· Devo scappare, c’è l’ASG. Sarò … telegrafico
· Nate Robinson è pazzo
· Rudy meritava di più, molto di più
· L’Armani Jeans per l’ennesima volta deve andare sotto di 20 per cominciare a giocare
· Mi sbaglierò, ma Douglas non permette a Roma di migliorare nel suo tallone d’Achille, la dipendenza da Becirovic
· La Banca Tercas in casa sembra la Cantù del primo Sacripanti, trova sempre un modo per vincere
· Come e dove Siena riesca sempre a rigenerare la propria cattiveria agonistica, non lo so
· L’All Star Saturday è poca cosa, ma il packaging è di livello altissimo
· Domani a Phoenix sotterrano definitivamente i resti della squadra più divertente del nuovo millennio
· Non ero a Caserta mercoledì. Ma concentrarsi sulla differenza tra spintoni e schiaffi non mi pare centralissimo
· Non ero a Roma giovedì, ma riunire una Commissione di avvocati per dire che un reclamo è inammissibile nell’era digitale è ridicolo
· La Premiata domenica scorsa non aveva vinto la partita, ed i 2 punti della GMAC sono legittimi. Ma se il secondo e 04 che manca deve scomparire dalle analisi perché non c’è una regola che se ne occupi allora imito Scalfaro, non ci sto
· Anche perché neppure la prossima volta ci sarà quella regola
· E l’appello a chi ha sbagliato a farsi vedere e sentire non è stato raccolto da nessuno.
· Gli arbitri sono abbandonati a sé stessi, e chi fa finta di proteggerli accumulando sabbia su tutto quel che succede e suggerendo che non bisogna far rumore per avere un risarcimento fa il loro male
· Il concetto di anti-sportivo è impossibile da fissare, ma sembra non interessi a nessuno
· Il concetto di blocco irregolare è ancora più ballerino
· Vado a fare la telecronaca, peace and love
- Ovviamente sarebbe meglio parlare di molti argomenti. Ma quel che è successo oggi al PalaDozza merita una trattazione ampia, perché trattasi di questione complessa e composita.
- Si parte da un presupposto: nessun episodio vale 40 minuti, per cui i 39 minuti, 58 secondi e 83 centesimi che hanno preceduto la rimessa di Minard hanno un senso pieno. Nessuno vuole togliere dei meriti alla GMAC, che si è portata in vantaggio con un canestro clamoroso di Achara, ha ripreso la partita per i capelli ed è anch’essa vittima dell’ultimo macroscopico errore, avendo basato la propria difesa sul convincimento che mancassero 13 centesimi (così hanno detto loro gli arbitri).
- Ciò detto, non si può fare a meno di ricostruire passo per passo quanto successo dopo il parabolone dello scozzese, perché ci sono tantissime fattispecie da chiarire e altrettante domande da porsi.
- Dunque, Achara segna il canestro del +1. Come da regolamento il cronometro si ferma, mancano 1 secondo e 17 centesimi. La panchina della Premiata, come ovvio, si precipita al tavolo per chiedere un time-out. Nel frastuono la circostanza, comprensibilmente, sfugge ai giocatori marchigiani e agli arbitri. Minard rimette, il cronometro riparte. Presumibile, ma qui manca la sicurezza, che a farlo partire sia il precision time di un arbitro, visto che al tavolo tutti si stanno sbracciando per segnalare il minuto di sospensione e che l’arbitro più lontano dalla palla e più vicino al tavolo (Caiazza) segnala con altrettanta decisione che il gioco è fermo perché è stata chiesta sospensione. La palla arriva a Vasiliadis, che se ne libera prima della sirena. Mentre la palla è in aria però il cronometro si ferma senza motivo alcuno, con 13 centesimi da giocare. E’ il secondo errore, perché il tempo non doveva ripartire causa time-out, ma ancor di più non doveva essere fermato con la palla in aria, palla che al termine di una lunghissima parabola tocca il ferro e cade in campo.
- Achara si abbraccia con mezza Bologna, sembra che la gara sia finita ma finita non è. C’è quel 13 centesimi sul cronometro. E c’è il tavolo che segnala la richiesta di un time-out. Tola arriva al tavolo ed immediatamente segnala in maniera inequivocabile che la sospensione è concessa.
- Le panchine si avvicinano a chiedere lumi, ed a loro viene detto che bisogna giocare 13 centesimi, perché questo avrebbe segnalato il tavolo. A questo punto la Fortitudo schiera la propria difesa a protezione dell’area, perché con poco più di un decimo a disposizione non si può effettuare nei tempi un catch and shoot (ricevi e tira) ma solo un tap (una deviazione volante stile palleggiatore del volley). Nella confusione qualcosa si perde sulla panchina della Premiata: Finelli sa che mancano 13 centesimi ma l’informazione non arriva ai giocatori, almeno non a tutti. Non a Minard, che riceve a centro campo, si gira e segna la tripla pensando di avere circa 1 secondo. Gli arbitri annullano immediatamente, Minard si guarda intorno sconcertato ma non trova grande soddisfazione, perché anche la sua panchina partiva dal presupposto che mancassero 13 centesimi e non 1 e 17.
- Durante tutto il lunghissimo time-out sul cronometro sono apparsi i seguenti numeri: 13 (centesimi), 1:00 (1 minuto ? 1 secondo ?), nulla.
- Fin qui la ricostruzione, da qui i commenti. Partendo dall’ultima circostanza segnalata: se davvero i 13 centesimi fossero stati così pacifici, come mai gli ufficiali di campo hanno cancellato il 13 dal cronometro facendo giocare (incredibile !) l’ultima azione con il cronometro spento ? Già questa macroscopica contraddizione ci porta a capire la portata dell’accaduto
- Come si può continuare a giocare con cronometri non ri-programmabili ? Facendo una rimessa senza cronometro ? Nel 2009 ? Dopo che già nel 2005 al Palalido tra AJ e Benetton si era scivolati sulla stessa buccia di banana (salvo che Treviso aveva poi sbagliato l’ultimo tiro) ? Dopo che ad Avellino in Eurolega si sono giocate 2 (!!!) azioni nella gara contro l’Unicaja tirando a indovinare sul tempo mancante ? Sorry, è inaccettabile
- La partita, dopo il miracolo di Achara, poteva finire solo in due modi. Time-out non concesso, e quindi gara finita con errore di Vasiliadis, indipendentemente dall’erroneo stop dato al cronometro a 13 centesimi dal termine. Oppure, time-out Premiata e rimessa a 1 e 17. Siccome il time-out è stato concesso, barrare B, senza esitazioni
- Con l’uso del time code (applausi al camion SKY che ha emulato quello della TNT in un famoso Detroit-Orlando di playoff) si è stabilito che Minard si è liberato della palla in meno di un secondo (quindi certo meno di 1 e 17). Più o meno tra quando ha ricevuto e quando la palla ha lasciato la sua mano sono passati 20 fotogrammi, che equivalgono a circa 83 centesimi, comunque meno di 1 e 17 di sicuro. Occhio però, è una ricostruzione di grande valore giornalistico ma che vale poco in pratica, perché la Fortitudo ha organizzato la sua rimessa pensando a 13 e non 1 e 17.
- Giocare senza cronometro, fa sì che non si possa usare l’instant replay neppure ove esso sia in vigore. Pensate se gli arbitri avessero deciso che mancava 1 e 17 e se Minard o chi per lui avesse segnato. Chi avrebbe deciso ed in base a cosa se convalidare o meno ? Nella NBA dopo quel Detroit-Orlando è stato sancito che ogni volta che il cronometro non parte quando dovrebbe partire o viceversa si può risalire al tempo da rimettere sull’orologio tramite instant replay. Almeno per Coppa Italia e playoff, vogliamo copiare questo provvedimento ?
- Nell’interesse della trasparenza, sarebbe meglio sapere in tempi brevi chi ha rimesso in moto il cronometro (errore comprensibile dato il frastuono) e chi lo ha fermato. Con la nuova tecnologia possono aver fatto una cosa e l’altra uno dei 3 arbitri od il cronometrista. Non si tratta di trovare il colpevole, tanto la squadra nel suo complesso (3 arbitri e 3 UDC) ha purtroppo già perso. Commettendo un errore, anzi due. Gli errori sono umani e vanno sempre giustificati e perdonati. Non ammetterli o peggio cercare di coprirli o palleggiarseli invece non merita alcuna indulgenza
- Come finirà ? Non ne ho idea. In Eurolega sono state ripetute partite per cattiva gestione del cronometro (TAU-AEK) e perché era stato fatto un errore sulla sirena (la Fortitudo nella passata ULEB Cup). Chiari, uno dei 3 arbitri della gara di mezzogiorno, era in campo a Istanbul quando la terna concesse un canestro vincente sulla sirena di Solomon. Seguendo le proteste del Lietuvos Rytas gli arbitri si sobbarcarono il viaggio fino al camion della TV, dove in maniera irrituale ma ben dentro lo spirito del gioco e della giustizia, rilevarono l’effettiva non validità del canestro. Stop alle docce e via al supplementare, giocato senza pubblico a mezz’ora abbondante dalla sirena dei regolamentari. Meglio che dare una vittoria non meritata, e chi se ne frega di regole anacronistiche e parruccone.
- Ciò detto, qui la casistica è diversa. Posso dirvi con una certa sicurezza che in NBA si ritroverebbero nello stesso palasport, metterebbero 1 e 17 sul cronometro, e si riprenderebbe con una rimessa a metà campo per la Premiata sotto di 1. A me pare una soluzione (già sperimentata per errato conteggio di falli ad Atlanta e in D-League) di grande civiltà sportiva. Il modo cioè di contenere al massimo le conseguenze dell’errore, non privando le due squadre di quanto fatto fin lì e facendo rigiocare il giusto tempo mancante. Ma sono anche sicuro che questa sicuramente NON sarà la decisione presa
- Forse ripeteranno la partita, forse no. Il problema però è più ampio. Domani bisognerebbe cominciare a lavorare per fare due cose: la prima, dotarsi di attrezzature valide (leggi cronometri ri-programmabili). La seconda, fare ricorso al video ogni volta che serve e si può. Ogni volta che è utile insomma. L’ultima cosa che avrei voluto personalmente è del traffico vicino alla nostra postazione per ricostruire l’accaduto. Ma se fosse stato l’unico modo di giocare quell’1 e 17, meglio che niente.
- Inoltre sarebbe meglio allertare tutti sul fatto che in una circostanza del genere una panchina chiama sempre e comunque il time-out. Sarebbe bastato che un giocatore od un arbitro si voltasse verso il tavolo, e forse tutto questo non sarebbe successo
- Insomma, si tratterebbe di non fermarsi all’episodio ed alle decisioni connesse ma andare oltre, per migliorare, per crescere. Tutti insieme. Senza caccia al colpevole, senza dietrologie, senza decisioni aumm’ aumm’ o peggio ancora promesse di futuri risarcimenti ai danneggiati. Ripeto, sbagliare è umano, lo facciamo tutti. Trovando la forza di ammettere e spiegare gli errori e ripartendo da quelli per emendarsi, il movimento farebbe una grande cosa. Sempre che esista questo movimento ….
- Senza aver visto la partita sono molto impressionato dalla vittoria di Siena a Treviso. A Zagabria il Monte dei Paschi aveva perso soprattutto per qualche buon tiro sbagliato, ma questa è una diagnosi facile da fare stando all’esterno, meno per certi versi dal di dentro. Credere davvero che sia così, come dimostra l’autorità con cui la squadra è passata al Palaverde, significa avere una mentalità vincente al di là dei luoghi comuni e dei risultati
- Impossibile riconoscere a livello di approccio l’Armani Jeans della Futurshow Station rispetto a quella vista giovedì sera al Forum contro l’orribile Olympiacos. Forse il fatto è tutto lì, quando questa squadra, normale per certi versi, ha il coltello tra i denti se la gioca, quando è sedata, no. Il dibattito però verte ora attorno alla questione del turnover, resosi necessario con l’arrivo di Hollis Price. La questione è naturalmente complessa, ma per sommi capi gli elementi mi sembrano: 1) Se l’alternativa è tra Thomas e Sow, come è, si tratta di tirare la coperta da una parte o dall’altra. Ma sempre di scoprirsi si tratta, almeno fino a quando non rientrerà Mordente. 2) Al momento della gara contro La Fortezza Sow era l’unico non-MPS, assieme a Datome, tra i primi 10 per plus/minus lordo al minuto. Dicasi plus/minus lordo la prestazione della squadra durante la permanenza in campo di un singolo giocatore. Ma il dato, anche calcolato al minuto, rimane grezzo. Perché ad esempio fare +10 in una partita vinta di 40 è meno significativo che fare -3 in una persa di 30. Ecco allora il plus/minus netto, che mette in relazione i parziali di una squadra con quel giocatore in campo rispetto a quello che succede quando è in panchina. Se Tizio ha +10 e la partita finisce di 25 a favore della sua squadra significa che la squadra senza di lui ha fatto +15. Aggiustate tutto per tenere conto dei minuti giocati ed avrete un indice abbastanza significativo dell’impatto di un dato giocatore sulla sua squadra. Ebbene, per Sow i dati così parametrati sono ancora più positivi. Il suo indice era +31,8 prima della gara contro la Virtus (per fare un raffronto, quello di Rocca era +2,8). 3) Mason Rocca ha chiuso la gara di Bologna con -1 di plus/minus. Il che porta il suo totale stagionale nelle gare senza la presenza di Sow a +62. Quando invece a roster c’è il senegalese il suo saldo è -72. 4) Contro la difesa dell’Armani Jeans Ford ha preso solo due tiri davvero dal post basso, sbagliandone uno contro Katelynas e segnando invece un fade away contro Rocca. Il resto del suo (notevole) fatturato è venuto da trasformazione di scarichi giocando sulla linea di fondo (4 canestri) e contropiede/transizione (2 canestri). 5) Pape Sow è un giocatore molto attivo, ma la scorsa stagione stoppava un tiro ogni 60 minuti, e finora viaggia ad un’inchiodata ogni 39. Il che non toglie che per Ford è più difficile finire uno scarico contro di lui (che stoppi o meno) che non contro gli altri lunghi di Bucchi. Morale della lunga tiritera (e vi faccio grazia di altre 10 possibili argomentazioni): ogni scelta presenta i suoi pro e contro (ha il suo plus/minus netto ….). Solo che questa va valutata nel medio-lungo e quando sarà chiaro se Price è giocatore che incide o meno, se Thomas con la nuova versione e senza problemi fisici può giovarsi della presenza del figlio di Desire e come i compagni rispondono al nuovo assetto. Dico senza mezzi termini che una squadra così povera di un certo tipo di atletismo non può privarsi a cuor leggero di Sow, anche alla luce di alcuni dei dati di cui sopra. Ma allo stesso modo non si può tirare una conclusione dopo una partita.
- Il discorso di cui sopra mi porta a due rapide considerazioni da sviluppare in futuro. La prima: il gioco di post basso è una variabile scarsamente importante nel repertorio di giocatori che vent’anni fa non lo avrebbero abbandonato mai e poi mai. Crosariol, grande emergente, trae dal post basso il 6 % del proprio attacco, Eze il 15, Brezec il 20, Ford il 27 (ma con risultati enormemente inferiori rispetto ad altre situazioni) come Brandon Brown. Nessuno di questi arriva al 30 %, e sono abbastanza sicuro che per i loro padri e nipoti non si stava sotto il 70. La seconda: difficile per come si gioca oggi limitarsi a dire che Tizio è meglio di Caio. Dipende dai compagni, dal sistema, dal contesto. L’Olympiacos giocatore per giocatore è una clamorosa compilation di fuoriclasse. Quei fuoriclasse, assieme, giocano non male ma malissimo. Ergo, aggiungendone altri non si aiutano quelli che ci sono. Perché a volte si progredisce levando qualche giocatore (e non aggiungendolo). Oppure dando più spazio ad uno leggermente inferiore in teoria ma più adatto ad esaltare il rendimento collettivo. Il problema è che indovinare la miscela giusta è questione di competenza, fortuna e tempo, in parti uguali. La prima si può anche avere, ma se la seconda non ti aiuta ed il terzo non te lo dai si fa fatica
- Per dire, mi pare che Teramo sia una squadra soprattutto sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda più che capace di demolire fisicamente o tecnicamente tutti gli avversari. Ma sono le squadre che oggi vincono, spesso in volata, magari contro un’avversaria che meritava tanto come Biella (by the way, terrificante il finale di Gist)
- C’è sempre grande agitazione nella zona medio-bassa della classifica, molto ampia. Al momento il discorso-retrocessione riguarda almeno 8 squadre, la metà del lotto. Facile fare i filosofi con le paure altrui, ma chi per primo si fa prendere dal panico o rimescola una volta di troppo le carte diventa davvero un candidato alla discesa in Legadue
- Visto un bellissimo Real-Barcellona, di enorme pathos. Oggi, a parte la sconfitta, i blau-grana sono numero 1 in Europa per qualità, ma la strada per arrivare in fondo è lunghissima.
Special edition perché sono in partenza per l’America (viaggio di aggiornamento NBA, una diecina di giorni). Settimana piena di impegni, sorry per non aver aggiornato il blog ma … (sh)it happens
Da quando non ci sentiamo ho visto splendide partite. Lottomatica-TAU, roba fine di Eurolega. Emozioni anche oggi al PalaLottomatica. Grandi sprazzi di Siena, sia massacrando La Fortezza e Snaidero che spuntandola sul filo contro il Panathinaikos
E poi Lui. Il Trascendente, non solo il Prescelto. “He’s a beast” – ha sentenziato Paul Pierce. Piaccia o meno, l’MVP è già assegnato, Lebron James è semplicemente di più.
Torno sulla gara di oggi a Roma. Subito il discorso sull’episodio dell’antisportivo a fine regolamentari. Intanto faccio ammenda per non aver notato che il fallo era di Crosariol e non di Porta, uno dei tanti errori (ho anche confuso Bon Jovi coi Guns ‘n Roses !). NON ho sostenuto però che non fosse antisportivo. Ho sostenuto, ed è cosa ben diversa, che questa situazione, per quello zero che capisco io, è ben all’interno della dialettica “normale” del gioco e non andrebbe punita in maniera più pesante rispetto alla sanzione “normale” dai legislatori che fanno le regole. Tu stai andando a segnare facile, io non voglio darti due punti e spero che sbagli almeno un tiro libero, spendo un fallo e mi accingo a seguire i tuoi liberi. Se il fallo è di eccessiva e non necessaria violenza, lo si sanzioni in maniera più pesante. Ma se, come quello di stamane, non è tale, per me andrebbe depenalizzato. Due tiri e possesso sono una pena capitale, e quello non è un delitto così grave. E’ la mia opinione, non riguarda gli arbitri che devono solo far osservare quelle regole. Che comunque riferiscono il loro giudizio al concetto di “giocare la palla” o meno. Chi difende non vuole giocare la palla, è un concetto sfuggente, scivoloso, troppo lasco e filosoficamente discutibile. In difesa voglio fare muro, contenere, anticipare, scivolare. Qualche volta (poche) rubare o stoppare. Ripeto comunque, non mi riferivo a Mattioli o all’arbitro che applica correttamente le direttive che gli sono state date. Penso però che bisognerebbe ragionare bene su cosa stiamo facendo, su qual è la ratio di certe direttive, e non accapigliarsi sul singolo episodio o accettare acriticamente un’interpretazione (quello è il mestiere degli arbitri, non dei giornalisti)
Roma malissimo 30 minuti abbondanti, ma gli ultimi 10 confermano che quanto a spirito e voglia ci siamo alla grande. Quanto a gioco, soprattutto a metà campo, un po’ meno. Come a Rieti mancava Becirovic e come a Rieti la Lottomatica ha avuto bisogno di 5 minuti supplementari e di un Giachetti spaziale per portare a casa la W. E Sani, con tutta l’immensa classe, non è comunque la risposta, perché può sfornare anche 5 assist da fantascienza ma non è il tipo di giocatore che ti aiuta a muovere la palla in maniera efficace.
L’Air ha giocato ancora una volta alla grande in trasferta. Ancora una volta poco Williams (colpa sua e degli altri), come da qualche gara poco Warren e pochissimo Diener (vedi sopra). Eppure la squadra di Markovski ha condotto a lungo, reagito e provato a non arrendersi. Crosariol irreale, deve solo realizzare che ha corpo e tecnica da altissima Eurolega e trovare continuità, limiti oggettivi non ce ne sono
Alla settima giornata Sundiata Gaines era a un millimetro dal taglio, era andato in doppia cifra solo 3 volte su 7 e contro AJ e La Fortezza non aveva dato un singolo segno di vita. Lo stesso giocatore ha firmato un altro gran colpo esterno della NGC, corsara a Pesaro. Nelle ultime 5 il quasi tagliato viaggia a 19,8 di media con 16/29 da 3. Bruno Arrigoni è un grande scout, ma lo era anche quando il ragazzo newyorchese era un pesce fuor d’acqua. Più importante è il lavoro che lui, la società e lo staff tecnico fanno per recuperare quelli in difficoltà. Chi scrive ricorda Bootsy Thornton, nella stessa situazione, esplodere prepotentemente dopo aver rischiato il taglio a seguito di un encefalogramma cestisticamente piatto. Non significa che bisogna aspettare tutti in eterno. Ma non capire quale sia il salto professionale ed umano che questi ragazzi fanno venendo in Europa è sbagliato. Qualcuno ricorda quando D’Antoni voleva tagliare un ectoplasma che avev scritto detro la maglia “Djordjevic” (e non Smith o Williams)? E quando dopo la Befana lo stesso giocatore divenne un’iradiddio totale con lo stesso allenatore e gli stessi compagni ?
Ø 12 partite, 8 finali in volata, 5 persi, 3 vinti. L’Armani Jeans è sempre sé stessa, nel bene e nel male. Ci dà,e molto. Difende. Se la passano. Ma sono tanti troppo uguali. Spesso la fisicità è limitata, soprattutto quando non ci sono Hawkins e Sow. Il bicchiere continua ad essere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo, e oggi ancora una voltai palloni decisivi sono stati nelle mani di Katelynas, Bulleri e Hall, tutti in vari recenti momenti indiziati di taglio. Idea pazza: e qualche volta un quintetto con Hall nel suo ruolo vero, cioè l’ala piccola ? E ancora: se l’idea per vincere in trasferta è il quintetto piccolo (come a Istanbul spazio a Katelynas da 5), forse Rocca e Sow assieme sono un lusso
Ø Personalmente sono un enorme tifoso delle doti di Luca Vitali, giocatore speciale per tecnica, palle e intelligenza cestistica. Proprio per questo penso che possa capire che tra la sicurezza e il complesso di superiorità il passo può essere fin troppo breve. E che per fare la differenza è più importante fare tre cose facilissime nel momento del bisogno che tre miracoli qua e là. Fermo restando che il suo antisportivo, come il tecnico di Hawkins, è grave non tanto in quanto umano errore ma in quanto diabolico perseverare (analogo fallo senza conseguenze allo scadere del primo quarto contro Cantù).
Ø La Benetton ha tutto quello che non aveva la passata stagione, cioè umiltà, intensità, continuità e voglia di sporcarsi le mani per una vittoria. Non ha probabilmente il talento, che aveva nella passata stagione per quanto fine a sé stesso, per essere subito competitiva nella zona alta della classifica, ma stamattina l’ambiente al PalaVerde era molto confortante dopo i forni della passata stagione. A pelo a pelo, dicono in Campania, si fa il pennello
Ø Tiene banco ovviamente il caso-Boykins. Inutile dire che l’indisciplina non va accettata e che chi si mette sopra il gruppo si mette fuori dallo stesso. Come finirà non siamo in grado dirlo, dipende da molti fattori. A naso si va verso il taglio, non mi pare un rapporto ricucibile e non sono sicuro che nel profondo delle proprie convinzioni né Sabatini né Boniciolli ritenessero il piccoletto necessariamente la vera soluzione del puzzle. Trattasi di giocatore molto forte, molto peperino e molto poco (zero) playmaker nel senso classico. Viste le caratteristiche degli altri (penso a Righetti, Vukcevic, Chiacig, Giovannoni tanto per dire quattro nomi immediatamente) l’ometto di Cleveland poteva anche essere un corpo estraneo. Da qui a dire che in caso di conferma del taglio la Virtus, oltre a risparmiare dei bei soldi, ha fatto un affare tecnico, ce ne passa. Le accelerate di Boykins appartenevano ad un altro livello di basket, per poco collegate che fossero al resto del sistema. Se davvero se ne va è questione di ragionare bene su cosa fare, e magari investire Langford del ruolo di capobastone.
Ø Visto Carmelo Anthony al Madison giocare un quarto periodo pazzesco, frustrando da solo la difesa dei Knicks che ad ogni azione mandava un uomo in più salvo essere regolarmente beffata. Fenomenale davvero. New York fa intravedere dei barlumi, cerca di metterci qualcosa ma è terribilmente discontinua, non prende un rimbalzo ed è emotivamente nelle mani di un ipercinetico Nate Robinson, mistero atletico senza uguali nel panorama dello sport mondiale
Ø Biella lo scorso anno aveva vinto con una grande rimonta a Udine. Stavolta la rimonta l’ha subita, giocando una brutta rimessa con poco meno di 4 secondi sul cronometro (un passaggio indietro a Spinelli che parte da fermo non è parsa l’idea del secolo). Un’altra vittoria per coach Meo Sacchetti, cervello fine quanto grosse sono le scarpe di uno dei più grandi giocatori della storia del nostro basket
Ø Roma vince ancora, stavolta stendendo la Premiata dei 4 neri nel quarto periodo, quando una panchina sterminata tende a fare la differenza. Il ritorno in campo di Becirovic è decisivo come Hutson, ora si tratta di decidere come andare avanti. 20 giorni senza una parola definitiva sui sostituti di Repesa e Ray, ovverosia le due personalità più importanti fino al momento della loro partenza, sembrano tanti.
Ø Grande spettacolo a Rieti, sfida all’OK Corral finale tra Green e Giachetti e vittoria del toscano. Secondo overtime vincente per Roma tra giovedì ed oggi, nel bicchiere c’è qualcosa ma il liquido è ancora torbido. Tutto è eternamente sospeso, neppure la partenza di Repesa ha definitivamente sciolto i dubbi. Ne viene fuori una miscela instabile, un possesso da scudetto ed uno da retrocessione, Giachetti che sembra un lottery pick e Jennings che pare un allievo messo nei 12. Datome sul punto di esplodere, Gabini nullo dopo una gara dominante. De La Fuente in down duro dopo un inizio favoloso, e si potrebbe andare avanti a lungo. In attesa di sapere due cosucce tipo chi sarà l’head coach fino alla fine e chi sostituisce Ray, sappiamo che il potenziale della squadra è enorme. Per diventare realtà però abbisogna del collante.
Ø Per il famoso discorso del pane e dei denti, la Solsonica ha messo in mostra un sorriso da 32 fantastico. Peccato che il pane scarseggi, e che con la panchina così corta sia impossibile evitare di riposarsi in campo. Così il parziale di 11-0, necessario per mettere la partita su certi binari, lo paghi a gioco lungo. Peccato che i discorsi che riguardano la squadra siano messi in secondo piano dalla situazione attorno ai 28×15. E che si parli di penalizzazioni future, assetti societari, insensibilità delle istituzioni e arte varia più che della 3-2 di Lardo o delle sorprendenti mani da passatore di Pervis Pasco.
Ø Tre tecnici nel primo tempo al PalaSojourner, tutti griffati Facchini, che ha pure espulso l’operatore al tabellone e minacciato la sospensione per essere stato colpito da una moneta. Partiamo dal fondo: chi tira una moneta, Papalia dixit pubblicamente, è un’idiota. E chi non glielo dice, in piccolissima parte è un complice. Per non esserlo, reitero che il tiratore di conio vecchio o nuovo è un grosso idiota, deve stare a casa (il basket è troppo difficile per il suo precario intelletto) e i vicini devono segnalarlo all’autorità per i provvedimenti del caso, o come minimo spiegargli che trattasi, una vez mas, di idiota a tutto tondo. E un arbitro, che già non dovrebbe accettare la prima moneta, di certo deve andarsene alla seconda. Per quello che riguarda invece il comportamento in campo, sarebbe ora di mettersi d’accordo. La maleducazione sportiva va estirpata. Non importa se in altri e più popolari giochi viene accettata e ritenuta normale. Chi si straccia le vesti, urla ed emula Mario Merola deve essere punito con le sanzioni previste, dal richiamo ufficiale in su. Se però solo le superstar arbitrali possono/devono permettersi di farlo, rischiano di fare la figura dei giustizieri, e di mettere loro e gli arbitri più giovani in cattiva luce. Il che è assurdo partendo dal presupposto che hanno tutte le ragioni. I vertici tecnici della categoria faranno un grosso passo avanti quando nessuno dovrà superare i 15 anni di esperienza per trattare tutti alla stessa maniera, severa ma giusta. Nel frattempo, se si potessero intensificare le discussioni tecniche su blocchi, palming, passi in partenza, vantaggio tecnico, gioco di post basso et similia, sarebbe una bella cosa.
Ø Andre Collins, dominante a inizio campionato, ha la mano più fredda dai tempi dell’omonimo Nick. Nelle ultime 3 si parla di 30 tiri, 25 dei quali a salve.
Ø Mi dicono di un grave infortunio per Melli, legamenti del ginocchio parrebbe. Spero non sia vero intanto. O in seconda istanza che sia vero che tutto accade per una ragione. E tra 4-5 anni questa brutta serata sia un ricordo sfumato dopo una grande partita di Eurolega/NBA
Ø 5 partite finite entro i 4 punti di scarto. E’ il campionato più equilibrato d’Europa, come minimo. Forse anche il più difficile, il che non significa per forza quello con la miglior qualità medio-alta. E grazie all’italico genio che sopperisce all’ancor più italica sregolatezza, sembra che ogni anno arrivi un inventore a proporci qualcosa. Il testimone dell’Avellino 2007-2008 è stato pasato oggi idealmente da Matteo Boniciolli ad Andrea Capobianco, coach of the mid-year senza discussione alcuna.
Ø Chapeau a Siena: dopo la scoppola di Barcellona (più pesante dello scarto finale per sostanza) assestare una botta forte alla Scavolini senza Kaukenas oltre a Finley è per pochi. Anzi, per nessuno
Ø Grande Jamont Gordon a Milano, e vittoria che conferma appieno il potenziale della GMAC. Certo che pensare a JG ed alla squadra 7 giorni fa in casa contro l’Air fa pensare che proprio normale questo campionato non è. E certo che giudicare uno di 21 anni, in una situazione societaria e tecnica complessa, per le prime 10 partite in Italia è da sconsiderati. Sarebbe come, per dire, non capire come Brandon Jennings così danneggi lui, la squadra e il futuro di tutti e due. Pretendere che capisca da solo come fare è impossibile. Scusare tutto con la giovane età, idem. O qualcuno si mette in mezzo e con un bel mix di buone e cattive lo guida, oppure il deragliamento mi par possimo. A scanso di equivoci: nelle rispettive categorie di peso, trattasi di due grossissimi talenti. Prima di darla su o di esaltarsi troppo per una grande prova (come quelle di Jennings a inizio stagione, quando pensava meno) io aspetterei un filino
Ø L’Armani Jeans allunga l’infinita lista delle volate. Solo in Italia sul filo di lana ha vinto a Pesaro, perso contro La Fortezza, a Caserta e contro Montegranaro, vinto a Ferrara e Teramo prima di capitolare oggi. Per gli ottimisti una squadra tignosa, per i pessimisti una che non si scrolla quasi mai di dosso l’avversario. Forse semplicemente quel problema della rotazione troppo lunga ed omogenea che tiene sempre in gara te e l’avversario.
Ø Caserta, Udine, Biella e Cantù vincono partite di grande importanza. L’altalena continua, al momento sarebbero in cinque a giocarsi con l’avulsa l’ottavo posto per la Coppa Italia, un traguardo intermedio di grande fascino che non deve però far dimenticare che con la classifica così corta (otto squadre in quattro punti se Rieti non fosse penalizzata) la differenza tra paradiso e inferno è più sottile di un capello
Ø Fortitudo male vero, ma lo sapevate già. Piatta, senza reazioni, fin dall’inizio, dopo un derby perso di netto, dopo un (altro) allenatore saltato, con l’aria di contestazione che alla fine è diventata vento
Ø Eppure la squadra talento ne ha in attacco. Solo che tutti quelli che lo detengono non riescono a sfruttarlo nel nome della squadra, e non sono sicuro ce sia cattiva volontà quanto difficoltà intrinseca nel farlo. Oh, prima o poi dovrebbero anche rientrare Lamma, Woos, Bagaric e Slokar in ordine sparso. Per Pancotto un lavoro lungo e difficile, senza avere un vero punto di riferiment ma avendo una pletora di giocatori con pedigree e attese
Ø Molto bene dall’altra parte Avellino, tranquilla e padrona del campo. Sopra le loro abitudini Porta e Crosariol, e quando il primo tiene il campo bene Best può fare il killer, la sua specialità. Super Warren, corpo (enorme) totalmente estraneo Eric Williams. Nelle ultime 3 partite per lui una singola ricezione in post basso, dalle mani di Radulovic allo scadere dei 24 secondi. Così forse meglio per lui e per la squadra cambiare … Air
Ø Sconfitta anche l’altra bolognese nell’anticipo del sabato. Impressione: serie di vittorie inebrianti, inizio sul velluto uguale (nella testa di qualche giocatore) “questa è già vinta”. E invece in questo campionato non hai mai vinto fino alla sirena (citofonare Scavo-Spar)
Ø Boykins dannoso per l’approccio leggero nel primo tempo (un sorriso va bene, 5-6 risate sono eccessive) e per come ha mandato fuori ritmo i compagni. Personalmente non sono un grande tifoso del quintettone con Chiacig, soprattutto perché costringe a sacrificare un po’ Giovannoni, anima della squadra e dello spogliatoio e giocatore che in attacco sposta con la versatilità. Ma è da sciocchi, per non dire altro, criticare la coppia Ford-Chiacig dopo le sconfitte ed esaltarla dopo le vittorie (magari in volata come molte prima del derby). Boniciolli ci crede e fa bene ad andare in fondo così, con le sue convinzioni
Ø Dicono che tra Roma e Allan Ray sia finita, una separazione consensuale a costo zero per la società (come quella di Repesa dicono). Che però un comunicatino striminzito di due righe per annunciare almeno la sospensione poteva anche consegnarlo ai posteri …..
Ø Intanto la squadra torna alla vittoria, in attesa di sapere chi la condurrà fino al termine della stagione. Djordjevic ? Gentile ? Qualcun altro ? Stay tuned
Ø Ho visto la squadra che forse più di ogni altra raggiunge risultati rispetto a budget e quindi talento. E’ l’Aget Imola, vincente ai supplementari contro Casale
Ø Intanto in Legadue 24 punti e 38 di valutazione per Melli a Varese nella vittoria che rilancia definitivamente Reggio Emilia nella corsa alla promozione. Un talento pazzesco, irreale
Ø Mike Hall doppia doppia da 17 e 14 e canestro della vittoria a Teramo. A volte non tagliare i giocatori che hai deciso di tagliare (memento analogo paniere della vittoria a Ferrara) è un bell’affare
Ø In NBA sale Belinelli e scende Bargnani al fixing settimanale. Ma finchè saremo appesi agli ultimi due-tre boxscore sarà sempre un problema, e lì non ti aspettano in eterno ….
Ø Settimana scorsa tour a Bologna e Milano di Eduardo Portela, massimo sostenitore del progetto alternativo a quello di Euroleague per il basket europeo di club. Per come la dipinge il presidente dell’ULEB, che ha dedicato una vita al basket e va rispettato quant’altri mai, si tratterebbe di difendere la purezza dello sport dalla possibile corruzione che il vil denaro e la lega chiusa potrebbero trasmettere. Don Eduardo mi scuserà se proprio non sono d’accordo, ma il discorso è lungo, lungi da me trasformare l’argomento in un plebiscito per uno tra Portela e Bertomeu. Non è questo e non è tutto così netto. Ma senza soldi non c’è solidità. Senza solidità non c’è crescita. E senza crescita faremo sempre un passo avanti e due indietro. Pronti a riparlarne più a lungo, come merita l’argomento. Posto che parte delle argomentazioni dei sostenitori del progetto-Champions è sensata
Ø Cosa dite, la prossima volta che qualcuno arriva in volata con la Premiata ripenserà ai finali vincenti della Finelli-band ? E quelli che fanno le squadre con 10 se non 12 titolari cosa penseranno della Montegranaro che con poca panchina continua a vincere venendo da dietro, in trasferta, su campi difficili e blasonati ? Che forse conta di più la qualità rispetto alla qunatità, specie giocando 40 minuti (non 48) una volta la settimana e a basso (spesso bassissimo) ritmo ?
Grande derby della Virtus, con la pazienza e la tenacia per restare in partita contro una GMAC fresca nel primo tempo e resistere mentalmente a qualche buon tiro sbagliato. Poi come a Cantù un terzo quarto devastante, firmato ancora una volta Langford.
La Fortezza è solida mentalmente. Il lavoro di Boniciolli e Zorzi sta dando frutti, questo è sotto gli occhi di tutti, ma non necessariamente perchè quello che faceva il predecessore fosse sbagliato. La costruzione tecnica di Renato Pasquali, solidissima in teoria, veniva percepita come troppo complessa da molti. E gli scontenti, per quanto giocavano e con chi, troppi. Adesso alle Vu nere, per ora, è riuscita la fusione tra il blocco USA e quello dei veterani, grazie alla buona volontà di tutti. Se dura, son guai per molte
La Fortitudo va ancora al tappeto pur facendo intravedere grande potenziale. Qui la fusione NON è riuscita, Mancinelli è sull’Aventino, Strawberry e Papadopoulos appena arrivati hanno avuto troppo impatto per non far nascere qualche sospetto. E una squadra del genere, alla prima avvisaglia di difficoltà, tende a liquefarsi in difesa. Come più volte accaduto. Scontenti: in panchina tre giocatori che in serie A potrebbero come minimo aspirare a un minutaggio da 20-22
Senza volergli gettare alcuna croce addosso, Huertas è un non-play ed un cattivo difensore. Come giocatore di rottura può essere eccellente, tira in corsa come nessuno, ha fantasia ed è sempre in movimento. Ma fare di lui un possibile faro ? Mmmmmm … L’etichetta “miglior play dell’ACB” dovrebbe tener conto che la parte decisiva di quel voto era popolare. E che tutto sommato Rubio e Prigioni l’anno scorso han fatto meglio. Ciò detto, lo ripeto, è soprattutto una questione di calibrare le aspettative. E se adesso arriva un altro play, visto che Lamma è fermo a lungo, immagino che l’autostima del brasiliano non sia destinata ad uscirne bene
Con tutto questo, per me la GMAC potrebbe finire tra le prime 5-6, il potenziale è quello. Poi magari se le chiacchiere sulla situazione societarie si placassero (venendo sostituite da fatti e contante) sarebbe meglio.
Dicono che siano ben quattro gli allenatori che rischiano. Aspettiamoci almeno un paio di sostituzioni tra questa settimana e la prossima. Tra i nomi che partono di ricorsa gettonati quelli di Pancotto e Ramagli, ma la soluzione interna è sempre una possibilità
La Lottomatica ha perso a Ferrara contro una Carife senza Allegretti, con Collins abulico (1/8) e con Riley tagliato ma stellare (scherzi della pressione che se ne va). Roma ha giocato contro Virtus e Ferrara due partite intense, soprattutto in difesa. Con metà dell’attacco espresso a Udine e Pesaro le avrebbe probabilmente vinte. Adesso però è in una situazione kafkiana, serie di 5 vittorie in Eurolega e di 5 sconfitte in serie A. E la qualità del gioco offensivo delle ultime tre, ci metto anche l’Alba, è davvero modesta
Visto al Palalido una Snaidero coraggiosa ed un eccellente Antonutti (ma ci vogliono tante rondini per fare primavera). L’AJ ha vinto con la forza della panchina, sette uomini tra i 7 punti di Rocca ed i 16 di Thomas (contro la Premiata per esempio causa infortuni questa forza era mancta). Molto molto bene Mordente, minutaggi diffusi. Le cifre non premiano Bulleri ma anche lui dopo la notte brava contro il CSKA è molto più tranquillo in campo. Il che non toglie che molti dei problemi milanesi siano ancora lì sul tappeto. La Snaidero cambia a breve, in arrivo un play e forse altro.
Il terzetto dietro le due prime sta facendo benissimo. Per ora sono Treviso, Teramo e Montegranaro le capoliste dell’ “altra” classifica, in attesa che Roma si ritrovi e AJ e GMAC riprendano il loro posto, che per valore mi sembra almeno all’interno di questo gruppetto. Ma non sono i nomi ed i numeri che fanno le squadre. Le 3 a quota 12 sono squadre, altre in teoria più forti di loro per ora no
Visto ieri un CSKA clamoroso in difesa stritolare il Khimki nel quarto periodo. Mostruosa prova di Khryapa, altro passo in avanti di Zisis. Significativo un recupero in tuffo di Vorontsevich dopo un cambio perfettamente congegnato, il simbolo del DNA stampato nel codice genetico dei messiniani (tranne che a Milano nel secondo tempo ….)
Vedendo quella gara e vedendo in campo Fridzon e seduto Delfino per la regola che protegge i russi, ho pensato che sarà anch una bella idea ma a me … me pare ‘na strun—a
Ø Una grande partita di basket oggi a Roma. Con difesa, agonismo, emozione e voglia di vincere. Proprio una bazza come dicono a Bologna
Ø Sì, è la quarta sconfitta consecutiva di Roma, ma è diversa dalle altre. Non c’è stata l’arrendevolezza delle altre tre, e questo è già qualcosa
Ø Poi manca anche qualcosa, chiaro. Ma mancava anche prima e sarebbe mancato anche se Becirovic non avesse inavvertitamente rimesso la palla nella mani di Boykins allo scadere dei regolamentari (lo stesso Boykins che aveva scagliato un buzzer beater da 12 metri a fine terzo quarto)
Ø Non credo che manchi qualità. Piuttosto mancano i ruoli chiari (troppa qualità fino anche al dodicesimo della rotazione), manca chiarezza su Ray (stella ? comprimario ? pigrotto ? non favorito dal sistema ? ), manca chimica difensiva anche se nel quarto periodo la squadra sembrava assatanata di dietro
Ø E comunqe in campo al Palaottomatica c’era anche l’altra Virtus, ovverosia una delle pochissime squadre che per quantità e qualità di talento possa competere con Roma (che è fortarella assai)
Ø Senza le citate giocate di Boykins e senza la conseguente vittoria rimarrebbe comunque l’impressione di una squadra che sta dando grande disponibilità individuale e di gruppo a giocare assieme. 4 vittorie consecutive (includendo l’Eurochallenge) contano come le 4 sconfitte consecutive di Roma, cioè il giusto
Ø Perché le analisi devono avere la forza di andare oltre il risultato. E l’analisi deve includere anche un quarto periodo in cui fino al miracolo finale, preceduto di un istante da una clamorosa scempiaggine, Boykins non aveva messo in ritmo la squadra per nulla. Come invece ha fatto nel supplementare, lavorando con gli altri e per gli altri
Ø Non significa che tutti i problemi sono risolti, e non lo saranno neppure dopo eventuale vittoria nel derby (insidiosissimo per natura). Non significa, tanto per essere chiari, che Boniciolli da novello Cagliostro ha trovato la pietra filosofale e che Pasquali non capiva nulla (la squadra era comunque 3-2 con una vittoria a Milano). Ma che le facce siano diverse questo si vede di primo acchito
Ø In serata visto Eldo-Snaidero. Occhio a Guillermito Diaz, questo è uno pronto per fare la differenza vera, gli manca proprio poco poco. E Slay può essere, come il pugno di Mario Brega, piuma o “fero”. Decide lui ….
Ø Erano diverse anche le facce di Udine, come quelle di tutte le squadre che cambiano allenatore (e non perché quello di prima non fosse all’altezza). Ma le facce servono, poi ci vuole anche del basket, e qui la Snaidero è ancora indietro. L’impressione è che anche qui non ci sia il capo ma una serie di buoni o discreti giocatori da ri-orientare. Sacchetti ha scarpe grosse ma cervello finissimo, ed il tempo per ragionare ed agire (non solo e non soprattutto sul mercato)
Ø Le due stoppate di Lebron James (una mostrata anche oggi in Lottomatica-La Fortezza, l’altra di sabato notte) mi fanno dubitare, e seriamente, della sua appartenenza alla razza umana
Ø Occhio a Portland, corsara anche a Detroit. Troppi giocatori anche qui, ma pure troppo talento
Ø In campionato russo vittoria per il CSKA sulla Dynamo di Blatt con un grande Zisis. Incredibile come a Mosca riescano a recuperare psicologicamente i giocatori (Nikos non più tardi di un mese fa era totalmente fuori dal contesto). Poi ci vuole anche il caso, in questo caso sotto forma di occasione fornita dall’infortunio di JR Holden
Ø Avellino sfiora, ma per davvero, la vittoria a Zagabria e poi cade a Montegranaro. Vero che in Eurolega Markovski può contare anche su Slay, ma vero pure che vincere in trasferta in serie A è tutt’altro che banale
Ø I Knicks han fatto 82 punti ai Warriors nel solo primo tempo con la necessaria complicità dell’ineffabile Nelson. 82 ???????????????
Ø In Turchia il Fenerbahce infligge al Turk Telekom la prima sconfitta stagionale in volata, 75-73. Decisivi Savas e l’ex avellinese Devin Smith con 30 punti in coppia, mentre l’altro ex-irpino Marques Green (3 punti e 2 assist) paga ancora qualche acciacco fisico preoccupante
Pensieri a raffica
· Devo scappare, c’è l’ASG. Sarò … telegrafico
· Nate Robinson è pazzo
· Rudy meritava di più, molto di più
· L’Armani Jeans per l’ennesima volta deve andare sotto di 20 per cominciare a giocare
· Mi sbaglierò, ma Douglas non permette a Roma di migliorare nel suo tallone d’Achille, la dipendenza da Becirovic
· La Banca Tercas in casa sembra la Cantù del primo Sacripanti, trova sempre un modo per vincere
· Come e dove Siena riesca sempre a rigenerare la propria cattiveria agonistica, non lo so
· L’All Star Saturday è poca cosa, ma il packaging è di livello altissimo
· Domani a Phoenix sotterrano definitivamente i resti della squadra più divertente del nuovo millennio
· Non ero a Caserta mercoledì. Ma concentrarsi sulla differenza tra spintoni e schiaffi non mi pare centralissimo
· Non ero a Roma giovedì, ma riunire una Commissione di avvocati per dire che un reclamo è inammissibile nell’era digitale è ridicolo
· La Premiata domenica scorsa non aveva vinto la partita, ed i 2 punti della GMAC sono legittimi. Ma se il secondo e 04 che manca deve scomparire dalle analisi perché non c’è una regola che se ne occupi allora imito Scalfaro, non ci sto
· Anche perché neppure la prossima volta ci sarà quella regola
· E l’appello a chi ha sbagliato a farsi vedere e sentire non è stato raccolto da nessuno.
· Gli arbitri sono abbandonati a sé stessi, e chi fa finta di proteggerli accumulando sabbia su tutto quel che succede e suggerendo che non bisogna far rumore per avere un risarcimento fa il loro male
· Il concetto di anti-sportivo è impossibile da fissare, ma sembra non interessi a nessuno
· Il concetto di blocco irregolare è ancora più ballerino
· Vado a fare la telecronaca, peace and love
Pensieri a raffica (su GMAC-Premiata)
- Ovviamente sarebbe meglio parlare di molti argomenti. Ma quel che è successo oggi al PalaDozza merita una trattazione ampia, perché trattasi di questione complessa e composita.
- Si parte da un presupposto: nessun episodio vale 40 minuti, per cui i 39 minuti, 58 secondi e 83 centesimi che hanno preceduto la rimessa di Minard hanno un senso pieno. Nessuno vuole togliere dei meriti alla GMAC, che si è portata in vantaggio con un canestro clamoroso di Achara, ha ripreso la partita per i capelli ed è anch’essa vittima dell’ultimo macroscopico errore, avendo basato la propria difesa sul convincimento che mancassero 13 centesimi (così hanno detto loro gli arbitri).
- Ciò detto, non si può fare a meno di ricostruire passo per passo quanto successo dopo il parabolone dello scozzese, perché ci sono tantissime fattispecie da chiarire e altrettante domande da porsi.
- Dunque, Achara segna il canestro del +1. Come da regolamento il cronometro si ferma, mancano 1 secondo e 17 centesimi. La panchina della Premiata, come ovvio, si precipita al tavolo per chiedere un time-out. Nel frastuono la circostanza, comprensibilmente, sfugge ai giocatori marchigiani e agli arbitri. Minard rimette, il cronometro riparte. Presumibile, ma qui manca la sicurezza, che a farlo partire sia il precision time di un arbitro, visto che al tavolo tutti si stanno sbracciando per segnalare il minuto di sospensione e che l’arbitro più lontano dalla palla e più vicino al tavolo (Caiazza) segnala con altrettanta decisione che il gioco è fermo perché è stata chiesta sospensione. La palla arriva a Vasiliadis, che se ne libera prima della sirena. Mentre la palla è in aria però il cronometro si ferma senza motivo alcuno, con 13 centesimi da giocare. E’ il secondo errore, perché il tempo non doveva ripartire causa time-out, ma ancor di più non doveva essere fermato con la palla in aria, palla che al termine di una lunghissima parabola tocca il ferro e cade in campo.
- Achara si abbraccia con mezza Bologna, sembra che la gara sia finita ma finita non è. C’è quel 13 centesimi sul cronometro. E c’è il tavolo che segnala la richiesta di un time-out. Tola arriva al tavolo ed immediatamente segnala in maniera inequivocabile che la sospensione è concessa.
- Le panchine si avvicinano a chiedere lumi, ed a loro viene detto che bisogna giocare 13 centesimi, perché questo avrebbe segnalato il tavolo. A questo punto la Fortitudo schiera la propria difesa a protezione dell’area, perché con poco più di un decimo a disposizione non si può effettuare nei tempi un catch and shoot (ricevi e tira) ma solo un tap (una deviazione volante stile palleggiatore del volley). Nella confusione qualcosa si perde sulla panchina della Premiata: Finelli sa che mancano 13 centesimi ma l’informazione non arriva ai giocatori, almeno non a tutti. Non a Minard, che riceve a centro campo, si gira e segna la tripla pensando di avere circa 1 secondo. Gli arbitri annullano immediatamente, Minard si guarda intorno sconcertato ma non trova grande soddisfazione, perché anche la sua panchina partiva dal presupposto che mancassero 13 centesimi e non 1 e 17.
- Durante tutto il lunghissimo time-out sul cronometro sono apparsi i seguenti numeri: 13 (centesimi), 1:00 (1 minuto ? 1 secondo ?), nulla.
- Fin qui la ricostruzione, da qui i commenti. Partendo dall’ultima circostanza segnalata: se davvero i 13 centesimi fossero stati così pacifici, come mai gli ufficiali di campo hanno cancellato il 13 dal cronometro facendo giocare (incredibile !) l’ultima azione con il cronometro spento ? Già questa macroscopica contraddizione ci porta a capire la portata dell’accaduto
- Come si può continuare a giocare con cronometri non ri-programmabili ? Facendo una rimessa senza cronometro ? Nel 2009 ? Dopo che già nel 2005 al Palalido tra AJ e Benetton si era scivolati sulla stessa buccia di banana (salvo che Treviso aveva poi sbagliato l’ultimo tiro) ? Dopo che ad Avellino in Eurolega si sono giocate 2 (!!!) azioni nella gara contro l’Unicaja tirando a indovinare sul tempo mancante ? Sorry, è inaccettabile
- La partita, dopo il miracolo di Achara, poteva finire solo in due modi. Time-out non concesso, e quindi gara finita con errore di Vasiliadis, indipendentemente dall’erroneo stop dato al cronometro a 13 centesimi dal termine. Oppure, time-out Premiata e rimessa a 1 e 17. Siccome il time-out è stato concesso, barrare B, senza esitazioni
- Con l’uso del time code (applausi al camion SKY che ha emulato quello della TNT in un famoso Detroit-Orlando di playoff) si è stabilito che Minard si è liberato della palla in meno di un secondo (quindi certo meno di 1 e 17). Più o meno tra quando ha ricevuto e quando la palla ha lasciato la sua mano sono passati 20 fotogrammi, che equivalgono a circa 83 centesimi, comunque meno di 1 e 17 di sicuro. Occhio però, è una ricostruzione di grande valore giornalistico ma che vale poco in pratica, perché la Fortitudo ha organizzato la sua rimessa pensando a 13 e non 1 e 17.
- Giocare senza cronometro, fa sì che non si possa usare l’instant replay neppure ove esso sia in vigore. Pensate se gli arbitri avessero deciso che mancava 1 e 17 e se Minard o chi per lui avesse segnato. Chi avrebbe deciso ed in base a cosa se convalidare o meno ? Nella NBA dopo quel Detroit-Orlando è stato sancito che ogni volta che il cronometro non parte quando dovrebbe partire o viceversa si può risalire al tempo da rimettere sull’orologio tramite instant replay. Almeno per Coppa Italia e playoff, vogliamo copiare questo provvedimento ?
- Nell’interesse della trasparenza, sarebbe meglio sapere in tempi brevi chi ha rimesso in moto il cronometro (errore comprensibile dato il frastuono) e chi lo ha fermato. Con la nuova tecnologia possono aver fatto una cosa e l’altra uno dei 3 arbitri od il cronometrista. Non si tratta di trovare il colpevole, tanto la squadra nel suo complesso (3 arbitri e 3 UDC) ha purtroppo già perso. Commettendo un errore, anzi due. Gli errori sono umani e vanno sempre giustificati e perdonati. Non ammetterli o peggio cercare di coprirli o palleggiarseli invece non merita alcuna indulgenza
- Come finirà ? Non ne ho idea. In Eurolega sono state ripetute partite per cattiva gestione del cronometro (TAU-AEK) e perché era stato fatto un errore sulla sirena (la Fortitudo nella passata ULEB Cup). Chiari, uno dei 3 arbitri della gara di mezzogiorno, era in campo a Istanbul quando la terna concesse un canestro vincente sulla sirena di Solomon. Seguendo le proteste del Lietuvos Rytas gli arbitri si sobbarcarono il viaggio fino al camion della TV, dove in maniera irrituale ma ben dentro lo spirito del gioco e della giustizia, rilevarono l’effettiva non validità del canestro. Stop alle docce e via al supplementare, giocato senza pubblico a mezz’ora abbondante dalla sirena dei regolamentari. Meglio che dare una vittoria non meritata, e chi se ne frega di regole anacronistiche e parruccone.
- Ciò detto, qui la casistica è diversa. Posso dirvi con una certa sicurezza che in NBA si ritroverebbero nello stesso palasport, metterebbero 1 e 17 sul cronometro, e si riprenderebbe con una rimessa a metà campo per la Premiata sotto di 1. A me pare una soluzione (già sperimentata per errato conteggio di falli ad Atlanta e in D-League) di grande civiltà sportiva. Il modo cioè di contenere al massimo le conseguenze dell’errore, non privando le due squadre di quanto fatto fin lì e facendo rigiocare il giusto tempo mancante. Ma sono anche sicuro che questa sicuramente NON sarà la decisione presa
- Forse ripeteranno la partita, forse no. Il problema però è più ampio. Domani bisognerebbe cominciare a lavorare per fare due cose: la prima, dotarsi di attrezzature valide (leggi cronometri ri-programmabili). La seconda, fare ricorso al video ogni volta che serve e si può. Ogni volta che è utile insomma. L’ultima cosa che avrei voluto personalmente è del traffico vicino alla nostra postazione per ricostruire l’accaduto. Ma se fosse stato l’unico modo di giocare quell’1 e 17, meglio che niente.
- Inoltre sarebbe meglio allertare tutti sul fatto che in una circostanza del genere una panchina chiama sempre e comunque il time-out. Sarebbe bastato che un giocatore od un arbitro si voltasse verso il tavolo, e forse tutto questo non sarebbe successo
- Insomma, si tratterebbe di non fermarsi all’episodio ed alle decisioni connesse ma andare oltre, per migliorare, per crescere. Tutti insieme. Senza caccia al colpevole, senza dietrologie, senza decisioni aumm’ aumm’ o peggio ancora promesse di futuri risarcimenti ai danneggiati. Ripeto, sbagliare è umano, lo facciamo tutti. Trovando la forza di ammettere e spiegare gli errori e ripartendo da quelli per emendarsi, il movimento farebbe una grande cosa. Sempre che esista questo movimento ….
Pensieri a raffica
- Senza aver visto la partita sono molto impressionato dalla vittoria di Siena a Treviso. A Zagabria il Monte dei Paschi aveva perso soprattutto per qualche buon tiro sbagliato, ma questa è una diagnosi facile da fare stando all’esterno, meno per certi versi dal di dentro. Credere davvero che sia così, come dimostra l’autorità con cui la squadra è passata al Palaverde, significa avere una mentalità vincente al di là dei luoghi comuni e dei risultati
- Impossibile riconoscere a livello di approccio l’Armani Jeans della Futurshow Station rispetto a quella vista giovedì sera al Forum contro l’orribile Olympiacos. Forse il fatto è tutto lì, quando questa squadra, normale per certi versi, ha il coltello tra i denti se la gioca, quando è sedata, no. Il dibattito però verte ora attorno alla questione del turnover, resosi necessario con l’arrivo di Hollis Price. La questione è naturalmente complessa, ma per sommi capi gli elementi mi sembrano: 1) Se l’alternativa è tra Thomas e Sow, come è, si tratta di tirare la coperta da una parte o dall’altra. Ma sempre di scoprirsi si tratta, almeno fino a quando non rientrerà Mordente. 2) Al momento della gara contro La Fortezza Sow era l’unico non-MPS, assieme a Datome, tra i primi 10 per plus/minus lordo al minuto. Dicasi plus/minus lordo la prestazione della squadra durante la permanenza in campo di un singolo giocatore. Ma il dato, anche calcolato al minuto, rimane grezzo. Perché ad esempio fare +10 in una partita vinta di 40 è meno significativo che fare -3 in una persa di 30. Ecco allora il plus/minus netto, che mette in relazione i parziali di una squadra con quel giocatore in campo rispetto a quello che succede quando è in panchina. Se Tizio ha +10 e la partita finisce di 25 a favore della sua squadra significa che la squadra senza di lui ha fatto +15. Aggiustate tutto per tenere conto dei minuti giocati ed avrete un indice abbastanza significativo dell’impatto di un dato giocatore sulla sua squadra. Ebbene, per Sow i dati così parametrati sono ancora più positivi. Il suo indice era +31,8 prima della gara contro la Virtus (per fare un raffronto, quello di Rocca era +2,8). 3) Mason Rocca ha chiuso la gara di Bologna con -1 di plus/minus. Il che porta il suo totale stagionale nelle gare senza la presenza di Sow a +62. Quando invece a roster c’è il senegalese il suo saldo è -72. 4) Contro la difesa dell’Armani Jeans Ford ha preso solo due tiri davvero dal post basso, sbagliandone uno contro Katelynas e segnando invece un fade away contro Rocca. Il resto del suo (notevole) fatturato è venuto da trasformazione di scarichi giocando sulla linea di fondo (4 canestri) e contropiede/transizione (2 canestri). 5) Pape Sow è un giocatore molto attivo, ma la scorsa stagione stoppava un tiro ogni 60 minuti, e finora viaggia ad un’inchiodata ogni 39. Il che non toglie che per Ford è più difficile finire uno scarico contro di lui (che stoppi o meno) che non contro gli altri lunghi di Bucchi. Morale della lunga tiritera (e vi faccio grazia di altre 10 possibili argomentazioni): ogni scelta presenta i suoi pro e contro (ha il suo plus/minus netto ….). Solo che questa va valutata nel medio-lungo e quando sarà chiaro se Price è giocatore che incide o meno, se Thomas con la nuova versione e senza problemi fisici può giovarsi della presenza del figlio di Desire e come i compagni rispondono al nuovo assetto. Dico senza mezzi termini che una squadra così povera di un certo tipo di atletismo non può privarsi a cuor leggero di Sow, anche alla luce di alcuni dei dati di cui sopra. Ma allo stesso modo non si può tirare una conclusione dopo una partita.
- Il discorso di cui sopra mi porta a due rapide considerazioni da sviluppare in futuro. La prima: il gioco di post basso è una variabile scarsamente importante nel repertorio di giocatori che vent’anni fa non lo avrebbero abbandonato mai e poi mai. Crosariol, grande emergente, trae dal post basso il 6 % del proprio attacco, Eze il 15, Brezec il 20, Ford il 27 (ma con risultati enormemente inferiori rispetto ad altre situazioni) come Brandon Brown. Nessuno di questi arriva al 30 %, e sono abbastanza sicuro che per i loro padri e nipoti non si stava sotto il 70. La seconda: difficile per come si gioca oggi limitarsi a dire che Tizio è meglio di Caio. Dipende dai compagni, dal sistema, dal contesto. L’Olympiacos giocatore per giocatore è una clamorosa compilation di fuoriclasse. Quei fuoriclasse, assieme, giocano non male ma malissimo. Ergo, aggiungendone altri non si aiutano quelli che ci sono. Perché a volte si progredisce levando qualche giocatore (e non aggiungendolo). Oppure dando più spazio ad uno leggermente inferiore in teoria ma più adatto ad esaltare il rendimento collettivo. Il problema è che indovinare la miscela giusta è questione di competenza, fortuna e tempo, in parti uguali. La prima si può anche avere, ma se la seconda non ti aiuta ed il terzo non te lo dai si fa fatica
- Per dire, mi pare che Teramo sia una squadra soprattutto sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda più che capace di demolire fisicamente o tecnicamente tutti gli avversari. Ma sono le squadre che oggi vincono, spesso in volata, magari contro un’avversaria che meritava tanto come Biella (by the way, terrificante il finale di Gist)
- C’è sempre grande agitazione nella zona medio-bassa della classifica, molto ampia. Al momento il discorso-retrocessione riguarda almeno 8 squadre, la metà del lotto. Facile fare i filosofi con le paure altrui, ma chi per primo si fa prendere dal panico o rimescola una volta di troppo le carte diventa davvero un candidato alla discesa in Legadue
- Visto un bellissimo Real-Barcellona, di enorme pathos. Oggi, a parte la sconfitta, i blau-grana sono numero 1 in Europa per qualità, ma la strada per arrivare in fondo è lunghissima.
Rinvio
Causa Superbowl, Pensieri a raffica è rinviato a domani. Peace and love
Pensieri a raffica, special edition
Special edition perché sono in partenza per l’America (viaggio di aggiornamento NBA, una diecina di giorni). Settimana piena di impegni, sorry per non aver aggiornato il blog ma … (sh)it happens
Da quando non ci sentiamo ho visto splendide partite. Lottomatica-TAU, roba fine di Eurolega. Emozioni anche oggi al PalaLottomatica. Grandi sprazzi di Siena, sia massacrando La Fortezza e Snaidero che spuntandola sul filo contro il Panathinaikos
E poi Lui. Il Trascendente, non solo il Prescelto. “He’s a beast” – ha sentenziato Paul Pierce. Piaccia o meno, l’MVP è già assegnato, Lebron James è semplicemente di più.
Torno sulla gara di oggi a Roma. Subito il discorso sull’episodio dell’antisportivo a fine regolamentari. Intanto faccio ammenda per non aver notato che il fallo era di Crosariol e non di Porta, uno dei tanti errori (ho anche confuso Bon Jovi coi Guns ‘n Roses !). NON ho sostenuto però che non fosse antisportivo. Ho sostenuto, ed è cosa ben diversa, che questa situazione, per quello zero che capisco io, è ben all’interno della dialettica “normale” del gioco e non andrebbe punita in maniera più pesante rispetto alla sanzione “normale” dai legislatori che fanno le regole. Tu stai andando a segnare facile, io non voglio darti due punti e spero che sbagli almeno un tiro libero, spendo un fallo e mi accingo a seguire i tuoi liberi. Se il fallo è di eccessiva e non necessaria violenza, lo si sanzioni in maniera più pesante. Ma se, come quello di stamane, non è tale, per me andrebbe depenalizzato. Due tiri e possesso sono una pena capitale, e quello non è un delitto così grave. E’ la mia opinione, non riguarda gli arbitri che devono solo far osservare quelle regole. Che comunque riferiscono il loro giudizio al concetto di “giocare la palla” o meno. Chi difende non vuole giocare la palla, è un concetto sfuggente, scivoloso, troppo lasco e filosoficamente discutibile. In difesa voglio fare muro, contenere, anticipare, scivolare. Qualche volta (poche) rubare o stoppare. Ripeto comunque, non mi riferivo a Mattioli o all’arbitro che applica correttamente le direttive che gli sono state date. Penso però che bisognerebbe ragionare bene su cosa stiamo facendo, su qual è la ratio di certe direttive, e non accapigliarsi sul singolo episodio o accettare acriticamente un’interpretazione (quello è il mestiere degli arbitri, non dei giornalisti)
Roma malissimo 30 minuti abbondanti, ma gli ultimi 10 confermano che quanto a spirito e voglia ci siamo alla grande. Quanto a gioco, soprattutto a metà campo, un po’ meno. Come a Rieti mancava Becirovic e come a Rieti la Lottomatica ha avuto bisogno di 5 minuti supplementari e di un Giachetti spaziale per portare a casa la W. E Sani, con tutta l’immensa classe, non è comunque la risposta, perché può sfornare anche 5 assist da fantascienza ma non è il tipo di giocatore che ti aiuta a muovere la palla in maniera efficace.
L’Air ha giocato ancora una volta alla grande in trasferta. Ancora una volta poco Williams (colpa sua e degli altri), come da qualche gara poco Warren e pochissimo Diener (vedi sopra). Eppure la squadra di Markovski ha condotto a lungo, reagito e provato a non arrendersi. Crosariol irreale, deve solo realizzare che ha corpo e tecnica da altissima Eurolega e trovare continuità, limiti oggettivi non ce ne sono
Alla settima giornata Sundiata Gaines era a un millimetro dal taglio, era andato in doppia cifra solo 3 volte su 7 e contro AJ e La Fortezza non aveva dato un singolo segno di vita. Lo stesso giocatore ha firmato un altro gran colpo esterno della NGC, corsara a Pesaro. Nelle ultime 5 il quasi tagliato viaggia a 19,8 di media con 16/29 da 3. Bruno Arrigoni è un grande scout, ma lo era anche quando il ragazzo newyorchese era un pesce fuor d’acqua. Più importante è il lavoro che lui, la società e lo staff tecnico fanno per recuperare quelli in difficoltà. Chi scrive ricorda Bootsy Thornton, nella stessa situazione, esplodere prepotentemente dopo aver rischiato il taglio a seguito di un encefalogramma cestisticamente piatto. Non significa che bisogna aspettare tutti in eterno. Ma non capire quale sia il salto professionale ed umano che questi ragazzi fanno venendo in Europa è sbagliato. Qualcuno ricorda quando D’Antoni voleva tagliare un ectoplasma che avev scritto detro la maglia “Djordjevic” (e non Smith o Williams)? E quando dopo la Befana lo stesso giocatore divenne un’iradiddio totale con lo stesso allenatore e gli stessi compagni ?
Pensieri a raffica
Ø 12 partite, 8 finali in volata, 5 persi, 3 vinti. L’Armani Jeans è sempre sé stessa, nel bene e nel male. Ci dà,e molto. Difende. Se la passano. Ma sono tanti troppo uguali. Spesso la fisicità è limitata, soprattutto quando non ci sono Hawkins e Sow. Il bicchiere continua ad essere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo, e oggi ancora una voltai palloni decisivi sono stati nelle mani di Katelynas, Bulleri e Hall, tutti in vari recenti momenti indiziati di taglio. Idea pazza: e qualche volta un quintetto con Hall nel suo ruolo vero, cioè l’ala piccola ? E ancora: se l’idea per vincere in trasferta è il quintetto piccolo (come a Istanbul spazio a Katelynas da 5), forse Rocca e Sow assieme sono un lusso
Ø Personalmente sono un enorme tifoso delle doti di Luca Vitali, giocatore speciale per tecnica, palle e intelligenza cestistica. Proprio per questo penso che possa capire che tra la sicurezza e il complesso di superiorità il passo può essere fin troppo breve. E che per fare la differenza è più importante fare tre cose facilissime nel momento del bisogno che tre miracoli qua e là. Fermo restando che il suo antisportivo, come il tecnico di Hawkins, è grave non tanto in quanto umano errore ma in quanto diabolico perseverare (analogo fallo senza conseguenze allo scadere del primo quarto contro Cantù).
Ø La Benetton ha tutto quello che non aveva la passata stagione, cioè umiltà, intensità, continuità e voglia di sporcarsi le mani per una vittoria. Non ha probabilmente il talento, che aveva nella passata stagione per quanto fine a sé stesso, per essere subito competitiva nella zona alta della classifica, ma stamattina l’ambiente al PalaVerde era molto confortante dopo i forni della passata stagione. A pelo a pelo, dicono in Campania, si fa il pennello
Ø Tiene banco ovviamente il caso-Boykins. Inutile dire che l’indisciplina non va accettata e che chi si mette sopra il gruppo si mette fuori dallo stesso. Come finirà non siamo in grado dirlo, dipende da molti fattori. A naso si va verso il taglio, non mi pare un rapporto ricucibile e non sono sicuro che nel profondo delle proprie convinzioni né Sabatini né Boniciolli ritenessero il piccoletto necessariamente la vera soluzione del puzzle. Trattasi di giocatore molto forte, molto peperino e molto poco (zero) playmaker nel senso classico. Viste le caratteristiche degli altri (penso a Righetti, Vukcevic, Chiacig, Giovannoni tanto per dire quattro nomi immediatamente) l’ometto di Cleveland poteva anche essere un corpo estraneo. Da qui a dire che in caso di conferma del taglio la Virtus, oltre a risparmiare dei bei soldi, ha fatto un affare tecnico, ce ne passa. Le accelerate di Boykins appartenevano ad un altro livello di basket, per poco collegate che fossero al resto del sistema. Se davvero se ne va è questione di ragionare bene su cosa fare, e magari investire Langford del ruolo di capobastone.
Ø Visto Carmelo Anthony al Madison giocare un quarto periodo pazzesco, frustrando da solo la difesa dei Knicks che ad ogni azione mandava un uomo in più salvo essere regolarmente beffata. Fenomenale davvero. New York fa intravedere dei barlumi, cerca di metterci qualcosa ma è terribilmente discontinua, non prende un rimbalzo ed è emotivamente nelle mani di un ipercinetico Nate Robinson, mistero atletico senza uguali nel panorama dello sport mondiale
Ø Biella lo scorso anno aveva vinto con una grande rimonta a Udine. Stavolta la rimonta l’ha subita, giocando una brutta rimessa con poco meno di 4 secondi sul cronometro (un passaggio indietro a Spinelli che parte da fermo non è parsa l’idea del secolo). Un’altra vittoria per coach Meo Sacchetti, cervello fine quanto grosse sono le scarpe di uno dei più grandi giocatori della storia del nostro basket
Ø Roma vince ancora, stavolta stendendo la Premiata dei 4 neri nel quarto periodo, quando una panchina sterminata tende a fare la differenza. Il ritorno in campo di Becirovic è decisivo come Hutson, ora si tratta di decidere come andare avanti. 20 giorni senza una parola definitiva sui sostituti di Repesa e Ray, ovverosia le due personalità più importanti fino al momento della loro partenza, sembrano tanti.
Pensieri a raffica
Ø Grande spettacolo a Rieti, sfida all’OK Corral finale tra Green e Giachetti e vittoria del toscano. Secondo overtime vincente per Roma tra giovedì ed oggi, nel bicchiere c’è qualcosa ma il liquido è ancora torbido. Tutto è eternamente sospeso, neppure la partenza di Repesa ha definitivamente sciolto i dubbi. Ne viene fuori una miscela instabile, un possesso da scudetto ed uno da retrocessione, Giachetti che sembra un lottery pick e Jennings che pare un allievo messo nei 12. Datome sul punto di esplodere, Gabini nullo dopo una gara dominante. De La Fuente in down duro dopo un inizio favoloso, e si potrebbe andare avanti a lungo. In attesa di sapere due cosucce tipo chi sarà l’head coach fino alla fine e chi sostituisce Ray, sappiamo che il potenziale della squadra è enorme. Per diventare realtà però abbisogna del collante.
Ø Per il famoso discorso del pane e dei denti, la Solsonica ha messo in mostra un sorriso da 32 fantastico. Peccato che il pane scarseggi, e che con la panchina così corta sia impossibile evitare di riposarsi in campo. Così il parziale di 11-0, necessario per mettere la partita su certi binari, lo paghi a gioco lungo. Peccato che i discorsi che riguardano la squadra siano messi in secondo piano dalla situazione attorno ai 28×15. E che si parli di penalizzazioni future, assetti societari, insensibilità delle istituzioni e arte varia più che della 3-2 di Lardo o delle sorprendenti mani da passatore di Pervis Pasco.
Ø Tre tecnici nel primo tempo al PalaSojourner, tutti griffati Facchini, che ha pure espulso l’operatore al tabellone e minacciato la sospensione per essere stato colpito da una moneta. Partiamo dal fondo: chi tira una moneta, Papalia dixit pubblicamente, è un’idiota. E chi non glielo dice, in piccolissima parte è un complice. Per non esserlo, reitero che il tiratore di conio vecchio o nuovo è un grosso idiota, deve stare a casa (il basket è troppo difficile per il suo precario intelletto) e i vicini devono segnalarlo all’autorità per i provvedimenti del caso, o come minimo spiegargli che trattasi, una vez mas, di idiota a tutto tondo. E un arbitro, che già non dovrebbe accettare la prima moneta, di certo deve andarsene alla seconda. Per quello che riguarda invece il comportamento in campo, sarebbe ora di mettersi d’accordo. La maleducazione sportiva va estirpata. Non importa se in altri e più popolari giochi viene accettata e ritenuta normale. Chi si straccia le vesti, urla ed emula Mario Merola deve essere punito con le sanzioni previste, dal richiamo ufficiale in su. Se però solo le superstar arbitrali possono/devono permettersi di farlo, rischiano di fare la figura dei giustizieri, e di mettere loro e gli arbitri più giovani in cattiva luce. Il che è assurdo partendo dal presupposto che hanno tutte le ragioni. I vertici tecnici della categoria faranno un grosso passo avanti quando nessuno dovrà superare i 15 anni di esperienza per trattare tutti alla stessa maniera, severa ma giusta. Nel frattempo, se si potessero intensificare le discussioni tecniche su blocchi, palming, passi in partenza, vantaggio tecnico, gioco di post basso et similia, sarebbe una bella cosa.
Ø Andre Collins, dominante a inizio campionato, ha la mano più fredda dai tempi dell’omonimo Nick. Nelle ultime 3 si parla di 30 tiri, 25 dei quali a salve.
Ø Mi dicono di un grave infortunio per Melli, legamenti del ginocchio parrebbe. Spero non sia vero intanto. O in seconda istanza che sia vero che tutto accade per una ragione. E tra 4-5 anni questa brutta serata sia un ricordo sfumato dopo una grande partita di Eurolega/NBA
Ø 5 partite finite entro i 4 punti di scarto. E’ il campionato più equilibrato d’Europa, come minimo. Forse anche il più difficile, il che non significa per forza quello con la miglior qualità medio-alta. E grazie all’italico genio che sopperisce all’ancor più italica sregolatezza, sembra che ogni anno arrivi un inventore a proporci qualcosa. Il testimone dell’Avellino 2007-2008 è stato pasato oggi idealmente da Matteo Boniciolli ad Andrea Capobianco, coach of the mid-year senza discussione alcuna.
Ø Chapeau a Siena: dopo la scoppola di Barcellona (più pesante dello scarto finale per sostanza) assestare una botta forte alla Scavolini senza Kaukenas oltre a Finley è per pochi. Anzi, per nessuno
Ø Grande Jamont Gordon a Milano, e vittoria che conferma appieno il potenziale della GMAC. Certo che pensare a JG ed alla squadra 7 giorni fa in casa contro l’Air fa pensare che proprio normale questo campionato non è. E certo che giudicare uno di 21 anni, in una situazione societaria e tecnica complessa, per le prime 10 partite in Italia è da sconsiderati. Sarebbe come, per dire, non capire come Brandon Jennings così danneggi lui, la squadra e il futuro di tutti e due. Pretendere che capisca da solo come fare è impossibile. Scusare tutto con la giovane età, idem. O qualcuno si mette in mezzo e con un bel mix di buone e cattive lo guida, oppure il deragliamento mi par possimo. A scanso di equivoci: nelle rispettive categorie di peso, trattasi di due grossissimi talenti. Prima di darla su o di esaltarsi troppo per una grande prova (come quelle di Jennings a inizio stagione, quando pensava meno) io aspetterei un filino
Ø L’Armani Jeans allunga l’infinita lista delle volate. Solo in Italia sul filo di lana ha vinto a Pesaro, perso contro La Fortezza, a Caserta e contro Montegranaro, vinto a Ferrara e Teramo prima di capitolare oggi. Per gli ottimisti una squadra tignosa, per i pessimisti una che non si scrolla quasi mai di dosso l’avversario. Forse semplicemente quel problema della rotazione troppo lunga ed omogenea che tiene sempre in gara te e l’avversario.
Ø Caserta, Udine, Biella e Cantù vincono partite di grande importanza. L’altalena continua, al momento sarebbero in cinque a giocarsi con l’avulsa l’ottavo posto per la Coppa Italia, un traguardo intermedio di grande fascino che non deve però far dimenticare che con la classifica così corta (otto squadre in quattro punti se Rieti non fosse penalizzata) la differenza tra paradiso e inferno è più sottile di un capello
Pensieri a raffica
Ø Fortitudo male vero, ma lo sapevate già. Piatta, senza reazioni, fin dall’inizio, dopo un derby perso di netto, dopo un (altro) allenatore saltato, con l’aria di contestazione che alla fine è diventata vento
Ø Eppure la squadra talento ne ha in attacco. Solo che tutti quelli che lo detengono non riescono a sfruttarlo nel nome della squadra, e non sono sicuro ce sia cattiva volontà quanto difficoltà intrinseca nel farlo. Oh, prima o poi dovrebbero anche rientrare Lamma, Woos, Bagaric e Slokar in ordine sparso. Per Pancotto un lavoro lungo e difficile, senza avere un vero punto di riferiment ma avendo una pletora di giocatori con pedigree e attese
Ø Molto bene dall’altra parte Avellino, tranquilla e padrona del campo. Sopra le loro abitudini Porta e Crosariol, e quando il primo tiene il campo bene Best può fare il killer, la sua specialità. Super Warren, corpo (enorme) totalmente estraneo Eric Williams. Nelle ultime 3 partite per lui una singola ricezione in post basso, dalle mani di Radulovic allo scadere dei 24 secondi. Così forse meglio per lui e per la squadra cambiare … Air
Ø Sconfitta anche l’altra bolognese nell’anticipo del sabato. Impressione: serie di vittorie inebrianti, inizio sul velluto uguale (nella testa di qualche giocatore) “questa è già vinta”. E invece in questo campionato non hai mai vinto fino alla sirena (citofonare Scavo-Spar)
Ø Boykins dannoso per l’approccio leggero nel primo tempo (un sorriso va bene, 5-6 risate sono eccessive) e per come ha mandato fuori ritmo i compagni. Personalmente non sono un grande tifoso del quintettone con Chiacig, soprattutto perché costringe a sacrificare un po’ Giovannoni, anima della squadra e dello spogliatoio e giocatore che in attacco sposta con la versatilità. Ma è da sciocchi, per non dire altro, criticare la coppia Ford-Chiacig dopo le sconfitte ed esaltarla dopo le vittorie (magari in volata come molte prima del derby). Boniciolli ci crede e fa bene ad andare in fondo così, con le sue convinzioni
Ø Dicono che tra Roma e Allan Ray sia finita, una separazione consensuale a costo zero per la società (come quella di Repesa dicono). Che però un comunicatino striminzito di due righe per annunciare almeno la sospensione poteva anche consegnarlo ai posteri …..
Ø Intanto la squadra torna alla vittoria, in attesa di sapere chi la condurrà fino al termine della stagione. Djordjevic ? Gentile ? Qualcun altro ? Stay tuned
Ø Ho visto la squadra che forse più di ogni altra raggiunge risultati rispetto a budget e quindi talento. E’ l’Aget Imola, vincente ai supplementari contro Casale
Ø Intanto in Legadue 24 punti e 38 di valutazione per Melli a Varese nella vittoria che rilancia definitivamente Reggio Emilia nella corsa alla promozione. Un talento pazzesco, irreale
Ø Mike Hall doppia doppia da 17 e 14 e canestro della vittoria a Teramo. A volte non tagliare i giocatori che hai deciso di tagliare (memento analogo paniere della vittoria a Ferrara) è un bell’affare
Ø In NBA sale Belinelli e scende Bargnani al fixing settimanale. Ma finchè saremo appesi agli ultimi due-tre boxscore sarà sempre un problema, e lì non ti aspettano in eterno ….
Ø Settimana scorsa tour a Bologna e Milano di Eduardo Portela, massimo sostenitore del progetto alternativo a quello di Euroleague per il basket europeo di club. Per come la dipinge il presidente dell’ULEB, che ha dedicato una vita al basket e va rispettato quant’altri mai, si tratterebbe di difendere la purezza dello sport dalla possibile corruzione che il vil denaro e la lega chiusa potrebbero trasmettere. Don Eduardo mi scuserà se proprio non sono d’accordo, ma il discorso è lungo, lungi da me trasformare l’argomento in un plebiscito per uno tra Portela e Bertomeu. Non è questo e non è tutto così netto. Ma senza soldi non c’è solidità. Senza solidità non c’è crescita. E senza crescita faremo sempre un passo avanti e due indietro. Pronti a riparlarne più a lungo, come merita l’argomento. Posto che parte delle argomentazioni dei sostenitori del progetto-Champions è sensata
Ø Cosa dite, la prossima volta che qualcuno arriva in volata con la Premiata ripenserà ai finali vincenti della Finelli-band ? E quelli che fanno le squadre con 10 se non 12 titolari cosa penseranno della Montegranaro che con poca panchina continua a vincere venendo da dietro, in trasferta, su campi difficili e blasonati ? Che forse conta di più la qualità rispetto alla qunatità, specie giocando 40 minuti (non 48) una volta la settimana e a basso (spesso bassissimo) ritmo ?
Pensieri a raffica
Grande derby della Virtus, con la pazienza e la tenacia per restare in partita contro una GMAC fresca nel primo tempo e resistere mentalmente a qualche buon tiro sbagliato. Poi come a Cantù un terzo quarto devastante, firmato ancora una volta Langford.
La Fortezza è solida mentalmente. Il lavoro di Boniciolli e Zorzi sta dando frutti, questo è sotto gli occhi di tutti, ma non necessariamente perchè quello che faceva il predecessore fosse sbagliato. La costruzione tecnica di Renato Pasquali, solidissima in teoria, veniva percepita come troppo complessa da molti. E gli scontenti, per quanto giocavano e con chi, troppi. Adesso alle Vu nere, per ora, è riuscita la fusione tra il blocco USA e quello dei veterani, grazie alla buona volontà di tutti. Se dura, son guai per molte
La Fortitudo va ancora al tappeto pur facendo intravedere grande potenziale. Qui la fusione NON è riuscita, Mancinelli è sull’Aventino, Strawberry e Papadopoulos appena arrivati hanno avuto troppo impatto per non far nascere qualche sospetto. E una squadra del genere, alla prima avvisaglia di difficoltà, tende a liquefarsi in difesa. Come più volte accaduto. Scontenti: in panchina tre giocatori che in serie A potrebbero come minimo aspirare a un minutaggio da 20-22
Senza volergli gettare alcuna croce addosso, Huertas è un non-play ed un cattivo difensore. Come giocatore di rottura può essere eccellente, tira in corsa come nessuno, ha fantasia ed è sempre in movimento. Ma fare di lui un possibile faro ? Mmmmmm … L’etichetta “miglior play dell’ACB” dovrebbe tener conto che la parte decisiva di quel voto era popolare. E che tutto sommato Rubio e Prigioni l’anno scorso han fatto meglio. Ciò detto, lo ripeto, è soprattutto una questione di calibrare le aspettative. E se adesso arriva un altro play, visto che Lamma è fermo a lungo, immagino che l’autostima del brasiliano non sia destinata ad uscirne bene
Con tutto questo, per me la GMAC potrebbe finire tra le prime 5-6, il potenziale è quello. Poi magari se le chiacchiere sulla situazione societarie si placassero (venendo sostituite da fatti e contante) sarebbe meglio.
Dicono che siano ben quattro gli allenatori che rischiano. Aspettiamoci almeno un paio di sostituzioni tra questa settimana e la prossima. Tra i nomi che partono di ricorsa gettonati quelli di Pancotto e Ramagli, ma la soluzione interna è sempre una possibilità
La Lottomatica ha perso a Ferrara contro una Carife senza Allegretti, con Collins abulico (1/8) e con Riley tagliato ma stellare (scherzi della pressione che se ne va). Roma ha giocato contro Virtus e Ferrara due partite intense, soprattutto in difesa. Con metà dell’attacco espresso a Udine e Pesaro le avrebbe probabilmente vinte. Adesso però è in una situazione kafkiana, serie di 5 vittorie in Eurolega e di 5 sconfitte in serie A. E la qualità del gioco offensivo delle ultime tre, ci metto anche l’Alba, è davvero modesta
Visto al Palalido una Snaidero coraggiosa ed un eccellente Antonutti (ma ci vogliono tante rondini per fare primavera). L’AJ ha vinto con la forza della panchina, sette uomini tra i 7 punti di Rocca ed i 16 di Thomas (contro la Premiata per esempio causa infortuni questa forza era mancta). Molto molto bene Mordente, minutaggi diffusi. Le cifre non premiano Bulleri ma anche lui dopo la notte brava contro il CSKA è molto più tranquillo in campo. Il che non toglie che molti dei problemi milanesi siano ancora lì sul tappeto. La Snaidero cambia a breve, in arrivo un play e forse altro.
Il terzetto dietro le due prime sta facendo benissimo. Per ora sono Treviso, Teramo e Montegranaro le capoliste dell’ “altra” classifica, in attesa che Roma si ritrovi e AJ e GMAC riprendano il loro posto, che per valore mi sembra almeno all’interno di questo gruppetto. Ma non sono i nomi ed i numeri che fanno le squadre. Le 3 a quota 12 sono squadre, altre in teoria più forti di loro per ora no
Visto ieri un CSKA clamoroso in difesa stritolare il Khimki nel quarto periodo. Mostruosa prova di Khryapa, altro passo in avanti di Zisis. Significativo un recupero in tuffo di Vorontsevich dopo un cambio perfettamente congegnato, il simbolo del DNA stampato nel codice genetico dei messiniani (tranne che a Milano nel secondo tempo ….)
Vedendo quella gara e vedendo in campo Fridzon e seduto Delfino per la regola che protegge i russi, ho pensato che sarà anch una bella idea ma a me … me pare ‘na strun—a
Pensieri a raffica
Ø Una grande partita di basket oggi a Roma. Con difesa, agonismo, emozione e voglia di vincere. Proprio una bazza come dicono a Bologna
Ø Sì, è la quarta sconfitta consecutiva di Roma, ma è diversa dalle altre. Non c’è stata l’arrendevolezza delle altre tre, e questo è già qualcosa
Ø Poi manca anche qualcosa, chiaro. Ma mancava anche prima e sarebbe mancato anche se Becirovic non avesse inavvertitamente rimesso la palla nella mani di Boykins allo scadere dei regolamentari (lo stesso Boykins che aveva scagliato un buzzer beater da 12 metri a fine terzo quarto)
Ø Non credo che manchi qualità. Piuttosto mancano i ruoli chiari (troppa qualità fino anche al dodicesimo della rotazione), manca chiarezza su Ray (stella ? comprimario ? pigrotto ? non favorito dal sistema ? ), manca chimica difensiva anche se nel quarto periodo la squadra sembrava assatanata di dietro
Ø E comunqe in campo al Palaottomatica c’era anche l’altra Virtus, ovverosia una delle pochissime squadre che per quantità e qualità di talento possa competere con Roma (che è fortarella assai)
Ø Senza le citate giocate di Boykins e senza la conseguente vittoria rimarrebbe comunque l’impressione di una squadra che sta dando grande disponibilità individuale e di gruppo a giocare assieme. 4 vittorie consecutive (includendo l’Eurochallenge) contano come le 4 sconfitte consecutive di Roma, cioè il giusto
Ø Perché le analisi devono avere la forza di andare oltre il risultato. E l’analisi deve includere anche un quarto periodo in cui fino al miracolo finale, preceduto di un istante da una clamorosa scempiaggine, Boykins non aveva messo in ritmo la squadra per nulla. Come invece ha fatto nel supplementare, lavorando con gli altri e per gli altri
Ø Non significa che tutti i problemi sono risolti, e non lo saranno neppure dopo eventuale vittoria nel derby (insidiosissimo per natura). Non significa, tanto per essere chiari, che Boniciolli da novello Cagliostro ha trovato la pietra filosofale e che Pasquali non capiva nulla (la squadra era comunque 3-2 con una vittoria a Milano). Ma che le facce siano diverse questo si vede di primo acchito
Ø In serata visto Eldo-Snaidero. Occhio a Guillermito Diaz, questo è uno pronto per fare la differenza vera, gli manca proprio poco poco. E Slay può essere, come il pugno di Mario Brega, piuma o “fero”. Decide lui ….
Ø Erano diverse anche le facce di Udine, come quelle di tutte le squadre che cambiano allenatore (e non perché quello di prima non fosse all’altezza). Ma le facce servono, poi ci vuole anche del basket, e qui la Snaidero è ancora indietro. L’impressione è che anche qui non ci sia il capo ma una serie di buoni o discreti giocatori da ri-orientare. Sacchetti ha scarpe grosse ma cervello finissimo, ed il tempo per ragionare ed agire (non solo e non soprattutto sul mercato)
Ø Le due stoppate di Lebron James (una mostrata anche oggi in Lottomatica-La Fortezza, l’altra di sabato notte) mi fanno dubitare, e seriamente, della sua appartenenza alla razza umana
Ø Occhio a Portland, corsara anche a Detroit. Troppi giocatori anche qui, ma pure troppo talento
Ø In campionato russo vittoria per il CSKA sulla Dynamo di Blatt con un grande Zisis. Incredibile come a Mosca riescano a recuperare psicologicamente i giocatori (Nikos non più tardi di un mese fa era totalmente fuori dal contesto). Poi ci vuole anche il caso, in questo caso sotto forma di occasione fornita dall’infortunio di JR Holden
Ø Avellino sfiora, ma per davvero, la vittoria a Zagabria e poi cade a Montegranaro. Vero che in Eurolega Markovski può contare anche su Slay, ma vero pure che vincere in trasferta in serie A è tutt’altro che banale
Ø I Knicks han fatto 82 punti ai Warriors nel solo primo tempo con la necessaria complicità dell’ineffabile Nelson. 82 ???????????????
Ø In Turchia il Fenerbahce infligge al Turk Telekom la prima sconfitta stagionale in volata, 75-73. Decisivi Savas e l’ex avellinese Devin Smith con 30 punti in coppia, mentre l’altro ex-irpino Marques Green (3 punti e 2 assist) paga ancora qualche acciacco fisico preoccupante