FILO DIRETTO

Meneghin sulla questione-arbitri

Tiene banco il caso “arbitri”. Il rinvo a giudizio disposto dal giudice di Reggio Calabria ha coinvolto arbitri e designatori di serie B e C, la diffusione dei testi delle intercettazioni telefoniche ha provocato l’adozione da parte di Tola, presidente del Cia, di provvedimenti di sospensione nei confronti di Sabetta e Paternicò, presidente e vicepesidente dell’Aiap, il sindacato degli arbitri.

Cosa sta succedendo?

­Succede che sono arrabbiato: vengo a conoscenza delle cose dai giornali prima che dai magistrati. Voglio ricordare che la giustizia sportiva­ è stata rapida, accogliendo l’invito a fare il più in fretta possibile.

La sua opinione?

­Quattro rubagalline che han voluto fare i furbi più degli altri. Storia triste, non doveva accadere, ma l’abbiamo sanzionata con severa rapidità.

Sono usciti i nomi di arbitri di A e LegaDue.

­Il caso di Sabetta e Paternicò non esiste.

Il Cia li ha sospesi.

­Per l’eccessiva voglia di fare e il desiderio di trasparenza di Tola. Il Cia ha determinate competenze, la Procura altre. Molti arbitri fanno anche da tutor ai più giovani.

Si è voluto delegittimare l’Aiap?

­Spero di no. Significherebbe vanificare il lavoro fatto per l’elezione diretta del Cia.

Un “normale” venerdì sulla Rosea

Lo stop della scorsa settimana a Capurro, Paternicò e Sabetta, imposto dal presidente Cia, Tola, ai designatori di A in merito alle intercettazioni relative allo scandalo arbitrale, ha irritato i tre fischietti che si sono rivolti al presidente Fip chiedendo se fosse stato lecito un comportamento del genere visto che loro avevano già dato le spiegazioni sul caso-Reggio Calabria al procuratore federale Alabiso. Meneghin ha così attivato la Procura Fip che ha ascoltato tutti e deciderà a breve, eventualmente, su eventuali sanzioni da prendere nei confronti di Tola e sulla sua applicazione dell’articolo 98 Cia. Nel frattempo, i tre sono stati designati per le gare del weekend. Intanto, il presidente di Napoli, Gaetano Papalia è stato ascoltato sempre da Alabiso, in merito a presunte dichiarazioni non veritiere su versamenti di contributi Enpals, ritenute Irpef e fondo di fine carriera per i giocatori. Il (probabile) deferimento alla Giudicante è previsto in tempi ristrettissimi.

Il Giornale-FIP, botta e risposta

Oggi il Giornale pubblica questo articolo a firma Felice Manti

Associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla frode in competizioni sportive. Il macigno lanciato dalla Procura di Reggio Calabria sul pianeta basket che adombra presunti condizionamenti di almeno una decina di gare del campionato di serie B e C delle stagioni sportive 2007/2008 e 2008/2009 e la promozione a tavolino di alcuni arbitri si sta rivelando un verminaio senza precedenti. La chiusura delle indagini, il 22 dicembre scorso, a carico di 41 persone decisa dal pm Maria Luisa Miranda – che ha in pratica decapitato i vertici del Comitato italiano arbitri di pallacanestro (il presidente Giovanni Garibotti e il designatore dei commissari speciali Alessandro Camperà si sono dimessi, il responsabile dei commissari GiovanniMontella è stato già squalificato per 5 anni, 4 anni per l’ex designatore degli arbitri di serie B Massimo Cuomo) – sembrava l’ultimo capitolo per nulla sportivo di una storiaccia di corruzione e favoritismi che tanto assomigliava a una Moggiopoli delle serie minori, iniziata in sordina lo scorso aprile. E invece no. Gli strascichi della giustizia sportiva avrebbero catturato qualche giorno fa anche tre arbitri di serie A, anche se gli interessati e la Federazione negano fermamente. Mentre la primissima difesa d’ufficio degli indagati, vedi Montella, appare spaventosa nei contorni: «C’è l’ordine di non arrivare in alto, l’anno scorso ci sono stati almeno 4 episodi clamorosi a favore della Montepaschi Siena». Le intercettazioni confermano i sospetti: Montella e il designatore di LegaDue Luciano Baldini parlano di «sudditanza psicologica» dei due arbitri di gara 2 dei playoff del 2008 tra Mps e Fortitudo, a Bologna. Vince Siena anche grazie a «tre decisioni a suo favore negli ultimi minuti. È vergognoso», dice Baldini. «E mo’ te ne sei accorto?», ribatte Montella. Lo schema che emerge dall’inchiesta reggina – ed è già battaglia di carte legali per lo spostamento del processo a Roma o in altre sedi – è dannatamente semplice: ai commissari del Coni, intercettati dalla Polizia postale di Reggio Calabria, venivano «dettate» le pagelle degli arbitri, per condizio narne carriera e guadagni (una partita di serie A vale mille euro) e, di conseguenza, per decidere i destini di alcune partite. Chi stava al gioco veniva promosso, chi non faceva parte del sistema veniva via via retrocesso. I commissari del Coni che «dettavano» le pagelle tengono le bocche cucite: «Ordini dall’alto». «Il vero guaio – spiega al Giornale uno degli arbitri che ha denunciato il sistema – è che la Federazione si è mossa come una tartaruga. E così alcuni arbitri indagati hanno continuato a lare il bello e il cattivo tempo sui parquet di B e C, con conseguenze sportive che si possono immaginare». Il numero uno di Federbasket Dino Meneghin, dopo l’incontro con la pm Miranda ad aprile, aveva detto: «Faremo luce». Ma il doppiopesismo tra giustizia ordinaria e sportiva è proseguito oltre i limiti della decenza. «Non paiono sussistere elementi che possano giustificare un blocco o una sospensione dei campionati», disse infatti la Fip all’arrivo dei primi avvisi di garanzia. Poi si mise in moto la giustizia sportiva e gli arbitri vennero commissariati tra mille proteste. In ballo c’erano gli scatti per la stagione successiva, e i fischietti fecero sciopero: «Senza garanzie, niente semi finali». L’allarme rientrò con la nomina a commissario di Alessandro Teofili: l’inchiesta sportiva invece venne chiusa il 21 luglio 2009, a campionati finiti, con il proscioglimento di 21 tesserati, lo stralcio di un tesserato per gravi ragioni di salute ed il deferimento alla Commissione giudicante nazionale di 28 tesserati. Le sospensioni sono arrivate solo dopo la chiusura dell’inchiesta di Reggio Calabria: la Fip ha «congelato» cautelativamente altri 14 tesserati del Comitato italiano: 10 arbitri erano stati prosciolti dall’inchiesta sportiva, quattro non erano neanche stati toccati. E ora Federbasket è di nuovo pronta a tornare sui suoi passi. Forse questo spiega anche il laconico e prudente comunicato della Fip di pochi giorni fa sul presunto coinvolgimento di altri cinque arbitri, tre di A e due di LegaDue «citati» nelle intercettazioni della Procura di Reggio Calabria e saltati fuori da un’inchiesta della Gazzetta dello Sport. «Vogliamo capire come sono venuti fuori i nomi di questi arbitri per i quali non c’è nessun coinvolgimento di responsabilità». «Non è vero niente», dice uno degli arbitri di serie A chiamati in causa. Per uno strano scherzo del destino Teofili a Reggio Calabria ancora se lo ricordano per un arbitraggio semplicemente discutibile nei quarti di finale del 1993 Viola-Treviso, persi dalla squadra reggina per un tiro a fil di sirena di Pat Garrett non convalidato. «In quella partita – ricorda Sandro Santoro, storico capitano neroarancio, oggi general manager della Barcellona Pozzo di Gotto -mi ricordo un’atmosfera strana, come se ci fosse qualcosa d’”altro” ad aleggiare su quella partita. Sulla Baskettopoli di oggi voglio dire solo questo: o uno crede alla buonafede del sistema o meglio appendere le scarpe al chiodo. Al di là delle eventuali responsabilità che la magistratura dovrà accertare, l’intero sistema pallacanestro italiano può uscire più forte solo se si decide, insieme, di dare più mezzi per aiutare gli arbitri a non sbagliare». Per la cronaca, Teofili dopo quel match venne retrocesso. E il secondo arbitro di allora, Potito Maggiore, è oggi sotto inchiesta. A Reggio Calabria, che si candida a pieno titolo a capitale morale del basket, qualcuno già sorride

In serata arriva dalla FIP la seguente nota di precisazione

In riferimento a quanto pubblicato questa mattina su “Il Giornale” relativamente alla inchiesta a carico di alcuni arbitri e commissari speciali di basket, la Federazione Italiana Pallacanestro intende precisare che:

- nell’aprile del 2009 è stata acquisita la notizia circa la pendenza di una inchiesta presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria a carico di tesserati quali arbitri e commissari;

- il Presidente Federale si è immediatamente recato a Reggio Calabria e sono stati acquisiti gli atti dal PM procedente;

- contestualmente è stata avviata l’indagine dalla Procura federale. Lo stesso Procuratore federale si è recato più volte a Reggio Calabria per l’indagine.

- dopo le sospensioni cautelari del 30 aprile 2009 dei tesserati coinvolti nell’indagine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Procura Federale ha disposto i deferimenti e i Giudici Sportivi (di primo e secondo grado) hanno celebrato i procedimenti disciplinari che si sono complessivamente esauriti dinanzi agli Organi di Giustizia della FIP sin dal settembre scorso con l’irrogazione delle sanzioni disciplinari.

- A seguito di deposito dell’atto di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Procura Federale ha riaperto le indagini nei confronti di ulteriori tesserati;

- Non vi è, né mai ci sarebbe potuto essere, alcun coinvolgimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dei suoi Organi o dei suoi Dirigenti. Il CONI non si occupa di designazioni arbitrali per alcuna Federazione e non esiste la figura del “commissario CONI”;

- Non vi è alcun coinvolgimento di Dirigenti della FIP o di esponenti di Organi Federali;

- Il Comitato Italiano Arbitri non è stato commissariato in seguito alle inchieste ma è stato commissariato ben prima e a seguito del Commissariamento della stessa FIP avvenuto nel settembre 2008.

La pubblicazione odierna su “Il Giornale” asserisce e suggerisce circostanze che non corrispondono al vero. La Federazione ha, sulla vicenda, da subito, e quindi quasi un anno fa, adottato tutti i provvedimenti necessari, e ritiene inaccettabile che sulla stessa si stia tentando un’evidente campagna di denigrazione e strumentalizzazione.

La FIP ha pertanto dato mandato ai propri legali perché il nome e l’immagine della Federazione vengano tutelati nelle competenti sedi.

Plus/Minus, quando è il netto che conta

MIN CON

MIN SENZA

PM con

PM senza

PM/40 m con

PM/40 m senza

NETTO

EZE

265

215

128

124

19,3

23,1

-3,7

MCINTYRE

290

190

150

102

20,7

21,5

-0,8

STONEROOK

292

188

199

53

27,3

11,3

16,0

HAWKINS

313

167

169

83

21,6

19,9

1,7

LAVRINOVIC

209

191

138

93

26,4

19,5

6,9

SATO

310

170

138

114

17,8

26,8

-9,0

DOMERCANT

200

280

118

134

23,6

19,1

4,5

ZISIS

215

265

138

114

25,7

17,2

8,5

Nella tabella sopra trovate i dati relativi al plus/minus netto (noto anche come “Roland Rating”) per il Monte dei Paschi, aggiornati a questo turno di campionato. Si tratta della differenza tra due quantità, il plus/minus con un giocatore in campo diviso per i minuti giocati e moltiplicato per 40 (in modo da normalizzarlo) e il plus/minus della squadra senza quel giocatore, diviso per i suoi minuti in panchina e moltiplicato per 40.

Nel caso (limite) di una squadra che ha appena eguagliato i Lakers dei record (33 vittorie consecutive, molte con larghissimo scarto), considerare il plus/minus “classico” lascia davvero il tempo che trova. Questa è infatti la classifica desunta dal sito della Lega Basket

Pos

Atleta

Squadra

+/-

1

Stonerook Shaun

Montepaschi SI

219

2

Hawkins David

Montepaschi SI

194

3

Sato Romain

Montepaschi SI

158

4

Zisis Nikolaos

Montepaschi SI

154

5

Eze Benjamin

Montepaschi SI

153

6

Mc Intyre Terrell

Montepaschi SI

137

7

Domercant Henry

Montepaschi SI

132

8

Lavrinovic Ksistof

Montepaschi SI

125

E allora diventa necessario tenere in considerazione sia i minuti giocati che il rendimento del singolo giocatore non in assoluto bensì rispetto a quello che il bulldozer biancoverde fa senza di lui. Ne viene fuori uno Stonerook dominante e un Sato in negativo, ma sono dati che vanno presi con le molle perché tante partite di Siena hanno un andamento particolare e quando sei avanti di 20-30-40 punti i riferimenti sono molto tenui. Il che non toglie che valga la pena di sviscerare la portentosa macchina da guerra senese in ogni sua sfaccettatura

Pensieri a raffica

  • Ho visto MPS-Fenerbahce. Credo, con rispetto, che si tratti di due estremi, la squadra che fa di più rispetto al valore teorico dei singoli e quella che viceversa raggiunge il minimo nel rapporto teoria-pratica. Sarebbe facile discendere alla conclusione che da una parte è merito e dall’altra colpa dell’allenatore. Io invece, che certo condivido molte più idee con Pianigiani che con Tanjevic, ritengo che sia solo apparentemente logico questo modo di procedere. Che una squadra non diventa grande senza un grande allenatore, ma non tutti i grandi allenatori sono sufficienti per creare una grande squadra. Il che non toglie che il Fenerbahce giochi in maniera veramente impresentabile per atteggiamento e sviluppo, e che siano bastati due raddoppi e due canestri di Lavrinovic per affondare una banda di giocatori dal livello teorico e lo stipendio decupli rispetto alla voglia di giocare insieme. Cosa di cui l’allenatore deve essere responsabile of course, ma solo nella sua quota-parte
  • Analogamente mi pare poco corretto a livello di metodo pensare a Boniciolli come ad un pranoterapeuta del canestro che impone le mani ai discepoli smarriti e li guarisce dal mal sottile. Matteo, che certo condivide molte più idee di Tanjevic rispetto a me, ha portato il suo robusto mattoncino. E sfruttato la famosa “scossa”. E la profondità del roster. Nonché gli oggettivi demeriti dei suoi avversari lombardi. Non può essere tutto merito suo (e per converso un disastro di quel Gentile che esordì nella stagione precedente con 9 vittorie di fila). E ancora meno può essere solo un caso. Le proporzioni in cui tutti questi ingredienti pesano nella mini-striscia capitolina potremo definirle solo col tempo. Posto che se l’obiettivo è quello di non finire sotto l’ottavo posto per non perdere la licenza di Eurolega (che non è più triennale ma indefinita nel tempo) a me pare che la Lottomatica sia la più attrezzata a sfidare in finale Siena (tabellone permettendo). E non solo perché ha battuto un’AJ così piatta che più piatta non si può
  • Tornare sul caso-Napoli non è facile. Ma non è facile neppure nasconderlo. Ripeto rapidamente i concetti: indipendentemente da quanto prevedibile fosse il finale della vicenda, a questo siamo, ad un finale. I titoli di coda sono già scorsi per intero, la luce è stata riaccesa e la gente ha lasciato il cinema. Ora si tratta di trovare chi lo dice a voce alta e lo sancisce. Detto con profondo rispetto, non me ne frega alcunché delle regole e di quello di dicono rispetto al permettere che questo scempio prosegua. A meno 8, senza risorse, con una vicenda di falsi da chiarire e giocatori che l’ ormai ex-allenatore, vittima incolpevole, deve elogiare per numero di maglia in conferenza stampa, la scritta “game over” la verga il buon senso, altro che regole. Mi verrebbe facile scagliarmi contro alcune delle cose dette da Papalia nell’intervista a Stefano Valenti. Se vi incuriosisce leggetela qui . Mi interessa invece sapere altro, tipo cosa si pensa di fare per evitare in futuro cose del genere. Come riscrivere non le regole ma la cultura di questo giochino, così dilettantesco e caciarone da non ricordarsi che la sua salute dipende da concetti noiosi ma ineludibili come investimenti, economicità, rispetto delle scadenze, risorse, ecc. E dalla serietà delle persone, che si misura nell’affrontare con onestà intellettuale gli errori, e non nell’evitare di commetterli
  • Durante le feste abbiamo anche versato lacrime di coccodrillo per non aver benedetto le feste con abbondanti dosi di basket in campo e sui media. Il pianto del giorno dopo d’altronde è da sempre una specialità nazionale. E poi, chi dovrebbe prendere in mano le redini della cosa e dire adesso si fa così” ? Chi, la Federazione, la Lega, il CONI, i dirigenti di società ? Chi ?????? Quelli che stiamo aspettando sul caso-Napoli ? Quelli che hanno reso possibile il non-tesseramento di un giocatore (nell’epoca del Wi-Fi) per la chiusura di un ufficio ? Quelli che stanno gestendo Baskettopoli in questa maniera ?
  • Prima di chiudere con la già citata Baskettopoli, è meglio ricordare a tutti noi che stiamo aspettando Godot. Beckett sarebbe orgoglioso di un mondo in cui tutti si accusano a vicenda di azioni ed omissioni con toni grandguignoleschi senza mai prendersi una singola responsabilità. Neppure quando succedono cose di enorme gravità (pur nella loro non-serietà).

Come appunto Baskettopoli, che documenti di varie istituzioni statali fotografano così:

Un’indagine della Polizia postale e della comunicazioni durata circa 2 anni, coordinata dalla Procura di Reggio,  che ha portato alla contestazione di gravi responsabilità penali nei confronti dei vertici pro-tempore del Comitato Italiano Arbitri, organo tecnico della Federazione Italiana pallacanestro e di circa 80 tra arbitri e designatori arbitrali.

Ai vertici, pro tempore, del Comitato Italiano Arbitri GARIBOTTI GIOVANNI, Presidente, GIOVANNI BATTISTA MONTELLA, responsabile del Settore Commissari Speciali, ALESSANDRO CAMPERA, designatore dei Commissari Speciali e MASSIMO CUOMO, Designatore degli arbitri di serie C maschile, vengono contestati i reati previsti e puniti dagli artt. 416-323 c.p. ed art. 1 co.1, L. 401/89 (associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio ed alla frode in competizioni sportive); ai restanti indagati, a vario titolo, i reati di abuso d’ufficio e frode in competizioni sportive, in concorso. Già il 28/04/09 a Garibotti, Montella e Campera era stata notificata, la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, emessa dal G.I.P. di Reggio Calabria dott.ssa Kate Tassone.

L’attenzione dapprima si era incentrata sulla modalità e la tempistica nelle decisioni sui voti da attribuire agli arbitri da parte dei vertici del Comitato Italiano Arbitri. Va evidenziato che tali decisioni erano determinanti per l’avanzamento in carriera di alcuni e per la penalizzazione e retrocessione di altri. Dallo sviluppo delle indagini è emerso in modo chiaro che il sistema era fortemente influenzato dai predetti, i quali penalizzavano gli arbitri non consenzienti alle loro indicazioni, facendoli retrocedere ed invece favorendo quegli arbitri che si attenevano alle disposizioni ricevute. Detto sistema ha peraltro consentito ai quattro responsabili, attraverso arbitri consenzienti, di favorire alcune squadre a danno di altre, determinando promozioni e retrocessioni di compagini sportive. Gli incontri oggetto d’indagine, allo stato, riguardano alcune squadre delle regioni Toscana, Umbria e Sicilia, militanti nei campionati nazionali di serie B e C.

L’attività illecita ha lo scopo di creare una categoria di arbiri compiacenti e ragionevolmente più disponibili verso eventuali richieste dirette a pilotare gli incontri”.

Gli indagati consegnano al giudice e alla collettività uno spaccato desolante del malaffare che sembra avvelenare. in base all’evidenza disponibile, anche quello che piacerebbe pensare come il tempio della meritocrazia pura, dell’agonismo di olimpica memoria, il luogo del “vince il migliore”. E ancora: “L’illecito è stato ed è posto in essere dai tutori delle regole, dai controllori e via via sempre più su in una girandola di cinismo e spregiudicatezza che, oltre al rispetto delle regole, sembra aver travolto anche il senso del pudore”.

Toti: “So per certo che sono sotto osservazione anche partite di serie più importanti. Spero che la verità venga a galla”

Parole, precise e pesanti, evidentemente legate in gran parte a dei fatti (alcuni già accertati). Tutti da circoscrivere e definire nelle sedi designate. Per l’ennesima volta, SOPRATTUTTO per confermare che la stragrande maggioranza della categoria è da sostenere con convinzione, a tutti i livelli. Ma non è che per questo, o per quieto vivere o per altri motivi si possa far finta che sia una barzelletta. Sì, quasi tutti abbiamo reagito in ritardo, lo scrivente per primo. Sì, prima che la Gazzetta ci facesse due pagine non abbiamo colto la portata del disastro, mea maxima culpa. Ciò detto, il problema non è il ritardo nel registrarlo ma il disastro in questione. Di giochetti col dito e la luna ci intendiamo abbastanza per non farci irretire. E che tra le righe ci tocchi sentire che “non c’è rilevanza penale”, che comunque “le cose faranno il proprio corso”, che “sono esagerazioni mediatiche”, che “è roba solo delle minors”, beh, è davvero un po’ troppo.

E’ anche troppo creare un partito trasversale per togliere i riflettori dalle cose importanti ed illuminarne altre, per illuminare qualche possibile colpevole più di altri o comunque per far perdere di vista la valenza generale della vicenda cercando uno o più capri espiatori che a propria volta hanno sempre la chance di mega-chiamate in correità, magari pubbliche ed indistinte (altra grande specialità tricolore).

Invece, il Godot di cui sopra dovrebbe arrivare, farci un compendio completo di tutto quello che è stato rilevato dalla Procura tramite le intercettazioni, dirci chi è già stato dichiarato colpevole e, ahimè, escluderlo per sempre (mica a tempo !) da un ambito così delicato. Non per giustizialismo, ma perché quelle carte trasudano di violazioni dell’etica sportiva che non possono essere addebitate ad uno sbandamento momentaneo.

Ma questa (molto ipotetica) azione, sarebbe solo un misero atto dovuto. Una parte infinitesimale della rivoluzione valoriale che dovrebbe avviarsi per lo shock di leggere quelle cose. Così come i legittimi interessi dei danneggiati (arbitri retrocessi o non promossi, squadre dove accertato) vanno tenuti nel massimo conto. Ma idealmente nei vari procedimenti la costituzione di parte civile più importante è quella di tutti gli appassionati, non di un singolo o della FIP (bizzarra posizione tra l’altro …). Chi è stato danneggiato va risarcito presto e bene, come giusta deve essere la misura delle pene. Ma l’interesse comune è più importante di quelli singoli, pur meritevoli della massima tutela. Punire chi ha sbagliato e risarcire chi ne ha diritto, senza caccia alle streghe ed esagerati sensi di colpa. E poi ?

E poi cambiare. In meglio. Uscire dalle tenebre, dalla politica, dal carrierismo, dalle rendite di posizione che infestano un’attività così nobilmente declinata da tanti sportivi veri che sacrificano tempo e affetti per permettere al basket di esistere. Dare risposte franche ed oneste, dirette ed esaustive. E darle nei tempi e modi giusti, in maniera completa, almeno quando si decide di farlo. Prendo due esempi di cui ci si è occupati recentemente.

Il primo è relativo alla vicenda Cicoria-Siena, di cui trovate ampio resoconto in post precedenti. Ampio non per fare del sensazionalismo o sussurrare chissà che. Solo perché le intercettazioni attraversano il territorio delle designazioni ed è nostro dovere chiedere delucidazioni, un’interpretazione autentica che tenga appunto lontane quelle interessate e capziose, da qualsiasi parte provengano. La risposta arriva dopo qualche giorno tramite l’intervista alla Gazzetta dello Sport di uno dei due designatori, Colucci, che si allinea alla spiegazione data dall’abbonato senese (http://www.menssanabasket.it/site/detailNews.aspx?K=2522). Ma Colucci e in generale la FIP (o il CIA) ci devono perdonare se ci permettiamo di fare delle considerazioni, senza avere alcun motivo per dubitare della versione sua e del signor Vettori.

  1. Se le cose stanno esattamente così (nel senso che non c’è qualcos’altro da sapere), quale punizione è stata comminata all’autore di un gesto così grave ? Un arbitro che fa una cosa del genere deve star fermo a lungo secondo me, non essere semplicemente tenuto lontano dal campo in cui è avvenuta. Almeno, io la vedo così e mi piacerebbe conoscere l’opinione dei suoi responsabili (che so essere diversi dai designatori).
  2. Quattro anni di assenza da un campo non sono un’anomalia per un arbitro che era stato ritenuto in grado di dirigere la gara 4 di una serie la cui gara 1 (stando a Vettori e Colucci) si sarebbe conclusa in quella maniera ? Si badi bene, a scanso di agitatori di dita in agguato, quando parlo di anomalia non mi riferisco a qualcosa di losco o torbido, men che mai volto ad alterare l’esito di gare. Mi riferisco al criterio di designazione e soprattutto al fatto che tutto sia stato tenuto sottotraccia per quattro lunghi anni senza che mai l’argomento venisse affrontato. Laddove una rapida e chiara pubblicità avrebbe disinnescato sul nascere qualsiasi dubbio

La seconda vicenda ha avuto il suo corso nel weekend. Sabato il collega Enrico Campana pubblicava su “Il Cittadino” uno circostanziato articolo in cui tra le altre cose si affermava che

E purtroppo si torna a giocare con una coda di inchiesta che tocca livelli alti, con possibili filoni e ramificazioni, ma non riguardante i club. Si tratta di un “malaffare”, come lo si descrive, del sistema arbitrale che sembra un castello di carte. La lettura natalizia approfondita degli atti della procura di Reggio Calabria “sdoganati” dall’ufficio legale della Federbasket ha riservato amare sorprese e l’immediato intervento del presidente del Comitato Italiano Arbitro. Sarebbero coinvolti 3 arbitri di A, 2 di Lega Due, un commissario di A, un commissario di Lega Due ed altri arbitri e commissari delle serie minori fra i quali addirittura un dipendente della federazione che opera nella A dilettanti. E inoltre due presidenti di Comitati regionali, uno dei nord e uno del sud, quindi anche la stessa struttura federale periferica negli ultimi tempi oggetto di ipotesi di riforma. Lo scenario dei tre casi principali sarebbe quello di raccomandazioni, un malvezzo però un po’ spinto. Un arbitro avrebbe raccomandato un proprio collega di A1 del quale è molto amico per dirigere gare più importanti. Un altro voleva aiutare un famigliare a far carriera nei campionati minori. Il caso più grave che configura una possibile forma di tentativo di illecito, è il colloquio in cui si perora la causa per salvare una squadra ligure in una partita delicata del campionato dilettanti. Squadra che sulla carta partiva battuta, come si ascolterebbe nelle intercettazioni, e invece sorprendentemente risultò vincitrice. Luciano Tola si sarebbe mosso tempestivamente,e il 31 dicembre avrebbe informato chi di dovere. Il quale sembra non fosse a conoscenza di questo “livello maggiore”!. Il Procuratore Federale disporrà per lunedì i provvedimenti del caso per riaprire il fascicolo che riguarda già 41 indagati per “abuso di ufficio e frode sportiva nei campionati di B e C per favorire alcuni arbitri”.
Da parte sua il presidente dell’Aiap (Enrico Sabetta, succeduto a Luciano Tola) ha indetto una riunione straordinaria per sabato 2 gennaio al PalaBarbuto di Napoli, come si legge sul sito dove l’ordine del giorno era “Inchiesta di Reggio Calabria, Comunicazioni del presidente, Varie ed eventuali). Due dei tre fischietti “pizzicati” nell’indagine della procura reggina per il filone delle carriere arbitrali taroccate – per ora tutti fatti senza rilevanza penale, ma gravi per la Magna Charta sportiva che sancisce l’obbligo della correttezza e lealtà sportiva – scenderebbero addirittura in campo questa domenica in una partita molto delicata. Lunedì la Procura federale annuncerà l’apertura dell’inchiesta-bis, e dovrebbe scattare una sospensione cautelativa di un mese per procedere agli interrogatori. La cosa fa rumore, ma era nell’aria da tempo. Troppe polemiche aspre sugli arbitraggi si sono lette ed ascoltate, soprattutto da parte di alcuni presidenti. Si vociferava di veti, anche di arbitri aventiniani (l’enigmatico semiritiro di Reatto, ufficialmente per stare vicino alla moglie). E Roma ritenendosi colpita avrebbe da parte sua presentato addirittura un esposto alla Procura di Reggio Calabria. Se il Procuratore Alabiso risconterà fatti o comportamentali lesivi sull’operato dei tre arbitri in termini di condotta antisportiva, si prospetta una punizione esemplare .

Permettetemi di ritenere che un collega di questa esperienza non sia in grado di partorire un pezzo con riferimenti così precisi se non ha avuto notizie ritenute affidabili da fonti confidenziali. Lette queste parole, come altri, mi sono messo alla ricerca di conferme o smentite, ed ho trovato soprattutto le prime. Anche perché inserendo in un motore di ricerca i nomi degli arbitri di serie A che sarebbero stati sospesi (giravano vorticosamente nell’ambiente) si ottengono questi risultati:

Carmelo Paternicò è stato sentito in relazione ad una telefonata tra lui e Garibotti nella quale Paternicò avrebbe sollecitato la designazione di un commissario “benevolo” nella valutazione del fratello di un altro arbitro di serie A, Renato Capurro, arbitro della A dilettanti.

Esempio dagli atti del Gip: “L’arbitro Enrico Sabetta chiama Montella per raccomandare Laura (Russo)”.

Anche qui, colpa mia e di altri aver “scoperto” la vicenda tardi. La questione relativa a Paternicò viaggiava in rete a inizio maggio, e riesce naturale pensare che se avesse avuto una qualsiasi rilevanza provvedimenti sarebbero stati presi ben prima del gennaio 2010. Voglio dire, qualcuno lo avrà pur sentito nel merito (come gli altri). Probabilmente per giungere alla conclusione che si trattava di una sollecitazione priva di risvolti irregolari, perché se io chiamo il mio direttore e gli dico che forse Mamoli o De Rosa meritano più attenzione spero di non fare alcunché di disdicevole e che il direttore decida per i fatti suoi. Ma indipendentemente dal merito, qui rileva sapere come mai queste faccende vengano fuori così tardi ed in maniera così abborracciata. E soprattutto come mai vengano fuori con questa indiscutibile evidenza e poi vengano “smentite” (????) così dalla FIP dopo che il presidente del CIA aveva parlato di “esagerazioni mediatiche” nell’intervallo di Lottomatica-AJ (dove in campo c’erano Paternicò e Capurro)

“Allo stato attuale non c’e’ nessuna iniziativa di sospensioni per questi arbitri”. Lo afferma la Federazione Italiana Pallacanestro. La Fip smentisce cosi’ quanto pubblicato dalla Gazzetta dello Sport sulla sospensione di tre arbitri di Serie A (Paternico’, Sabetta e Capurro) e due di Lega2 (Beneduce e Perretti) perche’ citati nelle intercettazioni della Procura di Reggio Calabria relative all’inchiesta su alcune partite minori, dalla A dilettanti in giu’, di alcuni campionati italiani. La Fip ha avviato un accertamento interno per capire come sono venuti fuori i nomi di questi arbitri per i quali – precisa la federazione che domani pubblicherà un comunicato ufficiale sulla vicenda – “non c’è nessun coinvolgimento di responsabilità per quanto concerne la giustizia sportiva”

La fuga di notizie no, dai. Non fateci un comunicato sulla fuga di notizie, come se al Cittadino o alla Gazzetta ci fosse gente che pedina, intercetta o spia. O come se a professionisti di quel livello potesse venire in mente di precostituire dal nulla un falso su una cosa così specifica. Dai ragazzi, siamo seri. Chi domenica non ha sentito questa storia da varie fonti (tutte rigorosamente provenienti di prima mano dall’interno della categoria arbitrale) vive in un altro ambiente o su diverso pianeta.

E poi, se neghi una cosa che chiaramente ha un fondamento, annunci comunicati per giovedì (ovverosia 5 giorni il Cittadino, 3 dopo la Gazzetta) e parli di complotti mediatici ottieni un solo risultato. Che è quello di far pensare che c’è qualcosa di grosso da coprire. E che questo obiettivo venga raggiunto scientemente o meno è irrilevante. Io processi alle intenzioni non ne faccio, ed anche se mi appassiona molto la ricerca di Verità e Giustizia in altri e più importanti ambiti, rifuggo dalla voglia di giocare all’agente segreto. Per cui, ad esempio, non annetto significato alcuno all’assenza di quei nomi dalle designazioni per il prossimo turno. Potrebbero essere infortunati o non designati per scelta tecnica, non mi interessa. Ma chiedere chiarezza e fatti invece di suggerimenti interessati e depistaggi mi pare il minimo, specialmente perché, lo ripeto, è roba vecchia ed al 999 per mille irrilevante !

Uno degli aspetti terribili della vicenda è indurre a credere (per millantare credito da parte di qualcuno, per deviazione culturale, per “colpa” di Calciopoli o altro ancora) che dalle designazioni dipendano i risultati. Il mio maestro Aldo Giordani, requiescat in pace, ne era convinto. A costo di svegliarmi tra poco nel Paese delle Meraviglie io respingo in toto questo modo di procedere in assenza di fatti in senso contrario. Ma questa è proprio la scellerata impostazione che si respira nelle pagine non già dei meravigliosi Superbasket d’epoca dove il magico Jordan firmava le lettere con pseudonimi degni di D’Annunzio (Melo Sgrulli, Baia Domizia, ecc. ). No, sono le pagine riempite dalla polizia postale di Reggio Calabria che trasudano di questo modo deteriore di intendere l’arbitraggio, di queste dietrologie, di queste povertà morali ed etiche. Ed è un modo di ragionare che fa troppi proseliti tra addetti e non ai lavori.

E allora voglio chiudere con un sogno. Che domani si smetta coi sussurri e le grida, coi dossier sbandierati (senza mai produrli), le chiamate in correità, le vesti strappate coi buoi già a chilometri dalla stalla, il vittimismo, il minimalismo, il sensazionalismo e le invidie di piccolo cabotaggio. Che si presentino davanti all’opinione pubblica tutti assieme, Petrucci, Meneghin, Tola, Alabiso, Colucci, Paronelli, Renzi, Paternicò, Sabetta, Capurro, Cicoria ed altri 10. Per chiudere definitivamente i conti col passato, magari anche senza accordo tra di loro, un confronto civile ed onesto sarebbe un passo avanti, non uno scandalo. Per dire stop ai pagamenti rateali di questi debiti che tutti assieme abbiamo maturato nei confronti di chi ama la pallacanestro. E per spiegare come nel futuro si riparte eventualmente dagli stessi nomi ma NON dagli stessi presupposti. Che il problema si risolve facendo un salto di qualità culturale a tutto tondo, che significa anche accettare i risultati e gli errori in quanto tali o astenersi dal fare sport. Già, un sogno ……

Napoli, quando il silenzio assorda

Giro in rete e trovo questo resoconto della conferenza stampa di oggi a Napoli

Papalia questa volta non c’è, resta chiuso negli uffici del PalaBarbuto, sa che la sua credibilità è ai minimi storici. L’incontro con gli organi d’informazione è stato chiesto ed è gestito da Raffaele Manzi, il suo socio nonché amministratore delegato della società che a luglio ha trasferito il titolo da Rieti a Napoli.  È alla sua prima conferenza stampa, tanto da dire “scusate se sbaglierò qualcosa, ma sono un po’ emozionato”.  Poi comincia a raccontare la sua “verità”.  Capitolo Martos “Ho letto che Osvaldo Martorano (amministratore della Martos) ha dichiarato di voler uscire dal contratto. Per quel che mi riguarda, non ci sono mai stati problemi con lo sponsor. Osvaldo voleva la gestione finanziaria, con la pubblicità assegnata in esclusiva ad una sua società. Noi non abbiamo detto di no alla sua richiesta (arrivata dopo 20 giorni dall’inizio della collaborazione), ma se tu vuoi gestire la raccolta pubblicitaria che è l’unica fonte della società poi devi assumerti anche la responsabilità economica se non riesci a coprire le spese. Martorano invece voleva solo la gestione finanziaria e se dopo 2/3 mesi si fosse accorto che le cose non funzionavano, ci avrebbe restituito il timone, ma a quel punto noi cosa avremmo potuto fare? Per i pagamenti, Martos ha versato la prima rata al 30 settembre (100 mila euro) e un anticipo (circa 60 mila euro) ad ottobre della rata prevista per fine novembre. Da allora i pagamenti sono fermi e ora leggo che vogliono rescindere il contratto. Vedremo come andrà a finire, a noi mancano 340 mila euro (la sponsorizzazione triennale prevedeva 500 mila euro all’anno).” Manzi poi affronta la questione del contributo della Regione Campania. “Il 28 dicembre ero in Regione per incontrarmi con Guglielmo Allodi (capo della segreteria del Presidente della Regione), proprio mentre la Regione diffondeva il famoso comunicato stampa. Ero lì proprio per farmi pagare, perché quanto dichiarato da Allodi corrisponde alla verità, ossia che l’11 dicembre è stato firmato il decreto dirigenziale per l’anticipazione di 100 mila euro del contributo concesso. Solo che il decreto non è scontabile in banca (Unicredit ci ha detto che per la risposta ci voleva un mese e che molto probabilmente sarebbe stata negativa) a meno che non si diano garanzie personali. Per questo ero da Allodi, perché con il saldo della rata di Martos e l’anticipazione del contributo della Regione avremmo pagato la Giba, gli stipendi e l’F24 che poi ci è costato gli ulteriori 6 punti di penalizzazione”. “Per quanto riguarda gli sponsor” prosegue Manzi “ad oggi abbiamo ricevuto 6 mila euro da un gioielliere, 60 mila euro da biglietti e abbonamenti (una parte sarà restituita a chi ne farà richiesta) e 80 mila euro da Sky per i diritti televisivi. Con i 160 mila di Martos siamo a 306 mila euro, mentre le spese effettuate ad oggi (tutte certificate) ammontano a 658 mila. In sede abbiamo tutte le carte che dimostrano quanto sto dicendo, anzi io stesso ho voluto che tutti i bilanci e i libri sociali fossero a disposizione di chiunque volesse consultarli già 48 ore dopo il nostro trasferimento a Napoli. Nessuno degli sponsor contattati (MSC, Original Marines, Carpisa, etc.) ci ha mai chiesto di vederle, forse perché se lo facevano poi non avrebbero avuto più scuse per negarci il loro sostegno. Un grosso sponsor (MSC) ha detto che 2 anni fa era rimasto scottato dalla precedente esperienza del basket e che aveva bisogno di un po’ di tempo per affiancarci. Una società di autonoleggio ci ha negato l’aiuto perché aveva brutti ricordi con il basket. Oggi ci troviamo nella situazione che per finire la stagione servono 500/600 mila euro, di cui 200 sono coperti dal contributo della Regione.” Manzi finalmente poi parla del futuro. “Domani scenderemo in campo con gli under 19 e avremo sulle maglie lo sponsor Martos (nonostante la diffida della società di Martorano). Il roster sarà formato da Spippoli e Muurinen (che siederanno in panchina ma non giocheranno), 5 ragazzi delle giovanili di Rieti e i 3 ragazzi di Vivibasket (Aprea, Apuzzo e Domenicone). Contro Biella sarà l’ultima partita di Federico Pasquini, un allenatore che considero troppo bravo per allenare degli under 19. L’obiettivo è quello di finire il campionato e ricominciare dalla Lega A2, questa volta programmandola per tempo e convincendo istituzioni e sponsor della validità del nostro progetto.”


Non mi va di fare la critica puntuale di quanto avete appena letto. Il punto è semplice, ed è chiaro da fin troppo tempo. La società che ha iniziato la stagione a Napoli non ha più le condizioni minime per proseguire in un contesto di basket professionistico. L’analisi delle cause va fatta e non può partire (men che meno arrivare) dalle parole di cui sopra. Volendo si potrebbe partire da questa mini-rassegna di quello che ci è stato detto quest’estate e due giorni fa

”Non voglio entrare in faccende che sono di competenza della federazione, ma certo che avere Napoli in serie A sarebbe un vantaggio per il basket italiano”. Cosi’ il presidente del Coni Gianni Petrucci in merito al trasferimento a Napoli della societa’ laziale di cui si parla con insistenza in queste ore. ”Da parte mia – ha precisato Petrucci parlando a Napoli all’inaugurazione del comitato regionale – non posso che esprimere un auspicio, naturalmente fatti salvi tutti i diritti  di Rieti”. Sull’argomento si e’ espresso anche il governatore campano Antonio Bassolino che ha ricordato come proprio in queste ore si stia lavorando anche a livello istituzionale per una conclusione positiva della vicenda.


«Il ritorno del basket a Napoli è molto importante – dice Dino Meneghin, presidente della Fip – tenendo conto della passione dei tifosi e della tradizione partenopea. Abbiamo dato l’ ok ad una situazione nuova solo dopo aver sentito il parere positivo dei consiglieri e delle Leghe. Ora spero che Napoli abbia il basket in modo stabile e non solo per un anno».


Dopo la lettera aperta alla città, ora Gaetano Papalia rivela le strategie. La stagione della Martos che qualcuno pensava finisse qui, continuerà, anche se in maniera del tutto anomala per la serie A. In campo infatti già da domenica prossima contro Biella scenderà in campo una squadra juniores. Ieri all’allenamento con il coach Pasquini c’erano solo Muurinen e Spippoli, che hanno fatto atletica e tiro. I giovani Aprea, Domenicone e Apuzzo sono stati lasciati all’under 19 per poter svolgere un allenamento normale. Bonora si libererà per andare in Legadue o A dilettanti, Gabini è in direzione Jesi, Skele forse in Spagna. I tre americani non hanno avuto offerte concrete e sono fermi. A loro sarà proposta una transazione del contratto. Spippoli e Muurinen potrebbero anche restare ma solo per qualche gara, prima di trasferirsi altrove. L’allenatore sarà sempre Pasquini. Tutto il nuovo progetto di salvataggio sarà spiegato sabato. «Continuiamo così, con un profilo bassissimo – spiega Papalia -. L’intento è arrivare alla fine del campionato senza penalizzazioni ulteriori e per farlo dovremo essere in regola con gli adempimenti della Comtec». Dunque è già scattato un progetto di traghettamento del titolo verso la Legadue. Nella storia del basket nazionale non era mai capitato prima. «Un’ulteriore penalizzazione dal primo gennaio si trasferirebbe sul campionato successivo e io non vorrei cominciare con un altro handicap – continua il presidente -: pagare regolarmente i contributi sarà la regola base da qui a giugno. A livello economico devo avere 400mila euro dalla Martos e 200mila euro dalla Regione. Con qualche altro introito riusciamo a gestire fino a fine stagione. Alla Martos dico solo che ora partiranno i decreti ingiuntivi visto che non paga quanto concordato da contratto». Prima di vagliare l’operazione, Papalia si è consultato con il presidente della Lega, Valentino Renzi. «Ha dato il suo benestare. Gli abbonati che lo richiederanno saranno rimborsati. Già una parte si è presentata al Palabarbuto. Alla fine saranno 200 in tutto. Le partite d’ora in avanti saranno con ingresso libero». Ma Papalia resterà al suo posto? «Finchè non c’è nessuno pronto a prendere il mio posto, resto. Ho messo a disposizione un titolo di serie A che è stato fatto morire, ora metterò a disposizione della città un titolo di Legadue e spero che vada decisamente meglio. Se poi non lo vogliono, vuol dire che lo porterò altrove».

Ma errori macroscopici e non esattamente imprevedibili ci possono anche stare, li abbiamo fatti tutti. Con un po’ di sforzo in più facciamo anche finta che ci stia il gioco delle parti, anche se quando diventa così stucchevole bisognerebbe ricordare il Principe De Curtis di “ogni limite ha una pazienza”. Ma qui il problema non si risolve chiamando le cose (errori ed orrori istituzionali) con il loro nome. O puntando un dito contro il tal Presidente.

Si risolve oggi ponendo fine ad una situazione imbarazzante per tutti, in primis per quei tifosi napoletani che meritano il rispetto dovuto a chi ha visto la propria passione tradita già 2 volte in pochi anni. E domani, soprattutto, dando un senso a quel che senso non ha. Perchè ormai nessuno può far finta di non vedere, a meno che non voglia indossare il paraocchi e tapparsi le orecchie. Quindi il primo passo, obbligatorio ed indifferibile è fermare lo scempio, anche nel nome di ragazzi che di tutto hanno bisogno tranne che di essere mandati allo sbaraglio contro fior di professionisti (e viceversa). Subito, adesso, perchè il medico sarebbe impietoso se facesse diventare la piaga ancor purulenta

Ma questo è nulla più che un atto dovuto. Poi viene domani, il futuro. Il marcio di un sistema non si vede dalle sue patologie, specialmente se paradossali e avanzate come quella del caso-Napoli. Il sistema è marcio quando non riesce ad espellere quelle patologie in maniera fluida e veloce, quandoi si ostina come in questo caso a ignorarle palleggiandosi la responsabilità delle regali nudità in attesa di un bambino che non arriva

Il problema è tirare una riga precisa, far sì che partecipare ad un campionato professionistico significhi prendersi delle responsabilità precise. Creare un contesto economicamente sano, basato su semplici principi di controllo, continuo ed efficace, non sporadico e buono solo ad asciugare con qualche pannicello litri di latte già versato e di lacrime di coccodrillo. Ma non tanto o solo nell’interesse di astratti principi ideali (posto che quelli non fanno mai male). E ancora meno per rispettare delle regole fumose scritte magari decine di anni fa (e regolarmente violate quando si vuole).

No, molto semplicemente si tratta di porre le condizioni minime per lo sviluppo del basket in questo paese. Una cosa che mi interessa da appassionato e da operatore del settore, anzi viceversa. Per crescere un qualsiasi settore economico deve essere credibile nei confronti di clienti ed investitori. Questo carrozzone sempre più grigio ed autoreferenziale con una visione che non arriva neppure a metà del proprio naso non rende giustizia ad un Gioco stupendo, a tanti professionisti di ottimo livello ed a un esercito di fedeli che non aspetta che di ingrossarsi.

Ma persi in beghe da cortile, tutti noi vogliamo far finta di credere che l’imbarazzante dimensione dell’anomalia-Napoli sia qualcosa di lontano da tutti e tutto, un caso estremo. E invece è solo un campanello d’allarme che suona un po’ più forte di altri. Stiamolo a sentire almeno questa volta, per favore

I numeri di Lottomatica-AJ

LE BANDIERE

Più minuti con la stessa maglia

Vescovi 17451 Varese
D’Antoni 15787 Milano
Marzorati* 13706 Cantù
Brunamonti 13522 Virtus BO
Villalta* 13420 Virtus BO
Riva 13297 Cantù
Pittis 12729 Treviso
E. Gilardi 12125 Roma
Tonolli 11250 Roma
Rossini 10920 Cantù

ALL NON-JASI TEAM

Assist/palle perse

ASSIST

PALLE PERSE

ADELEKE

0

14

0,000

LECHTALER

0

13

0,000

J. THOMAS

0

12

0,000

PETRAVICIUS

2

26

0,077

GABINI

2

23

0,087

JAMISON

3

33

0,091

MACIULIS

3

30

0,100

ROCCA

2

17

0,118

E. WILLIAMS

2

15

0,133

TOURE

3

22

0,136

ALL ROCCA TEAM

RIMB OFF.

RIMBALZI DIF.

MORASCHINI

1

0

100,0%

CHESSA

3

1

75,0%

GIGLI

13

8

61,9%

JAMISON

31

21

59,6%

MARTINONI

20

14

58,8%

PETRAVICIUS

24

19

55,8%

ANTONELLI

6

5

54,5%

MARQUIS

9

8

52,9%

IVANOV

42

38

52,5%

HUTSON

26

24

52,0%

MORRIS BIFRONTE

CASA FUORI VINTE PERSE
MINUTI 31:30 33:12 31:22 34:40
PUNTI 11,7 18,8 12,6 21,0
% DA 3 20,0 42,3 23,3 50,0
ASSIST 5,0 3,6 4,6 3,7
PALLE PERSE 2,5 2,8 2,3 3,7

STOPPANDO E SCHIACCIANDO

LOTTOMATICA ARMANI JEANS
3,4 (1°) STOPPATE 1,6 (12°)
3,6 (1°) SCHIACCIATE 1,5 (7°)
Crosariol (1°), Gigli (7°) TOP 20 STOPPATE Mancinelli (14°)
Gigli (3°), Crosariol (6°), Jaaber (9°), Hutson (13°) TOP 20 SCHIACCIATE Mancinelli (9°)

PIU’ O MENO MASON

Con Rocca: + 2 in 239 minuti

Senza Rocca: + 56 in 216 minuti

Plus/minus su 40 minuti con Rocca: + 0,3

Plus/minus su 40 minuti senza Rocca: + 10,0

Roland Rating (Plus/minus “netto”): – 9,7

IN (POST) MEDIO STAT VIRTUS

% TOTALE PERSE FALLO SUL TIRO
1 Carife 12% 41.8 11.9 7.3%
2 AJ 12% 49.3 20.8% 10.4%
3 Vanoli 11% 36.7 12.2% 6.1%
4 Martos 10% 41.7 14.3% 5.7%
5 Lottomatica 10% 41.5 15.6% 3.3%

IL CLUB DEL 90

% Tiri liberi

Sato 32/34 94,1
Hawkins 28/30 93,3
Zisis 26/28 92,9
Finley 37/40 92,5
Green 28/31 90,3

MPS: 167/196 (85,2 %), 6 giocatori oltre l’85 %

Record italiano: Telemarket Roma 1996-97, 466/561 (83,1 %)

Napoli, in USA se ne accorgono ….

ESPN pubblica oggi sul suo sito questa notizia. Come buon proposito per il nuovo anno sarebbe già un successo se qualcuno, a nome del basket italiano professionistico, rispondesse. A me personalmente non interessa mettere in croce CONI, FIP, Lega, Papalia od altri in quanto tali. Interessa invece, e molto, rilevare che c’è maggiore eco dall’altra parte dell’Oceano che da questa. Che il problema non riguarda la Martos ma un sistema. Vecchio, sorpassato, incrostato e al capolinea. Ripeto, se qualcuno volesse prenderne atto sarebbe il primo gradino per la (lunga e difficile) risalita. Ma dubito che succederà …

 

 

 

Former NBA players continue to find out that the grass is not always greener on the other side of the pond.

Damon Jones, Robert “Tractor” Traylor and Travis Best are on the verge of leaving their Italian League team, Martos Napoli, because they haven’t received their paychecks for the past month, according to several sources with knowledge of the situation.

After returning to the United States for Christmas, the three players have decided not to go back to Italy until they are paid. Representatives for the players are in discussions with Martos Napoli to work up legal documents that will allow the players to leave the squad and become free agents.

Jones, who was averaging 14 points per game for Napoli, received a contract worth $500,000, but he has not been paid for the past month.

Traylor, 32, was averaging 10 points per game, and Best, 37, was averaging five. Napoli’s record was 0-11.

Jones, 33, is hoping to latch on with an NBA team. A veteran of 11 NBA seasons, he played for 10 teams, most recently Milwaukee in the 2008-2009 season.

This experience has become a fairly common one for NBA players who have been lured to Europe with lucrative contracts. Nenad Krstic and Jannero Pargo were among the players who returned to the NBA last season after not receiving payments from their European clubs.

Parla Colucci

Lo scandalo arbitrale ha colpito principalmente i campionati minori, ma con «infiltrazioni» evidenti anche ai piani alti. Gianni Montella, l’ex capo dei commissari dalla A alla C, squalificato per 5 anni, proprio alla Gazzetta parlò di «cose poco chiare anche in A». Il designatore attuale, in A, assieme a Felice Paronelli, è Rino Colucci, napoletano che ha arbitrato in A dal 1987 al 2005 con 13 finali scudetto, 7 finali internazionali, una Final Four, 3 europei, un Mondiale e un’Olimpiade. Garantisce sulla A? Tutto pulito e trasparente? «Pulitissimo. Ma resta l’amarezza per quello che si è letto negli ultimi tempi. Finire sui giornali e in tv per queste cose non mi sembra il massimo». Sospetti però ce ne sono tanti, così come le discrepanze tra le designazioni in casa e fuori delle squadre più forti. «In Italia c’è la cultura del sospetto. In Spagna, un arbitro di Barcellona arbitra regolarmente da anni la squadra della sua città: non è mai successo nulla. Sulle designazioni, osserviamo criteri rigidi. A parte quelli base, come non dirigere la stessa squadra se non sono passati almeno due turni, oppure quelli di provincialità e rcgionalità, diamo importanza primaria al valore della gara, cui segue la classifica attuale degli arbitri che sono 32, divisi in 3 f’asce. Nella prima entrano al massimo in 10, nella seconda in 12, gli altri vanno in terza. Ogni gara ha sempre un arbitro di prima fascia, per le più importanti ce ne sono anche due. Non guardiamo mai le statistiche su chi ha arbitrato più volte in casa o fuori, non ci interessa». Ricusazioni? Sospensioni? «Vado al sodo: Cicoria non è andato per anni a Siena perché compi un gestaccio nei confronti del pubblico. Ora abbiamo un problema con Paternicò a Teramo. Non ci è stato ricusato, chiariamo, ma per motivi di opportunità lo abbiamo fermato noi. E ora, con la diplomazia, cercheremo di farlo rientrare al più presto. Va comunque detto che i nostri arbitri sono eccellenti». Dicono che lei è amico di Minucci, il presidente di Siena, e che gli manda sempre arbitri buoni. «So benissimo quello che si dice, fa parte del gioco. Il designatore è da sempre, per una strana definizione altrui, amico di chi vince. Lo ero di Betti quando Napoli andava forte, di Buzzavo a Treviso, ora di Minucci. Il problema, semmai, è che Siena vince da tanti anni, e quindi la voce si ripete». In una intercettazione si legge: «Il commissario Baldini ha dato un bel voto all’arbitro Perretti, dopo essere stato contattato da Colucci». «Sfido chiunque a non aver mai fatto una segnalazione. Anche io, in passato, sono stato “raccomandato”. Se vuol dire confrontarsi meglio su un arbitro, ci può stare. Ricordo bene quella chiacchierata: dissi a Baldini che per quanto visto sul campo, dal momento che mi allenavo con lui, Perretti non sembrava giudicato per il suo effettivo valore. L’importante, comunque, è non prevaricare mai altri». Ma se dalla prossima stagione si rendessero pubblici, on line, i rapporti degli arbitri sulle gare e i voti dei commissari dalla A alla C? «Sono d’accordo, parlerò con Tola, il presidente Cia, di questa iniziativa. Come basket dobbiamo dare una segnale forte, essere i leader della trasparenza in ambito sportivo. Sarebbe un bel gesto verso tutti: mi prendo l’impegno, me ne farò promotore».