FILO DIRETTO

Verso gara-4

In attesa di completare la visione, qualche nota volante dopo aver ri-visto il primo tempo di gara-3

• In generale le due squadre stanno giocando stili di basket offensivo molto differenti. Il 29,9 % dal campo di gara 1 per Orlando è diventato un 41,8 in gara 2 ed un clamoroso 62,5 (record ogni-epoca) in gara-3. La chiave mi pare il migliorato utilizzo di Howard, non più in post basso a vedersela da fermo contro una difesa che lo aspetta al varco ma inserito in un attacco di pick and roll sempre più efficace. Finora in questa serie sono 120 i possessi di Orlando finalizzati tramite uno screen/roll contro i soli 65 dei lakers (praticamente la metà). Di per sé stesso questo dato non rappresenta qualcosa di positivo o negativo, ma è l’uso che ne viene fatto a fare la differenza. Dopo i blues di gara 1 i Magic sono tornati ad usare il gioco a due non già per innescare palleggiatore e bloccante ma per conseguire quel vantaggio che poi mantengono durante tutta l’azione offensiva. Per questo il roll (2 bersagli subito per Lewis a inizio gara) è fondamentale. La difesa deve onorarlo ed a questo punto di aprono ghiotte occasioni sul perimetro (nel solo primo tempo 12 conclusioni dei Magic sono arrivate da questa situazione). Continue reading

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spinelli

  • Ieri sera in tribuna al Biella Forum pensavo che non esiste uno sport in cui si possano vedere due (con rispetto parlando) brutte partite come quelle tra AJ ed Angelico e divertirsi così tanto
  • C’è equilibrio tra Biella e Milano, anche nell’endemica difficoltà a giocare con armonia a metà campo. Propongo dosi da cavallo di Orlando Magic per tutte e due. perchè c’è differenza tra eseguire ed attaccare come tra spostare la palla e muoverla. E soprattutto a latitare sono equilibrio dentro/fuori e movimento degli uomini senza la palla. Per fortuna che poi i finali-thrilling coprono tutto … Continue reading

Amare riflessioni

E’ così difficile, così spiacevole. Sarebbe molto più comodo lasciar perdere, non rimuginare, sperare che passi anche questa buriana, non sfrucugliare le sensibilità di un ambiente già provato dal verdetto del campo. Ma non sarebbe giusto, non ora. Tra giovedì e domenica il basket di serie A ha preso una china che non si può esitare a definire pericolosa. Se vuole continuare per quella strada, meglio che Continue reading

Solsonica e Carife

Un altro racconto, un’altra situazione TECNICA da commentare. Che, partendo dalla fine, conferma l’endemica, irritante e ineluttabile protervia del sistema nel non voler/saper/poter imparare dai propri errori. Mi riferisco a quanto successo a Rieti nella partita di ieri tra Solsonica e Carife. Partiamo dal 74-72, vantaggio estense. Collins palleggia a lungo, poi penetra. Cozzo contro Gigena, sacrosanto sfondamento, nel frastuono non si sente il fischio, Green va via 1 contro 0 e segna un canestro ovviamente inutile. Si riparte dalla rimessa, stavolta è Green in palleggio. Arresto, tiro, bomba del +1 a segno. Il cronometro dice Continue reading

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4 supplementari in 24 ore nella stessa città. Nessuno sport può tanto, nessuno
Sabato cominciano i playoff NBA. http://www.facebook.com/profile.php?id=1468374160#/video/video.php?v=1124624163645&ref=mf Grazie Dei del Basket.
A proposito degli Dei del Basket: ma non è che vogliono dirci qualcosa ?
Ho paura di sì, mai si sono dispiegati così spesso ed in così tanti luoghi, da Bologna a Varese, da Avellino a Forlì
Rimaniamo a stasera, d’altronde è l’argomento “caldo”. First things first dicono gli anglosassoni. Un episodio NON è MAI una partita. Se accade alla fine di una gara equilibrata, come in questo ed altri casi, ha molta importanza. Merita di essere riguardato in tutte le salse e commentato adeguatamente. Gli errori ravvisati vanno segnalati con la dovuta forza. Ma i 39 e 59 abbondanti che hanno preceduto il fischio di Mattioli non possono passare interamente nel dimenticatoio. E soprattutto, se qualcuno è convinto che le decisioni arbitrali di questa partita (o della finale di Coppa Italia o di qualsiasi altra gara) siano figlie di premeditazione, ha una ed una sola strada davanti: se in possesso di elementi di fatto produrli, sarò il primo a cavalcare la tigre e chiedere la testa degli eventuali colpevoli. Se invece la convinzione non è suffragata dai fatti, non resta che abbandonare l’insana idea di seguire uno sport in cui i risultati sono decisi a tavolino. Tertium non datur. O meglio, tertium è sedersi al tavolino, senza alzare la voce, insultare, sospettare. E parlare per provare a risolvere. Dare interpretazioni tecniche. Cercare di migliorare gli arbitri e gli ufficiali di campo. Indurli a produrre sempre la decisione migliore, non quella meno “impegnativa”. In questo clima di falsa guerra santa non si migliora. Se Ferdinando Minucci deve alzarsi dal suo posto, non conta stabilire quanto forti fossero le offese che ha ricevuto. Basta dire che non deve e non può succedere. Se vogliamo risolvere davvero dei problemi
Ciò detto, l’episodio è chiaro. Presumo che molti che leggono abbiano visto: rimbalzo di Kaukenas, pareggio, volata di Boykins, arresto, tiro, fischio di Mattioli, sirena. L’arbitro va al tavolo e decide che il tempo regolamentare è finito. Il replay dimostra che non era assolutamente così, mancavano almeno 3 decimi al momento del contatto. 3 decimi non sono pochissimi in questo contesto, l’errore è indubbio ma io dico che va accettato, perché fa parte della natura umana ed è un errore materiale, come un tiro sbagliato od un passaggio nelle mani dell’avversario.
Molto molto meno accettabile è la spiegazione addotta per comprovare che il tempo fosse scaduto. Se Mattioli ha detto, come ho fondato motivo di credere, che siccome il “precision time” ferma il tempo al momento del fischio il fatto che ci fosse “0” sul cronometro dimostra che il contatto è arrivato allo “0” commette un errore, questo sì, davvero gravissimo. Perché non può non pensare che c’è un tempo di reazione tra il contatto ed il fischio. Che centinaia di partite sono regolarmente finite con due liberi senza rimbalzisti per fischi del genere. Può dire che ritiene che fosse finita la partita quando c’è stato il contatto. Non desumerlo dal momento del fischio, necessariamente diverso e successivo rispetto al contatto.
Troppo facile ripeterlo adesso, ma anche necessario. O capiamo che siamo nel 2009 e ci affidiamo a chi può aiutarci facilmente ed inoppugnabilmente (le immagini) o siamo condannati dagli Dei del Basket a molti altri episodi del genere. Dire dopo chi ha sbagliato è dovuto. Provare ad interpretare tecnicamente e psicologicamente i fischi, idem. Trascendere è vietato, e sulla presunzione di buona fede è altrettanto vietato discutere fino a prova contraria. Ma nascondersi dietro al paravento che “non c’è la TV nazionale su ogni campo” è altamente ridicolo nel 2009. Indegno ed indecoroso per uno sport che ha sempre tracciato la strada per le novità e impegnarisorse ben superiori a quelle che servono per mettere in piedi un sistema che risolva almeno gli episodi prima della sirena finale.
Della questione, opinione personale, non si può non parlare. Il mio parere è che gli arbitri vivano un momento tremendo, che il gioco sia diventato molto più difficile da gestire di una volta e l’assenza di guida e indirizzo ormai insopportabile. Non è un’accusa a chi dirige il settore oggi ma solo una presa d’atto di come il volontariato, anche se di lusso, e la politica non bastino più. Di questo sono reponsabili tutti in parti uguali, a partire naturalmente dalla Federazione per arrivare a chi investe ma si lamenta sempre e solo dopo che è stato dannggiato (non è il caso della Virtus stasera ma del sistema nella sua interezza), palleggiandosi con la FIP una patata bollente che finisce per scottare solo fischietti ed UDC. Che non a caso cercano sempre più spesso di evitare i problemi, col risultato di acuirli.
Ci sarebbero molte altre cose da dire. Ad esempio, con l’instant replay sarebbe stato necessario rimettere 3 decimi sul cronometro. Qualcuno ha incluso questa fattispecie nel novero dell’instant replay ? No, non è espressamente detto che di fronte ad un errore rilevato con le immagini si può riposizionare il cronometro. E poi i cronometri non sono ri-programmabili (ma forse sì, solo che non ce lo dicono). Pensate quegli idioti della NBA che per un errore grave fatto in Detroit-Orlando hanno cambiato la regola e dopo l’atroce errore di Sacramento (regalati a Finley i 3 punti della vittoria) pensano di allargare le fattispecie in cui uilizzare l’instant replay
Adesso se volete prendete la tastiera e cominciate a dividervi tra tifosi di Bologna, anti-Siena, pro-Siena. Parlate di scandali, complotti, mala fede, sudditanza, precedenti. Pensate che sono ispirato, pagato, animato, corrotto materialmente o moralmente da qualcuno. Oppure invece proviamo tutti insieme a fermarci. A dire che gli errori ci saranno sempre ma vanno ridotti Con impegno e lavoro, non con parole e crociate. E quelli materiali (come un piede dentro o fuori, un canestro 4 decimi dopo la sirena od un fallo 3 decimi prima) sono evitabili con una telecamera. Non con due astronavi o quattro ciclotroni. Con una telecamera. Anche amatoriale, agli arbitri basta ed avanza. Stasera gli arbitri hanno sbagliato l’ultimo fischio dei regolamentari. Hanno anche giudicato male almeno 3 stoppate, tutte e 3 contro la Virtus. Sono errori tecnici, alcuni gravi, altri meno perché le giocate erano al limite, ma sempre errori. Si riparta da lì, non da un generico “tutto bene”. Ma senza un piano, senza serenità (che non significa essere ignavi) e senza buona volontà (che non significa essere stupidotti) non si risolve alcunchè, meglio metterselo in testa.

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Una maniera “ideale” per avvicinarsi ai playoff di Devotion ? Perdere 122-117 dopo 4 (!!!!) supplementari come il Barcellona, fatto secco dal Manresa, squadra a dir poco malmessa dal punto di vista finanziario
La Fortezza aggiunge pepe al finale di stagione superando la Lottomatica in virtù del 2-0. Si va verso una volata non da poco per il secondo posto, e le vittorie esterne di Treviso e Milano rilanciano le ambizioni di Benetton ed Armani Jeans
La Virtus (Bologna) quando corre fa paura. Per correre deve difendere, ovvio. Ma un’altra chiave è usare la panchina per mantenere tutti il più brillanti possibile. Quei minuti dei Koponen, Chiacig e compagnia sono tutt’altro che marginali
La Virtus (Roma) mi sembra soffra molto dell’assenza di Becirovic, ma un colpo di sfortuna in una stagione ci sta. Non è la prima volta che Brezec va fuori controllo coi nervi. La squadra rimane molto forte, anche se in generale tra pane (talento) e denti (solidità) non si riesce mai a fare la coppia. In certi momenti sembra addirittura che la squadra sia divisa (solo idealmente) in due tra quintetti operai con relativa qualità e quintetti dal potenziale devastante ma spesso inesploso
Teramo ha perso smalto, il che all’interno di una stagione ci sta. Il dopo Coppa Italia è spesso non facile da gestire per chi è molto felice di essersi qualificato, e basta guardare alle difficoltà di Cantù per rendersene conto. Giocare a un ritmo solo non si può, e bene fa Capobianco a lavorare per far rendere la squadra anche ad un più basso numero di giri (leggi possessi). Solo che ora in certi momenti l’impressione è che la Banca Tercas tenda un po’ a camminare, anche mentalmente. Ciò detto, aver giocato i supplementari a Pesaro in una giornata tragica al tiro e l’aver rimontato con 4 panchinari in campo è segno di vitalità
La Scavo-Spar porta a casa la vittoria, e ciò basta ed avanza ad una squadra senza Hurd che sul finire dei regolamentari ha perso Zukauskas per infortunio e Akindele per falli. Hicks e Curry han messo 54 punti in 2 equamente distribuiti, il 65 % del fatturato totale.Tanti tiratori, Akindele sempre sopra il ferro e molta garra. Ma anche due playmaker con voglia ma non tante idee sotto pressione e difficoltà nel finire le partite (anche se vincere il supplementare per come si era messa equivale ad un’impresa)
Mentre scrivo guardo Danny Hackett. Molto molto solido. Ottima taglia, vede il gioco, testa alta. Tiro sotto la media, idem i cambi di ritmo. A naso, ottima presa per una squadra forte, difende ed ha mentalità. Se deve fare la stella, mmmmm
Ho sognato che dopo i consulti e la strada che i dottori decideranno di prendere, la stagione NBA 2009-2010 sarà quella del trionfo di Danilo Gallinari in NBA. Magari non devo neppure svegliarmi ed ho già gli occhi aperti ….
I playoff NBA si avvicinano, e molti scaldano i motori. Intrigante l’Est con 3 squadre da corsa, più difficile da leggere l’Ovest finchè non si riappalesa il concittadino di Cerella. Sensazione poco ragionata: quello là non fa perdere i Cavs.
Per un vecchietto come me che ricorda l’NCAA d’antan non è facile adattarsi ad un livello più basso, dovuto semplicemente al fatto che ormai l’eccezione sono quelli buoni che si fermano per il secondo anno.

Pensieri a raffica

No, La Fortezza-NGC non è stata una bella partita. Il che può capitare, è più che lecito. Solo che adesso si va verso un periodo in cui le motivazioni tendono a decrescere mentre la fatica (soprattutto mentale) aumenta. Se tutti cercheranno di tener duro sarà più facile offrire un prodotto migliore (non parlo di TV, dico in generale)
Metto nello stesso calderone la partita di Treviso con le sue montagne russe, un altro classico del periodo. Anche qui, nulla di grave. Ma quando l’esito tecnico è così incostante di solito qualcosa che non gira bene c’è.
Insomma, cerchiamo di non andare tutti in stanca troppo presto. Non ci fosse Rieti a farci sobbalzare ogni tanto sarebbe un periodo un po’ troppo placido …
Niente paura però, arriva la Devotion ! Una settimana per ricaricare le pile e poi via coi playoff, il massimo che c’è.
Siena ha almeno il 35-40 % di possibilità nel verde scontro col Pana. Alla fine, it’s all about making shots.
Nelle altre serie mi piacciono CSKA e Olympiacos, ma sono convinto che il Partizan farà sudare 14 camicie ai campioni in carica. Sul derby spagnolo non saprei, ve lo dico quando comincia il terzo supplementare di gara 5 ….
Daryl Morey, GM dei Rockets e mago dei numeri, ha detto che l’inventore del box score dovrebbe essere ucciso. Un filo esagerato, ma efficace. Nel senso che tutti fanno riferimento a statistiche che danno una versione parziale, in tutti i sensi, del gioco. Non bisognerebbe passivamente guardare i box score e da lì immaginarsi partite che non sono mai state giocate. Ma purtroppo tutti viviamo di abitudine.
Tra le statistiche fuorvianti di sicuro sta la valutazione, un indice talmente grossolano da indurre accortezza. E invece tutti cadiamo troppo spesso nel marchiano errore di usarla per classificare un giocatore
La cosa mi è tornata in mente ieri sera vedendo che in 4 minuti di gioco Cerella ha accumulato un clamoroso 11. Nulla di grave, anzi bravissimo il prodotto delle minors che mi sembra abbia stoffa per ritagliarsi uno spazio di qualità nel platoon di Capobianco.
Ma è impossibile, e non vale certo solo per Cerella, che se un punto segnato vale 1 lo stesso identico peso abbiano un rimbalzo difensivo, un fallo subito (???), un assist (che deve essere convertito comunque da un compagno) od un recupero (che dipende spesso da un errore avversario e non sempre è sintomo di buona difesa). Che un tiro sbagliato valga quanto un fallo commesso (magari per fermare il cronometro o bloccare un contropiede senza conseguenze). Che un rimbalzo difensivo (magari su tiro libero) valga quanto uno offensivo. E che i centri vengano giudicati con lo stesso metro dei playmaker, che giocano 6 metri più indietro.
Almeno un sistema di pesi andrebbe implementato, altrimenti parliamo proprio di poco.

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David Moss è un grande giocatore di squadra. Per una grande squadra.Non che Teramo oggi non lo sia, anzi. Ma il ragazzo mi par pronto per Eurolega e dintorni.
Cantù gioca uno dei tre migliori attacchi della serie A per qualità. Poi, it’s all about making shots. Per cui se fai 5/23 da 3 ci sta anche di perdere
Settimana di marcamenti da dietro sul pick and roll centrale. Il CSKA a Mosca contro McIntyre, i Rockets contro chiunque, la NGC a Teramo contro Poeta. Se ne riparlerà …
La Fortitudo su singola partita ha il potenziale per battere chiunque, Siena inclusa. Specie se come stasera in molti fiutano aria di impresa. Ovvio, i campioni in carica ci hanno messo del loro, sempre un passo ed un secondo indietro, stanchi di fisico e di testa. Levando il 2/3 da 3 di Sato, gli altri hanno sbagliato 18 triple su 19. Il che ci riporta al discorso fatto su Cantù ma anche alla partita di Zagabria, nel senso che in giornate del genere manca un po’ la lucidità per cambiare musica. I 14 punti del primo e quarto periodo sono la fotografia più chiara della serata storta di un gruppo che non incassava due sconfitte in fila dal dicembre 2006 (KO interno contro Hapoel Gerusalemme in ULEB Cup e sconfitta pre-natalizia a Udine). Sempre che non mi sia perso qualcosa. Comunque invece della vittoria numero 100 per Pianigiani arriva la sconfitta numero 10.
Chi pensa che adesso debba per forza arrivare l’Armageddon per l’MPS ha troppa fretta. Ma certo la gara contro il Cibona è delicata, la Mens Sana ha molto da perdere. Il che non toglie che questa squadra sia finora stata speciale per aver dato il meglio sotto pressione.
Coach Capobianco pressa, mette Moss al gomito a bloccare ed in punta a giocare i pick and roll, usa specialisti anche solo per due o tre azioni, salta a zona contro certe giocate. Insomma, fa delle cose che connotano la squadra, le danno un’identità. Non è poco
Non ho visto la gara di Avellino, solo gli highlight. Della questione del cronometro credo ormai non sia neppure più il caso di parlare. Sullo stesso campo l’Unicaja Malaga ha giocato due azioni senza orologio, e ieri senza la stoppata di Ford avremmo aperto un altro bel contenzioso. Grazie Sharrod, visti i tempi della questione GMAC-Premiata forse avremmo avuto notizie per il luglio 2010 ….. Avvertenza: il campo di Avellino è inadeguato come tutti gli altri della penisola, nè più e nè meno.
Una proposta concreta. Almeno per i playoff, si dia la possibilità agli arbitri di rimettere a posto il cronometro se non si ferma o non parte correttamente utilizzando l’Instant Replay. Si può fare domani mattina, con due righe urbi et orbi aggiungendo un’altra fattispecie all’ IR. O vogliamo continuare la riffa con arbitri ed ufficiali di campo che tirano a indovinare mentre a un metro da lì girando una manopola di jog si può stabilire in un attimo cosa è successo ?
Penso che Tonino Zorzi abbia il dono della sintesi. Quando ha detto “non è successo niente ma in questa storia hanno perso tutti” ha detto una gran cosa
Chissà se avremo reazioni anche sulla situazione di Rieti. Mentre in campo la squadra si batte alla grande si parla di un futuro a Firenze piuttosto che a Napoli, di altri giocatori in partenza (Pasco ?) e di un CDA di domani con ordine del giorno poco rassicurante. Possiamo sapere qualcosa dalle famose “istituzioni” ? O andiamo avanti alzando il volume dell’orchestrina che copre tutto ?
Discreta prova di Gist a giudicare dai numeri …. E di Jaaber ….
Non sono sicuro che Jerome Allen possa essere un giocatore da 35 o 38 minuti oggi (e non solo per l’1/10 odierno). Ma mi rendo conto che alternative ce ne sono poche (il che non è piacevole per la Snaidero).

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Credo sia stata una buona Final 8. Non eccelsa, con limiti in tutti quelli che l’hanno animata. Ma tutto sommato la dimostrazione che, parole che rubo ad un presidente di società, “abbiamo per le mani una bomba”, cioè un prodotto favoloso. Un concetto che ritengo centratissimo. Ma bisogna stare attenti a dove esplode questa bomba.
La partita meno incerta alla fine è stata forse MPS-NGC, eppure Cantù pound per pound mi è parsa la squadra migliore della manifestazione, nel senso che ha provato con il lavoro di squadra a superare un’oggettiva inferiorità.
La Final 8 è una bellissima formula, affascinante ed emotivamente validissima. Ovviamente l’esito tecnico è relativo, perché assegnare un trofeo in 3 partite nell’ambito di 4 giorni tra squadre non abituate a giocare a questo ritmo non è necessariamente un giudizio divino. Il che non sminuisce il valore dei risultati, anzi. Prova però a dare un contributo nel contestualizzarli.
La Lottomatica ad esempio ha giocato una partita decisamente piatta nel primo tempo contro La Fortezza. La sconfitta non è casuale, personalmente dubito che le caratteristiche di Douglas siano le più adatte per superare le manchevolezze, ma è tutta speculazione. Solo il tempo ci dirà la verità, ma l’impressione è che quando è costretta a giocare a metà campo, come avviene in gare del genere, la squadra mostri la corda di un playmaking limitato. Ha giocatori che possono risolvere, giocatori che possono eseguire ma non necessariamente il personale ideale per fare quelle letture che continuano a distinguere Siena dal resto del lotto. Questione di personale ma soprattutto di tempo, inteso come quello (poco) passato insieme con questo allenatore. Che non merita di essere esaltato o depresso troppo presto, ma giudicato quando avrà avuto il tempo necessario a dare la sua impronta alla squadra.
La Premiata è organizzata in maniera assai meticolosa in campo come fuori. Il roster è lungo il giusto, ed in gare del genere questo si sente. Certe volte Garris rende la squadra prigioniera del suo ritmo e Hunter è uno strano giocatore, enorme ma molto più a suo agio di destrezza che di potenza. Minard ha giocato proprio male ma in stagione ha fatto benissimo, sono curioso di vederlo tra poco alla rivincita contro la Benetton (molto importante per il futuro dei marchigiani)
Dico questo pensando un po’ a Boykins, che contro Moss e McIntyre in campionato aveva racimolato due figure magrissime. La competitività di uno scricciolo del genere, se ha giocato così tanto in NBA, deve essere altissima, e in questo weekend ne abbiamo avuto la riprova. La Fortezza riparte da lì e da un Langford scintillante. Ora deve anch’essa migliorare a metà campo, riuscire a sfruttare bene Ford anche quando si gioca a ritmi lenti (come in finale, come nei playoff). Come Gentile, Boniciolli è un allenatore, non un mago. Come Gentile, sappiamo giù che è capace di dare delle sferzate positive alle squadre e non ha paura di prendere delle decisioni. Ora diamo appuntamento anche a lui tra 2-3 mesi, per vedere che Virtus arriverà ai playoff.
Avellino ha confermato di non avere oggi i nervi per resistere 40 minuti. Nel primo tempo contro la Banca Tercas ha dato l’impressione di valere 10 punti più dell’avversario ma è andata al riposo sul pareggio, e pur rimanendo vicino nella ripresa non ha mai dato davvero l’impressione di potercela fare. Il roster è eccellente nome per nome, la chimica tecnica invece inferiore a quella magica della passata stagione. Il che è perfettamente normale, perché non sempre tutte le ciambelle devono riuscire col buco (anche se gli ingredienti sono buoni)
Teramo ha fatto la semifinale, l’ha giocata fino in fondo e merita tutti gli applausi che ha preso. Poeta è un ragazzo eccezionale, e sono sicuro che capirà che prendere una facciata come quella che Langford e soci gli hanno assestato è più utile che giocare bene contro avversari di medio livello. Solo la competizione ti può spingere ad innalzare il rendimento, il che vale per lui e per la squadra, cui auguro di non accontentarsi di quegli applausi.
La Benetton ha tenuto Siena in sospeso per 40 minuti dopo aver giocato tre quarti onestamente scialbissimi contro Montegranaro. Il male e il bene della squadra sono separati da un confine sottilissimo, quello tra la disciplina e l’essere pedissequi. Non una squadra atletica od esplosiva (Neal a parte), neppure un po’. Dopo la Coppa Italia comincia una nuova stagione, visto che invece che Dixon/Markovic il ruolo più delicato è affidato a Wood/Bulleri. Se questi due si ritrovano, c’è tra poco un’altra Final 8 per fare almeno un passo in più
Di Siena c’è poco da dire di nuovo, avrebbe fatto notizia solo con una sconfitta e non l’ha incassata. A livello di mentalità è il gruppo migliore che abbia mai visto, quando Pianigiani ha parlato “di una squadra costretta dal suo grado di talento a pensare molto” ha operato una sintesi perfetta.

A questo punto la disamina, velocissima, della Coppa Italia sarebbe finita. E invece finita non è, perché molti di quelli che sono arrivati fino a qui sono stupiti di non aver ancora letto qualcosa sull’arbitraggio della finale (e non solo). Su Siena e sulla questione della sudditanza psicologica. Sulla dietrologia che secondo tanti deve regnare nell’interpretare quel che succede sotto canestro. So già che affrontare l’argomento è difficile, perché anche scrivendo 100 cartelle non riuscirei ad affrontarlo per intero. E poi si parla di percezioni e interpretazioni più che di fatti, mica è facile. Partiamo dall’arbitraggio, che almeno è una questione tecnica. O almeno tale dovrebbe essere. Chi vuole fare processi alle intenzioni, chi ha verità precostituite, chi sa (o crede di sapere) a quali più o meno perverse logiche obbediscano i fischietti, può saltare questa parte. In breve, io ho visto un paio di arbitri di livello altissimo (Lamonica e Facchini tanto per non far nomi), un altro paio solidissimi ed altri un gradino sotto. Alcune partite tenute in mano ed altre meno, alcune condotte più lineari dal punto di vista tecnico ed altre meno. Cioè quello mi aspettavo da un settore che viene gestito in maniera encomiabile e professionale ma non sufficientemente professionistica per poter dare la necessaria credibilità a chi poi affronta col fischietto in bocca la prova del campo. La gestione politica della classe arbitrale è un male del nostro basket di vertice, in assoluto. La scarsa trasparenza generale non rende giustizia al grandissimo e coscienzioso impegno dei tanti singoli, e scarsa trasparenza va inteso in senso letterale, non lato. Attorno al lavoro degli arbitri (e non solo) si avverte una tensione enorme da parte di moltissimi addetti ai lavori. Una tensione che non può che trasferirsi a tanti (troppi) appassionati. Legata soprattutto a Siena (oggi, ieri Bologna, l’altro ieri Milano, il giorno prima Cantù e Varese). Allo (stra)potere di chi vince che secondo molti, checché ne vogliano ammettere pubblicamente, affascina e strega media e fischietti, diventando causa e/o effetto delle vittorie in questione. Penso che questa partita si giochi sul terreno della credibilità, proprio come quella degli arbitri. In un mondo perfetto, non esisterebbero pre-giudizi, ma solo giudizi. Avere ragione 99 volte non dovrebbe significare automaticamente averla la centesima. Insomma, tutti andremmo giudicati per quel che facciamo, non per i risultati del passato. Ovvio, il mondo perfetto non è. Come forse qualcuno sa, ho vestito la maglietta grigia, da giovanissimo (quindi una vita fa), sui campi di periferia. Forse non tutti sanno che più tardi ho avuto un’altra breve avventura amatoriale da allenatore. Interrotta per mancanza di tempo e per un altro motivo. Non dover più sentire, nel mio piccolissimo, commenti salaci sul condizionamento psicologico esercitato da un commentatore televisivo (avessi detto ….) sugli arbitri. “Vi lasciano menare (o vincere o protestare) perché ci sei tu”. Quanto ci ho sofferto, e ci sto male ancora oggi stupidamente. A questo punto mi verrebbe facile identificarmi con Simone Pianigiani, che si irrigidisce (ricco eufemismo) ogni volta che sente discorsi su sudditanza e dintorni. Non posso farlo perché le due situazioni non hanno alcun punto di contatto. Se non che lui è perfettamente sincero e giustificato quando dice che sostenere che esista una componente di favori arbitrali nei successi della Mens Sana equivale a sminuire quei successi, in cui lui (e Minucci, e i giocatori e lo staff fino all’ultimo impiegato) hanno impegnato ed investito così tanto. E’ un punto di vista che condivido, come ho detto. Ma né io né Simone possiamo sapere come e quanto quelle vittorie meritatissime si riflettano sulla psiche di chi guarda, commenta ed arbitra. Io penso che un riflesso ci sia, anzi ne sono sicuro. E penso che tutti dovremmo semplicemente prenderne atto sulla scorta dell’esperienza di chi è stato dalle due parti della barricata. Se qualcuno pensa che tra Kobe e Sun Ye non ci sia differenza vive sulla luna. L’anno scorso Danilo Gallinari portava a casa almeno 2-3 falli a partita immeritati perché “cercati”. Quest’anno da rookie non porta a casa neppure quelli macroscopici. Se come credo diventerà un giocatore NBA importante, a un certo punto tornerà ad avere “rispetto” da parte degli arbitri. Significa che è giusto così ? No, bisogna tendere verso un mondo perfetto. Bisogna parlarne, e tanto. In maniera costruttiva però. Perché se qualcuno vuole ridurre Kobe, Danilo o Siena alla sudditanza psicologica sulla luna ci vive lui. Michael Jordan, i Celtics degli anni ’60 e la grande Milano intimidivano. Ma sono stati esempi di grandissimo basket. La chiave ? Riuscire a discuterne con calma, lucidità, puntualizzando. Avendo nel mirino quel mondo perfetto e capendo che arbitri più forti rendono più forti tutti, in primis chi vince. Per quello zero che capisco, a basket chi vince ha meritato, punto. Vogliamo arbitri più forti ? Si investano soldi. Senza discorsi interessati, pregiudizievoli, dietrologici. Soldi in istruttori e istruzione, tecnologia e formazione. Più soldi girano e più, con buona pace di tutti i parrucconi, l’esito sportivo è tutelato, perché crescono le professionalità. Chi vince in questo paese ha sempre ragione in pubblico e torto in privato, perché è più comodo così. Chi vince potrebbe fare una volta un beau geste e lavorare seriamente in questa direzione. Chi perde potrebbe evitare di farsi prendere dalla tentazione di spiegare tutto con la facile scorciatoia della teoria del complotto.
E chi commenta ? Io parlo di me e solo di me. Chi commenta è soggetto a pressioni, condizionamenti, alcune innocenti, altre un po’ meno (ma non pensate a scenari apocalittici, sareste fuori luogo). Chi scrive commenta in TV, e quando lo fa live è soggetto ad un margine di errore elevatissimo. Cerca di minimizzarlo con l’applicazione e lo studio, vivendo di dubbi ma esprimendo opinioni perché glielo richiede il mestiere che fa. Prova a ricostruire quel che vede, senza possibilità di essere oggettivo ma provando intellettualmente ad essere il più obiettivo possibile. Per esempio, rivedendo oggi venti volte il palleggio di Boykins ho capito che non si trattava di infrazione ma di un palleggio stranissimo, con la stessa mano. Che visto a velocità normale dà invece l’impressione di essere un tocco con la sinistra prima che la palla abbia ri-toccato terra. Durante la gara (impallato) non avevo visto alcunché, e al termine della stessa non ero in grado neppure di esprimere un parere sull’episodio. Live non avevo notato neppure l’intervento di Stonerook sulla penetrazione di Vukcevic. Quando mi è stato rimandato in replay durante il post-partita, ho chiesto che fosse mandato in onda. Visto a velocità normale mi pareva un intervento irregolare di Shaun, e volevo tornare sull’episodio. Vedendo però l’azione fotogramma per fotogramma, sono giunto in diretta (e lo confermo qui) alla conclusione che quella di Stonerook sia una posizione legale. Non ho la pretesa che sia la verità, ma io la vedo così. E mi baso su questi passi del regolamento:

Il principio del cilindro è definito come lo spazio all’interno di un cilindro immaginario occupato da un giocatore sul terreno
di gioco. Include lo spazio sopra il giocatore ed è limitato
- Davanti dal palmo delle mani,
• Dietro dai glutei, e
• Lateralmente dai margini esterni delle braccia e delle gambe.
Le mani e le braccia possono essere estese in avanti, ma non oltre la posizione dei piedi con le braccia piegate all’altezza dei gomiti,in modo che gli avambracci e le mani siano sollevati. La distanza tra i piedi del giocatore sarà proporzionale alla sua altezza. Durante la gara, ciascun giocatore ha il diritto ad occupare una qualsiasi posizione (cilindro) sul terreno di gioco a condizione che non sia già occupata da un avversario. Un difensore stabilisce una posizione iniziale di difesa legale quando:
• Sta fronteggiando il suo avversario, e
• Ha entrambi i piedi sul terreno di gioco.
Nel marcare un giocatore che controlla la palla (trattenendola o palleggiando), non devono essere considerati gli elementi di tempo e di distanza. Il giocatore con la palla deve aspettarsi di essere marcato e, quindi, deve essere preparato a fermarsi o a cambiare direzione,ogni qualvolta un avversario assume una posizione iniziale di difesa legale davanti a lui, persino se ciò è fatto entro una frazione di secondo. Il difensore deve stabilire una posizione iniziale di difesa legale,senza causare contatti con il corpo prima di assumere la sua posizione.

Questi principi sono chiari, ma possono solo orientare nel valutare quel contatto (e tutti gli altri !). Sono sicuro che anche grandi conoscitori del gioco potrebbero utilizzarli per stabilire che è fallo di Stonerook (senza contare che fosse stato fischiato fallo a McIntyre non sarei stato d’accordo ma non mi sarei scandalizzato). E’ la natura di questo gioco. Si potevano fischiare falli a Domercant e Stonerook anche sull’ultima azione. Il non-fischio per me ci sta, ma è un altro dibattito sul sesso degli angeli, per affrontarlo ci vuole la mente sgombra dagli armamentari para-ideologici. E’ un gioco complesso, inarbitrabile, fatto per dividere nelle interpretazioni. Basta non permettersi di dire che dietro le interpretazioni c’è qualcosa. Se qualcuno vuole sacrificare la propria indipendenza di giudizio è libero di farlo. Nessuno può invece permettersi di postulare questa “svendita” per chiunque, a pioggia. Almeno non per me, sorry. Credo che questo blog sia un tentativo di dimostrare la volontà di discutere, chiarire, capire e confrontarsi, anche su posizioni diverse. Basta non dire che una cosa è stata detta per interesse o pregiudizio. Per amicizia o tifo. Perché è falso, spudoratamente. Perché svilisce tutto, vittorie e sconfitte, commenti e decisioni arbitrali. E chi non vuole sforzarsi di capire non va compreso, avallato, magari lisciato perché fa parte di una maggioranza (o di una minoranza ma rumorosa). Va dialetticamente combattuto, perché solo chi vive di dubbi può accettare le altrui posizioni. E chi ha solo certezze, farebbe meglio a costruirle sui fatti, non sulla sabbia.

Sarebbe bello domani avviare un dibattito vero, serio e costruttivo. Che non insabbi e non infanghi. Che non semplicizzi e non faccia di tutta l’erba un fascio. Con dentro tutti gli operatori del settore. Per Siena e le avversarie, per gli arbitri e i giornalisti, per gli allenatori e i giocatori. Facciamolo, basta volerlo e rispettare le opinioni di tutti