El Cajasol ha apartado al escolta Andrea Pecile por su falta de implicación en el equipo, según confirmaron este martes fuentes de la propia entidad sevillana, en una decisión que le fue transmitida al jugador por el presidente del club, Juan Carlos Ollero, y por el director general de la entidad, Oriol Humet.
“El jugador no se estaba ajustando a los requerimientos técnicos y se le transmitió, tanto desde el cuerpo técnico como por parte de la directiva, que se debía implicar un poco más pese a lo cual, no ha cambiado su actitud”, explicaron desde el club hispalense.
Ante esa tesitura, el Cajasol ha optado por apartar al italiano, que, como se recordará, llegó al equipo del pabellón San Pablo esta misma temporada, procedente del CB Granada, aunque no ha terminado de cuajar ni durante el periodo en el que Manel Comas dirigió al banquillo cajista, ni ahora, que el entrenador es Pedro Martínez.
En principio, añadieron desde el Cajasol, que esta decisión no tiene vuelta atrás dado que “ya se ha visto que la actitud del jugador no ha cambiado”, aunque, por el momento, no ha trascendido si el club optará por ‘cortarle’ y tampoco se prevé la realización de un fichaje para cubrir su hueco en el plantel.
Pecile no se pondrá más la camiseta del Cajasol. O eso, al menos, es lo que ha explicado Pedro Martínez, protagonista ayer tras hacerse oficial que el italiano fue apartado del equipo. ¿Un problema o una solución? En principio, la entidad intentará llegar a un acuerdo con él para facilitarle la salida a un conjunto extranjero, pero ahora hay que cambiar el chip de búsqueda y dejar de rastrear el mercado en busca de un pívot para intentar hallar un escolta.
“Pecile va a tener sustituto”, afirmó el técnico, quien explicó que “el club será señor y no dará toda la información para no perjudicar al jugador”, mientras le deseaba lo mejor, “pero en otro sitio”. “Ya tuvo avisos previos para revertir la situación y ahora es irrevocable”, indicó el entrenador. Ahí está la solución, aunque la salida del jugador transalpino pasa por irse lejos de la ACB, ya que cualquier cortado después del 31 de enero no puede actuar de nuevo en ningún equipo español hasta la próxima temporada. El problema es que la búsqueda de un pívot se olvida para contratar un escolta, comunitario o no, que supla el italiano. “Desde hace unos días estamos buscando, pero el mercado no ofrece a estas alturas nada que se ajuste al perfil que queremos (deportiva y económicamente)”. Lo único seguro es que para esta semana no llegará nadie, y el jugador se entrena junto a Collins al margen del grupo.
Sin embargo, la dificultad también la tiene el propio jugador. En España ya no puede jugar -es curioso que la medida la tomasen justo después de finalizado el plazo para poder fichar por otro conjunto de la Liga, quizá para no reforzar a un rival directo-; en su país, el hándicap es otro. Los conjuntos punteros, excepto la Lottomatica, ya han inscrito a sus fichajes en las competiciones continentales, por lo que cualquier otra incorporación no podría jugar en Europa. Otra bala menos.
Lo cierto es que no es una situación fácil, sobre todo cuando el Caja es colista, viene de una racha positiva de dos victorias que puede verse afectada por este nuevo contratiempo, el enésimo, tiene a Collins también apartado y el entrenador no cuenta con Ilic.
¿Se puede recibir a un Real Madrid que no es ni mucho menos el de la primera vuelta? Para el apartado de curiosidades quedará que hace justo una vuelta, antes de que el Cajasol visitase la capital de España para medirse con el conjunto blanco, la fuga o retirada de Bennett creaba otra tormenta deportiva en San Pablo que fue solventada con un triunfo. “Ese equipo no es el mismo que nos visita ahora, porque ha dejado atrás todas las dudas del inicio de la temporada. El nuestro tampoco, porque contamos con nuevas incorporaciones que nos han aportado mucho: La situación es distinta, pero tenemos que mantener esta línea y no confiarnos”, explicó Martínez.
- Senza aver visto la partita sono molto impressionato dalla vittoria di Siena a Treviso. A Zagabria il Monte dei Paschi aveva perso soprattutto per qualche buon tiro sbagliato, ma questa è una diagnosi facile da fare stando all’esterno, meno per certi versi dal di dentro. Credere davvero che sia così, come dimostra l’autorità con cui la squadra è passata al Palaverde, significa avere una mentalità vincente al di là dei luoghi comuni e dei risultati
- Impossibile riconoscere a livello di approccio l’Armani Jeans della Futurshow Station rispetto a quella vista giovedì sera al Forum contro l’orribile Olympiacos. Forse il fatto è tutto lì, quando questa squadra, normale per certi versi, ha il coltello tra i denti se la gioca, quando è sedata, no. Il dibattito però verte ora attorno alla questione del turnover, resosi necessario con l’arrivo di Hollis Price. La questione è naturalmente complessa, ma per sommi capi gli elementi mi sembrano: 1) Se l’alternativa è tra Thomas e Sow, come è, si tratta di tirare la coperta da una parte o dall’altra. Ma sempre di scoprirsi si tratta, almeno fino a quando non rientrerà Mordente. 2) Al momento della gara contro La Fortezza Sow era l’unico non-MPS, assieme a Datome, tra i primi 10 per plus/minus lordo al minuto. Dicasi plus/minus lordo la prestazione della squadra durante la permanenza in campo di un singolo giocatore. Ma il dato, anche calcolato al minuto, rimane grezzo. Perché ad esempio fare +10 in una partita vinta di 40 è meno significativo che fare -3 in una persa di 30. Ecco allora il plus/minus netto, che mette in relazione i parziali di una squadra con quel giocatore in campo rispetto a quello che succede quando è in panchina. Se Tizio ha +10 e la partita finisce di 25 a favore della sua squadra significa che la squadra senza di lui ha fatto +15. Aggiustate tutto per tenere conto dei minuti giocati ed avrete un indice abbastanza significativo dell’impatto di un dato giocatore sulla sua squadra. Ebbene, per Sow i dati così parametrati sono ancora più positivi. Il suo indice era +31,8 prima della gara contro la Virtus (per fare un raffronto, quello di Rocca era +2,8). 3) Mason Rocca ha chiuso la gara di Bologna con -1 di plus/minus. Il che porta il suo totale stagionale nelle gare senza la presenza di Sow a +62. Quando invece a roster c’è il senegalese il suo saldo è -72. 4) Contro la difesa dell’Armani Jeans Ford ha preso solo due tiri davvero dal post basso, sbagliandone uno contro Katelynas e segnando invece un fade away contro Rocca. Il resto del suo (notevole) fatturato è venuto da trasformazione di scarichi giocando sulla linea di fondo (4 canestri) e contropiede/transizione (2 canestri). 5) Pape Sow è un giocatore molto attivo, ma la scorsa stagione stoppava un tiro ogni 60 minuti, e finora viaggia ad un’inchiodata ogni 39. Il che non toglie che per Ford è più difficile finire uno scarico contro di lui (che stoppi o meno) che non contro gli altri lunghi di Bucchi. Morale della lunga tiritera (e vi faccio grazia di altre 10 possibili argomentazioni): ogni scelta presenta i suoi pro e contro (ha il suo plus/minus netto ….). Solo che questa va valutata nel medio-lungo e quando sarà chiaro se Price è giocatore che incide o meno, se Thomas con la nuova versione e senza problemi fisici può giovarsi della presenza del figlio di Desire e come i compagni rispondono al nuovo assetto. Dico senza mezzi termini che una squadra così povera di un certo tipo di atletismo non può privarsi a cuor leggero di Sow, anche alla luce di alcuni dei dati di cui sopra. Ma allo stesso modo non si può tirare una conclusione dopo una partita.
- Il discorso di cui sopra mi porta a due rapide considerazioni da sviluppare in futuro. La prima: il gioco di post basso è una variabile scarsamente importante nel repertorio di giocatori che vent’anni fa non lo avrebbero abbandonato mai e poi mai. Crosariol, grande emergente, trae dal post basso il 6 % del proprio attacco, Eze il 15, Brezec il 20, Ford il 27 (ma con risultati enormemente inferiori rispetto ad altre situazioni) come Brandon Brown. Nessuno di questi arriva al 30 %, e sono abbastanza sicuro che per i loro padri e nipoti non si stava sotto il 70. La seconda: difficile per come si gioca oggi limitarsi a dire che Tizio è meglio di Caio. Dipende dai compagni, dal sistema, dal contesto. L’Olympiacos giocatore per giocatore è una clamorosa compilation di fuoriclasse. Quei fuoriclasse, assieme, giocano non male ma malissimo. Ergo, aggiungendone altri non si aiutano quelli che ci sono. Perché a volte si progredisce levando qualche giocatore (e non aggiungendolo). Oppure dando più spazio ad uno leggermente inferiore in teoria ma più adatto ad esaltare il rendimento collettivo. Il problema è che indovinare la miscela giusta è questione di competenza, fortuna e tempo, in parti uguali. La prima si può anche avere, ma se la seconda non ti aiuta ed il terzo non te lo dai si fa fatica
- Per dire, mi pare che Teramo sia una squadra soprattutto sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda più che capace di demolire fisicamente o tecnicamente tutti gli avversari. Ma sono le squadre che oggi vincono, spesso in volata, magari contro un’avversaria che meritava tanto come Biella (by the way, terrificante il finale di Gist)
- C’è sempre grande agitazione nella zona medio-bassa della classifica, molto ampia. Al momento il discorso-retrocessione riguarda almeno 8 squadre, la metà del lotto. Facile fare i filosofi con le paure altrui, ma chi per primo si fa prendere dal panico o rimescola una volta di troppo le carte diventa davvero un candidato alla discesa in Legadue
- Visto un bellissimo Real-Barcellona, di enorme pathos. Oggi, a parte la sconfitta, i blau-grana sono numero 1 in Europa per qualità, ma la strada per arrivare in fondo è lunghissima.
Informo, visto che si fa il mio nome e che si critica il mio operato senza sapere come siano davvero andate le cose, che il giornalista del NY Times, è vero che mi ha inviato via email delle domande alle quali chiedeva una risposta da parte della dirigenza Virtus. Peccato che le abbia inviate quando da noi era notte piena pretendendo risposte immediate. La mattina successiva, appena vista la mail, al giornalista è stato risposto sempre via email che gli avremmo inviato subito le risposte. Inoltre, successivamente, il giornalista ha anche parlato telefonicamente con il nostro gm. Pertanto, scrivere che la Virtus non ha risposto, oltrettutto, citandomi, non è stato corretto né tanto meno corrispondente a verità. Francesca Mei, Ufficio Stampa Virtus Roma
In data 24 gennaio il New York Times ha pubblicato questo articolo:
Brandon Jennings Sends Home a Warning From Europe
By RAY GLIER
Perhaps white sails will one day appear on the horizon behind Brandon Jennings, a flotilla of high school basketball stars trailing him to Europe eager for a payday. But Jennings does not want anyone to get shipwrecked overseas just because he made the trip.
He issued that warning this week from Italy, where he is playing for Lottomatica Virtus Roma, a top professional team. He fears that top high school players may be seduced by visions of instant riches, fame and success in Spain, France, Italy, Greece or some other destination.
“I’ve gotten paid on time once this year,” Jennings said in an e-mail message. “They treat me like I’m a little kid. They don’t see me as a man. If you get on a good team, you might not play a lot. Some nights you’ll play a lot; some nights you won’t play at all. That’s just how it is.”
Jennings, a 6-foot-2 point guard who was regarded as the nation’s best high school player at his position a year ago, signed a $1.2 million deal in salary and endorsements to head to Europe in August instead of staying in the United States to play college basketball. Some analysts suggested that other elite players would follow the same path because of the rules requiring prospects to be a year removed from high school before becoming eligible for the N.B.A. draft.
The deal for Jennings allowed his mother and his half brother to live with him in Italy, and he said it still made economic sense. Yet he said he wanted others to know about his experience.
“I don’t see too many kids doing it,” his e-mail message said. “It’s tough man, I’ll tell you that. It can break you.”
Lottomatica Virtus Roma officials did not respond to requests for comment submitted through Francesca Mei, the team’s media director.
Jennings does not resemble the pioneer some envisioned when he left for Europe as a dynamic player who could create his own shots and score 20 points or more a game. In Italy, he said, he has been stifled offensively. He is averaging 8 points a game.
“My role is to play D and take open shots — that’s it,” he said. “And I’ve accepted that role.”
He acknowledged that the journey had helped him mature, and he said the rigors of playing in Europe may benefit others.
An N.B.A. assistant coach who has been to Europe and has watched Jennings play said his potential draft standing had not been harmed. The coach requested anonymity because he was discussing a player currently ineligible for the draft.
“I think it is good for him,” he said. “He was getting a defensive component that he needed. If I was a scout and I needed a point guard, I would be extremely impressed with what he has done over there.”
Several of the top-rated players in the high school class of 2009 said they would not follow Jennings to Europe:
¶Derrick Favors, a 6-9 forward from South Atlanta High School in Georgia who is considered by some to be the nation’s top prospect, has announced he will sign with Georgia Tech this spring. “I’m definitely going to college,” he said.
¶DeMarcus Cousins, a 6-10 forward who plays for LeFlore Magnet High in Mobile, Ala., said he also would attend college. His father, Jessie Cousins, said the family had not had contact with European teams.
¶Renardo Sidney, a 6-10 forward at Fairfax High in Los Angeles, intends to play in college, said Harvey Kitani, his coach.
¶Lance Stephenson, a 6-5 guard at Abraham Lincoln High in Brooklyn, wants to play in college, according to his coach, Dwayne Morton.
¶And Xavier Henry, a 6-6 guard at Putnam City High in Oklahoma, has announced he will attend Memphis.
Bob Gibbons, a North Carolina-based recruiting analyst, said all of those players would be considered N.B.A. draft prospects this year were it not for the league’s eligibility requirements. That does not mean they should rush to audition for European teams, he said.
“Myself, among others, thought there would be a revolution and players going to Europe,” Gibbons said. “I’m not so sure now after what I have been hearing with Jennings and all the cultural obstacles there are.”
Michael Reddick, who coaches Favors at South Atlanta, described Europe as “a man’s league.”
“There are a lot of things you have to consider to do something like that,” Reddick said. “I played over there 12 years, and it is not easy.”
Paul Hewitt, the Georgia Tech coach, said high school players needed to understand the cultural differences, including language barriers, and the challenges of being homesick and of having to manage daily affairs. If a high school star does skip college for the pros in Europe, Hewitt said, he should negotiate for the team to pay for college in case of an injury or lack of development.
Sonny Vaccaro, the former sneaker company executive who brokered Jennings’s deals with Lottomatica and the sponsor Under Armour, said he had been in contact with high school players and their parents who were interested in Europe.
But Vaccaro said there had been a change from last summer, when he worked on the deals for Jennings. Economic conditions in Europe are just as difficult as they are in the United States, and he said he underestimated the emotional strength a player needed to compete overseas.
“A less-driven kid would have come home,” Vaccaro said. “They practice twice a day, and the Europeans play everybody. It is not like one of these silly college games where the same seven guys play every minute of every game. When it’s over, the fact he was able to handle it is going to be more landmark than him just going over there.”
Pete Babcock, the former general manager of the Atlanta Hawks and the Denver Nuggets, said high school players in the United States had grown up watching college basketball. Their dreams are to play for those programs, he said, not in obscurity in Europe.
“There is not going to be a mass exodus,” said Babcock, now a scout for the Cleveland Cavaliers. “I don’t see it happening.”
Le parti che vedete evidenziate sono state riportate, citandone la provenienza, durante la partita di mezzogiorno su SKY. Non è stata data una notizia, solo riportato e letto il virgolettato proveniente dal NY Times, rimandando le altre opportune considerazioni alla serata in occasione della gara di Caserta. Nel pomeriggio la Lottomatica ha diramato questa nota:
La Virtus Roma invia qui di seguito una dichiarazione di Brandon Jennings, in cui il giocatore desidera fare una precisazione su un articolo pubblicato sulla stampa americana.
“In merito alle dichiarazioni rilasciate in un articolo pubblicato ieri, desidero precisare che non intendevo essere critico nei confronti della squadra e del club. Il punto è che cercavo di dare l’idea di quanto questa esperienza sia per me una grande sfida. Sento che sto crescendo ed imparando. Riguardo al mio pagamento, so che ci sono stati solo dei ritardi dovuti al trasferimentoda una banca all’altra, ma il contratto è pienamente onorato. La squadra e il club trattano me e la mia famiglia nel modo migliore. Non ho alcun rimpianto a essere venuto a Roma e sono certo che questo farà di me un giocatore migliore e una persona più forte. A questo punto, desidero solo tornare ad occuparmi del basket giocato”.
(“Concerning the statements in yesterday’s news reports, I didn’t mean to be critical of the team. The point I was trying to make was how challenging this new experience has been for me. But I feel I’m growing and learning. As far as my payment, I know there have been some delays due to wiring issues from bank to bank, but my contract is being fully honoured. The team has treated my family and me very well. I have no regrets in coming to Rome and I feel that this will make me a better basketball player and a stronger person throughout my career. At this point, I just want to get back to the business of playing basketball”).
In serata, prima della gara di Caserta il presidente della società romana Toti ha espresso disappunto perché da parte mia sarebbe stata estrapolata una parte dell’articolo e data una notizia non corrispondente al vero. Con enorme rispetto per la libertà di valutazione e critica del Presidente, il sottoscritto NON ha dato una notizia, ma si è limitato a riportare un virgolettato di Jennings proveniente da fonte di assoluto rispetto, senza fare alcuna valutazione ma solo prefigurando (correttamente) che se ne sarebbe riparlato vista l’ovvia rilevanza giornalistica. Naturalmente riportare l’articolo per intero era impossibile e giornalisticamente insensato, per cui sono state riportate frasi di senso compiuto, correttamente tradotte e non contraddette in altre parti dell’articolo. Mi permetto, fatte sempre salve le difformi opinioni, di difendere con forza il diritto/dovere di riportare materiale giornalisticamente rilevante come quello che potete leggere sopra. Se Jennings non ha detto quelle cose o il NY Times le ha erroneamente riportate o alla Virtus Roma non piacciono le cose dette è a loro, anche tramite SKY che correttamente gliene ha dato l’occasione, che eventualmente andavano dirette le rettifiche o le critiche. Insisto, se avessi fatto finta di non vedere quelle dichiarazioni non avrei fatto il mio lavoro, che è stato di mero “copia e incolla”. Non voglio ingigantire la cosa, ergermi a paladino della libertà giornalistica od annoiare. Credo però di aver agito secondo elementari principi professionali, che nelle mie intenzioni animano tutto quello che faccio. La vicenda per me si chiude qui. Faccio il giornalista non per cercare scoop, men che mai incollando il lavoro fatto da un altro collega. Ma sono abbastanza sicuro dopo quasi 30 anni di professione di saper riconoscere una cosa rilevante da una non rilevante. E tanto questa lo era da provocare una nota della società e la dichiarazione serale. Non c’è alcunchè da nascondere, nessun piano segreto, nessun Grande Vecchio (ho testimoni che ho agito di mia spontanea volontà, senza suggeritori di alcuna natura). Per stasera i pensieri a raffica si chiudono qui, perché è tardi. Domani si torna a parlare di basket, promesso
Special edition perché sono in partenza per l’America (viaggio di aggiornamento NBA, una diecina di giorni). Settimana piena di impegni, sorry per non aver aggiornato il blog ma … (sh)it happens
Da quando non ci sentiamo ho visto splendide partite. Lottomatica-TAU, roba fine di Eurolega. Emozioni anche oggi al PalaLottomatica. Grandi sprazzi di Siena, sia massacrando La Fortezza e Snaidero che spuntandola sul filo contro il Panathinaikos
E poi Lui. Il Trascendente, non solo il Prescelto. “He’s a beast” – ha sentenziato Paul Pierce. Piaccia o meno, l’MVP è già assegnato, Lebron James è semplicemente di più.
Torno sulla gara di oggi a Roma. Subito il discorso sull’episodio dell’antisportivo a fine regolamentari. Intanto faccio ammenda per non aver notato che il fallo era di Crosariol e non di Porta, uno dei tanti errori (ho anche confuso Bon Jovi coi Guns ‘n Roses !). NON ho sostenuto però che non fosse antisportivo. Ho sostenuto, ed è cosa ben diversa, che questa situazione, per quello zero che capisco io, è ben all’interno della dialettica “normale” del gioco e non andrebbe punita in maniera più pesante rispetto alla sanzione “normale” dai legislatori che fanno le regole. Tu stai andando a segnare facile, io non voglio darti due punti e spero che sbagli almeno un tiro libero, spendo un fallo e mi accingo a seguire i tuoi liberi. Se il fallo è di eccessiva e non necessaria violenza, lo si sanzioni in maniera più pesante. Ma se, come quello di stamane, non è tale, per me andrebbe depenalizzato. Due tiri e possesso sono una pena capitale, e quello non è un delitto così grave. E’ la mia opinione, non riguarda gli arbitri che devono solo far osservare quelle regole. Che comunque riferiscono il loro giudizio al concetto di “giocare la palla” o meno. Chi difende non vuole giocare la palla, è un concetto sfuggente, scivoloso, troppo lasco e filosoficamente discutibile. In difesa voglio fare muro, contenere, anticipare, scivolare. Qualche volta (poche) rubare o stoppare. Ripeto comunque, non mi riferivo a Mattioli o all’arbitro che applica correttamente le direttive che gli sono state date. Penso però che bisognerebbe ragionare bene su cosa stiamo facendo, su qual è la ratio di certe direttive, e non accapigliarsi sul singolo episodio o accettare acriticamente un’interpretazione (quello è il mestiere degli arbitri, non dei giornalisti)
Roma malissimo 30 minuti abbondanti, ma gli ultimi 10 confermano che quanto a spirito e voglia ci siamo alla grande. Quanto a gioco, soprattutto a metà campo, un po’ meno. Come a Rieti mancava Becirovic e come a Rieti la Lottomatica ha avuto bisogno di 5 minuti supplementari e di un Giachetti spaziale per portare a casa la W. E Sani, con tutta l’immensa classe, non è comunque la risposta, perché può sfornare anche 5 assist da fantascienza ma non è il tipo di giocatore che ti aiuta a muovere la palla in maniera efficace.
L’Air ha giocato ancora una volta alla grande in trasferta. Ancora una volta poco Williams (colpa sua e degli altri), come da qualche gara poco Warren e pochissimo Diener (vedi sopra). Eppure la squadra di Markovski ha condotto a lungo, reagito e provato a non arrendersi. Crosariol irreale, deve solo realizzare che ha corpo e tecnica da altissima Eurolega e trovare continuità, limiti oggettivi non ce ne sono
Alla settima giornata Sundiata Gaines era a un millimetro dal taglio, era andato in doppia cifra solo 3 volte su 7 e contro AJ e La Fortezza non aveva dato un singolo segno di vita. Lo stesso giocatore ha firmato un altro gran colpo esterno della NGC, corsara a Pesaro. Nelle ultime 5 il quasi tagliato viaggia a 19,8 di media con 16/29 da 3. Bruno Arrigoni è un grande scout, ma lo era anche quando il ragazzo newyorchese era un pesce fuor d’acqua. Più importante è il lavoro che lui, la società e lo staff tecnico fanno per recuperare quelli in difficoltà. Chi scrive ricorda Bootsy Thornton, nella stessa situazione, esplodere prepotentemente dopo aver rischiato il taglio a seguito di un encefalogramma cestisticamente piatto. Non significa che bisogna aspettare tutti in eterno. Ma non capire quale sia il salto professionale ed umano che questi ragazzi fanno venendo in Europa è sbagliato. Qualcuno ricorda quando D’Antoni voleva tagliare un ectoplasma che avev scritto detro la maglia “Djordjevic” (e non Smith o Williams)? E quando dopo la Befana lo stesso giocatore divenne un’iradiddio totale con lo stesso allenatore e gli stessi compagni ?
Sarà Nando Gentile il capo allenatore della Virtus fino a
fine stagione. Lo ha ufficializzato il generale manager
Dejan Bodiroga in conferenza stampa al termine della gara
con il Tau. “Siamo lieti di annunciare che il prossimo capo
allenatore della Virtus fino a fine stagione, con opzione
per la prossima, sarà Nando Gentile”, ha detto Bodiroga.
“Alla fine ho accettato per l´attaccamento dei ragazzi nei
miei confronti e me lo hanno confermato quando il presidente
lo annunciato in spogliatoio, tutti erano contenti”, ha
dichiarato Gentile.
Sulla gara, Nando ha detto: “Sapevamo che avremmo incontrato
una squadra tosta, molto fisica. Ma vanno i complimenti alla
squadra per aver lottato fino alla fine contro una grande
squadra”.
E Bodiroga ha aggiunto: “Sono molto soddisfatto della
squadra e di come ha giocato oggi. Deve essere un grande
orgoglio per Roma essere tornati ad alti livelli in Europa”.
Ø 12 partite, 8 finali in volata, 5 persi, 3 vinti. L’Armani Jeans è sempre sé stessa, nel bene e nel male. Ci dà,e molto. Difende. Se la passano. Ma sono tanti troppo uguali. Spesso la fisicità è limitata, soprattutto quando non ci sono Hawkins e Sow. Il bicchiere continua ad essere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo, e oggi ancora una voltai palloni decisivi sono stati nelle mani di Katelynas, Bulleri e Hall, tutti in vari recenti momenti indiziati di taglio. Idea pazza: e qualche volta un quintetto con Hall nel suo ruolo vero, cioè l’ala piccola ? E ancora: se l’idea per vincere in trasferta è il quintetto piccolo (come a Istanbul spazio a Katelynas da 5), forse Rocca e Sow assieme sono un lusso
Ø Personalmente sono un enorme tifoso delle doti di Luca Vitali, giocatore speciale per tecnica, palle e intelligenza cestistica. Proprio per questo penso che possa capire che tra la sicurezza e il complesso di superiorità il passo può essere fin troppo breve. E che per fare la differenza è più importante fare tre cose facilissime nel momento del bisogno che tre miracoli qua e là. Fermo restando che il suo antisportivo, come il tecnico di Hawkins, è grave non tanto in quanto umano errore ma in quanto diabolico perseverare (analogo fallo senza conseguenze allo scadere del primo quarto contro Cantù).
Ø La Benetton ha tutto quello che non aveva la passata stagione, cioè umiltà, intensità, continuità e voglia di sporcarsi le mani per una vittoria. Non ha probabilmente il talento, che aveva nella passata stagione per quanto fine a sé stesso, per essere subito competitiva nella zona alta della classifica, ma stamattina l’ambiente al PalaVerde era molto confortante dopo i forni della passata stagione. A pelo a pelo, dicono in Campania, si fa il pennello
Ø Tiene banco ovviamente il caso-Boykins. Inutile dire che l’indisciplina non va accettata e che chi si mette sopra il gruppo si mette fuori dallo stesso. Come finirà non siamo in grado dirlo, dipende da molti fattori. A naso si va verso il taglio, non mi pare un rapporto ricucibile e non sono sicuro che nel profondo delle proprie convinzioni né Sabatini né Boniciolli ritenessero il piccoletto necessariamente la vera soluzione del puzzle. Trattasi di giocatore molto forte, molto peperino e molto poco (zero) playmaker nel senso classico. Viste le caratteristiche degli altri (penso a Righetti, Vukcevic, Chiacig, Giovannoni tanto per dire quattro nomi immediatamente) l’ometto di Cleveland poteva anche essere un corpo estraneo. Da qui a dire che in caso di conferma del taglio la Virtus, oltre a risparmiare dei bei soldi, ha fatto un affare tecnico, ce ne passa. Le accelerate di Boykins appartenevano ad un altro livello di basket, per poco collegate che fossero al resto del sistema. Se davvero se ne va è questione di ragionare bene su cosa fare, e magari investire Langford del ruolo di capobastone.
Ø Visto Carmelo Anthony al Madison giocare un quarto periodo pazzesco, frustrando da solo la difesa dei Knicks che ad ogni azione mandava un uomo in più salvo essere regolarmente beffata. Fenomenale davvero. New York fa intravedere dei barlumi, cerca di metterci qualcosa ma è terribilmente discontinua, non prende un rimbalzo ed è emotivamente nelle mani di un ipercinetico Nate Robinson, mistero atletico senza uguali nel panorama dello sport mondiale
Ø Biella lo scorso anno aveva vinto con una grande rimonta a Udine. Stavolta la rimonta l’ha subita, giocando una brutta rimessa con poco meno di 4 secondi sul cronometro (un passaggio indietro a Spinelli che parte da fermo non è parsa l’idea del secolo). Un’altra vittoria per coach Meo Sacchetti, cervello fine quanto grosse sono le scarpe di uno dei più grandi giocatori della storia del nostro basket
Ø Roma vince ancora, stavolta stendendo la Premiata dei 4 neri nel quarto periodo, quando una panchina sterminata tende a fare la differenza. Il ritorno in campo di Becirovic è decisivo come Hutson, ora si tratta di decidere come andare avanti. 20 giorni senza una parola definitiva sui sostituti di Repesa e Ray, ovverosia le due personalità più importanti fino al momento della loro partenza, sembrano tanti.
dal sito ufficiale del CSKA
Today our club decided to lease center Alexey Savrasenko until the end of season.
“It was not an easy decision, – CSKA CEO Andrey Vatutin said. – It was very difficult. Yesterday during the game against ASK Riga Alexey publicly and incorrectly expressed his unhappiness with the playing time and the role on the team. The conversation continued after the game. We had to deal with the factor of unhappiness from the beginning of season and we tried to resolve the situation ‘diplomatically’. But after yesterday’s incident the diplomacy doesn’t work no more. Today after the meeting with Alexey we came to mutual assent to try to find the new team for him. Alexey did a lot of good things for CSKA, and we cannot underestimate his role in team’s successes. He is a player of Russian National Team also. So we cannot treat Savrasenko as a regular player. We should assured he will get the chance to play somewhere and we are going to him in finding the new team. At the same time we had to respect the ethics in the relations between player and club”.
“I am very sorry that the incident happened, – CSKA head coach Ettore Messina said. – And ithappened in a difficult time for our team. We tried to help Alexey after his injury, we returned him into the starting five even though he was not completely ready physically. But Alexey continued to express his unhappiness. We need only the players who are happy to play for CSKA”.
Ø Grande spettacolo a Rieti, sfida all’OK Corral finale tra Green e Giachetti e vittoria del toscano. Secondo overtime vincente per Roma tra giovedì ed oggi, nel bicchiere c’è qualcosa ma il liquido è ancora torbido. Tutto è eternamente sospeso, neppure la partenza di Repesa ha definitivamente sciolto i dubbi. Ne viene fuori una miscela instabile, un possesso da scudetto ed uno da retrocessione, Giachetti che sembra un lottery pick e Jennings che pare un allievo messo nei 12. Datome sul punto di esplodere, Gabini nullo dopo una gara dominante. De La Fuente in down duro dopo un inizio favoloso, e si potrebbe andare avanti a lungo. In attesa di sapere due cosucce tipo chi sarà l’head coach fino alla fine e chi sostituisce Ray, sappiamo che il potenziale della squadra è enorme. Per diventare realtà però abbisogna del collante.
Ø Per il famoso discorso del pane e dei denti, la Solsonica ha messo in mostra un sorriso da 32 fantastico. Peccato che il pane scarseggi, e che con la panchina così corta sia impossibile evitare di riposarsi in campo. Così il parziale di 11-0, necessario per mettere la partita su certi binari, lo paghi a gioco lungo. Peccato che i discorsi che riguardano la squadra siano messi in secondo piano dalla situazione attorno ai 28×15. E che si parli di penalizzazioni future, assetti societari, insensibilità delle istituzioni e arte varia più che della 3-2 di Lardo o delle sorprendenti mani da passatore di Pervis Pasco.
Ø Tre tecnici nel primo tempo al PalaSojourner, tutti griffati Facchini, che ha pure espulso l’operatore al tabellone e minacciato la sospensione per essere stato colpito da una moneta. Partiamo dal fondo: chi tira una moneta, Papalia dixit pubblicamente, è un’idiota. E chi non glielo dice, in piccolissima parte è un complice. Per non esserlo, reitero che il tiratore di conio vecchio o nuovo è un grosso idiota, deve stare a casa (il basket è troppo difficile per il suo precario intelletto) e i vicini devono segnalarlo all’autorità per i provvedimenti del caso, o come minimo spiegargli che trattasi, una vez mas, di idiota a tutto tondo. E un arbitro, che già non dovrebbe accettare la prima moneta, di certo deve andarsene alla seconda. Per quello che riguarda invece il comportamento in campo, sarebbe ora di mettersi d’accordo. La maleducazione sportiva va estirpata. Non importa se in altri e più popolari giochi viene accettata e ritenuta normale. Chi si straccia le vesti, urla ed emula Mario Merola deve essere punito con le sanzioni previste, dal richiamo ufficiale in su. Se però solo le superstar arbitrali possono/devono permettersi di farlo, rischiano di fare la figura dei giustizieri, e di mettere loro e gli arbitri più giovani in cattiva luce. Il che è assurdo partendo dal presupposto che hanno tutte le ragioni. I vertici tecnici della categoria faranno un grosso passo avanti quando nessuno dovrà superare i 15 anni di esperienza per trattare tutti alla stessa maniera, severa ma giusta. Nel frattempo, se si potessero intensificare le discussioni tecniche su blocchi, palming, passi in partenza, vantaggio tecnico, gioco di post basso et similia, sarebbe una bella cosa.
Ø Andre Collins, dominante a inizio campionato, ha la mano più fredda dai tempi dell’omonimo Nick. Nelle ultime 3 si parla di 30 tiri, 25 dei quali a salve.
Ø Mi dicono di un grave infortunio per Melli, legamenti del ginocchio parrebbe. Spero non sia vero intanto. O in seconda istanza che sia vero che tutto accade per una ragione. E tra 4-5 anni questa brutta serata sia un ricordo sfumato dopo una grande partita di Eurolega/NBA
Ø 5 partite finite entro i 4 punti di scarto. E’ il campionato più equilibrato d’Europa, come minimo. Forse anche il più difficile, il che non significa per forza quello con la miglior qualità medio-alta. E grazie all’italico genio che sopperisce all’ancor più italica sregolatezza, sembra che ogni anno arrivi un inventore a proporci qualcosa. Il testimone dell’Avellino 2007-2008 è stato pasato oggi idealmente da Matteo Boniciolli ad Andrea Capobianco, coach of the mid-year senza discussione alcuna.
Ø Chapeau a Siena: dopo la scoppola di Barcellona (più pesante dello scarto finale per sostanza) assestare una botta forte alla Scavolini senza Kaukenas oltre a Finley è per pochi. Anzi, per nessuno
Ø Grande Jamont Gordon a Milano, e vittoria che conferma appieno il potenziale della GMAC. Certo che pensare a JG ed alla squadra 7 giorni fa in casa contro l’Air fa pensare che proprio normale questo campionato non è. E certo che giudicare uno di 21 anni, in una situazione societaria e tecnica complessa, per le prime 10 partite in Italia è da sconsiderati. Sarebbe come, per dire, non capire come Brandon Jennings così danneggi lui, la squadra e il futuro di tutti e due. Pretendere che capisca da solo come fare è impossibile. Scusare tutto con la giovane età, idem. O qualcuno si mette in mezzo e con un bel mix di buone e cattive lo guida, oppure il deragliamento mi par possimo. A scanso di equivoci: nelle rispettive categorie di peso, trattasi di due grossissimi talenti. Prima di darla su o di esaltarsi troppo per una grande prova (come quelle di Jennings a inizio stagione, quando pensava meno) io aspetterei un filino
Ø L’Armani Jeans allunga l’infinita lista delle volate. Solo in Italia sul filo di lana ha vinto a Pesaro, perso contro La Fortezza, a Caserta e contro Montegranaro, vinto a Ferrara e Teramo prima di capitolare oggi. Per gli ottimisti una squadra tignosa, per i pessimisti una che non si scrolla quasi mai di dosso l’avversario. Forse semplicemente quel problema della rotazione troppo lunga ed omogenea che tiene sempre in gara te e l’avversario.
Ø Caserta, Udine, Biella e Cantù vincono partite di grande importanza. L’altalena continua, al momento sarebbero in cinque a giocarsi con l’avulsa l’ottavo posto per la Coppa Italia, un traguardo intermedio di grande fascino che non deve però far dimenticare che con la classifica così corta (otto squadre in quattro punti se Rieti non fosse penalizzata) la differenza tra paradiso e inferno è più sottile di un capello
Siviglia mette Pecile fuori squadra
dal Diario de Sevilla
El Cajasol ha apartado al escolta Andrea Pecile por su falta de implicación en el equipo, según confirmaron este martes fuentes de la propia entidad sevillana, en una decisión que le fue transmitida al jugador por el presidente del club, Juan Carlos Ollero, y por el director general de la entidad, Oriol Humet.
“El jugador no se estaba ajustando a los requerimientos técnicos y se le transmitió, tanto desde el cuerpo técnico como por parte de la directiva, que se debía implicar un poco más pese a lo cual, no ha cambiado su actitud”, explicaron desde el club hispalense.
Ante esa tesitura, el Cajasol ha optado por apartar al italiano, que, como se recordará, llegó al equipo del pabellón San Pablo esta misma temporada, procedente del CB Granada, aunque no ha terminado de cuajar ni durante el periodo en el que Manel Comas dirigió al banquillo cajista, ni ahora, que el entrenador es Pedro Martínez.
En principio, añadieron desde el Cajasol, que esta decisión no tiene vuelta atrás dado que “ya se ha visto que la actitud del jugador no ha cambiado”, aunque, por el momento, no ha trascendido si el club optará por ‘cortarle’ y tampoco se prevé la realización de un fichaje para cubrir su hueco en el plantel.
Pecile no se pondrá más la camiseta del Cajasol. O eso, al menos, es lo que ha explicado Pedro Martínez, protagonista ayer tras hacerse oficial que el italiano fue apartado del equipo. ¿Un problema o una solución? En principio, la entidad intentará llegar a un acuerdo con él para facilitarle la salida a un conjunto extranjero, pero ahora hay que cambiar el chip de búsqueda y dejar de rastrear el mercado en busca de un pívot para intentar hallar un escolta.
“Pecile va a tener sustituto”, afirmó el técnico, quien explicó que “el club será señor y no dará toda la información para no perjudicar al jugador”, mientras le deseaba lo mejor, “pero en otro sitio”. “Ya tuvo avisos previos para revertir la situación y ahora es irrevocable”, indicó el entrenador. Ahí está la solución, aunque la salida del jugador transalpino pasa por irse lejos de la ACB, ya que cualquier cortado después del 31 de enero no puede actuar de nuevo en ningún equipo español hasta la próxima temporada. El problema es que la búsqueda de un pívot se olvida para contratar un escolta, comunitario o no, que supla el italiano. “Desde hace unos días estamos buscando, pero el mercado no ofrece a estas alturas nada que se ajuste al perfil que queremos (deportiva y económicamente)”. Lo único seguro es que para esta semana no llegará nadie, y el jugador se entrena junto a Collins al margen del grupo.
Sin embargo, la dificultad también la tiene el propio jugador. En España ya no puede jugar -es curioso que la medida la tomasen justo después de finalizado el plazo para poder fichar por otro conjunto de la Liga, quizá para no reforzar a un rival directo-; en su país, el hándicap es otro. Los conjuntos punteros, excepto la Lottomatica, ya han inscrito a sus fichajes en las competiciones continentales, por lo que cualquier otra incorporación no podría jugar en Europa. Otra bala menos.
Lo cierto es que no es una situación fácil, sobre todo cuando el Caja es colista, viene de una racha positiva de dos victorias que puede verse afectada por este nuevo contratiempo, el enésimo, tiene a Collins también apartado y el entrenador no cuenta con Ilic.
¿Se puede recibir a un Real Madrid que no es ni mucho menos el de la primera vuelta? Para el apartado de curiosidades quedará que hace justo una vuelta, antes de que el Cajasol visitase la capital de España para medirse con el conjunto blanco, la fuga o retirada de Bennett creaba otra tormenta deportiva en San Pablo que fue solventada con un triunfo. “Ese equipo no es el mismo que nos visita ahora, porque ha dejado atrás todas las dudas del inicio de la temporada. El nuestro tampoco, porque contamos con nuevas incorporaciones que nos han aportado mucho: La situación es distinta, pero tenemos que mantener esta línea y no confiarnos”, explicó Martínez.
Pensieri a raffica
- Senza aver visto la partita sono molto impressionato dalla vittoria di Siena a Treviso. A Zagabria il Monte dei Paschi aveva perso soprattutto per qualche buon tiro sbagliato, ma questa è una diagnosi facile da fare stando all’esterno, meno per certi versi dal di dentro. Credere davvero che sia così, come dimostra l’autorità con cui la squadra è passata al Palaverde, significa avere una mentalità vincente al di là dei luoghi comuni e dei risultati
- Impossibile riconoscere a livello di approccio l’Armani Jeans della Futurshow Station rispetto a quella vista giovedì sera al Forum contro l’orribile Olympiacos. Forse il fatto è tutto lì, quando questa squadra, normale per certi versi, ha il coltello tra i denti se la gioca, quando è sedata, no. Il dibattito però verte ora attorno alla questione del turnover, resosi necessario con l’arrivo di Hollis Price. La questione è naturalmente complessa, ma per sommi capi gli elementi mi sembrano: 1) Se l’alternativa è tra Thomas e Sow, come è, si tratta di tirare la coperta da una parte o dall’altra. Ma sempre di scoprirsi si tratta, almeno fino a quando non rientrerà Mordente. 2) Al momento della gara contro La Fortezza Sow era l’unico non-MPS, assieme a Datome, tra i primi 10 per plus/minus lordo al minuto. Dicasi plus/minus lordo la prestazione della squadra durante la permanenza in campo di un singolo giocatore. Ma il dato, anche calcolato al minuto, rimane grezzo. Perché ad esempio fare +10 in una partita vinta di 40 è meno significativo che fare -3 in una persa di 30. Ecco allora il plus/minus netto, che mette in relazione i parziali di una squadra con quel giocatore in campo rispetto a quello che succede quando è in panchina. Se Tizio ha +10 e la partita finisce di 25 a favore della sua squadra significa che la squadra senza di lui ha fatto +15. Aggiustate tutto per tenere conto dei minuti giocati ed avrete un indice abbastanza significativo dell’impatto di un dato giocatore sulla sua squadra. Ebbene, per Sow i dati così parametrati sono ancora più positivi. Il suo indice era +31,8 prima della gara contro la Virtus (per fare un raffronto, quello di Rocca era +2,8). 3) Mason Rocca ha chiuso la gara di Bologna con -1 di plus/minus. Il che porta il suo totale stagionale nelle gare senza la presenza di Sow a +62. Quando invece a roster c’è il senegalese il suo saldo è -72. 4) Contro la difesa dell’Armani Jeans Ford ha preso solo due tiri davvero dal post basso, sbagliandone uno contro Katelynas e segnando invece un fade away contro Rocca. Il resto del suo (notevole) fatturato è venuto da trasformazione di scarichi giocando sulla linea di fondo (4 canestri) e contropiede/transizione (2 canestri). 5) Pape Sow è un giocatore molto attivo, ma la scorsa stagione stoppava un tiro ogni 60 minuti, e finora viaggia ad un’inchiodata ogni 39. Il che non toglie che per Ford è più difficile finire uno scarico contro di lui (che stoppi o meno) che non contro gli altri lunghi di Bucchi. Morale della lunga tiritera (e vi faccio grazia di altre 10 possibili argomentazioni): ogni scelta presenta i suoi pro e contro (ha il suo plus/minus netto ….). Solo che questa va valutata nel medio-lungo e quando sarà chiaro se Price è giocatore che incide o meno, se Thomas con la nuova versione e senza problemi fisici può giovarsi della presenza del figlio di Desire e come i compagni rispondono al nuovo assetto. Dico senza mezzi termini che una squadra così povera di un certo tipo di atletismo non può privarsi a cuor leggero di Sow, anche alla luce di alcuni dei dati di cui sopra. Ma allo stesso modo non si può tirare una conclusione dopo una partita.
- Il discorso di cui sopra mi porta a due rapide considerazioni da sviluppare in futuro. La prima: il gioco di post basso è una variabile scarsamente importante nel repertorio di giocatori che vent’anni fa non lo avrebbero abbandonato mai e poi mai. Crosariol, grande emergente, trae dal post basso il 6 % del proprio attacco, Eze il 15, Brezec il 20, Ford il 27 (ma con risultati enormemente inferiori rispetto ad altre situazioni) come Brandon Brown. Nessuno di questi arriva al 30 %, e sono abbastanza sicuro che per i loro padri e nipoti non si stava sotto il 70. La seconda: difficile per come si gioca oggi limitarsi a dire che Tizio è meglio di Caio. Dipende dai compagni, dal sistema, dal contesto. L’Olympiacos giocatore per giocatore è una clamorosa compilation di fuoriclasse. Quei fuoriclasse, assieme, giocano non male ma malissimo. Ergo, aggiungendone altri non si aiutano quelli che ci sono. Perché a volte si progredisce levando qualche giocatore (e non aggiungendolo). Oppure dando più spazio ad uno leggermente inferiore in teoria ma più adatto ad esaltare il rendimento collettivo. Il problema è che indovinare la miscela giusta è questione di competenza, fortuna e tempo, in parti uguali. La prima si può anche avere, ma se la seconda non ti aiuta ed il terzo non te lo dai si fa fatica
- Per dire, mi pare che Teramo sia una squadra soprattutto sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda più che capace di demolire fisicamente o tecnicamente tutti gli avversari. Ma sono le squadre che oggi vincono, spesso in volata, magari contro un’avversaria che meritava tanto come Biella (by the way, terrificante il finale di Gist)
- C’è sempre grande agitazione nella zona medio-bassa della classifica, molto ampia. Al momento il discorso-retrocessione riguarda almeno 8 squadre, la metà del lotto. Facile fare i filosofi con le paure altrui, ma chi per primo si fa prendere dal panico o rimescola una volta di troppo le carte diventa davvero un candidato alla discesa in Legadue
- Visto un bellissimo Real-Barcellona, di enorme pathos. Oggi, a parte la sconfitta, i blau-grana sono numero 1 in Europa per qualità, ma la strada per arrivare in fondo è lunghissima.
Rinvio
Causa Superbowl, Pensieri a raffica è rinviato a domani. Peace and love
Una precisazione
Informo, visto che si fa il mio nome e che si critica il mio operato senza sapere come siano davvero andate le cose, che il giornalista del NY Times, è vero che mi ha inviato via email delle domande alle quali chiedeva una risposta da parte della dirigenza Virtus. Peccato che le abbia inviate quando da noi era notte piena pretendendo risposte immediate. La mattina successiva, appena vista la mail, al giornalista è stato risposto sempre via email che gli avremmo inviato subito le risposte. Inoltre, successivamente, il giornalista ha anche parlato telefonicamente con il nostro gm. Pertanto, scrivere che la Virtus non ha risposto, oltrettutto, citandomi, non è stato corretto né tanto meno corrispondente a verità. Francesca Mei, Ufficio Stampa Virtus Roma
Il (non) caso Jennings
In data 24 gennaio il New York Times ha pubblicato questo articolo:
Brandon Jennings Sends Home a Warning From Europe
By RAY GLIER
Perhaps white sails will one day appear on the horizon behind Brandon Jennings, a flotilla of high school basketball stars trailing him to Europe eager for a payday. But Jennings does not want anyone to get shipwrecked overseas just because he made the trip.
He issued that warning this week from Italy, where he is playing for Lottomatica Virtus Roma, a top professional team. He fears that top high school players may be seduced by visions of instant riches, fame and success in Spain, France, Italy, Greece or some other destination.
“I’ve gotten paid on time once this year,” Jennings said in an e-mail message. “They treat me like I’m a little kid. They don’t see me as a man. If you get on a good team, you might not play a lot. Some nights you’ll play a lot; some nights you won’t play at all. That’s just how it is.”
Jennings, a 6-foot-2 point guard who was regarded as the nation’s best high school player at his position a year ago, signed a $1.2 million deal in salary and endorsements to head to Europe in August instead of staying in the United States to play college basketball. Some analysts suggested that other elite players would follow the same path because of the rules requiring prospects to be a year removed from high school before becoming eligible for the N.B.A. draft.
The deal for Jennings allowed his mother and his half brother to live with him in Italy, and he said it still made economic sense. Yet he said he wanted others to know about his experience.
“I don’t see too many kids doing it,” his e-mail message said. “It’s tough man, I’ll tell you that. It can break you.”
Lottomatica Virtus Roma officials did not respond to requests for comment submitted through Francesca Mei, the team’s media director.
Jennings does not resemble the pioneer some envisioned when he left for Europe as a dynamic player who could create his own shots and score 20 points or more a game. In Italy, he said, he has been stifled offensively. He is averaging 8 points a game.
“My role is to play D and take open shots — that’s it,” he said. “And I’ve accepted that role.”
He acknowledged that the journey had helped him mature, and he said the rigors of playing in Europe may benefit others.
An N.B.A. assistant coach who has been to Europe and has watched Jennings play said his potential draft standing had not been harmed. The coach requested anonymity because he was discussing a player currently ineligible for the draft.
“I think it is good for him,” he said. “He was getting a defensive component that he needed. If I was a scout and I needed a point guard, I would be extremely impressed with what he has done over there.”
Several of the top-rated players in the high school class of 2009 said they would not follow Jennings to Europe:
¶Derrick Favors, a 6-9 forward from South Atlanta High School in Georgia who is considered by some to be the nation’s top prospect, has announced he will sign with Georgia Tech this spring. “I’m definitely going to college,” he said.
¶DeMarcus Cousins, a 6-10 forward who plays for LeFlore Magnet High in Mobile, Ala., said he also would attend college. His father, Jessie Cousins, said the family had not had contact with European teams.
¶Renardo Sidney, a 6-10 forward at Fairfax High in Los Angeles, intends to play in college, said Harvey Kitani, his coach.
¶Lance Stephenson, a 6-5 guard at Abraham Lincoln High in Brooklyn, wants to play in college, according to his coach, Dwayne Morton.
¶And Xavier Henry, a 6-6 guard at Putnam City High in Oklahoma, has announced he will attend Memphis.
Bob Gibbons, a North Carolina-based recruiting analyst, said all of those players would be considered N.B.A. draft prospects this year were it not for the league’s eligibility requirements. That does not mean they should rush to audition for European teams, he said.
“Myself, among others, thought there would be a revolution and players going to Europe,” Gibbons said. “I’m not so sure now after what I have been hearing with Jennings and all the cultural obstacles there are.”
Michael Reddick, who coaches Favors at South Atlanta, described Europe as “a man’s league.”
“There are a lot of things you have to consider to do something like that,” Reddick said. “I played over there 12 years, and it is not easy.”
Paul Hewitt, the Georgia Tech coach, said high school players needed to understand the cultural differences, including language barriers, and the challenges of being homesick and of having to manage daily affairs. If a high school star does skip college for the pros in Europe, Hewitt said, he should negotiate for the team to pay for college in case of an injury or lack of development.
Sonny Vaccaro, the former sneaker company executive who brokered Jennings’s deals with Lottomatica and the sponsor Under Armour, said he had been in contact with high school players and their parents who were interested in Europe.
But Vaccaro said there had been a change from last summer, when he worked on the deals for Jennings. Economic conditions in Europe are just as difficult as they are in the United States, and he said he underestimated the emotional strength a player needed to compete overseas.
“A less-driven kid would have come home,” Vaccaro said. “They practice twice a day, and the Europeans play everybody. It is not like one of these silly college games where the same seven guys play every minute of every game. When it’s over, the fact he was able to handle it is going to be more landmark than him just going over there.”
Pete Babcock, the former general manager of the Atlanta Hawks and the Denver Nuggets, said high school players in the United States had grown up watching college basketball. Their dreams are to play for those programs, he said, not in obscurity in Europe.
“There is not going to be a mass exodus,” said Babcock, now a scout for the Cleveland Cavaliers. “I don’t see it happening.”
Le parti che vedete evidenziate sono state riportate, citandone la provenienza, durante la partita di mezzogiorno su SKY. Non è stata data una notizia, solo riportato e letto il virgolettato proveniente dal NY Times, rimandando le altre opportune considerazioni alla serata in occasione della gara di Caserta. Nel pomeriggio la Lottomatica ha diramato questa nota:
La Virtus Roma invia qui di seguito una dichiarazione di Brandon Jennings, in cui il giocatore desidera fare una precisazione su un articolo pubblicato sulla stampa americana.
“In merito alle dichiarazioni rilasciate in un articolo pubblicato ieri, desidero precisare che non intendevo essere critico nei confronti della squadra e del club. Il punto è che cercavo di dare l’idea di quanto questa esperienza sia per me una grande sfida. Sento che sto crescendo ed imparando. Riguardo al mio pagamento, so che ci sono stati solo dei ritardi dovuti al trasferimentoda una banca all’altra, ma il contratto è pienamente onorato. La squadra e il club trattano me e la mia famiglia nel modo migliore. Non ho alcun rimpianto a essere venuto a Roma e sono certo che questo farà di me un giocatore migliore e una persona più forte. A questo punto, desidero solo tornare ad occuparmi del basket giocato”.
(“Concerning the statements in yesterday’s news reports, I didn’t mean to be critical of the team. The point I was trying to make was how challenging this new experience has been for me. But I feel I’m growing and learning. As far as my payment, I know there have been some delays due to wiring issues from bank to bank, but my contract is being fully honoured. The team has treated my family and me very well. I have no regrets in coming to Rome and I feel that this will make me a better basketball player and a stronger person throughout my career. At this point, I just want to get back to the business of playing basketball”).
In serata, prima della gara di Caserta il presidente della società romana Toti ha espresso disappunto perché da parte mia sarebbe stata estrapolata una parte dell’articolo e data una notizia non corrispondente al vero. Con enorme rispetto per la libertà di valutazione e critica del Presidente, il sottoscritto NON ha dato una notizia, ma si è limitato a riportare un virgolettato di Jennings proveniente da fonte di assoluto rispetto, senza fare alcuna valutazione ma solo prefigurando (correttamente) che se ne sarebbe riparlato vista l’ovvia rilevanza giornalistica. Naturalmente riportare l’articolo per intero era impossibile e giornalisticamente insensato, per cui sono state riportate frasi di senso compiuto, correttamente tradotte e non contraddette in altre parti dell’articolo. Mi permetto, fatte sempre salve le difformi opinioni, di difendere con forza il diritto/dovere di riportare materiale giornalisticamente rilevante come quello che potete leggere sopra. Se Jennings non ha detto quelle cose o il NY Times le ha erroneamente riportate o alla Virtus Roma non piacciono le cose dette è a loro, anche tramite SKY che correttamente gliene ha dato l’occasione, che eventualmente andavano dirette le rettifiche o le critiche. Insisto, se avessi fatto finta di non vedere quelle dichiarazioni non avrei fatto il mio lavoro, che è stato di mero “copia e incolla”. Non voglio ingigantire la cosa, ergermi a paladino della libertà giornalistica od annoiare. Credo però di aver agito secondo elementari principi professionali, che nelle mie intenzioni animano tutto quello che faccio. La vicenda per me si chiude qui. Faccio il giornalista non per cercare scoop, men che mai incollando il lavoro fatto da un altro collega. Ma sono abbastanza sicuro dopo quasi 30 anni di professione di saper riconoscere una cosa rilevante da una non rilevante. E tanto questa lo era da provocare una nota della società e la dichiarazione serale. Non c’è alcunchè da nascondere, nessun piano segreto, nessun Grande Vecchio (ho testimoni che ho agito di mia spontanea volontà, senza suggeritori di alcuna natura). Per stasera i pensieri a raffica si chiudono qui, perché è tardi. Domani si torna a parlare di basket, promesso
Pensieri a raffica, special edition
Special edition perché sono in partenza per l’America (viaggio di aggiornamento NBA, una diecina di giorni). Settimana piena di impegni, sorry per non aver aggiornato il blog ma … (sh)it happens
Da quando non ci sentiamo ho visto splendide partite. Lottomatica-TAU, roba fine di Eurolega. Emozioni anche oggi al PalaLottomatica. Grandi sprazzi di Siena, sia massacrando La Fortezza e Snaidero che spuntandola sul filo contro il Panathinaikos
E poi Lui. Il Trascendente, non solo il Prescelto. “He’s a beast” – ha sentenziato Paul Pierce. Piaccia o meno, l’MVP è già assegnato, Lebron James è semplicemente di più.
Torno sulla gara di oggi a Roma. Subito il discorso sull’episodio dell’antisportivo a fine regolamentari. Intanto faccio ammenda per non aver notato che il fallo era di Crosariol e non di Porta, uno dei tanti errori (ho anche confuso Bon Jovi coi Guns ‘n Roses !). NON ho sostenuto però che non fosse antisportivo. Ho sostenuto, ed è cosa ben diversa, che questa situazione, per quello zero che capisco io, è ben all’interno della dialettica “normale” del gioco e non andrebbe punita in maniera più pesante rispetto alla sanzione “normale” dai legislatori che fanno le regole. Tu stai andando a segnare facile, io non voglio darti due punti e spero che sbagli almeno un tiro libero, spendo un fallo e mi accingo a seguire i tuoi liberi. Se il fallo è di eccessiva e non necessaria violenza, lo si sanzioni in maniera più pesante. Ma se, come quello di stamane, non è tale, per me andrebbe depenalizzato. Due tiri e possesso sono una pena capitale, e quello non è un delitto così grave. E’ la mia opinione, non riguarda gli arbitri che devono solo far osservare quelle regole. Che comunque riferiscono il loro giudizio al concetto di “giocare la palla” o meno. Chi difende non vuole giocare la palla, è un concetto sfuggente, scivoloso, troppo lasco e filosoficamente discutibile. In difesa voglio fare muro, contenere, anticipare, scivolare. Qualche volta (poche) rubare o stoppare. Ripeto comunque, non mi riferivo a Mattioli o all’arbitro che applica correttamente le direttive che gli sono state date. Penso però che bisognerebbe ragionare bene su cosa stiamo facendo, su qual è la ratio di certe direttive, e non accapigliarsi sul singolo episodio o accettare acriticamente un’interpretazione (quello è il mestiere degli arbitri, non dei giornalisti)
Roma malissimo 30 minuti abbondanti, ma gli ultimi 10 confermano che quanto a spirito e voglia ci siamo alla grande. Quanto a gioco, soprattutto a metà campo, un po’ meno. Come a Rieti mancava Becirovic e come a Rieti la Lottomatica ha avuto bisogno di 5 minuti supplementari e di un Giachetti spaziale per portare a casa la W. E Sani, con tutta l’immensa classe, non è comunque la risposta, perché può sfornare anche 5 assist da fantascienza ma non è il tipo di giocatore che ti aiuta a muovere la palla in maniera efficace.
L’Air ha giocato ancora una volta alla grande in trasferta. Ancora una volta poco Williams (colpa sua e degli altri), come da qualche gara poco Warren e pochissimo Diener (vedi sopra). Eppure la squadra di Markovski ha condotto a lungo, reagito e provato a non arrendersi. Crosariol irreale, deve solo realizzare che ha corpo e tecnica da altissima Eurolega e trovare continuità, limiti oggettivi non ce ne sono
Alla settima giornata Sundiata Gaines era a un millimetro dal taglio, era andato in doppia cifra solo 3 volte su 7 e contro AJ e La Fortezza non aveva dato un singolo segno di vita. Lo stesso giocatore ha firmato un altro gran colpo esterno della NGC, corsara a Pesaro. Nelle ultime 5 il quasi tagliato viaggia a 19,8 di media con 16/29 da 3. Bruno Arrigoni è un grande scout, ma lo era anche quando il ragazzo newyorchese era un pesce fuor d’acqua. Più importante è il lavoro che lui, la società e lo staff tecnico fanno per recuperare quelli in difficoltà. Chi scrive ricorda Bootsy Thornton, nella stessa situazione, esplodere prepotentemente dopo aver rischiato il taglio a seguito di un encefalogramma cestisticamente piatto. Non significa che bisogna aspettare tutti in eterno. Ma non capire quale sia il salto professionale ed umano che questi ragazzi fanno venendo in Europa è sbagliato. Qualcuno ricorda quando D’Antoni voleva tagliare un ectoplasma che avev scritto detro la maglia “Djordjevic” (e non Smith o Williams)? E quando dopo la Befana lo stesso giocatore divenne un’iradiddio totale con lo stesso allenatore e gli stessi compagni ?
Gentile perde in extremis ma scioglie l’interim
Sarà Nando Gentile il capo allenatore della Virtus fino a
fine stagione. Lo ha ufficializzato il generale manager
Dejan Bodiroga in conferenza stampa al termine della gara
con il Tau. “Siamo lieti di annunciare che il prossimo capo
allenatore della Virtus fino a fine stagione, con opzione
per la prossima, sarà Nando Gentile”, ha detto Bodiroga.
“Alla fine ho accettato per l´attaccamento dei ragazzi nei
miei confronti e me lo hanno confermato quando il presidente
lo annunciato in spogliatoio, tutti erano contenti”, ha
dichiarato Gentile.
Sulla gara, Nando ha detto: “Sapevamo che avremmo incontrato
una squadra tosta, molto fisica. Ma vanno i complimenti alla
squadra per aver lottato fino alla fine contro una grande
squadra”.
E Bodiroga ha aggiunto: “Sono molto soddisfatto della
squadra e di come ha giocato oggi. Deve essere un grande
orgoglio per Roma essere tornati ad alti livelli in Europa”.
Pensieri a raffica
Ø 12 partite, 8 finali in volata, 5 persi, 3 vinti. L’Armani Jeans è sempre sé stessa, nel bene e nel male. Ci dà,e molto. Difende. Se la passano. Ma sono tanti troppo uguali. Spesso la fisicità è limitata, soprattutto quando non ci sono Hawkins e Sow. Il bicchiere continua ad essere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo, e oggi ancora una voltai palloni decisivi sono stati nelle mani di Katelynas, Bulleri e Hall, tutti in vari recenti momenti indiziati di taglio. Idea pazza: e qualche volta un quintetto con Hall nel suo ruolo vero, cioè l’ala piccola ? E ancora: se l’idea per vincere in trasferta è il quintetto piccolo (come a Istanbul spazio a Katelynas da 5), forse Rocca e Sow assieme sono un lusso
Ø Personalmente sono un enorme tifoso delle doti di Luca Vitali, giocatore speciale per tecnica, palle e intelligenza cestistica. Proprio per questo penso che possa capire che tra la sicurezza e il complesso di superiorità il passo può essere fin troppo breve. E che per fare la differenza è più importante fare tre cose facilissime nel momento del bisogno che tre miracoli qua e là. Fermo restando che il suo antisportivo, come il tecnico di Hawkins, è grave non tanto in quanto umano errore ma in quanto diabolico perseverare (analogo fallo senza conseguenze allo scadere del primo quarto contro Cantù).
Ø La Benetton ha tutto quello che non aveva la passata stagione, cioè umiltà, intensità, continuità e voglia di sporcarsi le mani per una vittoria. Non ha probabilmente il talento, che aveva nella passata stagione per quanto fine a sé stesso, per essere subito competitiva nella zona alta della classifica, ma stamattina l’ambiente al PalaVerde era molto confortante dopo i forni della passata stagione. A pelo a pelo, dicono in Campania, si fa il pennello
Ø Tiene banco ovviamente il caso-Boykins. Inutile dire che l’indisciplina non va accettata e che chi si mette sopra il gruppo si mette fuori dallo stesso. Come finirà non siamo in grado dirlo, dipende da molti fattori. A naso si va verso il taglio, non mi pare un rapporto ricucibile e non sono sicuro che nel profondo delle proprie convinzioni né Sabatini né Boniciolli ritenessero il piccoletto necessariamente la vera soluzione del puzzle. Trattasi di giocatore molto forte, molto peperino e molto poco (zero) playmaker nel senso classico. Viste le caratteristiche degli altri (penso a Righetti, Vukcevic, Chiacig, Giovannoni tanto per dire quattro nomi immediatamente) l’ometto di Cleveland poteva anche essere un corpo estraneo. Da qui a dire che in caso di conferma del taglio la Virtus, oltre a risparmiare dei bei soldi, ha fatto un affare tecnico, ce ne passa. Le accelerate di Boykins appartenevano ad un altro livello di basket, per poco collegate che fossero al resto del sistema. Se davvero se ne va è questione di ragionare bene su cosa fare, e magari investire Langford del ruolo di capobastone.
Ø Visto Carmelo Anthony al Madison giocare un quarto periodo pazzesco, frustrando da solo la difesa dei Knicks che ad ogni azione mandava un uomo in più salvo essere regolarmente beffata. Fenomenale davvero. New York fa intravedere dei barlumi, cerca di metterci qualcosa ma è terribilmente discontinua, non prende un rimbalzo ed è emotivamente nelle mani di un ipercinetico Nate Robinson, mistero atletico senza uguali nel panorama dello sport mondiale
Ø Biella lo scorso anno aveva vinto con una grande rimonta a Udine. Stavolta la rimonta l’ha subita, giocando una brutta rimessa con poco meno di 4 secondi sul cronometro (un passaggio indietro a Spinelli che parte da fermo non è parsa l’idea del secolo). Un’altra vittoria per coach Meo Sacchetti, cervello fine quanto grosse sono le scarpe di uno dei più grandi giocatori della storia del nostro basket
Ø Roma vince ancora, stavolta stendendo la Premiata dei 4 neri nel quarto periodo, quando una panchina sterminata tende a fare la differenza. Il ritorno in campo di Becirovic è decisivo come Hutson, ora si tratta di decidere come andare avanti. 20 giorni senza una parola definitiva sui sostituti di Repesa e Ray, ovverosia le due personalità più importanti fino al momento della loro partenza, sembrano tanti.
Savrasenko, addio CSKA
dal sito ufficiale del CSKA
Today our club decided to lease center Alexey Savrasenko until the end of season.
“It was not an easy decision, – CSKA CEO Andrey Vatutin said. – It was very difficult. Yesterday during the game against ASK Riga Alexey publicly and incorrectly expressed his unhappiness with the playing time and the role on the team. The conversation continued after the game. We had to deal with the factor of unhappiness from the beginning of season and we tried to resolve the situation ‘diplomatically’. But after yesterday’s incident the diplomacy doesn’t work no more. Today after the meeting with Alexey we came to mutual assent to try to find the new team for him. Alexey did a lot of good things for CSKA, and we cannot underestimate his role in team’s successes. He is a player of Russian National Team also. So we cannot treat Savrasenko as a regular player. We should assured he will get the chance to play somewhere and we are going to him in finding the new team. At the same time we had to respect the ethics in the relations between player and club”.
“I am very sorry that the incident happened, – CSKA head coach Ettore Messina said. – And ithappened in a difficult time for our team. We tried to help Alexey after his injury, we returned him into the starting five even though he was not completely ready physically. But Alexey continued to express his unhappiness. We need only the players who are happy to play for CSKA”.
Pensieri a raffica
Ø Grande spettacolo a Rieti, sfida all’OK Corral finale tra Green e Giachetti e vittoria del toscano. Secondo overtime vincente per Roma tra giovedì ed oggi, nel bicchiere c’è qualcosa ma il liquido è ancora torbido. Tutto è eternamente sospeso, neppure la partenza di Repesa ha definitivamente sciolto i dubbi. Ne viene fuori una miscela instabile, un possesso da scudetto ed uno da retrocessione, Giachetti che sembra un lottery pick e Jennings che pare un allievo messo nei 12. Datome sul punto di esplodere, Gabini nullo dopo una gara dominante. De La Fuente in down duro dopo un inizio favoloso, e si potrebbe andare avanti a lungo. In attesa di sapere due cosucce tipo chi sarà l’head coach fino alla fine e chi sostituisce Ray, sappiamo che il potenziale della squadra è enorme. Per diventare realtà però abbisogna del collante.
Ø Per il famoso discorso del pane e dei denti, la Solsonica ha messo in mostra un sorriso da 32 fantastico. Peccato che il pane scarseggi, e che con la panchina così corta sia impossibile evitare di riposarsi in campo. Così il parziale di 11-0, necessario per mettere la partita su certi binari, lo paghi a gioco lungo. Peccato che i discorsi che riguardano la squadra siano messi in secondo piano dalla situazione attorno ai 28×15. E che si parli di penalizzazioni future, assetti societari, insensibilità delle istituzioni e arte varia più che della 3-2 di Lardo o delle sorprendenti mani da passatore di Pervis Pasco.
Ø Tre tecnici nel primo tempo al PalaSojourner, tutti griffati Facchini, che ha pure espulso l’operatore al tabellone e minacciato la sospensione per essere stato colpito da una moneta. Partiamo dal fondo: chi tira una moneta, Papalia dixit pubblicamente, è un’idiota. E chi non glielo dice, in piccolissima parte è un complice. Per non esserlo, reitero che il tiratore di conio vecchio o nuovo è un grosso idiota, deve stare a casa (il basket è troppo difficile per il suo precario intelletto) e i vicini devono segnalarlo all’autorità per i provvedimenti del caso, o come minimo spiegargli che trattasi, una vez mas, di idiota a tutto tondo. E un arbitro, che già non dovrebbe accettare la prima moneta, di certo deve andarsene alla seconda. Per quello che riguarda invece il comportamento in campo, sarebbe ora di mettersi d’accordo. La maleducazione sportiva va estirpata. Non importa se in altri e più popolari giochi viene accettata e ritenuta normale. Chi si straccia le vesti, urla ed emula Mario Merola deve essere punito con le sanzioni previste, dal richiamo ufficiale in su. Se però solo le superstar arbitrali possono/devono permettersi di farlo, rischiano di fare la figura dei giustizieri, e di mettere loro e gli arbitri più giovani in cattiva luce. Il che è assurdo partendo dal presupposto che hanno tutte le ragioni. I vertici tecnici della categoria faranno un grosso passo avanti quando nessuno dovrà superare i 15 anni di esperienza per trattare tutti alla stessa maniera, severa ma giusta. Nel frattempo, se si potessero intensificare le discussioni tecniche su blocchi, palming, passi in partenza, vantaggio tecnico, gioco di post basso et similia, sarebbe una bella cosa.
Ø Andre Collins, dominante a inizio campionato, ha la mano più fredda dai tempi dell’omonimo Nick. Nelle ultime 3 si parla di 30 tiri, 25 dei quali a salve.
Ø Mi dicono di un grave infortunio per Melli, legamenti del ginocchio parrebbe. Spero non sia vero intanto. O in seconda istanza che sia vero che tutto accade per una ragione. E tra 4-5 anni questa brutta serata sia un ricordo sfumato dopo una grande partita di Eurolega/NBA
Ø 5 partite finite entro i 4 punti di scarto. E’ il campionato più equilibrato d’Europa, come minimo. Forse anche il più difficile, il che non significa per forza quello con la miglior qualità medio-alta. E grazie all’italico genio che sopperisce all’ancor più italica sregolatezza, sembra che ogni anno arrivi un inventore a proporci qualcosa. Il testimone dell’Avellino 2007-2008 è stato pasato oggi idealmente da Matteo Boniciolli ad Andrea Capobianco, coach of the mid-year senza discussione alcuna.
Ø Chapeau a Siena: dopo la scoppola di Barcellona (più pesante dello scarto finale per sostanza) assestare una botta forte alla Scavolini senza Kaukenas oltre a Finley è per pochi. Anzi, per nessuno
Ø Grande Jamont Gordon a Milano, e vittoria che conferma appieno il potenziale della GMAC. Certo che pensare a JG ed alla squadra 7 giorni fa in casa contro l’Air fa pensare che proprio normale questo campionato non è. E certo che giudicare uno di 21 anni, in una situazione societaria e tecnica complessa, per le prime 10 partite in Italia è da sconsiderati. Sarebbe come, per dire, non capire come Brandon Jennings così danneggi lui, la squadra e il futuro di tutti e due. Pretendere che capisca da solo come fare è impossibile. Scusare tutto con la giovane età, idem. O qualcuno si mette in mezzo e con un bel mix di buone e cattive lo guida, oppure il deragliamento mi par possimo. A scanso di equivoci: nelle rispettive categorie di peso, trattasi di due grossissimi talenti. Prima di darla su o di esaltarsi troppo per una grande prova (come quelle di Jennings a inizio stagione, quando pensava meno) io aspetterei un filino
Ø L’Armani Jeans allunga l’infinita lista delle volate. Solo in Italia sul filo di lana ha vinto a Pesaro, perso contro La Fortezza, a Caserta e contro Montegranaro, vinto a Ferrara e Teramo prima di capitolare oggi. Per gli ottimisti una squadra tignosa, per i pessimisti una che non si scrolla quasi mai di dosso l’avversario. Forse semplicemente quel problema della rotazione troppo lunga ed omogenea che tiene sempre in gara te e l’avversario.
Ø Caserta, Udine, Biella e Cantù vincono partite di grande importanza. L’altalena continua, al momento sarebbero in cinque a giocarsi con l’avulsa l’ottavo posto per la Coppa Italia, un traguardo intermedio di grande fascino che non deve però far dimenticare che con la classifica così corta (otto squadre in quattro punti se Rieti non fosse penalizzata) la differenza tra paradiso e inferno è più sottile di un capello