Nella tabella che segue trovate la graduatoria della “true shooting percentage” per la nostra serie A. Si tratta di un’estensione del concetto di “percentuale reale”, quella che dà maggiore valore al canestro da 3 realizzato (se 1/1 da 2 è 100 %, 1/1 da 3 per questa logica deve essere 150 %). Nella True shooting percentage invece si allarga il concetto ai tiri liberi, dando naturalmente loro un peso minore, quando realizzati, rispetto al canestro da 2 e da 3. Abbiamo preso in considerazione solo i giocatori che abbiano preso almeno 50 tiri da 2, 50 da 3 e 50 liberi.
E’ il segreto (di Pulcinella) della Sutor dei miracoli. Ma parlare di rimbalzi tout-court, senza qualche distinguo statistico, ha poco senso. Una squadra che gioca 5 supplementari ha più chance di rimbalzo di chi non li gioca. Uno che sta in campo 500 minuti più chance di chi ne gioca a malapena 200. E se a disposizione, perchè le due squadre sbagliano molto, ci sono 90 rimbalzi piuttosto che 50 fa una bella differenza. Calibrando dunque i dati secondo questi fattori si ricava la graduatoria che leggete sotto (l’ultima colonna in inglese è denominata “rebound rate”, e quando si va oltre il 20 il livello è quello dell’eccellenza assoluta). Direi che le gemme nascoste sono Lechtaler, Marquis e Achara, posto che poi ovviamente giocare poco favorisce nelle classifiche di qualità, che non danno una prova che raddoppiando i minuti questi giocatori raddoppierebbero la produzione. Interessante anche notare che Hall sta davanti a Rocca e Michelori (5,4 di media) al compagno Jumaine Jones (8,0 a partita)
Per “netto” si intende il plus/minus calcolato come differenza tra quello che la squadra fa con quel giocatore e senza, il tutto normalizzato su 40 minuti
Il grafico si legge così: in relazione alla freccia, più ci si avvicina alla punta, più si ”appartiene” a quella variabile. Questo poi viene relazionato alle altre variabili e determina la posizione finale della squadra (nel nostro caso). Abbiamo solo quattro variabili (liberi/possessi, incidenza delle triple, possessi in isolamento e possessi in post basso), ma si possono comunque azzardare alcune conclusioni.
La posizione delle frecce ci dice che (come sospettavamo) l’incidenza del tiro da tre e i viaggi in lunetta sono (quasi) inversamente proporzionali (verso opposto e quasi stessa direzione dei due indicatori) mentre, per quanto riguarda gli isolamenti e il post basso, si nota una certa controtendenza l ma non sembrano essere influenti per quanto riguarda i tiri liberi (essendo le frecce praticamente perpendicolari tra loro). Possiamo dire anche che non esiste una tipologia di gioco che ”attira” tiri liberi, infatti le prime tre, Treviso, Cremona e Caserta dimostrano tendenze diverse (Treviso va molto in post basso, Caserta fa molti isolamenti, Cremona tira pochissimo da tre e rispetto agli isolamenti e i giochi in post basso).
Interessante la mini ”clusterizzazione” [raggruppamento] che si ha in alto a sinistra e in alto a destra, da cui si evidenzia come le tipologie delle squadre vicine nel grafico siano essenzialmente coincidenti. Il caso di Ferrara, infine, è curioso in quanto rappresenta il ”valor medio” del campionato.
«Non capisco come mai una gara così importante abbia subìto un metro di giudizio così instabile. Visto che tutti si lamentano piangendo su di noi, non vorrei che si innescasse un processo di sudditanza al contrario nei confronti degli arbitri. Siamo tra le ultime squadre nella classifica dei tiri liberi, vedo situazioni inspiegabili che non danno certezze tecniche. Ne parlo senza polemica per sviluppare un dibattito, oggi tra campionato ed Eurolega sembra di praticare due sport diversi».
Pianigiani butta sul tavolo un argomento spinoso: l’arbitraggio. E non si lamenta di una chiamata in particolare, neppure dell’operato dell’operato di Cerebuch, Lanzarini e Giansanti. La sua riflessione, peraltro molto accesa, è sulla diversità di metro tra Euroleague e campionato e qualche volta anche tra partita e partita giocata in Italia. “Proprio non capisco” -ammette Pianigiani- “ci sono molte cose che tecnicamente non tornano. Perché io devo dare delle certezza ai giocatori, devo insegnare quello che si fa in campo. Dico che per come giriamo la palla e per il nostro modo di giocare non vedo come sia possibile che tiriamo sempre meno liberi degli avversari. Ripeto: non è un problema di singolo episodio. Noi sbagliamo schiacciate o tiri liberi gli arbitri possono sbagliare un fischio. Ma è necessario riparlarne e chiarire alcune cose. Vorrei che si parlasse di tecnica”
Sono due estratti dalle dichiarazioni che Simone Pianigiani ha rilasciato ieri al termine di MPS-Armani Jeans, gara vinta 80-65 dalla sua squadra. Per chi vuole sentire la versione integrale (sempre altamente consigliato) il link è http://www.menssanabasket.it/site/_pages/video_1.aspx?F=1
Infilarsi in questo discorso è non facile. Per poterne davvero parlare a ragion veduta, faccio un paradosso, dovrei riguardarmi tutti i possessi stagionali di tutte le squadre di serie A. E comunque non basterebbe, perché trovare una linea di tendenza rimane un’operazione che comporta una interpretazione di fatti, quando non di intenzioni. Non sarà però questo un motivo per rinunciare a parlare di quello che amiamo io, Pianigiani e voi, cioè il basket. In tutte le sue sfaccettature, comprese quelle arbitrali. E se qualcuno (molti ?) vorrà solo leggere in chiave pro-Siena od anti-Siena quanto segue faccia pure, nell’Italia dell’anno 2010 è in buona compagnia e non solo nel basket.
Partiamo dai fatti, per le intenzioni c’è tempo. Sono fatti i contributi video e le statistiche, naturalmente. Ma anche qui, si possono presentare parecchie immagini e parecchie cifre. E nonostante la migliore volontà del mondo, a seconda di quali fatti presento posso rinforzare una tesi anziché un’altra, anche se in maniera assolutamente non dolosa.
Un lungo giro di parole, solo per dire che il tentativo è quello di affrontare il discorso seriamente. Di lavorarci il più possibile per offrire degli spunti di riflessione. Ma l’oggettività assoluta non esiste, e quindi il metodo è quello di sentire tutti, farsi venire delle idee e cercare di verificarle, senza alcuna pretesa di esaurire o risolvere l’argomento.
Fatti dunque, partendo dalla questione dei liberi. Ieri Siena ha tirato 21 liberi e Milano 22. In stagione i campioni d’Italia ne tirano 19,7 di media, meno di nove avversarie. Ho citato due dati, uno sembra dire che va tutto bene, ne han tirati sostanzialmente quanti l’AJ. L’altro che invece la capolista in classifica e regina di tutte le graduatorie offensive va poco in lunetta. In realtà dati del genere hanno una bassissima significatività.
Intanto i dati assoluti, disgiunti dal numero dei possessi, non hanno alcun reale valore, specialmente alle Idi di marzo, quando cioè è stata giocata una parte significativa di stagione. E poi ci sono tiri liberi e tiri liberi. Mettiamo il caso, paradossale, di una squadra che gioca 19 partite ed in ognuna di queste arriva con 4-5 punti di vantaggio agli ultimi 1-2 minuti. Quella squadra tirerà 6-8 liberi che derivano da una scelta precisa degli avversari e non certo dalla pericolosità del suo attacco o dal metro arbitrale.
Certo, è un caso limite. Ma è solo per spiegare che andare dentro ai numeri è molto impervio come processo. Comunque almeno qualche ipotesi e ragionamento, descritta la di loro parzialità, si può fare. Una graduatoria interessante è quella dei liberi guadagnati su azione di tiro rispetto ai possessi giocati
1
CE
6,6 %
2
TV
5,6 %
3
FE
5,6 %
4
CR
5,4 %
5
MI
5,4 %
6
MGR
5,2 %
7
CANTU’
5,2 %
8
BI
5,1 %
9
BO
4,8 %
10
PS
4,6 %
11
SI
4,2 %
12
AV
4,2 %
13
TE
3,9 %
14
VA
3,9 %
15
ROMA
3,9 %
Per comparazione, val la pena di proporre anche quella dei liberi guadagnati (includendo quindi quelli che derivano dal bonus e dai falli tecnici/espulsioni) sempre parametrati rispetto ai possessi
1
CR
13,7 %
2
TV
13,2 %
3
CE
12,6 %
4
BO
12,5 %
5
CANTU’
12,3 %
6
MI
12,3 %
7
FE
12,3 %
8
VA
12,0 %
9
ROMA
11,7 %
10
SI
11,2 %
11
BI
11,2 %
12
AV
11,1 %
13
MGR
10,8 %
14
TE
10,7 %
15
PS
10,3 %
Sia ben chiaro, queste due tabelle da sole non significano alcunchè. Ma certo la notizia c’è, nel senso che è una delle rare graduatorie in cui anche utilizzando indici maggiormente avanzati rispetto a quelli grossolani dei termini assoluti Siena è più vicina al fondo che alla testa. Poi quel che importa veramente è capire quanti di quei tiri liberi vengono dalle interpretazioni arbitrali e quanti dallo stile di gioco. Ed all’interno delle interpretazioni arbitrali, quanto quelle che riguardano l’MPS differiscano da quelle relative alle sue avversarie.
Qui nessun servizio statistico può aiutarci purtroppo (anzi, per fortuna). Dobbiamo fidarci di sensazioni, analisi, pareri, opinioni. Io una precisa al riguardo non ce l’ho. Ho visto la partita di ieri, non sono rimasto entusiasta dell’arbitraggio ma l’ho trovato in tono con una partita sporca e spezzettata di per sé, non particolarmente ben giocata e non particolarmente intensa. Se volete posso snocciolare 10 episodi di errori arbitrali, ma spero conveniamo tutti non si tratti del punto in discussione.
Un paio di fattori tecnici, (NB: mode “opinions” ON) concorrono a tenere basso il numero dei liberi battuti dalla formazione di Pianigiani. Il primo è l’uso abbastanza ingente del tiro da 3 ed in generale la grande capacità di costruire un tiro con spazio sul perimetro. Tutte soluzioni che fanno da anni la fortuna di Siena ma che naturalmente non portano tanti liberi. Come indicazione, questo è il quadro dell’incidenza dei tiri da 3 (che ovviamente portano pochissimi liberi ma se realizzati danno un punto in più) rispetto ai possessi offensivi
TIRI DA 3
TIRI TOTALI
INCIDENZA TRIPLE
ANGELICO
473
1122
42,2%
SIGMA C.
479
1153
41,5%
AIR
482
1167
41,3%
BANCA TERCAS
462
1136
40,7%
SCAVO-SPAR
453
1151
39,4%
CARIFE
432
1109
39,0%
CIMBERIO
426
1096
38,9%
MPS
444
1152
38,5%
VANOLI
413
1120
36,9%
PEPSI
446
1238
36,0%
LOTTOMATICA
393
1098
35,8%
AJ
396
1121
35,3%
BENETTON
395
1131
34,9%
CANADIAN S.
372
1101
33,8%
NGC
350
1066
32,8%
Avellino e Teramo, Cantù e Treviso sono esempi che sembrano dimostrare l’intuitiva correlazione inversa tra incidenza dei tiri da 3 sul totale tiri e liberi tentati. In altri esempi la correlazione è più sfumata, il che è logico. Perché alla fine, conta come e da dove vengono presi i tiri da 2, non certo quanti sono. Nel senso che un tiro da 2 da un metro da 3 o da 5 non può finire nello stesso paniere analitico. Perciò un’altra pista da seguire è quella delle mappe di tiro e delle situazioni tattiche da cui arrivano i tiri da 2. Un esempio classico è quello del post basso, più atto di altre situazioni a portare tiri liberi. Queste le squadre che rispetto ai possessi vanno più in post basso nella nostra serie A
1
MI
12%
2
VA
12%
3
PS
12%
4
TV
11%
5
CR
11%
6
ROMA
11%
7
FE
10%
8
TE
10%
9
BI
9%
10
SI
8%
11
BO
8%
12
MGR
8%
13
CE
8%
14
NA
8%
15
AV
7%
16
CANTU’
6%
Ma il post basso di per sé, non porta così tanti liberi. Prendiamo per esemplificare il caso di Romain Sato, il giocatore più produttivo in post basso per i recenti vincitori della Coppa Italia. Sato guadagna tiri liberi su azione di tiro in meno del 5 % dei suoi possessi di post basso. Ma se includiamo nel conto i liberi da bonus, quel numero schizza in alto ed arriva al 24,8 %, perché nel tentativo di prendere posizione arrivano molti contatti che in situazione di bonus portano liberi. D’altronde credo che siano molti i coach che ai propri difensori dicono: “una volta che gli hai fatto prendere la palla lì vicino tieni le braccia alte e difendi ma non fare falli inutili. Semmai cerca di non fargliela prendere così vicino”.
L’altro tipo di soluzione che intuitivamente porta tiri liberi è quello dell’1 contro 1. Vediamo chi fa più isolamenti nel nostro campionato.
1. CE
16%
2. BO
16%
3. CR
13%
4. CANTU’
13%
5. ROMA
12%
6. MGR
12%
7. FE
12%
8. AV
12%
9. TE
12%
10. BI
11%
11. VA
9%
12. MI
9%
13. TV
9%
14. SI
7%
15. PS
7%
Credo che finalmente abbiamo trovato qualcosa di interessante. Per esempio, le posizioni di Pepsi ed MPS in questa graduatoria si “rivedono” in quella dei liberi da cui siamo partiti. Proviamo ad analizzare ulteriormente: Siena fa pochi isolamenti e quindi tira meno liberi. Il che ha un perfetto senso. Personalmente amo il gioco di Siena proprio perché ci sono poche situazioni di isolamento. E sono ancora una volta i numeri a venirci in soccorso, in termini di punti per possesso prodotti da quegli isolamenti.
1
SI
1.22
2
TE
0.97
3
VA
0.94
4
BO
0.89
5
CE
0.87
6
CR
0.84
7
FE
0.83
8
CANTU’
0.82
9
AV
0.82
10
MI
0.80
11
MGR
0.78
12
TV
0.77
13
BI
0.75
14
PS
0.74
15
ROMA
0.70
Mi spiego ancora meglio: se fossi un avversario di Siena pregherei perché quel 7 % di isolamenti salisse, e di molto. Perché scommetto che salendo, salirebbe anche la quota di liberi tentati. Ma scenderebbe di converso l’efficacia di quegli isolamenti. Siena gioca col ritmo, costruisce “open shots”, tiri con spazio. Lo fa sacrificando idealmente una piccola quota di tiri liberi, il che ha molto senso. Soprattutto finchè la linea del tiro da 3 è a quella distanza e le bombe vengono convertite con un incredibile 42 %. Con 444 tentativi da 3 i senesi hanno segnato 561 punti, che si raggiungono con 280,5 canestri da due. Cioè a dirsi che per produrre lo stesso numero di punti bisognerebbe tirare con un irreale 63 % abbondante da 2.
Mappe di tiro: fermiamoci a quella di Siena per non allargare troppo, e paragoniamola a quella di Caserta, che rappresenta l’eccellenza per tiri liberi guadagnati.
TIRI IN SOSPENSIONE
DENTRO L’AREA
POST BASSO
MPS
59 % (1,17)
31 % (1,37)
10 % (0,97)
PEPSI
56 % (1,04)
35 % (1,16)
9 % (0,87)
I dati sul post basso differiscono da quelli sopra perchè qui ritrovate anche i palloni riaperti, mentre sopra avevate solo le conclusioni direttamente tentate dal giocatore in pivot. Come vedete la sostanza è sempre quella, Siena è appena più perimetrale di Caserta, ma il risultato è quello di un’efficacia (espressa dai punti per opossesso tra parentesi) enormemente superiore.
Si potrebbe e dovrebbe andare ancora avanti, ma per ovvi motivi di tempo e spazio mi fermo. Non senza accennare al fatto che una squadra capace di chiudere spesso a metà secondo quarto le partite gioca tante volte decine di minuti a basso tenore agonistico e contro un’avversaria che ha già abbondantemente gettato la spugna (e quindi non commette certo troppi falli).Non a caso, nella finale di Coppa Italia i liberi sono stati 37 a 12 pro-MPS e il saldo finale delle ultime due finali-scudetto contro Milano e Roma è stato rispettivamente di 92-62 (nel 2009) e di 158-57 (nel 2008). Il che, sia ben chiaro, affonda le sue radici in precisi ambiti tecnici. E non senza aggiungere, grazie al prezioso contributo di un lettore, che “se io coach avversario sono a conoscenza della percentuale senese al tiro libero (83.9%), di sicuro cerco di fare il minor numero possibile di falli che portino a questa soluzione poichè ciò equivale a punti certi per i verdi. A favore di questa mia tesi mi preme confrontare, come tu hai fatto su altri dati, la percentuale senese (83.9%) e quella di Caserta (70.3%). Mi pare ovvio che Caserta tiri più liberi in quanto, sempre io coach avversario, ho interesse a mandare i bianconeri in lunetta data la loro pessima percentuale.”
Naturalmente saranno in molti a ritenere che tutto quello che sta sopra sia solamente un tentativo di non affrontare lo spinoso discorso della sudditanza psicologica. Io sono di opinione difforme, e questa opinione la vorrei difendere strenuamente. Cerchiamo, anche qui, di affrontare le questioni generali e di metodo invece di quelle che concernono il “particulare”.
L’esistenza della sudditanza psicologica non è dimostrabile, non esistendo in natura o scienza il sudditanzometro. Il semplice fatto che in 15 (o 14 che siano) la rilevino in un senso (anche se non la denunciano in maniera palese) ed uno la rilevi nell’altro lo dimostra. Fate la vostra puntata se vi appassiona, ma non mi sento obbligato a partecipare
Io sarò stupido, ignorante, vigliacco, prezzolato e chissà quante altre cose ancora. Ma rimango più attratto dall’analisi tecnica, correttamente invocata da coach Pianigiani, che dai processi alle intenzioni. E se analisi tecnica deve essere, ben vengano i contributi di tutti, nella ricchezza dei diversi pareri. Poi però devono essere i responsabili degli arbitri a sintetizzarli, dicendo dove è fallo e dove no, secondo quali criteri, ecc.
Quello che mi trova in disaccordo è il sostenere, come per esempio ultimamente ha fatto Claudio Sabatini, che la sudditanza in realtà c’è, ma non è poi grave, non è il motivo delle vittorie e comunque Siena se la merita. Che non si vinca così tanto solo con gli arbitri va benissimo, solo un pazzo potrebbe pensarlo. Che la nostra cultura sia corrotta da esempi negativi è altrettanto pacifico. Ma questo non può farci perdere di vista il valore dell’equità, che va inseguita sapendo che non esiste in senso assoluto. Perciò l’ultima parte, perdoneranno Sabatini ed i molti che in tal senso si sono espressi in queste stagioni, è esattamente agli antipodi del mio pensiero. Io rifiuto di essere intrappolato nel dualismo “c’è-non c’è”(la sudditanza). Non mi tiro indietro se c’è da provare a leggere le motivazioni di un determinato fischio, ben sapendo che però si tratta di interpretare. Senza per questo far discendere da uno o più episodi una valenza generale. Ma chi crede che questa sudditanza esiste per me non può dire che è meritata, perché non se la meriterebbero neppure i Lakers contro la mia Ars di Promozione
Quanto alla questione serie A-Eurolega, direi che è palesemente diverso il livello di gioco, e con quello il livello della fisicità. Se la fisicità della serie A è, diciamo, 7, il livello dei falli si pone, sempre per fare un esempio, a 3. Quando in Eurolega si gioca a 10 di fisicità, sostantivo che va interpretato in senso lato, magari fino a 6 non è fallo. E se davvero fosse così, non vedo una facile soluzione al problema, posto che il livello della nostra serie A è letteralmente quello che è (buono, rispettabile ma non quello della Top 16 e men che mai dei playoff di Eurolega). Gli arbitri italiani, nella media, sono assimilabili a quelli di Eurolega, nel loro essere non un unicum, nè per livello nè per metro interpretativo. En passant: dire che Siena vince in Italia perché la lasciano picchiare/intimidire psicologicamente ma poi in Europa trova arbitri ed avversari meno malleabili è talmente superficiale da non meritare secondo me troppe analisi. Ricordando anche che perdere 2 volte col Barcellona, 1 con l’Efes e 1 col Real è roba per cui metterebbero la firma almeno 300 squadre europee
In fin dei conti, spero tanto che Simone Pianigiani ed altre diecine di addetti ai lavori vogliano entrare nel merito della prima parte del discorso (con titoli ben maggiori dei miei) e della seconda. E soprattutto spero che oltre alle invocazioni a parlare di tecnica con gli arbitri, ci siano i fatti. Cioè un lavoro serio, duro, difficile e non sempre gratificante per portarli ad essere il più uniformi possibile nel metro di giudizio e nelle interpretazioni. Il che non si ottiene col desiderio (necessario ma non sufficiente) bensì con tempo, soldi, risorse e professionisti. Ecco, la domanda è chi ce li mette, ed ho paura che abbia una risposta difficile …..
La “vera” percentuale
Nella tabella che segue trovate la graduatoria della “true shooting percentage” per la nostra serie A. Si tratta di un’estensione del concetto di “percentuale reale”, quella che dà maggiore valore al canestro da 3 realizzato (se 1/1 da 2 è 100 %, 1/1 da 3 per questa logica deve essere 150 %). Nella True shooting percentage invece si allarga il concetto ai tiri liberi, dando naturalmente loro un peso minore, quando realizzati, rispetto al canestro da 2 e da 3. Abbiamo preso in considerazione solo i giocatori che abbiano preso almeno 50 tiri da 2, 50 da 3 e 50 liberi.
PUNTI
TIRI TENTATI
LIBERI TENTATI
TS %
KOPONEN
202
124
55
68,15%
KUS
236
138
83
67,61%
SATO
250
161
61
66,55%
MAZZARINO
271
177
76
64,39%
NEAL
395
275
78
63,85%
CHILDRESS
190
126
61
62,16%
ARADORI
345
244
82
61,59%
B. JONES
228
157
65
61,42%
JOE SMITH
276
196
68
61,08%
MARKOISHVILI
241
175
54
60,63%
JAABER
290
215
56
60,51%
WINSTON
248
177
69
59,80%
M. GREEN
240
179
51
59,57%
DI BELLA
262
191
68
59,30%
ERE
347
272
59
58,23%
L. JACKSON
313
230
89
58,14%
HICKS
303
234
72
57,02%
MOSS
255
200
59
56,43%
GRUNDY
370
292
96
55,35%
BROWN
317
258
84
53,74%
T. BELL
275
226
68
53,73%
POETA
216
168
80
53,15%
MARQUINHOS
251
216
62
51,59%
I migliori tiratori della lega
Carife-Air, i numeri della sfida
FANALINO DI CODA
Gli ultimi posti della Carife
Punti segnati 74,3 *
OER 0,877 *
Tiri liberi 69, 9 %
Valutazione 78,1 *
Totale tiri 44,8 % *
% rimbalzi 46,5 *
*La Nuova AMG Sebastiani (Napoli) non viene considerata
TOP SCORER O STOP SCORING ?
I capocannonieri delle ultime stagioni
2009-2010
2008-2009
2007-2008
IN RIMBALZO VERITAS
% di rimbalzi disponibili catturati
RIMBALZI
%
10,2
21,2
7,8
18,9
8,4
18,7
8,0
18,1
2,6
17,6
4,4
17,4
8,6
17,2
3,0
16,6
L’ILLEGGIBILE
Yohann Sangare
NB: PPP=Punti per possesso P/R=Pick and roll ISO=isolamento
IERI E OGGI
Dee Brown vs. Marques Green
NB: PPP=Punti per possesso P/R=Pick and roll
I re del rimbalzo
RATE
204
4025
592
709
602
21,16
124
4025
399
678
646
18,90
169
4025
544
685
651
18,72
56
4050
189
616
709
18,11
51
4025
178
709
602
17,59
61
4050
199
750
678
17,39
164
4050
550
725
681
17,18
61
4025
222
688
647
16,57
140
4025
522
709
602
16,47
140
4025
518
688
647
16,30
127
4100
476
716
644
16,09
102
4025
422
688
647
14,57
111
4100
469
716
644
14,27
108
4050
437
750
678
14,02
161
4050
654
750
678
13,96
I numeri del derby d’Italia
PLUS O MINUS COSI’
L’impatto dei giocatori sulla squadra
Per “netto” si intende il plus/minus calcolato come differenza tra quello che la squadra fa con quel giocatore e senza, il tutto normalizzato su 40 minuti
NETTO
53
255
8,7
VIGGIANO
35
223
6,5
FINLEY
50
417
5,2
MACIULIS
47
412
4,9
BULLERI
24
353
2,8
HALL
22
454
2,0
MORDENTE
6
549
0,3
ACKER
-3
248
-0,7
ROCCA
-6
433
-0,8
MANCINELLI
-8
447
-1,0
PLUS O MINUS COSI’
L’impatto dei giocatori sulla squadra
KOPONEN
138
473
11,8
MAGGIOLI
80
328
9,2
MOSS
119
576
8,1
SANIKIDZE
55
347
5,5
HURD
43
485
2,5
VUKCEVIC
28
338
2,2
PENN
25
276
-1,9
FAJARDO
-9
317
-2,7
COLLINS
-14
257
-22,5
UN ANNO DI PIU’
Petteri Koponen
Segnare, che fatica !
OER=Punti/possessi
1 Montepaschi 1.090
2 Pepsi 0.979
3 NGC .971
4 Benetton 0.954
5 Lottomatica 0.951
6 Canadian Solar 0.947
7 Scavolini Spar 0.936
8 Angelico 0.935
9 Air 0.921
10 Vanoli 0.917
11 Banca Tercas 0.915
12 Cimberio 0.913
13 Sigma Coatings 0.898
14 Armani Jeans 0.898
15 Carife 0.882
GITANTI IN LUNETTA
Falli subiti in azione di tiro/possessi
Tiri liberi, lo studio
Il grafico si legge così: in relazione alla freccia, più ci si avvicina alla punta, più si ”appartiene” a quella variabile. Questo poi viene relazionato alle altre variabili e determina la posizione finale della squadra (nel nostro caso). Abbiamo solo quattro variabili (liberi/possessi, incidenza delle triple, possessi in isolamento e possessi in post basso), ma si possono comunque azzardare alcune conclusioni.
La posizione delle frecce ci dice che (come sospettavamo) l’incidenza del tiro da tre e i viaggi in lunetta sono (quasi) inversamente proporzionali (verso opposto e quasi stessa direzione dei due indicatori) mentre, per quanto riguarda gli isolamenti e il post basso, si nota una certa controtendenza l ma non sembrano essere influenti per quanto riguarda i tiri liberi (essendo le frecce praticamente perpendicolari tra loro). Possiamo dire anche che non esiste una tipologia di gioco che ”attira” tiri liberi, infatti le prime tre, Treviso, Cremona e Caserta dimostrano tendenze diverse (Treviso va molto in post basso, Caserta fa molti isolamenti, Cremona tira pochissimo da tre e rispetto agli isolamenti e i giochi in post basso).
Interessante la mini ”clusterizzazione” [raggruppamento] che si ha in alto a sinistra e in alto a destra, da cui si evidenzia come le tipologie delle squadre vicine nel grafico siano essenzialmente coincidenti. Il caso di Ferrara, infine, è curioso in quanto rappresenta il ”valor medio” del campionato.
La sudditanza, istruzioni per l’uso
«Non capisco come mai una gara così importante abbia subìto un metro di giudizio così instabile. Visto che tutti si lamentano piangendo su di noi, non vorrei che si innescasse un processo di sudditanza al contrario nei confronti degli arbitri. Siamo tra le ultime squadre nella classifica dei tiri liberi, vedo situazioni inspiegabili che non danno certezze tecniche. Ne parlo senza polemica per sviluppare un dibattito, oggi tra campionato ed Eurolega sembra di praticare due sport diversi».
Pianigiani butta sul tavolo un argomento spinoso: l’arbitraggio. E non si lamenta di una chiamata in particolare, neppure dell’operato dell’operato di Cerebuch, Lanzarini e Giansanti. La sua riflessione, peraltro molto accesa, è sulla diversità di metro tra Euroleague e campionato e qualche volta anche tra partita e partita giocata in Italia. “Proprio non capisco” -ammette Pianigiani- “ci sono molte cose che tecnicamente non tornano. Perché io devo dare delle certezza ai giocatori, devo insegnare quello che si fa in campo. Dico che per come giriamo la palla e per il nostro modo di giocare non vedo come sia possibile che tiriamo sempre meno liberi degli avversari. Ripeto: non è un problema di singolo episodio. Noi sbagliamo schiacciate o tiri liberi gli arbitri possono sbagliare un fischio. Ma è necessario riparlarne e chiarire alcune cose. Vorrei che si parlasse di tecnica”
Sono due estratti dalle dichiarazioni che Simone Pianigiani ha rilasciato ieri al termine di MPS-Armani Jeans, gara vinta 80-65 dalla sua squadra. Per chi vuole sentire la versione integrale (sempre altamente consigliato) il link è http://www.menssanabasket.it/site/_pages/video_1.aspx?F=1
Infilarsi in questo discorso è non facile. Per poterne davvero parlare a ragion veduta, faccio un paradosso, dovrei riguardarmi tutti i possessi stagionali di tutte le squadre di serie A. E comunque non basterebbe, perché trovare una linea di tendenza rimane un’operazione che comporta una interpretazione di fatti, quando non di intenzioni. Non sarà però questo un motivo per rinunciare a parlare di quello che amiamo io, Pianigiani e voi, cioè il basket. In tutte le sue sfaccettature, comprese quelle arbitrali. E se qualcuno (molti ?) vorrà solo leggere in chiave pro-Siena od anti-Siena quanto segue faccia pure, nell’Italia dell’anno 2010 è in buona compagnia e non solo nel basket.
Partiamo dai fatti, per le intenzioni c’è tempo. Sono fatti i contributi video e le statistiche, naturalmente. Ma anche qui, si possono presentare parecchie immagini e parecchie cifre. E nonostante la migliore volontà del mondo, a seconda di quali fatti presento posso rinforzare una tesi anziché un’altra, anche se in maniera assolutamente non dolosa.
Un lungo giro di parole, solo per dire che il tentativo è quello di affrontare il discorso seriamente. Di lavorarci il più possibile per offrire degli spunti di riflessione. Ma l’oggettività assoluta non esiste, e quindi il metodo è quello di sentire tutti, farsi venire delle idee e cercare di verificarle, senza alcuna pretesa di esaurire o risolvere l’argomento.
Fatti dunque, partendo dalla questione dei liberi. Ieri Siena ha tirato 21 liberi e Milano 22. In stagione i campioni d’Italia ne tirano 19,7 di media, meno di nove avversarie. Ho citato due dati, uno sembra dire che va tutto bene, ne han tirati sostanzialmente quanti l’AJ. L’altro che invece la capolista in classifica e regina di tutte le graduatorie offensive va poco in lunetta. In realtà dati del genere hanno una bassissima significatività.
Intanto i dati assoluti, disgiunti dal numero dei possessi, non hanno alcun reale valore, specialmente alle Idi di marzo, quando cioè è stata giocata una parte significativa di stagione. E poi ci sono tiri liberi e tiri liberi. Mettiamo il caso, paradossale, di una squadra che gioca 19 partite ed in ognuna di queste arriva con 4-5 punti di vantaggio agli ultimi 1-2 minuti. Quella squadra tirerà 6-8 liberi che derivano da una scelta precisa degli avversari e non certo dalla pericolosità del suo attacco o dal metro arbitrale.
Certo, è un caso limite. Ma è solo per spiegare che andare dentro ai numeri è molto impervio come processo. Comunque almeno qualche ipotesi e ragionamento, descritta la di loro parzialità, si può fare. Una graduatoria interessante è quella dei liberi guadagnati su azione di tiro rispetto ai possessi giocati
Per comparazione, val la pena di proporre anche quella dei liberi guadagnati (includendo quindi quelli che derivano dal bonus e dai falli tecnici/espulsioni) sempre parametrati rispetto ai possessi
Sia ben chiaro, queste due tabelle da sole non significano alcunchè. Ma certo la notizia c’è, nel senso che è una delle rare graduatorie in cui anche utilizzando indici maggiormente avanzati rispetto a quelli grossolani dei termini assoluti Siena è più vicina al fondo che alla testa. Poi quel che importa veramente è capire quanti di quei tiri liberi vengono dalle interpretazioni arbitrali e quanti dallo stile di gioco. Ed all’interno delle interpretazioni arbitrali, quanto quelle che riguardano l’MPS differiscano da quelle relative alle sue avversarie.
Qui nessun servizio statistico può aiutarci purtroppo (anzi, per fortuna). Dobbiamo fidarci di sensazioni, analisi, pareri, opinioni. Io una precisa al riguardo non ce l’ho. Ho visto la partita di ieri, non sono rimasto entusiasta dell’arbitraggio ma l’ho trovato in tono con una partita sporca e spezzettata di per sé, non particolarmente ben giocata e non particolarmente intensa. Se volete posso snocciolare 10 episodi di errori arbitrali, ma spero conveniamo tutti non si tratti del punto in discussione.
Un paio di fattori tecnici, (NB: mode “opinions” ON) concorrono a tenere basso il numero dei liberi battuti dalla formazione di Pianigiani. Il primo è l’uso abbastanza ingente del tiro da 3 ed in generale la grande capacità di costruire un tiro con spazio sul perimetro. Tutte soluzioni che fanno da anni la fortuna di Siena ma che naturalmente non portano tanti liberi. Come indicazione, questo è il quadro dell’incidenza dei tiri da 3 (che ovviamente portano pochissimi liberi ma se realizzati danno un punto in più) rispetto ai possessi offensivi
Avellino e Teramo, Cantù e Treviso sono esempi che sembrano dimostrare l’intuitiva correlazione inversa tra incidenza dei tiri da 3 sul totale tiri e liberi tentati. In altri esempi la correlazione è più sfumata, il che è logico. Perché alla fine, conta come e da dove vengono presi i tiri da 2, non certo quanti sono. Nel senso che un tiro da 2 da un metro da 3 o da 5 non può finire nello stesso paniere analitico. Perciò un’altra pista da seguire è quella delle mappe di tiro e delle situazioni tattiche da cui arrivano i tiri da 2. Un esempio classico è quello del post basso, più atto di altre situazioni a portare tiri liberi. Queste le squadre che rispetto ai possessi vanno più in post basso nella nostra serie A
Ma il post basso di per sé, non porta così tanti liberi. Prendiamo per esemplificare il caso di Romain Sato, il giocatore più produttivo in post basso per i recenti vincitori della Coppa Italia. Sato guadagna tiri liberi su azione di tiro in meno del 5 % dei suoi possessi di post basso. Ma se includiamo nel conto i liberi da bonus, quel numero schizza in alto ed arriva al 24,8 %, perché nel tentativo di prendere posizione arrivano molti contatti che in situazione di bonus portano liberi. D’altronde credo che siano molti i coach che ai propri difensori dicono: “una volta che gli hai fatto prendere la palla lì vicino tieni le braccia alte e difendi ma non fare falli inutili. Semmai cerca di non fargliela prendere così vicino”.
L’altro tipo di soluzione che intuitivamente porta tiri liberi è quello dell’1 contro 1. Vediamo chi fa più isolamenti nel nostro campionato.
Credo che finalmente abbiamo trovato qualcosa di interessante. Per esempio, le posizioni di Pepsi ed MPS in questa graduatoria si “rivedono” in quella dei liberi da cui siamo partiti. Proviamo ad analizzare ulteriormente: Siena fa pochi isolamenti e quindi tira meno liberi. Il che ha un perfetto senso. Personalmente amo il gioco di Siena proprio perché ci sono poche situazioni di isolamento. E sono ancora una volta i numeri a venirci in soccorso, in termini di punti per possesso prodotti da quegli isolamenti.
Mi spiego ancora meglio: se fossi un avversario di Siena pregherei perché quel 7 % di isolamenti salisse, e di molto. Perché scommetto che salendo, salirebbe anche la quota di liberi tentati. Ma scenderebbe di converso l’efficacia di quegli isolamenti. Siena gioca col ritmo, costruisce “open shots”, tiri con spazio. Lo fa sacrificando idealmente una piccola quota di tiri liberi, il che ha molto senso. Soprattutto finchè la linea del tiro da 3 è a quella distanza e le bombe vengono convertite con un incredibile 42 %. Con 444 tentativi da 3 i senesi hanno segnato 561 punti, che si raggiungono con 280,5 canestri da due. Cioè a dirsi che per produrre lo stesso numero di punti bisognerebbe tirare con un irreale 63 % abbondante da 2.
Mappe di tiro: fermiamoci a quella di Siena per non allargare troppo, e paragoniamola a quella di Caserta, che rappresenta l’eccellenza per tiri liberi guadagnati.
I dati sul post basso differiscono da quelli sopra perchè qui ritrovate anche i palloni riaperti, mentre sopra avevate solo le conclusioni direttamente tentate dal giocatore in pivot. Come vedete la sostanza è sempre quella, Siena è appena più perimetrale di Caserta, ma il risultato è quello di un’efficacia (espressa dai punti per opossesso tra parentesi) enormemente superiore.
Si potrebbe e dovrebbe andare ancora avanti, ma per ovvi motivi di tempo e spazio mi fermo. Non senza accennare al fatto che una squadra capace di chiudere spesso a metà secondo quarto le partite gioca tante volte decine di minuti a basso tenore agonistico e contro un’avversaria che ha già abbondantemente gettato la spugna (e quindi non commette certo troppi falli).Non a caso, nella finale di Coppa Italia i liberi sono stati 37 a 12 pro-MPS e il saldo finale delle ultime due finali-scudetto contro Milano e Roma è stato rispettivamente di 92-62 (nel 2009) e di 158-57 (nel 2008). Il che, sia ben chiaro, affonda le sue radici in precisi ambiti tecnici. E non senza aggiungere, grazie al prezioso contributo di un lettore, che “se io coach avversario sono a conoscenza della percentuale senese al tiro libero (83.9%), di sicuro cerco di fare il minor numero possibile di falli che portino a questa soluzione poichè ciò equivale a punti certi per i verdi. A favore di questa mia tesi mi preme confrontare, come tu hai fatto su altri dati, la percentuale senese (83.9%) e quella di Caserta (70.3%). Mi pare ovvio che Caserta tiri più liberi in quanto, sempre io coach avversario, ho interesse a mandare i bianconeri in lunetta data la loro pessima percentuale.”
Naturalmente saranno in molti a ritenere che tutto quello che sta sopra sia solamente un tentativo di non affrontare lo spinoso discorso della sudditanza psicologica. Io sono di opinione difforme, e questa opinione la vorrei difendere strenuamente. Cerchiamo, anche qui, di affrontare le questioni generali e di metodo invece di quelle che concernono il “particulare”.
MPS-Armani Jeans in cifre
LE ULTIME REGULAR SEASON
Prime 38 stagioni: 3 allenatori (Rubini 25, Faina 4, Peterson 9)
Ultime 22 stagioni: 17 allenatori
THE TIMES THEY ARE-A-CHANGING
NB: 9 giocatori dell’attuale roster non erano a Milano alla fine della scorsa stagione
LADRI DA PREMIARE
Palle perse forzate/possessi finalizzati
40,0%
28,6%
25,6%
24,4%
23,9%
23,8%
EXTRA POSSESSI
(Rimb off.+recuperi)-(Rimb. off. avversari+ recuperi avversari)
119
81
41
36
31
30
23
13
5
-5
-12
-16
-29
-36
-45
Final countdown
ATTACCO, NON C’E’ PARAGONE ?
LA VIRTUS SI DIFENDE
BOLOGNA DELENDA EST
Terrell McIntyre contro la Virtus
Record: 13-0
Media punti: 18,9
Media assist: 5,2
Tiro da 3: 45/89 (50,6 %)
Media valutazione: 19,8
DA FERRARA CON FURORE
Il duello dei playmaker
ANATOMIA DI UN DIFENSORE
I numeri di Shaun Stonerook
IL DOMANI DI SIENA
Le cifre di David Moss
MPS-Angelico, i numeri
PRIMA SINE PARES
I primi posti della capolista
ATTACCO
Punti segnati, valutazione, OER, tiro da 2 e da 3, liberi, palle perse e recuperate, assist
DIFESA
Punti subiti, valutazione avversari, DER, tiro da 2 e da 3 avversari, palle perse avversari
L’ERA PIANIGIANI
Serie A: 137-10 (93,2 %)
Coppa Italia: 5-2
Coppe europee: 51-21 (70,8 %)
TOTALE 193-33 (85,4 %)
Ultima sconfitta in serie A: 1 marzo 2009 (357 giorni fa)
Ultima sconfitta casalinga in serie A: 30 maggio 2007 (998 giorni fa)
Vittorie consecutive in serie A: 38 (record assoluto 47)
I QUINTETTI DI BIELLA
L’analisi del quarto di finale vs. Cantù
IL POST BASSO ALLA SENESE
NB: dati espressi in punti per possesso
QUANDO SI DEVE SCEGLIERE
Le situazioni che comprendono i passaggi
NB: tra parentesi i punti per possesso