWN
317
258
84
53,74%
T. BELL
275
226
68
53,73%
POETA
216
168
80
53,15%
MARQUINHOS
251
216
62
51,59%
I migliori tiratori della lega
Carife-Air, i numeri della sfida
FANALINO DI CODA
Gli ultimi posti della Carife
Punti segnati 74,3 *
OER 0,877 *
Tiri liberi 69, 9 %
Valutazione 78,1 *
Totale tiri 44,8 % *
% rimbalzi 46,5 *
*La Nuova AMG Sebastiani (Napoli) non viene considerata
TOP SCORER O STOP SCORING ?
I capocannonieri delle ultime stagioni
2009-2010
2008-2009
2007-2008
IN RIMBALZO VERITAS
% di rimbalzi disponibili catturati
RIMBALZI
%
10,2
21,2
7,8
18,9
8,4
18,7
8,0
18,1
2,6
17,6
4,4
17,4
8,6
17,2
3,0
16,6
L’ILLEGGIBILE
Yohann Sangare
NB: PPP=Punti per possesso P/R=Pick and roll ISO=isolamento
IERI E OGGI
Dee Brown vs. Marques Green
NB: PPP=Punti per possesso P/R=Pick and roll
I re del rimbalzo
RATE
204
4025
592
709
602
21,16
124
4025
399
678
646
18,90
169
4025
544
685
651
18,72
56
4050
189
616
709
18,11
51
4025
178
709
602
17,59
61
4050
199
750
678
17,39
164
4050
550
725
681
17,18
61
4025
222
688
647
16,57
140
4025
522
709
602
16,47
140
4025
518
688
647
16,30
127
4100
476
716
644
16,09
102
4025
422
688
647
14,57
111
4100
469
716
644
14,27
108
4050
437
750
678
14,02
161
4050
654
750
678
13,96
I numeri del derby d’Italia
PLUS O MINUS COSI’
L’impatto dei giocatori sulla squadra
Per “netto” si intende il plus/minus calcolato come differenza tra quello che la squadra fa con quel giocatore e senza, il tutto normalizzato su 40 minuti
NETTO
53
255
8,7
VIGGIANO
35
223
6,5
FINLEY
50
417
5,2
MACIULIS
47
412
4,9
BULLERI
24
353
2,8
HALL
22
454
2,0
MORDENTE
6
549
0,3
ACKER
-3
248
-0,7
ROCCA
-6
433
-0,8
MANCINELLI
-8
447
-1,0
PLUS O MINUS COSI’
L’impatto dei giocatori sulla squadra
KOPONEN
138
473
11,8
MAGGIOLI
80
328
9,2
MOSS
119
576
8,1
SANIKIDZE
55
347
5,5
HURD
43
485
2,5
VUKCEVIC
28
338
2,2
PENN
25
276
-1,9
FAJARDO
-9
317
-2,7
COLLINS
-14
257
-22,5
UN ANNO DI PIU’
Petteri Koponen
Segnare, che fatica !
OER=Punti/possessi
1 Montepaschi 1.090
2 Pepsi 0.979
3 NGC .971
4 Benetton 0.954
5 Lottomatica 0.951
6 Canadian Solar 0.947
7 Scavolini Spar 0.936
8 Angelico 0.935
9 Air 0.921
10 Vanoli 0.917
11 Banca Tercas 0.915
12 Cimberio 0.913
13 Sigma Coatings 0.898
14 Armani Jeans 0.898
15 Carife 0.882
GITANTI IN LUNETTA
Falli subiti in azione di tiro/possessi