da www.rietisport.it
La domanda, in sostanza, era semplice. La risposta lo è stata altrettanto. «Non posso parlare di questioni societarie visto che qualche settimana fa sono stato redarguito dalla società che mi ha invitato a parlare solo di questioni tecniche. Se dovessi decidere di parlare di questo lo farei con voi (i giornalisti, ndr) ma in un altro momento. Oggi (domenica, ndr) ero veramente in difficoltà, non sapevo se venire o no in conferenza stampa, ma l’ho fatto perché è così da contratto e per rispetto nei vostri confronti».
La domanda, Lino Lardo, del resto, se l’aspettava e per questo era in difficoltà. Non poteva essere diversamente, d’altra parte, dopo i virgolettati del presidente Gaetano Papalia riportati domenica dal Corriere di Rieti (e ad oggi, lunedì, non smentiti da nessuno) secondo i quali, nonostante le rassicurazioni che entro venerdì sarebbero state saldate tutte le spettanze a giocatori e staff relative all’anno in corso fino al mese di novembre compreso, gli allenatori non sarebbero stati pagati perché «più disponibili» ad aspettare. La «questione societaria» sollevata dalla domanda, e di cui Lardo ha detto espressamente di non poter parlare, era quindi relativa unicamente al suo stipendio e non certo alle difficili vicende economiche della Sebastiani che tengono col fiato sospeso ormai da mesi il mondo del basket reatino in uno dei suoi momenti più difficili. Importanti, d’altra parte, sono le dichiarazioni rilasciate a Mepradio dopo la partita con Teramo dal presidente Gaetano Papalia che non parlerà più di questioni economiche fino a mercoledì. Circostanza che lascia intendere, evidentemente, che proprio per mercoledì possano sopravvenire fatti nuovi anche, se non soprattutto, in relazione alle ormai note scadenze per la ricapitalizzazione della società (415mila euro entro il 29 dicembre, 96mila entro il 31 gennaio) per evitare nuove e pesanti sanzioni da parte della Comtec (4 punti di penalizzazione e 45mila euro di multa per ciascuna delle due eventuali inadempienze). Saranno novità relative alla famigerata cordata lombarda? Difficile dirlo, anche se, sempre nelle dichiarazioni riportate dal Corriere di Rieti, il presidente della Sebastiani ne ha confermato l’esistenza. Di certo, una cosa sembra ad oggi molto probabile se non addirittura scontata: la vendita parziale o totale della società a nuovi soci o proprietari è forse l’unica possibile via d’uscita. E un chiarimento sulla trattiva proprio con la cordata lombarda sarebbe in questo momento un atto dovuto verso i tifosi ai quali la società ha chiesto lo sforzo della sottoscrizione popolare.
Altra questione, altra polemica, riguarda la “protesta” della Curva Terminillo che domenica ha di fatto sospeso il tifo per tutto il primo tempo della partita dopo che le Forze dell’Ordine avevano vietato l’ingresso al PalaSojourner di aste, striscioni e altro materiale. Dopo la dura presa di posizione degli ultras che hanno lamentato disparità di trattamento rispetto ai tifosi di Teramo (cui era stato consentito l’accesso di bacchette e tamburi) anche il presidente della Sebastiani, Gaetano Papalia, è intervenuto sull’accaduto con un commento lasciato sul sito degli ultras: «L’adozione della misura precauzionale operata ieri (domenica) dal dirigente responsabile dell’ordine pubblico, pur essendo legittima sul piano giuridico-formale, difetta sul piano interpretativo del contesto nel quale viene calata. La Curva Terminillo non si è mai resa responsabile di atti di aggressione, vandalismo o teppismo all’interno del PalaSojourner, dimostrando assoluta correttezza. Le tifoserie ultras delle due squadre sono posizionate in modo tale da non poter venire a contatto, né con Teramo vi sono rivalità di particolare asprezza. Nei Palazzi dello Sport di tutta Italia le bandiere sventolano spesso in quantità notevole e la discriminazione subita dai nostri ragazzi, considerato tale scenario, non può che essere percepita in termini ingiustamente punitivi – ha detto Papalia –. Sono certo che il Questore di Rieti comprenderà l’opportunità di dare fiducia a quanti, come i nostri ragazzi della curva, credo se la siano meritata. Ora, se non si comprende il senso di quel che ho scritto e non si capisce la carica ideale di questi ragazzi va rispettata, subirò un nuovo deferimento. Ma non posso tacere ciò che penso».
Ancora su Rieti
da www.rietisport.it
La domanda, in sostanza, era semplice. La risposta lo è stata altrettanto. «Non posso parlare di questioni societarie visto che qualche settimana fa sono stato redarguito dalla società che mi ha invitato a parlare solo di questioni tecniche. Se dovessi decidere di parlare di questo lo farei con voi (i giornalisti, ndr) ma in un altro momento. Oggi (domenica, ndr) ero veramente in difficoltà, non sapevo se venire o no in conferenza stampa, ma l’ho fatto perché è così da contratto e per rispetto nei vostri confronti».
La domanda, Lino Lardo, del resto, se l’aspettava e per questo era in difficoltà. Non poteva essere diversamente, d’altra parte, dopo i virgolettati del presidente Gaetano Papalia riportati domenica dal Corriere di Rieti (e ad oggi, lunedì, non smentiti da nessuno) secondo i quali, nonostante le rassicurazioni che entro venerdì sarebbero state saldate tutte le spettanze a giocatori e staff relative all’anno in corso fino al mese di novembre compreso, gli allenatori non sarebbero stati pagati perché «più disponibili» ad aspettare. La «questione societaria» sollevata dalla domanda, e di cui Lardo ha detto espressamente di non poter parlare, era quindi relativa unicamente al suo stipendio e non certo alle difficili vicende economiche della Sebastiani che tengono col fiato sospeso ormai da mesi il mondo del basket reatino in uno dei suoi momenti più difficili. Importanti, d’altra parte, sono le dichiarazioni rilasciate a Mepradio dopo la partita con Teramo dal presidente Gaetano Papalia che non parlerà più di questioni economiche fino a mercoledì. Circostanza che lascia intendere, evidentemente, che proprio per mercoledì possano sopravvenire fatti nuovi anche, se non soprattutto, in relazione alle ormai note scadenze per la ricapitalizzazione della società (415mila euro entro il 29 dicembre, 96mila entro il 31 gennaio) per evitare nuove e pesanti sanzioni da parte della Comtec (4 punti di penalizzazione e 45mila euro di multa per ciascuna delle due eventuali inadempienze). Saranno novità relative alla famigerata cordata lombarda? Difficile dirlo, anche se, sempre nelle dichiarazioni riportate dal Corriere di Rieti, il presidente della Sebastiani ne ha confermato l’esistenza. Di certo, una cosa sembra ad oggi molto probabile se non addirittura scontata: la vendita parziale o totale della società a nuovi soci o proprietari è forse l’unica possibile via d’uscita. E un chiarimento sulla trattiva proprio con la cordata lombarda sarebbe in questo momento un atto dovuto verso i tifosi ai quali la società ha chiesto lo sforzo della sottoscrizione popolare.
Altra questione, altra polemica, riguarda la “protesta” della Curva Terminillo che domenica ha di fatto sospeso il tifo per tutto il primo tempo della partita dopo che le Forze dell’Ordine avevano vietato l’ingresso al PalaSojourner di aste, striscioni e altro materiale. Dopo la dura presa di posizione degli ultras che hanno lamentato disparità di trattamento rispetto ai tifosi di Teramo (cui era stato consentito l’accesso di bacchette e tamburi) anche il presidente della Sebastiani, Gaetano Papalia, è intervenuto sull’accaduto con un commento lasciato sul sito degli ultras: «L’adozione della misura precauzionale operata ieri (domenica) dal dirigente responsabile dell’ordine pubblico, pur essendo legittima sul piano giuridico-formale, difetta sul piano interpretativo del contesto nel quale viene calata. La Curva Terminillo non si è mai resa responsabile di atti di aggressione, vandalismo o teppismo all’interno del PalaSojourner, dimostrando assoluta correttezza. Le tifoserie ultras delle due squadre sono posizionate in modo tale da non poter venire a contatto, né con Teramo vi sono rivalità di particolare asprezza. Nei Palazzi dello Sport di tutta Italia le bandiere sventolano spesso in quantità notevole e la discriminazione subita dai nostri ragazzi, considerato tale scenario, non può che essere percepita in termini ingiustamente punitivi – ha detto Papalia –. Sono certo che il Questore di Rieti comprenderà l’opportunità di dare fiducia a quanti, come i nostri ragazzi della curva, credo se la siano meritata. Ora, se non si comprende il senso di quel che ho scritto e non si capisce la carica ideale di questi ragazzi va rispettata, subirò un nuovo deferimento. Ma non posso tacere ciò che penso».