FILO DIRETTO

E li chiamano tiri … liberi

Sarà l’aria ? L’acqua ? Non si sa, ma qualcosa ci deve essere. In Italia i liberi si tirano male, malissimo. La serie A maschile, nel suo complesso, fa peggio della femminile, ed a naso la notizia c’è. Se ne riparla presto, per adesso vogliate gradire questi dati, abbastanza chiari

LEGA

% TIRI LIBERI

SQUADRE > 80 %

NBA

77,3

6

ACB

76,4

0

EUROLEAGUE

74,1

3

GRECIA

73,7

1

FEMMINILE

73,2

2

SERIE A

73,0

1

ADRIATIC

72,8

0

FRANCIA

69,9

0

GERMANIA

69,2

0

Pensieri a raffica

No, La Fortezza-NGC non è stata una bella partita. Il che può capitare, è più che lecito. Solo che adesso si va verso un periodo in cui le motivazioni tendono a decrescere mentre la fatica (soprattutto mentale) aumenta. Se tutti cercheranno di tener duro sarà più facile offrire un prodotto migliore (non parlo di TV, dico in generale)
Metto nello stesso calderone la partita di Treviso con le sue montagne russe, un altro classico del periodo. Anche qui, nulla di grave. Ma quando l’esito tecnico è così incostante di solito qualcosa che non gira bene c’è.
Insomma, cerchiamo di non andare tutti in stanca troppo presto. Non ci fosse Rieti a farci sobbalzare ogni tanto sarebbe un periodo un po’ troppo placido …
Niente paura però, arriva la Devotion ! Una settimana per ricaricare le pile e poi via coi playoff, il massimo che c’è.
Siena ha almeno il 35-40 % di possibilità nel verde scontro col Pana. Alla fine, it’s all about making shots.
Nelle altre serie mi piacciono CSKA e Olympiacos, ma sono convinto che il Partizan farà sudare 14 camicie ai campioni in carica. Sul derby spagnolo non saprei, ve lo dico quando comincia il terzo supplementare di gara 5 ….
Daryl Morey, GM dei Rockets e mago dei numeri, ha detto che l’inventore del box score dovrebbe essere ucciso. Un filo esagerato, ma efficace. Nel senso che tutti fanno riferimento a statistiche che danno una versione parziale, in tutti i sensi, del gioco. Non bisognerebbe passivamente guardare i box score e da lì immaginarsi partite che non sono mai state giocate. Ma purtroppo tutti viviamo di abitudine.
Tra le statistiche fuorvianti di sicuro sta la valutazione, un indice talmente grossolano da indurre accortezza. E invece tutti cadiamo troppo spesso nel marchiano errore di usarla per classificare un giocatore
La cosa mi è tornata in mente ieri sera vedendo che in 4 minuti di gioco Cerella ha accumulato un clamoroso 11. Nulla di grave, anzi bravissimo il prodotto delle minors che mi sembra abbia stoffa per ritagliarsi uno spazio di qualità nel platoon di Capobianco.
Ma è impossibile, e non vale certo solo per Cerella, che se un punto segnato vale 1 lo stesso identico peso abbiano un rimbalzo difensivo, un fallo subito (???), un assist (che deve essere convertito comunque da un compagno) od un recupero (che dipende spesso da un errore avversario e non sempre è sintomo di buona difesa). Che un tiro sbagliato valga quanto un fallo commesso (magari per fermare il cronometro o bloccare un contropiede senza conseguenze). Che un rimbalzo difensivo (magari su tiro libero) valga quanto uno offensivo. E che i centri vengano giudicati con lo stesso metro dei playmaker, che giocano 6 metri più indietro.
Almeno un sistema di pesi andrebbe implementato, altrimenti parliamo proprio di poco.

Precisazione

Con riferimento a quanto apparso sugli organi di stampa circa la vicenda dell’impiego irregolare del giocatore Erazem Lorbek da parte della Benetton Treviso nel campionato 2006/ 2007, la Fip ritiene doveroso precisare che mai la violazione di una regola, ancorchè sportiva, può trovare giustificazione nell’eventuale incolpevole errore di un ufficio, e che l’operato della Fip, in punto di controllo, non è stato mai oggetto di censura.

La Fip, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza del Gup di Bologna, rammenta che le società affiliate hanno dei precisi doveri in materia di utilizzo dei giocatori, cui conseguono precise responsabilità, che nel caso di specie sono state riconosciute dai Giudici Sportivi nei diversi gradi di giudizio.

Caso Lorbek, le motivazioni

La Federbasket non esercitò i doverosi controlli relativamente al caso Lorbek.È la motivazione con cui il Gup di Bologna Rita Zaccariello nel dicembre scorso ha emesso il non luogo a procedere per il presidente della Benetton Giorgio Buzzavo, per l’ ex segretario della Lega basket serie A Massimo Zanetti, e per Andrea Fadini, ex gm della squadra, in relazione al tesseramanto irregolare del giovane Gino Cuccarolo (per il quale fu retrodatata la revoca del tesseramento) e di Lorbek da parte della società veneta nel campionato 2006-07. L’impiego agonistico di Erazem Lorbek nella Benetton Treviso nel campionato 2006-2007 “e l’omologazione delle gare in cui ha giocato hanno avuto luogo non per la condotta fraudolenta degli indagati, peraltro successiva alla prima gara disputata dal giocatore sloveno — scrive il Gup — ma esclusivamente in conseguenza dell’errore compiuto dagli organi federali nell’esercitare doverosi controlli”.
“Si deve concludere — aggiunge Zaccariello — che, pur ravvisandosi nella vicenda molteplici elementi che inducono a ritenere che siano stati disattesi i canoni di correttezza e lealtà cui costantemente si richiama la pratica sportiva, non è ravvisabile la frode sportiva”. Il giudice aveva anche assolto con il rito abbreviato l’ex team manager di Treviso Andrea Cirelli dall’accusa era frode sportiva e falso

Che fretta c’era ?

… maledetta primavera cantava la grande Loretta (Goggi, non la storica colonna della Lega Basket). Il coro arriva da Roma, perchè oggi gli organi di stampa regsitrano queste parole:
Nel tardo pomeriggio la Corte Federale ha comunicato di aver disposto, nella seduta odierna, il rinvio dell’udienza a data da destinarsi per ulteriore espletamento di attività istruttoria mancando ancora agli atti l’audizione dell’arbitro Chiari.
Si parla, per quelli che non lo sapessero, della vicenda legata a GMAC-Premiata dell’8 febbraio u.s. 8 febbraio !!!!! Ma di quale attività istruttoria stiamo parlando ? I fatti sono chiari, solari, documentati e incontrovertibili. Ma quale necessità di audizione esiste nell’anno di grazia 2009 ? Non esiste una maniera nell’era digitale di acquisire la testimonianza dell’arbitro Chiari con una telecamera, una web-cam, un registratore, un magnetofono, un taccuino? Ma quale serietà e rispetto possono indurre simili rinvii ? O vogliamo imitare il caso Lorbek, aspettare l’ultima giornata e poi decidere in base alla classifica ? La vicenda è chiara, cristallina. Bisogna decidere se omologare il risultato (e non si capisce come fare altrimenti sulla base delle norme vigenti) o prendere atto che è stato commesso un errore e sono stati giocati 1 secondo e 4 centesimi di meno, aprendo una (eventualissima) nuova stagione. Non è Piazza Fontana, non bisogna istruire gli atti del maxi-processo. E continuando con questi rinvii non si fa il bene di nessuno, a partire dalle due società. E’ troppo chiedere conto di questo ?
PS: l’arbitro Chiari al momento è sito a Vitoria per TAU-Olympiacos. E proprio oggi andava messa in calendario l’udienza con la sua “audizione” ???????

La sudditanza

Oggi nel pre-partita di MPS-Lottomatica abbiamo provato a fare un discorso su arbitri e dintorni. Non so chi abbia visto, ma comunque quella che è andata in onda è una versione parziale del testo originale, visto che i tempi televisivi non fanno sconti. L’idea era riprendere, approfondire e sviscerare uno spunto dato da Gianmarco Pozzecco durante la Coppa Italia. Il dibattito deve e può proseguire, a patto che non diventi subito una sfida tra due partiti, almeno per quel che mi riguarda. A presto

Vogliamo parlarne ? Io dico di sì, siamo abbastanza maturi e intelligenti per farlo. Senza fare gli incendiari o i pompieri, senza gettare sassi o nascondere mani, senza complottismi e buonismi. E chiaramente senza limitarsi a Siena o escludere chicchessia dall’analisi. Che arriverà alla sudditanza, ma parte da lontano, o vicino che sia. In un mondo ideale la discussione sul rigore di Balotelli verterebbe sull’interpretazione tecnica del contatto, ben sapendo di quanta lana caprina si parlerebbe. Tutto l’ambiente invece, media inclusi ma non solitari, la fa immediatamente scivolare sui condizionamenti psicologici dell’arbitro, col detto ed il non detto.

Sotto canestro sono inferiori attenzione ed interessi. E’ diversa la mentalità ? Forse non abbastanza. Il sospetto sarà anche legittimo ma la mala fede non deve essere presunta, altrimenti nulla ha senso. In troppi credono che i risultati siano frutto anche (o soprattutto) di una oscura guerra di potere. Che Siena vinca anche (o soprattutto) in quanto dominante sul parquet ed in politica.

Crediamo fermamente che a basket vinca sempre chi merita, senza eccezioni. Chi la pensa diversamente per coerenza dovrebbe cambiare sport o canale, e chi pensa che il comportamento degli arbitri possa essere motivazione principale delle vittorie vaneggia, con rispetto parlando. Anche pensando a ieri e all’altro ieri

Ciò detto non si può ignorare che gli arbitri, un male necessario, siano parte integrante del gioco e sbaglino, chi più e chi meno. Perché non esiste l’arbitro in astratto, esistono diversi arbitri con diversi gradi di abilità. I loro errori sono legati alla natura dell’uomo e del basket, uno sport in cui atleti clamorosi si muovono in spazi esigui a velocità folle. I fischietti sono una componente importante, anche se non preponderante, del risultato. Nella teoria, l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di costruire arbitri più credibili investendo tempo e denaro. Nella realtà, società e FIP si palleggiano le responsabilità di una gestione del settore prima politica e poi, ma molto poi, tecnica. E invece responsabili sono tutti, in solido, nessuno escluso. L’arbitro è somma di psicologia e tecnica, non un robot o un extraterrestre. E’ influenzabile per definizione, in senso tecnico. Per dargli impermeabilità alle forti pressioni esterne dovrebbe essere fatto un lavoro che come detto latita. Indagare furiosamente senza elementi e con dei pregiudizi su quali e quanti fattori impattino sulle sue decisioni significa rimanere arretrati, scaricare sull’anello debole del sistema le responsabilità del sistema stesso. Gli arbitri tendono ad essere obiettivi senza poter essere oggettivi. Andrebbero formati, aiutati, supportati, corretti, premiati e puniti, come tutti. Non chiusi in una turris poco eburnea e molto autoreferenziale, soli e reietti. Mettersi in discussione aiuterebbe, ammettere gli inevitabili errori e spiegarli darebbe loro grande lustro, ma vallo a capire. Evitare le trappole della politica e dedicarsi al campo sarebbe poi il massimo.

A livello di critica, la discussione sui singoli episodi va fatta, ma solo per trarne un principio interpretativo a futura memoria. Nessun episodio al 40° minuto ha più peso di uno che avviene dopo 2 secondi, anche se certe giocate hanno fatalmente maggiore impatto mediatico. Tra vedere 10 giocatori in campo da una certa angolazione e vederne uno evidenziato al rallentatore c’è enorme differenza. Non parlare di arbitraggio va contro gli interessi degli arbitri, che necessitano di maggiore trasparenza e non di oscurantismo. Ma parlarne in maniera superficiale, prevenuta od incompetente è pratica che cerchiamo di lasciare agli altri. Pur sottolineando che la categoria deve fare enormi passi prima di arrivare alla Terra Promessa.

Prima di arrivare alla sudditanza parliamo di fisicità e rispetto. Per la prima, date un’occhiata a queste immagini, tutte relative ad azioni di blocco non sanzionate come fallose. Il gioco lontano dalla palla è difficilissimo da giudicare, la linea tra gioco duro e sporco quasi impossibile da tracciare. Significa che le discussioni in punto di tecnica cestistica ed arbitrale sono difficili, soggettive, inadatte a chi vuole solo trovare un colpevole in tempi brevi. Il video è relativo a due partite di Eurolega e i contatti coinvolgono in parti eguali giocatori biancoverdi ed avversari. Se volessimo costruire un’ipotesi a tavolino potremmo facilmente manipolare il montaggio per attirare attenzioni e sospetti da una parte o dall’altra. Una logica che non ci appartiene, diversamente da quella di proporre immagini per stimolare la discussione. Che qui verte su un problema tecnico, sulla protezione del gioco pulito, non su ragioni e torti di una delle due squadre. Le parti devono poi essere abbastanza mature da capire che però non si può ogni volta ricomprendere tutto lo scibile, che queste esposizioni sono parziali per definizione. Strappiamoci tutti meno le vesti e mettiamo sul tavolo le verità, anche quelle meno comode. Ci sono giocatori che si adattano ad un metro meglio di altri ? Sì, eccome. Ci sono anche giocatori di maggior carisma di altri, che per questo vengono maggiormente tutelati

Il rispetto a chi ha dimostrato qualcosa è dovuto, ma non deve tradursi in privilegio, mai e poi mai. Chiaro, questo famoso fallo su Wade nelle finali 2006 non verrà mai digerito da Mark Cuban. Ridurre il trionfo degli Heat ad un fischio però contraddirebbe il principio di sport. Il che non vieta di discutere sulle componenti di una decisione borderline. Guardate questa azione di Bryant: forse a parti invertite sarebbe sfondamento, ed invece Jason Richardson si tiene la botta e la beffa. Il nome davanti e quello dietro la maglia conta, non prendiamoci in giro. Ma bisogna far sì che conti sempre di meno, pur sapendo che a zero non si arriverà mai. Non per attaccare la squadra X od il giocatore Y, ma per tendere alla perfezione pur sapendo di non poterla raggiungere.

Se siete ancora con noi, meritate il promesso discorso sulla sudditanza. Il significato di questa parola è SOGGEZIONE. In questo caso sarebbe quella degli arbitri nei confronti della squadra più forte in campo e fuori. Si parla di uno stato psicologico, non dimostrabile e non escludibile da nessuno, ivi incluse Siena e le sue avversarie. I fatti non ci sono, le opinioni possono differire e vanno tutte ascoltate in pace ed armonia. Pozzecco ha dato la sua dall’alto di un magistero credibile, ex giocatore di lungo corso ad alto ed altissimo livello.

Concludendo: non dobbiamo e non possiamo avere paura di parlare di arbitri ed arbitraggio, e se serve anche di sudditanza. Basta non fare guerre sante, da sconfiggere ci sono solo i pregiudizi. Non c’è niente da nascondere, men che mai fatti od opinioni. Nella seconda categoria va la convinzione che alla fine vince sempre e comunque il migliore. Usiamo tempo, risorse ed energie per migliorare il Gioco, con la G maiuscola. Sfibrarsi in processi alle intenzioni è un non-sport da lasciare agli altri, senza rimpianti

Cronometri, ci risiamo

Al link http://www.youtube.com/watch?v=EMiEZf5-5cc le immagini di quanto successo in Air-La Fortezza. Rimessa laterale Virtus, 2:00 sul cronometro. Al tavolo c’è una richiesta tardiva di time-out, che viene segnalata timidamente senza che se ne accorga nessuno. Si gioca per 11 secondi (un’eternità !!!) senza che parta l’orologio dei 24 secondi (altra grave anomalia). Dopodichè il cronometro viene fermato (si desume dal tavolo, perchè gli arbitri stanno beatamente seguendo il gioco). Dopo circa 4 secondi di cronometro fermo Vukcevic segna una tripla dall’angolo. Time-out, al termine del quale Avellino è pronta a riprendere con una rimessa dal fondo (1:49 sul cronometro, mancano sempre quei 4). Gli arbitri vengono richiamati al tavolo, dove comincia un balletto curioso, al termine del quale per motivi misteriosi gli arbitri si convincono che il cronometro non è mai partito per il time-out. La decisione finale è: rimessa laterale per la Virtus (peraltro due metri più indietro), canestro annullato e cronometro che riparte da 1:49. Ovviamente solo due erano le soluzioni possibili: o rimessa laterale Virtus con 2:00 sul cronometro o (quella giusta) rimessa dal fondo Avellino, canestro valido e 1:45 sul cronometro. Qualche ulteriore veloce punto sulla vicenda:

Durante tutta la lunga discussione al tavolo gli arbitri hanno cercato il conforto di chiunque potesse fornirgli un’informazione. Nessuno dei tre ufficiali di campo è stato in grado di dirgli che il cronometro era andato per 11 secondi (11 !!!!!!!).
Nel mentre il Commissario al tavolo guardava nel vuoto. Perchè dovete sapere che non ha titolo per aiutare in una situazione del genere, siccome il suo ruolo è quello di Commissario Speciale, cioè quel signore che alla fine della gara va nello spogliatoio degli arbitri, “fa rapporto” (li valuta) e determina poi con la sua “pagella” le designazioni future. E sta al tavolo, amara verità, perchè la sua incolumità in mezzo al pubblico non è garantita (su qualsiasi campo)
Qualcuno ha fermato il cronometro a 1:49. E qualcuno non ha fatto presente agli arbitri questa circostanza. Su questo le immagini sono incontrovertibili. E’ troppo chiedere una spiegazione ?
Possibili soluzioni: delle 7 (7 !!!!!!) persone che giocano nella stessa squadra (3 arbitri, 3 UDC ed il Commissario che potremmo arruolare, magari il “rapporto” lo fa il giorno dopo avendo anche visto il video, che aiuticchia …) ne designiamo uno che si incarica di vedere almeno quando e se il cronometro parte alla ripresa del gioco e si ferma alla fine (vedi episodio finale). Oppure ci svegliamo, scopriamo di essere nel 2009, capiamo che queste cose possono succedere e per rimediare è necessario ricorrere all’instant replay. E si giocano tutte le partite con un sistema di IR (è una spesa significtiva ma vi assicuro non proibitiva, basta lavorarci)
Poi bisogna dotarsi dei cronometri ri-programmabili. Ma in questi due episodi di Avellino, il problema era la ricostruzione dell’episodio (completamente sbagliata dall’equipe). Quindi non sarebbe stato rimesso sul cronometro il tempo mancante esatto, rendendo inutile quella consolle da cui comunque non si può prescindere, ma che da sola non avrebbe risolto il caso di specie

I conti in rosso della Seba

Nelle società di capitali gli amministratori hanno precisi obblighi da adempiere quando ricorrono certe condizioni economico-patrimoniali. L’avventura della serie A è come una sontuosa cena apparecchiata su un tavolo a 4 gambe: il sottoscritto con le proprie risorse, i tifosi con la loro presenza al Palazzo (biglietti ed abbonamenti), le istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione) e gli operatori economici (imprenditori e commercianti).

Quest’anno due gambe si sono dimezzate:

1) quella delle istituzioni (da un lato la Regione latita da oltre 5 mesi e dall’altro lato le promesse sul “sicuro” intervento dell’ACEA sono sfumate nel più sordo dei silenzi).

Risultato: – 850.000 euro;

2) quella degli operatori economici (ad eccezione della Solsonica pre-contrattualizzata e della CA.RI.RI., la congiuntura economica ed un po’ di carenza di orgoglio cittadino hanno fatto dileguare quasi tutti gli sponsor minori e gli inserzionisti di pubblicità all’interno del Palazzo).

Risultato: – 500.000 euro.

Delle altre due:

3) quella dei tifosi ha sostanzialmente tenuto assorbendo gli inevitabili aumenti con grande sacrificio ma confermando la loro straordinaria passione. Il PalaSojourner ha registrato una riduzione nel totale delle presenze solo per effetto della rinuncia dei “modaioli”, nucleo riempitivo ma palesemente inaffidabile nei momenti più critici.

Risultato: – 100.000 euro;

4) quella del sottoscritto ha straripato rispetto al proprio impegno versando, nell’arco di undici mesi, nelle casse della Società (come documentato dalle contabili bancarie) la somma 1.580.000 euro, oltre al frequente pagamento diretto dei conti alberghieri delle trasferte e degli atleti a Rieti (Green permanentemente al Quattro Stagioni e tutti quei giocatori rimasti in attesa del reperimento di un alloggio definitivo) ed oltre a varie altre erogazioni in circostanze di particolare urgenza.

Risultato: + 1.700.000 euro.

A questa situazione si é aggiunta la perdita di circa 250.000 euro per la differenza di cambio euro/dollaro determinata dal fatto che i contratti con i giocatori statunitensi sono stati stipulati, come normale, a luglio 2008 (con il dollaro a quota 1,60) mentre i pagamenti sono stati effettuati, come logico a seguito delle loro prestazioni, da ottobre 2008 in poi (con il dollaro a quota 1,25/1,20).

Dal saldo algebrico che ne deriva si può constatare che la posizione debitoria della Società (prodotta, sia chiaro una volta per tutte, dalla insufficienza delle entrate nel susseguirsi di questi ultimi tre anni) si è ulteriormente aggravata e le conseguenze sul bilancio hanno ormai assunto una dimensione tale da rendere obbligatorio, per qualunque amministratore, l’avvio di procedure dolorose ma non più procrastinabili.

Occorre tener presente che il budget della Seba è il più basso (circa 3 milioni e mezzo di euro) rispetto a tutti quelli dei club di serie A e la polemica sui presunti sprechi è speciosa e diretta ad additarmi come capro espiatorio della grave situazione in atto. Sono pronto a dimostrare l’oculatezza della gestione in ogni particolare, attraverso una puntuale informativa sui costi, motivandone l’adozione e dissolvendo il qualunquismo di chi non sa di cosa sta parlando e continua sulla strada della gratuita e sterile maldicenza.

La vicenda di Patricio Prato mi ha profondamente amareggiato innanzitutto sul piano umano ed ho tanti e tanti motivi per affermarlo con totale delusione. Riguardo poi all’immediato futuro, sotto il profilo agonistico, le conseguenze sono intuibili e le difficoltà si inaspriscono. Occorre non perdere la lucidità e decidere per il meglio.

Il Consiglio di Amministrazione di lunedì sera dovrà ponderare serenamente e responsabilmente le iniziative da adottare ed io, mio fratello e mia figlia (tre dei nove membri del CdA), esprimeremo un solo unico voto, per liberare il più possibile gli altri consiglieri dal condizionamento del nostro pressoché totale coinvolgimento economico-finanziario.

Spero che questa mia nota posa essere stata esauriente sul piano della corretta conoscenza delle problematiche gestionali. Sul piano invece della dedizione personale, l’amore per i colori amaranto-celesti della mia città è un patrimonio presidiato dalla mia coscienza e solo chi mi conosce davvero ne è consapevole. Saranno forse pochi perché pochi hanno saputo leggere dentro di me la lealtà di tante cose che non ho mai voluto dire e che, per questo motivo, ho pagato personalmente a caro prezzo, incassando da diversi tifosi invettive e velenose illazioni, tanto ingiuste quanto dolorose. La mia è stata una scelta morale e le critiche dei miei detrattori sono comprensibili e non li rende colpevoli di avermi offeso e persino insultato. Perciò non nutro alcun rancore ed ho sempre saputo che un giorno la memoria collettiva di tanti successi e di tante gioie sarebbe svanita. Ma non per questo, smetterò di impegnarmi con tutto me stesso fino all’ultima e più remota possibilità di continuare a far sventolare le nostre bandiere, da panciuto Presidente o da grasso Curvaiolo, proprio come quando a 14 anni (e 110 chili in meno) mi innamorai perdutamente della Seba.

Cordialmente.

Gaetano Papalia

Rieti, ultima chiamata

A questo link :

http://www.nsbrieti.it/documents/press_release/2009_03/NSBPR2009030302.pdf

il contenuto del CDA tenuto ieri a Rieti. Ovviamente la situazione sembra di non-ritorno.

Pensieri a raffica

David Moss è un grande giocatore di squadra. Per una grande squadra.Non che Teramo oggi non lo sia, anzi. Ma il ragazzo mi par pronto per Eurolega e dintorni.
Cantù gioca uno dei tre migliori attacchi della serie A per qualità. Poi, it’s all about making shots. Per cui se fai 5/23 da 3 ci sta anche di perdere
Settimana di marcamenti da dietro sul pick and roll centrale. Il CSKA a Mosca contro McIntyre, i Rockets contro chiunque, la NGC a Teramo contro Poeta. Se ne riparlerà …
La Fortitudo su singola partita ha il potenziale per battere chiunque, Siena inclusa. Specie se come stasera in molti fiutano aria di impresa. Ovvio, i campioni in carica ci hanno messo del loro, sempre un passo ed un secondo indietro, stanchi di fisico e di testa. Levando il 2/3 da 3 di Sato, gli altri hanno sbagliato 18 triple su 19. Il che ci riporta al discorso fatto su Cantù ma anche alla partita di Zagabria, nel senso che in giornate del genere manca un po’ la lucidità per cambiare musica. I 14 punti del primo e quarto periodo sono la fotografia più chiara della serata storta di un gruppo che non incassava due sconfitte in fila dal dicembre 2006 (KO interno contro Hapoel Gerusalemme in ULEB Cup e sconfitta pre-natalizia a Udine). Sempre che non mi sia perso qualcosa. Comunque invece della vittoria numero 100 per Pianigiani arriva la sconfitta numero 10.
Chi pensa che adesso debba per forza arrivare l’Armageddon per l’MPS ha troppa fretta. Ma certo la gara contro il Cibona è delicata, la Mens Sana ha molto da perdere. Il che non toglie che questa squadra sia finora stata speciale per aver dato il meglio sotto pressione.
Coach Capobianco pressa, mette Moss al gomito a bloccare ed in punta a giocare i pick and roll, usa specialisti anche solo per due o tre azioni, salta a zona contro certe giocate. Insomma, fa delle cose che connotano la squadra, le danno un’identità. Non è poco
Non ho visto la gara di Avellino, solo gli highlight. Della questione del cronometro credo ormai non sia neppure più il caso di parlare. Sullo stesso campo l’Unicaja Malaga ha giocato due azioni senza orologio, e ieri senza la stoppata di Ford avremmo aperto un altro bel contenzioso. Grazie Sharrod, visti i tempi della questione GMAC-Premiata forse avremmo avuto notizie per il luglio 2010 ….. Avvertenza: il campo di Avellino è inadeguato come tutti gli altri della penisola, nè più e nè meno.
Una proposta concreta. Almeno per i playoff, si dia la possibilità agli arbitri di rimettere a posto il cronometro se non si ferma o non parte correttamente utilizzando l’Instant Replay. Si può fare domani mattina, con due righe urbi et orbi aggiungendo un’altra fattispecie all’ IR. O vogliamo continuare la riffa con arbitri ed ufficiali di campo che tirano a indovinare mentre a un metro da lì girando una manopola di jog si può stabilire in un attimo cosa è successo ?
Penso che Tonino Zorzi abbia il dono della sintesi. Quando ha detto “non è successo niente ma in questa storia hanno perso tutti” ha detto una gran cosa
Chissà se avremo reazioni anche sulla situazione di Rieti. Mentre in campo la squadra si batte alla grande si parla di un futuro a Firenze piuttosto che a Napoli, di altri giocatori in partenza (Pasco ?) e di un CDA di domani con ordine del giorno poco rassicurante. Possiamo sapere qualcosa dalle famose “istituzioni” ? O andiamo avanti alzando il volume dell’orchestrina che copre tutto ?
Discreta prova di Gist a giudicare dai numeri …. E di Jaaber ….
Non sono sicuro che Jerome Allen possa essere un giocatore da 35 o 38 minuti oggi (e non solo per l’1/10 odierno). Ma mi rendo conto che alternative ce ne sono poche (il che non è piacevole per la Snaidero).